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Trovati 895 documenti.
Der Richter und sein Henker : Roman / Friedrich Durrenmatt ; mit 14 Zeichnungen von Karl Staudinger
Hamburg : Rowohlt, 1984
Die Verwandlung / Franz Kafka ; mit einem Kommentar von Vladimir Nabokov
Frankfurt am Main : Fischer Taschenbuch, copyr. 1982
Abstract: Nell'autunno del 1912, a Praga, tra 17 novembre e il 7 dicembre, Franz Kafka scrisse La metamorfosi, l'incubo sotterraneo e letterale di Gregor Samsa, un commesso viaggiatore che si sveglia un mattino dopo sogni agitati e si ritrova mutato in un enorme insetto. La speranza di recuperare la condizione perduta, i tentativi di adattarsi al nuovo stato, i comportamenti familiari e sociali, l'oppressione della situazione, lo svanire del tempo sono gli ingredienti con i quali l'autore elabora la trama dell'uomo contemporaneo, un essere condannato al silenzio, alla solitudine e all'insignificanza.
Munchen : Deutscher Taschenbuch Verlag, 1987
Abstract: Bastiano è un ragazzino goffo, grassoccio, soprattutto molto solo. E ha una grande passione: leggere. In un giorno di pioggia, inseguito dai compagni che si fanno beffe di lui, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato La storia infinita. Il libraio non vuole venderlo, ma l'attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge letteralmente, scoprendo che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantasia, con le sue mitiche creature e le sue città sospese.
Praga d'oro : antologia di racconti boemi / a cura di Stefano Masi
Firenze : Le lettere, copyr. 1992
Samtliche Erzahlungen / Franz Kafka ; Herausgegeben von Paul Raabe
Frankfurt am Main : Fischer Taschenbuch, 1985?
Canto del dipartito e altre poesie / Georg Trakl ; a cura di Roberto Carifi
Le Lettere, 1992
Veglie / Bonaventura ; a cura di Patrizio Collini
Venezia : Marsilio, 1990
Abstract: Apparse anonime nel 1804 e accolte dall'indifferenza dei contemporanei, le Veglie furono riscoperte solo alla vigilia del 1848 e da allora non hanno cessato di suscitare scandalo e molta incomprensione. Attribuite prima a Shelling e poi - fra gli altri - a Hoffmann, Brentano, Klingemann e Wezel, esse sono divenute oggetto di una querelle che investiva la figura del loro autore, regalando in subordine la vera problematica dell'opera. Giunte a noi gravate da molti fraintendimenti, le Veglie appaiono oggi come la precocissima testimonianza di quella radicale scepsi nei confronti dell'arte che più tardi condusse Hegel a riguardare l'arte bella come cosa passata. Testo originale a fronte.
Poesie filosofiche / Friedrich Schiller ; a cura di Gianpiero Moretti
Milano : Se, copyr. 1990
Der Verdacht : Roman / Friedrich Durrenmatt
Rowohlt, 1992
Abstract: Il vecchio commissario Bärlach è a fine corsa. A pochi giorni dalla pensione, giace in un letto d'ospedale. Il complesso intervento a cui è stato sottoposto è andato bene, sì, ma gli è stata diagnosticata una malattia senza scampo. È messo male, Bärlach, e le riviste che ha a disposizione per distrarsi non lo distraggono affatto: "Erano bestie, Samuel ... Tu sei un medico e puoi renderti conto. Guarda un po' questa fotografia" dice all'amico Hungertobel porgendogli un numero di "Life" del '45. Una scena di inaudita efferatezza: nel campo di concentramento di Stutthof il dottor Nehle, medico del lager, con "l'imperturbabilità di un idolo" sta operando un prigioniero senza narcosi. Di colpo Hungertobel impallidisce. In quella foto gli è parso di riconoscere il suo antico compagno di studi Emmenberger, ora stimato proprietario della più esclusiva clinica di Zurigo, un luminare amato dai suoi pazienti, che "credono in lui come in un dio". L'atroce sospetto, però, non tarda a rivelarsi infondato, anzi "una follia": dalle informazioni che Bärlach riesce a ottenere risulta infatti che Nehle si è tolto la vita alla fine della guerra. Eppure qualcosa non gli torna. Ci sono strane discrepanze – e ancor più strane somiglianze: le figure di Nehle ed Emmenberger sembrano confondersi. Negli occhi di Bärlach, stretti a fessura, torna a brillare l'antica vitalità quando convince Hungertobel a farlo trasferire sotto falso nome, come paziente, nella clinica di Emmenberger. Lì potrà condurre la sua ultima, solitaria battaglia contro il Male.
Firenze : Le lettere, copyr. 1991
L' apprendista stregone e altre ballate / Johann Wolfgang Goethe ; a cura di Luciano Zagari
Roma : Salerno, copyr. 1993
Venezia : Marsilio, 1993
Abstract: Nei sonetti di Gryphius, luterano di vasta cultura umanistica e scientifica, ci sono tutti i temi della letteratura barocca europea: il dolore e la maledizione dell'essere, la caducità e la vanità di tutte le cose in un mondo dominato dal peccato, dall'errore e dal caso. Per l'uomo non c'è salvezza se non in un ordine divino che si intravvede a tratti e si rende manifesto nella forza e nella violenza del lamento. I temi della vanitas vanitatum, dell'esaltazione del rapporto con Dio, dell'identificazione della vera unica luce nella notte della morte, si accendono di nuovi bagliori nei suoi versi, considerati il capolavoro della lirica barocca, anche per l'abilità vertiginosa del gioco delle antitesi nei versi alessandrini, nella terzina, nella quartina.
Il canto di amore e morte dell' alfiere Christoph Rilke / Rainer Maria Rilke
1. ed
Pordenone : Studio Tesi, 1988
2Collezione filo di perle ; 38
8. Aufl
Stuttgart : Klett, 1989
Brigitta / Adalbert Stifter ; a cura di Matteo Galli
Venezia : Marsilio, 1991
Gedichte = Poesie / Georg Trakl ; a cura di Claudio Groff
Trento : Reverdito, stampa 1993
Poesie / Georg Trakl ; a cura di Leone Traverso ; prefazione di Italo Alighiero Chiusano
Firenze : Passigli, copyr. 1992
Venezia : Marsilio, 1994
Abstract: Da Euripide a Seneca, da Pasolini ad Heiner Müller, Medea, la madre che uccide i propri figli, ha rappresentato sempre la potenza femminile estrema, portatrice di un potere quasi sovrannaturale. Agli inizi degli anni '20, Medea appare nell'opera Franz Grillparzer, spogliata dei tratti più eroici del mito e più ricca di sottili e moderne motivazioni interiori, più debole e apparentemente inerte nel suo confronto con il maschile, disposta a deporre per Giasone il proprio sapere magico e la sua parte barbarica. Ma quando la sua integrazione nella civiltà greca si rivela impossibile, anche la Medea di Grillparzer ritrova la potenza del mito nell'atto estremo della sofferenza, e consuma la sua vendetta con un gesto ben più tragico del suicidio.