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Trovati 244 documenti.
Aria sottile / Jon Krakauer ; traduzione di Lidia Perria
Corbaccio, stampa 2022
Abstract: L’Everest, o Dea del Cielo, è sempre stato oggetto di fascinazione, ossessione desiderio sia per gli alpinisti sia per i sognatori. Solo i più forti tra essi sono riusciti a raggiungerne la cima, grazie alla loro dedizione, al duro allenamento, all’esperienza acquisita in molti anni di alpinismo. Ma ormai, se si ha il denaro necessario, è alla portata di tutti. Quando nel maggio del 1996 Krakauer fu inviato dalla prestigiosa rivista Outside a partecipare a una scalata dell’Everest per scrivere un articolo sulla proliferazione delle spedizioni commerciali condotte da guide professioniste, sembrò il logico coronamento di una carriera che era riuscita a combinare le sue due passioni: l’alpinismo e la scrittura. Il 10 maggio, però, una tempesta colse di sorpresa le quattro spedizioni che si trovavano sulla cima. Alla fine della giornata nove alpinisti erano morti, incluse due delle migliori guide. Krakauer è tra i fortunati che sono riusciti a ridiscendere «la Montagna». Aria sottile è molto più che la cronaca di quella tragedia; oltre ad offrire un punto di vista privilegiato – quello della prima persona – su una vicenda che a distanza di quasi fa ancora discutere, offre soprattutto un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota e una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare. Krakauer descrive in modo indimenticabile la fatica di esistere e ancor più di muoversi a 8000 metri. È un acuto esaminatore dell’ascetismo masochistico che spinge gli alpinisti; sa che per voler salire l’Everest bisogna avere una buona dose di follia. La sua storia contiene quella che deve essere l’essenza dell’inferno: l’infinita capacità delle cose di divenire peggiori di quello che temi.
K2 la montagna del mito : vittorie, tragedie, grandi imprese / Stefano Ardito
Solferino, 2024
Abstract: Il 31 luglio 1954, mentre i ghiacciai ai suoi piedi sono già avvolti dall’ombra, il K2, la seconda montagna della Terra, diventa un simbolo del nostro Paese. Due alpinisti, il valtellinese Achille Compagnoni e il veneto Lino Lacedelli, partono all’alba da una minuscola tenda ancorata a un ripido pendio di neve. Il giorno prima due loro compagni, Walter Bonatti e il portatore pakistano Amir Mahdi, avevano sfidato un terribile bivacco a 8000 metri, senza sacco a pelo né tenda, per portare alla cordata di punta le bombole di ossigeno. Lino e Achille impiegano un’intera giornata per salire, prima in un pericoloso canalone di neve, poi sulle rocce alla sua sinistra, infine per un crinale più facile. Al crepuscolo si abbracciano sugli 8611 metri della cima. A settant’anni dall’impresa del 1954, K2 La montagna del mito racconta gli episodi più importanti della sua storia alpinistica, densa e complessa, guardando anche più lontano, verso le pietre scure del Passo Karakorum o in direzione del Broad Peak, del Chogolisa, del Gasherbrum IV e delle altre cime che fanno corona al K2. Senza dimenticare la «guerra più alta della storia» che gli eserciti del Pakistan e dell’India combattono tra il ghiacciaio Siachen e la Sella Conway, gli sviluppi della ricerca scientifica, l’ambiente e il Central Karakorum National Park. Un racconto lungo secoli, attraverso i sogni, le avventure e le molte tragedie che esploratori e alpinisti di tutto il mondo hanno vissuto sulla “montagna degli italiani”.
Vietato arrampicarsi! / Ross Collins
Valentina, 2025
Abstract: Quando un coniglio spericolato si mette in testa di scalare una vetta niente può fermarlo, né la misteriosa scomparsa dei suoi amici, né il rischio di venire stritolato da strani tentacoli, né tanto meno i cartelli di "pericolo" sparsi dappertutto. Riuscirà ad arrivare in cima?
Gran Sasso : il gigante del Sud / Stefano Ardito
Solferino, 2025
Abstract: Il Gran Sasso, che con i suoi 2912 metri è la montagna più alta dell’Appennino, fu conquistato nell’agosto del 1573 da un uomo d’avventura straordinario, protagonista poco noto del Rinascimento: Francesco De Marchi, ingegnere militare di Bologna, progettista di bastioni e fortezze. Fu uno dei primi exploit dell’alpinismo europeo. Oggi il Corno Grande del Gran Sasso è il cuore di un massiccio molto frequentato, dove si possono affrontare passeggiate turistiche o pareti impegnative, e trovare rifugi alpini, vie ferrate, centinaia di chilometri di sentieri segnati. Per molti appassionati di montagna del Nord Italia, però, il Gran Sasso resta una periferia remota, se non una brutta copia delle Alpi. Un giudizio che vale un po’ per tutto l’Appennino, la catena che forma la spina dorsale del nostro paese, e che affianca a panorami morbidi e boscosi le pareti rocciose e le vette delle Alpi Apuane, dei Sibillini, della Maiella e del Pollino, luoghi di incomparabile bellezza e difficoltà alpinistiche. In queste pagine, accanto alla creatività e al coraggio degli alpinisti in parete, e all’impegno e all’altruismo dei soccorritori in montagna come dopo le catastrofi naturali, trovano posto il lavoro dei pastori e dei boscaioli, quello delle guide alpine e dei maestri di sci, il genio degli artigiani della ceramica di Castelli. Il Gran Sasso non è solo un luogo di natura e di sport. Sui suoi altopiani, nelle sue valli e talvolta sulle sue cime sono passati la prigionia di Mussolini e la Resistenza, i rovinosi terremoti recenti dell’Aquila e di Amatrice, la valanga di Rigopiano e il prezioso lavoro dei ricercatori che scrutano il cosmo dai laboratori scavati nelle viscere del massiccio. Un intreccio di relazioni, di fatica, di cultura d’eccellenza che trasforma una grande e silenziosa montagna fatta di roccia e di neve in un luogo di lavoro, di emozioni e di vita.
Rizzoli, 2025
Abstract: Cos'è davvero l'alpinismo? È una sfida estrema? Un modo per raggiungere la vetta a ogni costo? Oppure è qualcosa di più profondo, un'esperienza che va oltre la semplice conquista? Partendo da queste domande - che solo all'apparenza hanno delle risposte facili - Simone Moro, uno dei più grandi alpinisti contemporanei, ci offre un racconto personale e coinvolgente che intreccia memoria, critica e visione. Attraverso avventure vissute in prima persona e riflessioni senza compromessi, indaga cosa significhi oggi esplorare le grandi montagne: non solo raggiungere una cima, ma farlo con consapevolezza, preparazione e passione. Con l'esperienza di chi ha vissuto la montagna ai massimi livelli, racconta la trasformazione dell'Himalaya: terra di conquiste storiche, di imprese e avventure epiche, ma anche terra che ha visto nascere e prosperare i turisti della montagna, che comprano un pacchetto avventura, vetta compresa. Dalle imprese pionieristiche al boom delle spedizioni commerciali, Simone Moro racconta la propria visione dell'alpinismo con il tono di chi ha scelto, passo dopo passo, di seguire un percorso non scontato. Gli Ottomila al chiodo è un manifesto personale e appassionato che intreccia la storia dell'alpinismo con quella di un uomo che ha deciso di restare fedele ai suoi ideali. Tra le pagine di questo libro, Moro ci invita a seguirlo lungo creste, pareti e dentro i campi base affollati di turisti, dove l'alpinismo autentico rischia di essere dimenticato. Contro la logica del successo facile, emerge una visione limpida e radicale: quella di chi crede che l'esplorazione sia ancora possibile, purché si abbia il coraggio di non adattarsi. Il risultato è una testimonianza viva, sincera e necessaria per chi ama la montagna e i sogni difficili.
In cima al mondo : le montagne più alte della Terra (e come scalarle) / [Robin Jacobs, Ed J Brown]
La Margherita, 2025
Abstract: Le montagne nascondono dietro le alte vette delle storie straordinarie: scalatori intrepidi le hanno sfidate, racconti leggendari ancora le accompagnano... e a noi cosa occorre per andare a conquistarle? L'obiettivo è la vetta, ma ciò che conta è la scalata.
Alpi : antologia delle grandi montagne italiane / Andrea Greci
Rizzoli, 2025
Abstract: Da millenni crocevia e diaframma tra popoli, culture, idee, culla dell'alpinismo mondiale, straordinario scrigno di biodiversità, le Alpi sono un esempio unico di come elementi naturali e attività umane possano creare un paesaggio culturale irripetibile che si trasforma, in questo caso, in emblema stesso della montagna. Questo libro racconta quindici montagne delle Alpi, dal Monte Bianco alle Tre Cime di Lavaredo, dal Monviso alla Marmolada, dal Monte Rosa all'Adamello, attraverso piccole e grandi storie. Un'antologia scritta e illustrata, che prende vita da una frase, da un racconto, da una testimonianza, da un pilastro di roccia, da un ghiacciaio o da un bosco. Un viaggio tra valli, pareti, sentieri e orizzonti, per scoprire i segreti più profondi della catena alpina. Quindici gruppi delle Alpi: Monviso, Gran Paradiso, Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa, Bernina e Disgrazia, Ortles e Cevedale, Adamello e Presanella, Brenta, Catinaccio e Sassolungo, Marmolada, Pale di San Martino, Civetta e Pelmo, Tre Cime di Lavaredo e Montasio e Alpi Giulie. Sessanta viaggi illustrati attraverso piccole e grandi storie della catena alpina, seguendo le orme di alpinisti, scienziati, artisti e scrittori, le impronte di una storia millenaria, le tracce silenziose di alberi e animali. Un unico grande sguardo alle Alpi, alla loro straordinaria ed emozionante complessità, alla loro esplorazione verticale e orizzontale, alla storia e alla biodiversità di una catena montuosa dove umanità e natura dialogano da sempre. Un'antologia da leggere e da conservare, per capire e sognare. Quindici voci ci guidano con le loro parole negli angoli più intimi dei gruppi montuosi che, per destini biografici, alpinistici, artistici, sono a loro legati: Enrico Camanni, Irene Borgna, Franco Faggiani, François Cazzanelli, Luca Gibello, Giuseppe Mendicino, Anna Sustersic, Filippo Zibordi, Francesco Cappellari, Mauro Varotto, Matteo Righetto, Maurizio "Manolo" Zanolla, Alessandro Baù, Paolo Malaguti, Nives Meroi.
La conquista del K2 : seconda cima del mondo / Ardito Desio
Corbaccio, 2024
Abstract: Il 31 luglio 1954, Achille Compagnoni e Lino Lacedelli piantarono il tricolore sulla vetta del K2. Un anno dopo la conquista dell’Everest, una spedizione interamente italiana conquistava la seconda vetta più alta del pianeta, al termine di un'impresa alpinistica straordinaria. Per un paese appena uscito dagli orrori e dalle difficoltà della guerra, la conquista del K2 – seguita quasi in diretta attraverso la radio – rappresentò un motivo d’orgoglio nazionale e forse il segnale che una pagina difficile della nostra storia era definitivamente chiusa. Fu un’impresa memorabile, a causa delle difficoltà logistiche, delle scarse conoscenze geografiche e meteorologiche dell’epoca, delle difficoltà tecniche. Grazie a un'organizzazione impeccabile, all’uso delle tecnologie più avanzate del tempo e a un travolgente spirito di avventura, la spedizione guidata da Ardito Desio riuscì a raggiungere il suo obiettivo. Appena rientrato dalle vette del Karakorum, lo stesso Desio volle raccontare quelle settimane indimenticabili, le speranze, i momenti difficili e quelli tragici. Il suo resoconto è quello di una grande, autentica avventura, vissuta sempre con lo spirito dello scienziato. La descrizione della scalata, che Desio seguì interamente dal campo base, è infatti solo una parte del libro. Ampio spazio è dedicato sia alla geografia e alla geologia del Karakorum sia soprattutto alla preparazione di una spedizione «pesante», che comportò il reperimento e l’impiego di ingenti quantità di materiali e la movimentazione di centinaia di uomini
George Mallory e la tragedia dell'Everest / Mick Conefrey ; traduzione di Beatrice Radi
Corbaccio, 2025
Abstract: Il 6 giugno 1924 George Mallory si infilò una maschera di ossigeno e, insieme al compagno Andrew Irvine, partì per la vetta dell’Everest. L’8 giugno i due furono intravisti fra le nuvole. Poi più nulla. Scomparvero nel brutto tempo e non furono più ritrovati. Che siano morti prima o dopo aver raggiunto la cima è un mistero che ancora appassiona. Negli anni successivi alla sua scomparsa, George Mallory è stato glorificato dalla stampa inglese come il più grande alpinista della sua generazione, scomparso mentre tentava l’impossibile. Bello, carismatico, coraggioso, bravo a parlare in pubblico, atletico e tecnicamente preparato, socialista impegnato, era ricercato da uomini e donne. Ma questa è solo una parte della sua personalità. Mallory era un autentico temerario, fino all’incoscienza; disprezzava le innovazioni tecnologiche e spingeva sé stesso e i suoi compagni oltre i limiti. Ma chi era davvero George Mallory? Quali forze lo guidavano portandolo alla sua stessa distruzione? Come mai proprio lui, che nel 1922 aveva giudicato le bombole di ossigeno più pericolose del diavolo, due anni dopo partì per l’ultima salita con una maschera a ossigeno? E, soprattutto, perché decise di tornare una terza volta sull’Everest dopo due tentativi falliti? Attraverso diari, memoir e documenti contemporanei, Mick Conefrey restituisce un’immagine poliedrica e incredibilmente affascinante di una sorta di «titano» in cui cerca di separare l’uomo dal mito.
Steps : giovani alpinisti su antichi sentieri / Sara Segantin, Alberto Dal Maso
Club alpino italiano, 2020
Abstract: Cinque giovani alpinisti, un cane lupo e un sogno in comune: viaggiare da Yosemite alle Dolomiti Friulane sulle orme di John Muir, il grande esploratore e scrittore americano che nella natura incontaminata ha saputo scorgere il luogo ideale per la ricerca della felicità. Il progetto STEPS nasce così, quasi per gioco, ma diventa subito una sfida per guardare alla montagna con occhi diversi e viverla con rispetto e spirito d’avventura. Dalle big wall americane alle più familiari pareti del Friuli, il valore profondo dell’amicizia si confronta con la fatica e la soddisfazione, la delusione e la gioia, i litigi e le risate. In fondo, il vero traguardo è condividere il viaggio sentendosi parte della stessa squadra. Il volume è arricchito da centinaia di foto spettacolari.
Rizzoli, 2024
Abstract: «Il Cerro Torre è un fulmine al contrario, un lampo scagliato dalla terra in direzione delle stelle.» Quando la montagna è la tua vita, quando mettere le mani sulla roccia è il primo pensiero che ti afferra al risveglio, è impossibile resistere al fascino di certe vette. Perché le montagne non sono tutte uguali. Ci sono quelle che ti fanno sentire a casa, a cui si legano ricordi ed esperienze indimenticabili, e quelle che ti sfidano con la loro inarrivabile bellezza. Per Matteo Della Bordella il Cerro Torre è una di queste. Un polo magnetico intorno a cui ha gravitato a lungo, attratto e respinto al tempo stesso, un baluardo inespugnabile, separato dalla civiltà da un mare di neve e ghiaccio. Un sogno, ma non solitario, perché con Berna e Pasqui, i suoi sodali in quella terra ai confini del mondo che è la Patagonia, ha condiviso la fascinazione per quella cima, la progettazione, l'idea di aprire una via che nessuno aveva mai percorso. Ma la montagna non fa programmi e non rispetta quelli degli alpinisti, perché è lei che decide quando è ora di lasciarti salire. E, talvolta, è anche peggio di così. Matteo quel sogno lo ha dovuto riformulare nel momento in cui la vita gli ha tolto tanto e gli ha regalato moltissimo: due amici persi nel giro di pochi mesi e un figlio che è arrivato a sconvolgergli meravigliosamente l'esistenza, costringendolo a rivedere le priorità. Ma se per il suo, di padre, la nascita di un bambino aveva dato spazio alla prudenza, portandolo a smettere di scalare, per lui è l'occasione di riflettere sul tipo di genitore che vuole essere. La risposta se l'è data il giorno di gennaio in cui ha gridato «cumbre! » sulla neve accecante in cima al Cerro Torre. Perché quel giorno erano tutti lì con lui: quelli che lo attendevano a casa e quelli che si portava nel cuore. «Tutto per una montagna. Si può spendere così tanto per qualcosa di così futile?» Che domanda...
Monte Rosa : Val d'Ayas e Valle di Gressoney / Andrea Greci, Federico Rossetti
Idea montagna editoria e alpinismo, 2020
Abstract: L'opera prende in esame tutte le vette quotate e indicate come tali nella cartografia ufficiale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che ricadono come accesso dalla Val d’Ayas e dalla Valle di Gressoney (o Valle del Lys), per un totale di 190 cime. Non è stata tralasciata alcuna cima e tutte le vie di salita sono state salite personalmente dagli autori. Alcune montagne presentano vie logiche di salita da più di un versante e da vallate differenti ma si sono selezionate in questo caso le vie tecnicamente più facili e con il percorso più logico, con il minore dislivello, con un avvicinamento più agevole e con una durata più breve. Alcuni itinerari permettono di concatenare e abbinare la salita a più di una cima. Sono comunque indicate, nelle rispettive voci, eventuali varianti e altre possibilità di salita alla stessa cima
Se muoio prima di svegliarmi / Emily Koch ; traduzione di Alberto Pezzotta
La Nave di Teseo +, 2022
Abstract: Da quando Alex è caduto da diciotto metri di altezza durante una arrampicata nella Gola di Avon, tutti credono che sia in coma e che difficilmente si sveglierà mai. Nessuno sa che è cosciente. Mentre la sua famiglia discute se interrompere le cure, e i suoi amici parlano di come la sua ragazza Bea debba andare avanti e rifarsi una vita, lui può solo ascoltare. Paralizzato e incapace di comunicare con chi gli sta intorno, Alex è tormentato dal senso di impotenza. Tanto più che comincia presto a sospettare che l'incidente che gli ha rovinato la vita non sia stato davvero un incidente. Del resto, più ci pensa e meno gli è chiaro come sia potuto scivolare, da scalatore esperto qual è. Ancora peggio, si rende conto che il responsabile è ancora a piede libero e che lui non è l'unico a essere in pericolo. Mentre ripercorre una serie di indizi del suo passato, Alex deve usare i sensi che gli sono rimasti per risolvere il mistero di chi ha cercato di ucciderlo, e cercare di proteggere coloro che ama, prima che decidano di lasciarlo andare una volta per tutte.
Corbaccio, 2022
Abstract: «Dal momento in cui l’uomo ha cominciato a interrogarsi sulla propria origine e su quella del mondo intorno a lui, le sue riflessioni si sono estese anche alle cime e alle catene montuose. L’idea che fossero sorte dal nulla era impensabile per la maggior parte dei popoli primitivi, che cercavano spiegazioni e se le davano attraverso i miti più disparati, ma tutti accomunati dallo stesso timore reverenziale nei confronti della natura, la natura divina di questi ‘monumenti’ antichissimi, dimora di divinità buone e cattive. La montagna al centro, immagine della paura metafisica dell’uomo di fronte alla fine e allo stesso tempo immagine della sua hybris.» In piena sintonia con culture e tradizioni millenarie, Reinhold Messner ha sempre concepito la montagna come un’esperienza che va ben oltre il gesto sportivo, per quanto estremo, e che coinvolge lo spirito così come il fisico. In questo libro molto particolare, Messner, insieme allo storico Ralf-Peter Märtin, compie un viaggio affascinante alla ricerca delle montagne sacre di tutti i continenti. Storie, miti, salite si mescolano in un racconto evocativo e illustrato da splendide fotografie che restituisce al lettore l’immagine di un ambiente incantato e grandioso.
ElectaJunior, 2023
Abstract: In questo libro scorre il loro doppio racconto: quello di una passione nascente per la montagna, attraverso la voce di Federico, e di imprese condivise che sono insieme sportive e umane, fatte di muscoli, di riflessione attenta, di cuore. " Voglio salire lassù ." Chissà com'era il sole in cima al Cervino. L'avrei scoperto presto. 25 giugno 2022: numerosi quotidiani dedicano entusiastici articoli all'impresa del "baby scalatore" Federico Tomasi, che dopo pochi giorni di preparazione e allenamento arriva sulla cima del Tetto d'Europa, il Monte Bianco. Ben 4810 metri scalati in otto ore, un tempo ottimo anche per un adulto, figurarsi per un ragazzino minuto di dodici anni. Ma Federico non è nuovo a queste imprese. Già l'estate precedente, il 14 settembre 2021, la sua scalata sul Cervino (per la via italiana, considerata la più difficile) non era certo passata inosservata. Tanto più che era avvenuta in un tempo miracoloso, considerata la sua giovane età. In entrambe le scalate Federico è stato accompagnato da Matteo Faletti, una guida alpina con parecchi anni di esperienza, che con coraggio ha accettato il compito di accompagnarlo, assicurandosi che non facesse il passo più lungo della gamba e che sapesse affrontare i suoi sogni con determinazione, sì, ma anche con quell'attenzione e quella preparazione scrupolosa che la montagna richiede. Alla fine, nonostante le età diverse, Federico e Matteo sono diventati amici: uniti dalla passione comune per le vette, hanno imparato a fidarsi l'uno dell'altro e a crescere in qualche modo insieme.
La montagna dentro / Hervé Barmasse
Laterza, 2017
Abstract: Uno degli ultimi eredi dei grandi alpinisti del passato racconta la sua storia. Hervé Barmasse è protagonista di scalate e avventure estreme. A sedici anni abbandona lo sci agonistico dopo un terribile incidente e deve reinventarsi. Il Cervino lo vede crescere e diventare uomo. Dopo ogni viaggio, dopo ogni salita su cime inviolate in terre lontane, ritorna alla sua montagna, scalandola in ogni stagione dell’anno e inventando nuove vie. Hervé racconta se stesso, la sua storia, la passione, la fatica, l’emozione delle scalate. L’alpinista viene dopo l’uomo, che pure affronta imprese straordinarie. Queste pagine non sono la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto il racconto di cosa c’è dietro l’avventura dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato alla fragilità e alla paura. In parete, come nella vita.
I miei ricordi : scalate al limite del possibile / Walter Bonatti
Baldini & Castoldi, 2013
Abstract: Grigna e Monte Bianco, Grand Capucin e Lavaredo, e poi K2, Dru, Cerro Torre, G4, Grandes Jorasses, Cervino: bastano pochi nomi per capire che il protagonista di queste pagine è Walter Bonatti, il grande alpinista che qui racconta le proprie imprese più entusiasmanti ma anche quelle più tragiche, come l'odissea tra le nevi del Pilone Centrale, o amare, come quella legata alla spedizione del 1954. Scalate ed emozioni estreme, dunque, e non solo: a questa appassionante antologia Bonatti volle aggiungere, oltre al racconto dei suoi ultimi viaggi in Patagonia, le sue riflessioni sulla montagna come fonte di incanto e di saggezza, di etica e di bellezza, sul potere della solitudine, sull'alpinismo come strumento di ricerca interiore. E sulla necessità di inseguire, consapevolmente e per tutta la vita, i propri sogni.
L'altro K2 : la tragedia dimenticata del Monte Api / Matteo Serafin
Hoepli, 2023
Abstract: Giovedì 15 aprile 1954: dall’aeroporto di Ciampino decolla un nuovissimo DC 6b della Pan American diretto a Nuova Delhi. A bordo, seduti fianco a fianco, due capispedizione, i più celebri esploratori italiani del momento: Ardito Desio diretto al K2 e Piero Ghiglione diretto allo sconosciuto Monte Api, la montagna più alta del Nepal occidentale. Dell’avventura al K2 sappiamo come andò a finire grazie a una puntuale copertura mediatica, mentre sull’Api... mistero. Dei quattro partiti per la cima tornò solo Ghiglione. Un uomo di settantuno anni che avrebbe portato sulle spalle il peso della scomparsa di tre giovani vite. Ma cosa era successo davvero, lassù, a 7132 metri al confine tra Nepal, India e Tibet? Sopravvissero in due: l’anziano capospedizione e lo sherpa Gyaltzen Norbu, tornato cieco e sfinito dopo giorni di lotta tra la vita e la morte. Messa in ombra dal successo della spedizione nazionale sul K2, la storia della più sfortunata tra le spedizioni italiane del dopoguerra fu presto relegata all’oblio, trascurata dalle cronache e addirittura messa in dubbio da alcuni storici dell’alpinismo a causa delle testimonianze contraddittorie dei due sopravvissuti. Quali furono le dinamiche del disastro che costò la vita di tre fra i più brillanti alpinisti italiani del dopoguerra? Quale trappola fece cadere Roberto Bignami nel torrente Chamlia? Che cosa spinse Giorgio Rosenkrantz e Giuseppe Barenghi a partire verso la vetta, contro il parere del capospedizione, senza sherpa, mentre il monsone si avvicinava? Il racconto di un viaggio senza ritorno verso la “montagna dell’ideale”, fra le pagine di quell’alpinismo eroico che plasmò la generazione di alpinisti cresciuti durante il Ventennio.
Il richiamo del K2 : la dura lezione della montagna / Tamara Lunger ; con Vinicio Stefanello
BUR, 2023
Abstract: Quell’immensità e perfezione. Quell’assenza di lati deboli. Ne avevo timore e ne ero irresistibilmente attratta. Lei, la Montagna Grande, il Chogori in lingua balti. Mi sembrava così inarrivabile che divenne subito il mio ideale. Il K2, la Regina fra i giganti di roccia e ghiaccio sulla Terra, esercita un fascino a cui non puoi sottrarti. Tamara Lunger, una delle più forti alpiniste del mondo, aveva già conquistato il K2 nell’estate del 2014. Ma, nel 2020, complici diversi fattori – la pandemia, lo shock per aver visto l’anno prima Simone Moro scivolare in un crepaccio del Gasherbrun, una delusione d’amore –, ne ha sentito di nuovo il richiamo potentissimo e ha deciso di affrontare il K2 in inverno. È nata così la spedizione unica e agghiacciante che Tamara racconta in questo eccezionale diario di viaggio. All’entusiasmo iniziale, ai legami profondi che si creano rapidamente con i compagni di cordata e d’avventura, subentrano a poco a poco la fatica, gli imprevisti, finché non irrompe tragicamente la morte, per ben cinque volte, sotto gli occhi di Tamara che la descrive in presa diretta. Ma dalle sue pagine toccanti emerge anche come l’alpinismo sia cambiato negli ultimi anni, però allo stesso tempo sia rimasto lo stesso di sempre. Le novità sono il rap che risuona al campo base, le foto e i video ridanciani che si propagano dall’alta quota in tutto il pianeta attraverso i social network, le attrezzature e l’abbigliamento tecnici. Quel che non è cambiato è la forza della Natura incommensurabilmente superiore a quella della minuscola specie umana.
2. ed.
BUR, 2019
Abstract: Manolo. Il Mago. O, semplicemente, Maurizio Zanolla. Un ragazzo cresciuto in un ambiente che vedeva le montagne solo come fonte di pericoli, e che un giorno, quasi per caso, ha scoperto il fascino della roccia. Un mondo verticale retto da regole proprie, distante da costrizioni e consuetudini della società, capace di imprimere una svolta al suo destino. Così, al rumore della fabbrica e a una quotidianità alienante si è sostituito il silenzio delle vette. Uno dei più grandi scalatori italiani e internazionali, che ha contribuito a cambiare per sempre il volto dell'arrampicata, racconta per la prima volta come ha scelto di affrontare le pareti alleggerendosi di tutto, fino a rifiutare persino i chiodi. Nella convinzione che la qualità del viaggio fosse più importante della meta, e che ogni traguardo portasse con sé una forma di responsabilità. La famiglia, gli affetti, le esperienze giovanili, gli amici delle prime scalate, le vie aperte spesso in libera e in solitaria, il tentativo di conquistare gli ottomila metri del Manaslu, fino a "Eternit" e "Il mattino dei maghi": Maurizio Zanolla ripercorre gli anni - tra i Settanta e gli Ottanta - che l'hanno portato alla celebrità. Non un elenco di scalate, o delle vie più difficili, ma l'affresco delle esperienze più significative, più intense e toccanti, di una vita vissuta alla ricerca dell'equilibrio.