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Trovati 347 documenti.
: Il mulino, 1975
Nuova collana storica il Mulino
Milano : Angeli, 2010
Territorio sostenibilita' governance ; 2
Abstract: La città contemporanea si inserisce all'interno di uno scenario mondiale influenzato dal fenomeno della globalizzazione e caratterizzato da una crescente competizione urbana internazionale, rispetto a cui i grandi eventi rappresentano uno strumento potenzialmente efficace e sempre più ambito. Considerando la recente proliferazione di tali occasioni, ma anche il frequente riscontro di risultati negativi, il testo esplora il tema dei mega eventi attraverso i principi dello sviluppo sostenibile. Sebbene infatti queste esperienze vengano generalmente promosse all'insegna di obiettivi di miglioramento della qualità urbana e ambientale e di sviluppo economico e sociale, in molti casi gli esiti disattendono le aspettative. A più di vent'anni dalla definizione di sviluppo sostenibile, l'evoluzione culturale che ne è conseguita continua a mostrare difficoltà di traduzione in azioni concrete e spesso, nonostante la crescente formulazione di obiettivi di sostenibilità , le ricadute sull'ecosistema e sulla collettività continuano ad essere trattate a margine di quelle economiche. Queste osservazioni invitano a riflettere non tanto sulle tipologie di intervento, in merito alle quali esiste già una vasta letteratura, quanto piuttosto sulle loro modalità di attuazione. E quale migliore occasione di sperimentazione di quella offerta da Milano 2015?
: Ediesse, 2017
Saggi Ediesse
Abstract: L'autore inserisce la crisi del Mezzogiorno nel dibattito sull'austerità in Europa. E compie una vera narrazione del Masterplan per il Sud. Smentisce il laburista olandese Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo, secondo cui, i meridionali europei dilapidano i prestiti "in donne e alcool". Per esempio, il Fondo Sviluppo e Coesione è un fondo italiano destinato per l'80% al Mezzogiorno. L'Italia, con la «manovra» 2017, aumenta la dotazione del Fondo da 38 a 46 miliardi: nel contempo rinvia la spesa di 35 (di quei 46) miliardi a dopo il 2020. Un rinvio uguale a un taglio per il Sud. Perché? Per raggiungere il pareggio strutturale di bilancio nel 2019. Volendo risalire alla genesi, il volume ripercorre la storia dell'austerità dal 1992 ad oggi con l'attuale versione del Patto di Stabilità: dopo il suo irrigidimento nel 2011-2012 tramite il Fiscal Compact, il Two Pack e il Six Pack, il Patto ha ridotto la possibilità di indebitarsi per investire. L'austerità teutone allarga il divario Nord-Sud. Il Governo inaugura la variante di valico dell'A1 ma non completa le tre ferrovie principali al Sud: la Napoli-Bari-Lecce-Taranto, la Salerno-Reggio Calabria e la Messina-Catania-Palermo. L'austerità blocca gli investimenti e favorisce l'abbandono del Mezzogiorno. La classe dirigente meridionale investe poco e male gli unici soldi disponibili. Fino al 2023 il Meridione avrà 93 miliardi: come auspicato da Adriano Giannola nel dialogo conclusivo, occorre investirli in un Piano di sviluppo che crei lavoro vero. Nel segno di Giuseppe Di Vittorio. Prefazione di Marcello Minenna.
Il tradimento : globalizzazione e immigrazione, le menzogne delle élite / Federico Rampini
Mondadori, 2016
Abstract: Il mondo sembra impazzito. Stagnazione economica. Guerre civili e conflitti religiosi. Terrorismo. E, insieme, l'impotenza dell'Occidente a governare questi shock, o anche soltanto a proteggersi. Senza una guida le opinioni pubbliche occidentali cercano rifugio in soluzioni estreme. Globalizzazione e immigrazione sono i due fenomeni sotto accusa. Il tradimento delle élite è avvenuto quando abbiamo creduto al mantra della globalizzazione, quando il pensiero politically correct ha recitato la sua devozione a tutto ciò che è sovranazionale, a tutto ciò che unisce al di là dei confini, dal libero scambio alla finanza globale. Il triste bilancio è quello di aver reso i figli più poveri dei genitori. Il tradimento delle élite si è consumato quando abbiamo difeso a oltranza ogni forma di immigrazione, senza vedere la minaccia che stava maturando dentro il mondo islamico, l'ostilità ai nostri sistemi di valori. Quando abbiamo reso omaggio, sempre e ovunque, alla società multietnica, senza voler ammettere che questo termine, in sé, è vuoto: non indica il risultato finale, il segno dominante, il mix di valori che regolano una comunità capace di assorbire flussi d'immigrazione crescenti. In questo pamphlet di denuncia, Federico Rampini indica le possibili vie d'uscita: un'economia liberata dai ricatti delle multinazionali e dei top manager; un'immigrazione governata dalla legalità e nella piena osservanza dei nostri princìpi; una democrazia che torni a vivere della partecipazione e del controllo quotidiano dei cittadini; e, infine, un dibattito civile ispirato al rispetto dell'altro, non ai pregiudizi, all'insulto e alla gogna mediatica dei social.
Sette luoghi comuni sull'economia / Andrea Boitani
Laterza, 2017
Abstract: “L’austerità è la risposta giusta a un debito pubblico troppo alto”. Falso. In poco tempo i fatti hanno dimostrato che l’austerità è stata la risposta sbagliata ai problemi economici dell’Europa. E che, anzi, li ha peggiorati: il rapporto debito/Pil è cresciuto di più proprio in quei paesi dove sono state attuate con maggior forza le politiche di consolidamento fiscale. Come se non bastasse, l’austerità ha favorito l’aumento della disoccupazione e il peggioramento della recessione. Quello dell’austerità virtuosa è uno dei sette miti dell’economia contemporanea, decostruiti e analizzati da Andrea Boitani con una scrittura chiara, lineare e ricca di informazioni. Sette luoghi comuni dell’economia che, una volta tradotti in politiche economiche, impattano la vita dei cittadini e le decisioni internazionali: “l’economia europea va male perché c’è l’Euro”; “l’austerità è la risposta giusta a un debito pubblico troppo alto”; “non si esce dalla crisi se non si fanno le riforme”; “per rilanciare l’economia servono grandi investimenti infrastrutturali”… In effetti, sia sotto il profilo teorico che sotto quello storico ed empirico, ognuno di questi luoghi comuni contiene elementi di verità. Ma sottolineare solo questi elementi o nascondere quelli che li contraddicono conduce a giudizi non equilibrati e, in definitiva, alla costruzione di un’ideologia insidiosa. Se sono le idee che, nel bene e nel male, prevalgono nel lungo periodo sugli interessi costituiti, è necessario che quelle idee vengano dissezionate, separando i contenuti ideologici da quelli scientifici e storici. Questo è lo scopo del libro.
Che cos'è l'economia / Paolo Savona
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 1999
Abstract: Paolo Savona ci conduce con mano sicura attraverso il pensiero dei grandi maestri per aiutarci a capire che cos'è l'economia. Spiegando anche perché gli economisti sbaglino così di frequente le previsioni e dimostrando perché, nonostante ciò, l'economia conservi dignità di scienza. Con riflessioni sul rapporto tra teoria e politica economica riferite in particolare al "laboratorio" Italia. Mercantilisti, fisiocratici, quantitativisti, classici, ricardiani, neoclassici, storici, marginalisti, marxiani, keynesiani, monetaristi, neoquantitativisti, postkeynesiani, sraffiani, teorici dell'offerta, teorici delle aspettative razionali, teorici delle scelte pubbliche, sperimentalisti o cognitivi, neuroeconomisti. Quante scuole di pensiero (e queste sono solo le principali) hanno caratterizzato l'evoluzione dell'economia dalla sua natura di semplice pensiero a quella di scienza economica partendo dal contributo della scuola italiana, non meno importante di quello più popolare di Adam Smith nella sua Ricerca sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. Paolo Savona ci accompagna attraverso il pensiero dei grandi maestri per aiutarci a capire che cos'è l'economia usando il riferimento al calcolo razionale, ma senza escludere l'uso di altre dimensioni del pensiero economico. Egli approfondisce inoltre il rapporto tra teoria e politica economica soffermandosi in particolare sulle esperienze del "laboratorio" Italia.
Mondadori, 2014
Abstract: In La società a costo marginale zero, Jeremy Rifkin sostiene che si sta affermando sulla scena mondiale un nuovo sistema economico. L'emergere dell'Internet delle cose sta dando vita al Commons collaborativo, il primo nuovo paradigma economico a prendere piede dall'avvento del capitalismo e del socialismo nel XIX secolo. Il Commons collaborativo sta trasformando il nostro modo di organizzare la vita economica, schiudendo la possibilità a una drastica riduzione delle disparità di reddito, democratizzando l'economia globale e dando vita a una società ecologicamente più sostenibile. Motore di questa rivoluzione del nostro modo di produrre e consumare è l'Internet delle cose, un'infrastruttura intelligente formata dal virtuoso intreccio di Internet delle comunicazioni, Internet dell'energia e Internet della logistica, che avrà l'effetto di spingere la produttività fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato, rendendo gli uni e gli altri praticamente gratuiti, abbondanti e non più soggetti alle forze del mercato. Il diffondersi del costo marginale zero sta generando un'economia ibrida, in parte orientata al mercato capitalistico e in parte al Commons collaborativo, con ricadute sociali notevolissime. Rifkin racconta come i prosumers, consumatori diventati produttori in proprio, generano e condividono su scala laterale e paritaria informazioni, intrattenimento, energia verde e prodotti realizzati con la stampa 3D a costi marginali...