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Trovati 245 documenti.

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Parete ovest
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Libri Moderni

Messner, Reinhold <1944->

Parete ovest / Reinhold Messner

Corriere della sera : Club alpino italiano, 2013

Biblioteca della montagna Corriere della sera ; 2

Primi sull'Everest
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Libri Moderni

TENZING NORGAY

Primi sull'Everest / Tenzing Norgay ; con James Ramsey Ullman

Corriere della sera : Club alpino italiano, 2014

Biblioteca della montagna Corriere della sera ; 19

Parete ovest
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Libri Moderni

Messner, Reinhold <1944->

Parete ovest / Reinhold Messner ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, 2011

Abstract: Estate 2004. La ripetizione, a distanza di trent'anni della prima scalata lungo la parete ovest dell'Ortles, ha rischiato di tramutarsi in tragedia per il sessantenne Reinhold Messner e il suo compagno di cordata. Messner infatti è rimasto bloccato su una parete strapiombante di 1000 metri sotto una cornice di ghiaccio. Con questo evento drammatico si apre il libro Parete ovest, un libro segnato da una vena intimistica e quasi malinconica, in cui Reinhold Messner fa i conti con il suo passato di alpinista, mettendone in luce tutte le peculiarità: la ricerca dell'avventura estrema, del limite fisico e psicologico, sempre nel rispetto assoluto della vita propria e della montagna. Un atteggiamento sempre meno diffuso a favore di un alpinismo turistico che sta devastando i paesaggi, in primo luogo quelli delle Alpi di casa nostra, in cui Messner è cresciuto.

L' ultimo abbraccio della montagna
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Libri Moderni

Unterkircher, Silke - Marrone, Cristina

L' ultimo abbraccio della montagna : l'avventura estrema di Karl Unterkircher / Silke Unterkircher con Cristina Marrone

: BUR : Rizzoli, 2012

BUR. Saggi

Abstract: Il 15 luglio 2008, Karl Unterkircher, alpinista di fama mondiale, moriva inghiottito in un crepaccio sul Nanga Parbat, la nona vetta del mondo, ribattezzata dagli himalayani "la mangiauomini", a causa delle molte vittime che ha fatto tra gli scalatori professionisti (tra loro, il fratello di Reinhold Messner). Cosa ha portato Karl e la sua cordata a sfidare quelle pareti inespugnabili? Cosa spinge un uomo a cercare una sfida così audace? In questo tributo appassionato al padre dei suoi tre figli, Silke ci restituisce il ritratto di un uomo legato indissolubilmente a quel mondo estremo che amava più della sua stessa vita, e ci aiuta a capire che spesso dietro scelte così rischiose non si nasconde un desiderio di affermazione, ma un sentimento del tutto estraneo a chi non conosce la magia dell'esplorazione. Perché, come diceva Karl, non sono gli scalatori a cercare il rischio; è la montagna che chiama.

Everest 1953
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Conefrey, Mick <1963->

Everest 1953 : l'epica storia della prima salita / Mick Conefrey ; traduzione di Paola Mazzarelli e Gianfranco Petrillo

Corbaccio, 2013

Abstract: Il mattino del 2 giugno 1953, mentre la nazione si preparava all'incoronazione della Regina Elisabetta II, le prime notizie cominciarono a filtrare: la cima dell'Everest era stata raggiunta. Quella che è passata alla storia come esempio di spedizione perfettamente pianificata, però, non fu realmente così. Mick Conefrey, infatti, ci rivela tutti i retroscena, le crisi e le polemiche - sia in parete che in patria - che nessuno ha mai raccontato: dalla ricerca rocambolesca dei finanziamenti alla ribellione degli Sherpa, dalle condizioni meteo avverse all'ostilità della stampa domestica. Anche se tutto ciò non fa che esaltare ancor di più la spedizione di John Hunt e del suo team, che per avere successo dovette far ricorso a capacità inimmaginabili e a tutta la determinazione possibile, nonché a una sana dose di supponenza e ingenuità britanniche. Ma questo libro è anche un omaggio ad alcune personalità molto spesso dimenticate dal racconto ufficiale, come Eric Shipton, l'enigmatico Mr Everest, e Charles Evans, che si sacrificò a 100 metri dalla vetta per farvi arrivare Hillary. Grazie alla sua appassionata ricerca tra le lettere, i diari e i ricordi dei protagonisti di allora, Conefrey è riuscito ad entrare profondamente nell'animo degli alpinisti e a rispondere a domande che da sei decenni tormentano gli appassionati di montagna: perché a Eric Shipton fu a un certo punto tolta la leadership della spedizione? Chi mise piede per primo sulla cima: Hillary o Tenzing?

Non ti farò aspettare
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Meroi, Nives <1961->

Non ti farò aspettare : tre volte sul Kangchendzonga, la storia di noi due raccontata da me / Nives Meroi

Rizzoli, 2015

Abstract: Questa storia comincia (male) e finisce (bene) sul Kangchendzonga, la terza vetta più alta della Terra, una delle più difficili da scalare. È una storia epica, non solo di alpinismo, ma soprattutto d'amore e di crescita interiore. Siamo nel 2009 e Nives Meroi è in corsa con altre due alpiniste per diventare la prima donna ad aver conquistato i quattordici ottomila del pianeta. Come ha sempre fatto, affronta il Kangch, la sua dodicesima cima, in cordata con il marito Romano, e senza "sconti": né portatori d'alta quota, né ossigeno. Allo stesso tempo, mentre i media spettacolarizzano l'impresa, Nives non è insensibile alla sirena della fama, che la sta trascinando in un gioco che non le appartiene... Ma, a poche centinaia di metri dalla vetta, Romano non si sente bene e si ferma. Che cosa sceglie di fare, allora, Nives? Proseguire da sola, conquistando un'altra cima utile per la vittoria, come molti le avrebbero suggerito? No, lei non esita: abbandona la gara perché non può lasciare Romano solo ad aspettare. Così si conclude il primo atto di questa vicenda. Ne seguono altri tre in cui entrano in scena la malattia, la complicità, la capacità di attendere, la voglia di reagire senza scoraggiarsi quando si prende una via sbagliata. Per giungere al lieto fine in cui il Kangch si lascia finalmente conquistare da Nives e Romano che, in un confronto leale e puro con la Natura, hanno compreso il senso profondo della vita.

La cresta infinita
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Libri Moderni

Allan, Sandy <1935->

La cresta infinita : la Mazeno Ridge al Nanga Parbat / Sandy Allan ; traduzione dì Maria Antonia Sironi

Alpine studio, 2017

Abstract: Nell’estate 2012 sei alpinisti provenienti da varie nazioni tentarono la prima salita di quella che da sempre è considerata la più grande cresta dell’Himalaya: la Mazeno Ridge al Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo. Con uno sviluppo di dieci chilometri, la Mazeno Ridge è il percorso in assoluto più lungo e complesso per raggiungere la cima di qualsiasi dei quattrodici Ottomila. Ben dieci spedizioni ne avevano tentato la conquista, fallendo tutti quanti. Undici giorni dopo essere partiti, due degli alpinisti del team - Sandy Allan e Rick Allen - nonostante ultracinquantenni (età limite per simili imprese himalayane) hanno raggiunto la cima. Avevano esaurito le scorte di cibo e di acqua e furono colpiti da forti allucinazioni a causa della prolungata permanenza a quota 8000 e dell’esaurimento fisico. Le condizioni di neve pesante che li accolse sulla cima significarono altri tre giorni per scendere il lato più alto della “killer mountain”. Il titolo è la storia di una straordinaria prova di resistenza e impegno ai limiti della sopravvivenza, per salire la “cresta dell’infinito” – ultimo baluardo della conquista dell’uomo nel mondo verticale.

Senza sosta
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Libri Moderni

Nicolini, Franco <1960-> - Giovannini, Diego <1962->

Senza sosta : gli 82 Quattromila delle Alpi in 60 giorni / Franco Nicolini e Diego Giovannini

Alpine studio, 2020

Abstract: Patrick Berhault aveva un sogno: concatenare tutti gli 82 Quattromila delle Alpi in 82 giorni, senza altro motore che le proprie gambe. Berhault non ce la fece, ma Franco Nicolini, Diego Giovannini e Mirco Mezzanotte il sogno lo realizzarono nel 2008, e in soli 60 giorni. Questa è un'impresa che segna una svolta importante del modo contemporaneo di vivere la montagna: non si tratta più delle velocissime scalate di un giorno, ma di nuovi orizzonti temporali. Un viaggio tra ambienti sconfinati e selvaggi, raggiunti col solo motore umano: i tre hanno esclusivamente camminato, sciato, arrampicato e inforcato la bicicletta. In questa nuova concezione, la performance è solo una parte – sempre più impercettibile – dell'avventura. Contano nuovi valori, le sensazioni, l'istinto, l'equilibrio, il saper condividere la quotidianità insieme ai compagni scelti, senza i tempi di attesa himalayani. È un nuovo modo di conoscere le montagne, guidato dalla voglia di "starci dentro" e a lungo per assaporare nuove dimensioni.

Nanga
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Libri Moderni

Moro, Simone <1967->

Nanga : fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina / Simone Moro

Rizzoli, 2017

Abstract: Quella di Moro per il Nanga Parbat è una folgorazione, una scintilla scoccata sulle pagine dei libri che Simone leggeva da ragazzino, dove si narravano le imprese straordinarie di alpinisti come Albert Mummery, Hermann Buhl e Reinhold Messner che su quella montagna avevano lasciato una traccia e in certi casi, tragicamente, anche la vita. Con il tempo la scintilla si è ravvivata fino a diventare una passione travolgente, un amore vero e proprio per una cima maestosa che, nel tempo, aveva continuato a respingere molti alpinisti. Nell’estate del 2003 finalmente Moro può toccarne con mano le pareti e il suo tentativo di raggiungerne la vetta fallisce. Ma non è affatto la fine del sogno, anzi è solo l’inizio di un corteggiamento paziente, durato tredici anni, che l’autore racconta in questo libro avvincente ed emozionante. Tredici anni e tre tentativi invernali fatti di imprevisti, sorprese, nuove vie e nuove cordate, valanghe e bufere di neve, crepacci, grotte di ghiaccio, venti a 200 chilometri orari e cieli limpidi... Ma soprattutto fatti di scalate compiute un passo dopo l’altro, con la tenacia che serve a non mollare e con il rispetto costante per la montagna, la natura e i limiti dell’uomo. «26 febbraio: il tempo si dilata. Ormai era così che lo percepivamo: aumentato, surreale, lento. Ognuno di noi era diventato un automa, focalizzato esclusivamente sul proprio ritmo, sulla propria fatica, sui propri problemi. Eravamo oltre i 7800 metri. Nessuno parlava più da tempo, concentrati come eravamo a mettere un passo davanti all’altro, sette per l’esattezza, fermarci, guardare verso l’alto, nella speranza che quei sette passi avessero fatto il miracolo di avvicinare la vetta che invece sembrava rimanere inesorabilmente lontana da noi.» Il corteggiamento finisce quel giorno. Alle 15:37 Simone Moro – in cordata con Tamara Lunger, Alex Txikon e Ali Sadpara – arriva sulla vetta del Nanga Parbat coronando un sogno durato trent’anni ed entrando nella storia dell’alpinismo.

Monte Disgrazia picco glorioso
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Monte Disgrazia picco glorioso : 150 anni di storia / a cura di Giuseppe Miotti, Michele Comi

: Bellavite, 2012

Abstract: Centocinquant'anni or sono quattro sudditi della Regina Vittoria capitarono in Valtellina: fra i loro scopi il tentativo di dare la scalata a un misterioso picco, intravisto dalle creste del Bernina. Il picco misterioso era il Monte Disgrazia.

Prigioniero dell'Annapurna
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Lafaille, Jean-Christophe <1965-2006> - Heimermann, Benoît <1953->

Prigioniero dell'Annapurna / Jean-Christophe Lafaille, con Benoît Heimermann

Torino : CDA & Vivalda, copyr. 2007

Abstract: È il 1992. Jean-Christophe Lafaille, dopo gli exploit sportivi messi a segno sulle Alpi, è alla sua prima spedizione himalayana, portato dal fortissimo connazionale Pierre Béghin a quella che sarebbe diventata una vera vocazione all'alta quota. I due francesi tentano l'Annapurna per una via nuova. Ma a 7000 metri, costretti a ripiegare nella bufera, Béghin cade per la rottura di una protezione. Inizia così per Lafaille un'epica marcia verso la salvezza. Nonché una storia privata con l'Annapurna, allo scopo di poter un giorno mettere piede sulla sua cima. Il che accade esattamente dieci anni dopo, il 15 maggio 2002. Il libro racconta l'avvincente relazione tra un uomo e una montagna. La faticosa ripresa, fisica e psicologica, dopo la morte del compagno e la propria sopravvivenza strappata con i denti, i difficili rapporti con l'ambiente alpinistico, i tentativi a vuoto delle spedizioni successive, la volontà incrollabile di ritrovare se stesso attraverso il compimento di un'ascensione. Jean-Christophe Lafaille scomparirà il 27 gennaio 2006 sul Makalu, suo dodicesimo ottomila, scalato in solitaria.

Montagna vissuta
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Karl, Reinhard <1946-1982>

Montagna vissuta : tempo per respirare / Reinhard Karl ; traduzione di Silvia Metzeltin

CDA & Vivalda, 2005

Abstract: La freschezza della rivolta giovanile nei confronti di una quotidianità nella quale la scoperta della scalata e dell'alpinismo intervengono a offrire speranza.

Duemila metri della nostra vita
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Maestri, Cesare <1929-2021> - Maestri, Fernanda

Duemila metri della nostra vita : le due facce del Cerro Torre / Cesare Maestri e Fernanda Maestri

Torino : Centro documentazione alpina, 2002

Abstract: Nel 1970 Cesare Maestri torna al Cerro Torre per scalarlo una seconda volta, aprendo una nuova via. Il suo è un atto di sfida nei confronti di chi ha messo in dubbio la sua prima ascensione, compiuta nel 1959. In verità Maestri non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno, ma la sua decisione è irrinunciabile e niente e nessuno potrà fermarlo. Nemmeno la moglie che, come tante mogli sconosciute di alpinisti famosi, vive perennemente in ansia per il suo uomo, e che questo nuovo proposito precipita nella disperazione. Partirà con lui, lo aiuterà ad ottenere i mezzi per raggiungere la montagna, ma come sempre il suo ruolo e la sua dannazione sarà quella di attendere. Questo libro, scritto a quattro mani, è la storia di due battaglie: quella di Cesare contro il ghiaccio, il vento, le valanghe e le enormi difficoltà per raggiungere la sua meta; e quella di Fernanda contro lo sconforto, l'angoscia e la tentazione di annullamento. Ed è la prima volta, nella storia della letteratura di montagna, che accanto alla voce del protagonista di un'impresa si leva anche quella di chi aspetta e soffre ma accetta perché ama e comprende. Duemila metri della nostra vita, pubblicato per la prima volta nel 1972, ha vinto il premio Bancarella Sport 1974.

Le notti stellate del Karakorum
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Libri Moderni

Jelincic, Dusan <1953->

Le notti stellate del Karakorum / Dusan Jelincic ; prefazione di Nives Meroi ; con un contriburo di Erik Svab

Nuova ed

Torino : CDA & Vivalda, copyr. 2006

Abstract: Nel 1986 scalare un ottomila è ancora un'impresa straordinaria, riservata ad alpinisti affermati. Come Reinhold Messner, che sta per toccare l'apice della fama con il record dei quattordici giganti himalayani. Già per questo è del tutto inconsueta la storia del giornalista triestino che riesce a scalare un ottomila del Karakorum, affiancando alpinisti sloveni del calibro di Tomo Cesen e Silvo Karo. Ma in più, Jelincic diventa testimone della famosa estate dell'86 sul Baltoro, un'infernale girandola di maltempo e disgrazie in cui perisce tra i tanti Renato Casarotto. Calcata la vetta del Broad Peak, Jelincic e il compagno Stangelj rimangono bloccati dalla tempesta, da cui si salvano per puro miracolo, mentre sul vicino K2 quella stessa tempesta miete cinque vittime. Questo resoconto antieroico, da alpinista qualunque, svela i risvolti dell'esperienza estrema con un'intensità umana ignota agli eroi dell'himalaysmo.

L'ossessione dell'Eiger
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Libri Moderni

Harlin, John, junior

L'ossessione dell'Eiger / John Harlin jr. ; traduzione di Mirella Tenderini

Torino : CDA & Vivalda, copyr. 2008

Abstract: La parete nord dell'Eiger è il sogno di tutti gli alpinisti di punta. Molti vi persero la vita. Anche John Harlin, uno degli alpinisti i americani di punta che avevano portato tecniche e filosofie innovative sulle Alpi, morì nell'inverno del 1966 precipitando da quella parete durante il tentativo di aprire una nuova via direttissima, che in seguito venne completata e battezzata col suo nome, Harlin lasciava una giovane vedova e due figli bambini, e un trauma che sembrava impossibile superare. John junior promise a sua madre che non sarebbe mai diventato un alpinista e lottò tutta la vita per mantenere la promessa. Ma la passione che l'aveva assorbito dal padre fin dalla più tenera età lo tenne costantemente in contatto con la montagna. Sapeva che non avrebbe avuto pace fino a che non avesse scalato la montagna che era costata la vita a suo padre, e alla fine riuscì a compiere l'ascensione, vincendo le angosce della madre e la riluttanza della moglie, e ponendo fine all'ossessione che aveva torturato tutta la famiglia fino a quel momento.

Tre cime
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Libri Moderni

Svab, Erik - RENZI, Giovanni

Tre cime : vie classiche e moderne / Erik Svab, Giovanni Renzi

: Versante sud, 2009

Luoghi verticali

La conquista delle Dolomiti
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Libri Moderni

RICHARDI, Hans-Gunter

La conquista delle Dolomiti : sulle tracce dei pionieri Paul Grohmann e Viktor Wolf-Glanvell nei Monti Pallidi / Hans-Gunter Richardi

: Athesia, 2008

Abstract: Con il suo libro "La conquista delle Dolomiti", lo scrittore e giornalista Hans-Giinter Richard! vuole commemorare il 100° anniversario della morte dell'alpinista viennese Paul Grohmann, che ricorreva il 29 giugno 2008. L'opera viene pubblicata in concomitanza con la mostra "La conquista delle vette", che l'autore ha realizzato su incarico dell'amministrazione comunale di Villabassa (Alto Adige), inaugurata nel giugno 2008 nel Museo del Turismo dell'Alta Pusteria "Casa Wassermann" a Villabassa. Nella seconda metà del 19° secolo Grohmann si è fatto conoscere come pioniere delle Dolomiti. Con le sue prime scalate in quella regione montana fino ad allora sconosciuta ha aperto la strada all'alpinismo nei "Monti Pallidi". Le orme del "Re delle Dolomiti", come egli fu presto chiamato, furono seguite dall'altrettanto valido alpinista Vìktor Wolf Edler von Glanvell di Graz. Anche il professore di diritto canonico contribuì a rendere accessibili le Dolomiti di Braies, il gruppo del Fanes e delle Tofane nonché le Alpi Clautane nelle Prealpi Comiche. Questo libro ha tra l'altro lo scopo di mantenere viva la memoria dei due pionieri delleAlpi, il cui ricordo andava altrimenti scemando. Grohmann fu anche uno dei fondatori dell'Oesterreichischer Alpenverein (associazione alpina austriaca) e contribuì alla nascita del Deutscher Alpenverein (associazione alpina tedesca). Nel 1873 le due associazioni alpine furono fuse nel "Deutscher und Oesterreichi-scher Alpenverein". L'amministrazione comunale di Villabassa ha particolare interesse a ricordare Paul Grohmann, in quanto egli fu membro onorario della sezione Alta Pusteria dell'Alpenverein, fondata a Villabassa il 2 settembre 1877. Ma la storia dell'Alpenverein in questa località è iniziata ancor prima; la sezione di Villabassa era nata già nel dicembre 1869. Tra le prime sezioni che aderirono al Deutscher Alpenverein nell'anno della sua fondazione (1869), Villabassa era l'unico paese. Tutte le altre sezioni erano città o regioni. Villabassa fu, dopo Bolzano, la seconda sezione del Deutscher Alpenverein dell'odierno Alto Adige.

Giorni della grande pietra
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Libri Moderni

Ardito, Stefano <1954->

Giorni della grande pietra : l'alpinismo sul Gran Sasso e dintorni / Stefano Ardito

: Versante sud, 2010

Irampicanti ; 27

Abstract: Una delle montagne più belle e più amate d'Italia si alza molto più a sud delle Alpi, nel cuore dell'Appennino e dell'Abruzzo. Magnifiche pareti calcaree, canaloni innevati, cascate di ghiaccio fanno del Gran Sasso, d'estate e d'inverno, uno straordinario terreno di gioco per gli alpinisti. Questo libro, scritto da uno dei migliori conoscitori del massiccio, racconta le speranze, le avventure, le vittorie, le tragedie vissute da generazioni di alpinisti sulle pareti del Corno Grande, del Corno Piccolo, del Pizzo d'Intermèsoli, del Monte Camicia e delle altre vette della "Grande Pietra". Una storia che inizia nel 1573, quando Francesco de Marchi sale per la prima volta al "Corno Monte", e raggiunge gli exploit su roccia e ghiaccio compiuti dai migliori alpinisti romani, abruzzesi e marchigiani di oggi. Una storia nella quale ai "padroni di casa" - gli Aquilotti degli anni Trenta, i Sucaini romani del dopoguerra, e poi Gigi Mario, Pierluigi Bini, Giampiero Di Federico, Paolo Caruso e Tiziano Cantalamessa - si sono spesso affiancati uomini arrivati da lontano, come Douglas Freshfield, Giusto Gervasutti e Fosco Maraini.

La seconda morte di Mallory
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Libri Moderni

Messner, Reinhold <1944->

La seconda morte di Mallory / Reinhold Messner ; traduzione di Orsetta Barbero Lenti

2. ed.

Bollati Boringhieri, 2013

Abstract: Nel 1924, lo scalatore inglese George Mallory, insieme al compagno Andrew Irvine, tentò la prima conquista dell'Everest. Entrambi morirono nell'impresa - era il terzo tentativo - ma nessuno ha mai saputo dire con certezza se prima o dopo aver raggiunto la cima. Di sicuro, entrambi furono avvistati a circa 250 metri dalla vetta, prima di scomparire per sempre dietro alle nubi. Poi, nel 1999, il ritrovamento del corpo perfettamente conservato di Mallory ha riproposto questa storia leggendaria. Purtroppo Mallory non aveva con sé la macchina fotografica che avrebbe potuto confermare o meno il compimento dell'impresa. E non fu mai ritrovata tra le sue cose neppure la foto della moglie che Mallory si dice intendesse lasciare sulla cima a testimonianza della sua conquista. Reinhold Messner affronta l'enigma della fine del suo predecessore, George L. Mallory, e ci offre una ricostruzione insieme documentata e romanzesca. Attraverso la vicenda pionieristica di Mallory, riletta alla luce della propria esperienza e ricostruita al di là del mito, l'autore di questo racconto accompagna il lettore sulla scena himalayana, quando era ancora sede d'imprese eroiche, prima di diventare meta turistica per comitive. E fornisce, forse, la soluzione dell'enigma.

Io superclimber
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Libri Moderni

Dawes, Johnny <1964->

Io superclimber / Johnny Dawes ; traduzione di Elena Corriero

Versante sud, 2013

Abstract: Nato nel 1964, Dawes ha iniziato ad arrampicare a 14 anni. A quel tempo l'arrampicata oltremanica era ancora soprattutto “trad” ed era “guidata” da Pete Livesy e Ron Fawcett. Proprio in quel momento però stava iniziando, con l'arrivo degli spit, la rivoluzione alimentata da Ben Moon e Jerry Moffatt e guidata anche da Andy Pollit, John Redhead, Paul Pritchard, John Dunne e Steve Mayers per citare solo alcuni dei più importanti. E' in questo contesto che, per tutta la metà degli anni '80 e l'inizio dei '90, Dawes è entrato in scena, creando con la sua geniale creatività una lista pressoché infinita di vie test che hanno portato il trad inglese ad un livello fino ad allora inimmaginabile, sia in termini di difficoltà pura, sia per lo stile di apertura. Le vie di Dawes coprono l'intera lunghezza e larghezza della Gran Bretagna, dalle scogliere di Gogarth alle miniere di ardesia sopra Llanberis, passando per le montagne scozzesi e gallesi e – per quello che è il suo primo amore – il gritstone nel Peak District. Tra le sue vie vanno annoverati "terreni sacri", come Gaia, The Quarryman e Indian Face per citare solo tre delle più famose. Mentre le prime due sono conosciute grazie al film senza tempo Stone Monkey, l'ultima via situata nella falesia di Clogwyn Du'r Arddu è considerata una delle migliori e più rappresentative di un'epoca in cui il trad più corraggioso ha spinto i limiti di ciò che era psicologicamente possibile, raggiungendo un punto che poche altre vie hanno superato o eguagliato. Per meglio comprendere questa impresa, vale la pena ricordare che, in un quarto di secolo, Indian Face è stata ripetuta tre volte soltanto, da Nick Dixon, Neil Gresham e Dave MacLeod.