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Trovati 244 documenti.
Tra zero e ottomila / Kurt Diemberger
CDA, 1995
Abstract: Chissà se riusciremo davvero a presentarlo al Festival di Trento, ci si chiede un po' assonnati nella soffitta di via Crispi, alla periferia di Varese, mentre alle due di notte Diemberger e i suoi amici registrano la colonna sonora de La Grande Cresta di Peutérey. In quei quattrocentocinquanta metri di pellicola a colori è racchiusa un'impresa per pochi, tentata invano persino da Hermann Buhl e Gaston Rébuffat: otto chilometri di scalata sulla via più lunga delle Alpi. Cinque giorni fuori dal mondo che, come ovvio, conquisteranno la temuta giuria all'undicesima edizione del festival (1962). Siamo nel cuore dell'Epoca d'oro del Sesto grado e Diemberger si muove da protagonista, non solo come campione dell'esplorazione verticale, ma anche come regista, fotografo, scrittore, conferenziere e acuto divulgatore alle prese con scogliere sul mare, mappe imprecise, ghiacciai, sguardi di altri mondi e indimenticabili compagni di cordata. "Tra zero è ottomila" racconta quegli anni irripetibili dove tutto è ancora "da fare", dove tutto è ancora una scoperta anche se non certo a portata di mano. Uscito per la prima volta nel 1970, è questo un testo-monumento della letteratura di montagna, che ha sedotto generazioni di lettori-alpinisti portandoli via su cime dai nomi fiabeschi, il Broad Peak il Dhaulagiri, il Chogolisa, il Tirich Mir, e lungo tante altre tappe di una vita che è storia dell'alpinismo.
L' arciere : Vivalda, 1995
Abstract: "Alpinismo eroico" raccoglie gli scritti di Emilio Comici, uno dei più grandi arrampicatori italiani. Sono tutti i racconti delle salite compiute dall'alpinista triestino nella sua vita da arrampicatore acrobatico per cui è noto in tutto il mondo. Il "tocco di Comici" è divenuto leggendario, e ogni sua via è un omaggio all'estetica e alla bellezza della salita. I racconti di Comici si differenziano per la loro spontaneità e immediatezza, lasciando intravedere un uomo che davanti alla montagna e alla sua bellezza non può che provare smarrimento e ammirazione. Con questo libro si riscopre uno degli arrampicatori più formidabili della storia, scoprendo un precursore di indubbia audacia che ha posto la sua firma sulle più grandi pareti di roccia delle Alpi.
Freney 1961 : un viaggio senza fine / Marco A. Ferrari
CDA & Vivalda, 2003
Abstract: Luglio 1961: sette tra i più forti alpinisti di quei tempi sono impegnati sul Pilone Centrale del Frêney al Monte Bianco, l'ultimo grande "problema" delle Alpi. Da giorni, gli italiani guidati da Walter Bonatti e i francesi da Pierre Mazeaud si trovano in alto sulla parete. Lampi, vento, neve, temperature a venti sottozero bloccano la salita. Sembra che resistere nella speranza dell'arrivo del sereno sia l'unica soluzione. Ma la tempesta non si placa. E quando Bonatti decide di tentare una discesa disperata, è ormai troppo tardi. Un dramma nazionale, da copertina, che ha lasciato sgomenta l'Italia del boom economico. Questo racconto fedele e incalzante è uno dei grandi classici della letteratura di montagna, ricostruisce tassello su tassello l'avventura dei sette sfortunati alpinisti, di cui soltanto tre faranno ritorno; ma è anche la testimonianza di un'epoca ormai lontana, diversa, quando i sogni degli alpinisti sapevano scaldare i cuori della gente. La drammatica storia del Pilone Centrale del Frêney diventa un episodio simbolico che racchiude il significato dell'intera epopea dell'alpinismo classico.
IL GRAN Cervino / antologia di Afonso Bernardi
: Zanichelli, 1982
Montagne