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Trovati 145 documenti.
Sulla via dorata di Samarcanda / Umberto Cecchi
Firenze : Vallecchi, copyr. 2005
Abstract: Balk in Afganistan, Samarcanda e Buckhara in Uzbekistan, tre città millenarie che evocano storia e leggende. E da Samarcanda, con il suo bazar, la sua millenaria piazza del Registan, le mura dilavate dal sangue dei nemici e dalle piogge, le sue contraddizioni fra Islam, socialismo e modernismo, si arriva a Nukus, capitale dimenticata del Karakalpakstan. E ancora su, fino alla scoperta inquietante dell'agonia del Lago di Aral, avvelenato da pesticidi e da esperimenti nucleari e batteriologici. A inaugurare la nuova collana Off the road, un testo sui luoghi mitici che il giornalista Umberto Cecchi ha ripercorso assieme a un cultore dell'arte come Vittorio Sgarbi.
Israele nonostante tutto / di Stefano Jesurum
Milano : Longanesi, copyr. 2004
Abstract: Il diario di viaggio di un autore che sente con forza l'affinità sentimentale con Israele e la sua realtà, con i problemi e le angosce che ne attraversano da sempre l'esistenza fisica e morale. Questo però non gli impedisce di vedere gli odi, i pregiudizi, la violenza di certe prese di posizione della politica israeliana. Durante il viaggio, che è anche un viaggio della speranza, incontra politici, scrittori, artisti e gente comune: israeliani, palestinesi e arabi più in generale. Con tutti si confronta e soprattutto ascolta, superando steccati e inveterate diffidenze, varcando la linea di confine che separa non soltanto i territori, ma ancor più le anime.
Venti sigarette a Nassirya / Francesco Trento, Aureliano Amadei
Torino : Einaudi, 2005
Abstract: Un giovane regista italiano, Aureliano Amadei, arriva a Nassirya per girare un film, e salta in aria. Rimane ferito tra i morti della Brigata Sassari in quel tragico episodio che ha colpito così profondamente l'opinione pubblica italiana. Nei mesi d'ospedale ricorda tutto e riflette su quanto è successo e sulla guerra. Tornato in Italia, con un amico scrive questo libro, narrazione e insieme saggio sulla presenza italiana in Iraq.
Milano : Jaca book ; [Isola del Piano] : Alce nero, 2003
Abstract: Il volume prende avvio da cinque storie vere di lavoro atipico. Alcune frutto di una scelta, altre per le quali l'aticipicità del rapporto è stata una necessità, e nella realtà sono i più. Durezza, precarietà, solitudine, molto spesso, si accompagnano ai rapporti di lavoro cosiddetti atipici: il lavoratore è fuori garanzia in un mercato che, più che avanzato, corre il rischio di essere senza regole. Ancora una volta sono le donne a pagare di più. Un volume dai toni pacati, documentato, capace di informare sul nuovo paesaggio lavorativo metropolitano, parte da realtà esistenziali in crisi e dice che, di questa crisi, il sindacato, la concertazione, la produzione legislativa e le realtà locali devono farsene carico.
Gente di strada : notizie da Israele / Linda Grant ; tradotto da Davide Mano
Padova : Alet, 2007
Abstract: Ci sono molti modi di essere ebrei, ma quello degli inglesi è del tutto particolare. Gli ebrei inglesi sono prima di tutto inglesi, anche se la loro famiglia di origine viene da terre europee ostili... E ci sono molti modi di essere scrittori ma, anche in questo caso, quello degli inglesi è del tutto speciale. Lo scrittore inglese osserva e descrive, riesce a nascondere le sue emozioni dietro la lente dell'imperturbabiità. Entrambi i casi si applicano a Linda Grant: nata nel 1951 a Liverpool da una famiglia ebraico-polacca, dopo aver scritto una serie di libri di successo ed essere diventata giornalista del Guardian, ha deciso di fare un viaggio in Israele. Non alla ricerca delle sue origini, non per svelare i meccanismi perversi di un conflitto politico senza apparente via d'uscita, ma per vedere la gente, da una parte e dall'altra. La sua scoperta, ovvero quella che ognuno di noi potrebbe fare, è che non c'è differenza, che i soldati, le donne, il dolore, il lutto, la vita sono gli stessi, da una parte e dall'altra della barricata. Un viaggio attraverso le sensibilità e i comportamenti, da cui emerge un quadro vivace che la Grant non vuole riordinare o ricomporre, ma solo raccontare senza pregiudizi e senza arroganza. Ma anche senza concessioni al proprio sesso e alla propria ideologia. È il libro di una donna ebrea, ma non si vede.