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Milano : Bompiani, 2010
Abstract: La Logica è la più difficile opera di Lotze, per ammissione del suo stesso autore. Essa si staglia come un unicum nella sua produzione e rappresenta una tappa imprescindibile per chi voglia accostarsi a quello snodo del pensiero in cui confluiscono neokantismo, filosofia dei valori, fenomenologia, psicologia fisiologica e descrittiva, nonché proto-esistenzialismo. Essa è stata inoltre riscoperta nel dibattito analitico degli anni '80 del secolo scorso, grazie agli interventi di Sluga, Dummett e Gabriel che ne hanno messo in luce la prossimità con la successiva opera di Frege (il quale fu allievo di Lotze a Göttingen). Sarebbe, ad avviso di Sluga e Gabriel, anticipatrice del cosiddetto terzo regno fregeano, quello dei pensieri. La chiusa dell'opera, diventata celebre perché citata da Husserl in la filosofia come scienza rigorosa, sintetizza da un lato l'istanza di recuperare l'intuizione speculativa a fronte dell'idolatria universale dell'esperienza, e dall'altro auspica per la filosofia tedesca - e per la filosofia toutcourt - una rinascita nel tentativo non solo di calcolare bensì di comprendere il corso del mondo.