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Trovati 2696 documenti.
Nella carne / David Szalay ; traduzione di Anna Rusconi
Adelphi, 2025
Abstract: È un cerchio perfetto la vita di István, che si dipana in un’alternanza di successi e disfatte sullo sfondo della storia europea degli ultimi quarant’anni. Dall’Ungheria a Londra e ritorno, dal crollo della Cortina di ferro alla pandemia, passando per la seconda guerra del Golfo e l’ingresso nell’Unione Europea dei Paesi dell’ex blocco sovietico, la sua è la parabola di un uomo in balìa di forze che non è in grado di controllare: non solo quelle all’opera sullo scacchiere politico del Vecchio Continente, che lo manovrano come un fantoccio, ma anche quelle – istintive – che ne governano la carne, spesso imprimendo svolte decisive alla sua esistenza. Tutto – i traumi e i lutti, i traguardi raggiunti e le potenziali soddisfazioni – lo lascia ugualmente impassibile, pronto a fronteggiare ogni accadimento, dal più fortunato al più tragico, con l’arma del suo laconico: «Okay». E forse è davvero questa l’unica ricetta per attraversare incolumi il tempo che ci è concesso in sorte: solcarlo senza illusioni, abbandonandosi alla corrente. Con questo romanzo David Szalay ci consegna un personaggio insieme magnetico e respingente, un discendente ideale della stirpe di Barry Lyndon e Meursault – e si conferma uno dei più singolari e ironici cantori del nostro acuto smarrimento.
La vecchia / Georges Simenon ; traduzione di Simona Mambrini
Adelphi, 2026
Abstract: Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un 'huis clos': una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso. La scena è un appartamento dell'Île Saint-Louis, a Parigi, dove quattro donne si osservano, si spiano, pronte in ogni momento a umiliare e a colpire. Sophie Émel, la proprietaria – celebre paracadutista che conduce un'esistenza molto dissipata e molto alcolica, e condivide la propria stanza da letto con giovani donne più o meno sbandate –, ha accettato, per una sorta di svagata curiosità, di ospitare la nonna, che non vede da tempo: una temibile ottantenne che si era barricata nella sua casa destinata alla demolizione, minacciando di buttarsi dalla finestra. Tra la giovane e la vecchia si innesca un complicato gioco al massacro, fatto di reciproci sospetti e sottili crudeltà, che finisce per coinvolgere anche l'ultima amichetta di Sophie e l'occhiuta domestica. In un'atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, Simenon compone, in modo magistrale, un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nel la violenza.
La porta dell'alba / William Sloane ; traduzione di Gianni Pannofino
Adelphi, 2026
Abstract: Sono passati quattro anni da quando Richard Sayles, psicologo e professore, ha perso le tracce di Julian Blair. Prima suo insegnante, poi fraterno amico, Blair è stato un geniale elettrofisico, almeno finché la morte improvvisa della moglie non ne ha offuscato la mente. Ed eccolo ora rifarsi vivo, con un messaggio sibillino in cui invita Richard a raggiungerlo a Barsham Harbor, nel Maine, dove si è ritirato per poter continuare le sue ricerche lontano dagli occhi indiscreti della comunità scientifica. Sayles si rende subito conto che la salute mentale di Julian non è affatto migliorata, il che non gli ha impedito di dedicarsi a esperimenti sempre più temerari, fino alla soglia di quello che definisce «il progresso più grandioso mai immaginato». E proprio quando la curiosità di Sayles si fa incontrollabile, un secondo mistero giunge a complicare ulteriormente l’intrico: la signora Marcy, la domestica di Blair, viene trovata morta, e l’ipotesi di un incidente non sembra convincere la già maldisposta e vendicativa popolazione di Barsham Harbor...
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello / Oliver Sacks
21. ed.
Adelphi, 2016
Abstract: Medico inglese, trasferitosi negli Stati Uniti, attualmente all'ospedale Mount Carmel di New York, Oliver Sacks ha raccolto molti successi con i suoi libri sui suoi pazienti. Da "Risvegli" del 1973, ora ripubblicato con l'aggiunta di nuovi casi, fino a "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" del 1985, attraverso altri meno noti come "A Leg to Stand On* (Una ragione) e "Migraine" (Emicrania), Sacks ha descritto una eterogenea casistica di effetti di malattie del sistema nervoso ed in particolare del cervello sulle funzioni psichiche e sulla vita quotidiana di decine di donne e uomini da lui curati. In "Risvegli" è esposta una delle più sorprendenti svolte introdotte dai farmaci nella terapia medica. A partire dal 1917 si diffuse una micidiale malattia, nota come "encefalite letargica" o "malattia del sonno", colpendo milioni di persone. La malattia presentava sintomi analoghi a quelli del morbo di Parkinson: i pazienti "passavano le giornate seduti, immobili e silenziosi, totalmente privi di energia, di slancio, iniziativa, motivazioni, appetiti, affetti o desideri, percepivano ciò che accadeva attorno a loro senza un'attenzione attiva, ma anzi con profonda indifferenza. Non ispiravano n‚ provavano vitalità alcuna; erano privi di sostanza come fantasmi e passivi come zombie: von Economo li paragonava a vulcani spenti. Questi malati, in linguaggio neurologico, presentavano disturbi 'negativi' del comportamento, cioè inerzia assoluta. Erano ontologicamente morti, o 'sospesi' o 'addormentati', in attesa di un risveglio che giunse (per la piccola frazione di sopravvissuti) cinquant'anni dopo". Nel 1969 arrivò il farmaco miracoloso, la L-dopa che rivoluzion• la vita dei superstiti dell'encefalite letargica, facendoli uscire da un sonno durato mezzo secolo. "Risvegli" è appunto la storia dei percorsi singolari ed individuali di vari pazienti di Sacks resuscitati a nuova vita dal trattamento con L-dopa. In "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" sono descritti vari casi di pazienti colpiti generalmente da lesioni al cervello e menomati in importanti funzioni psichiche, come nel caso, che dà il titolo al libro, di un musicista che non sapeva più riconoscere gli oggetti e li confondeva tra di loro ("per strada, come il buon Magoo, gli capitava di dare affettuosi colpetti agli idranti e ai parchimetri scambiandoli per teste di bambini; rivolgeva gentilmente la parola ai pomelli dei mobili e si stupiva di non ricevere risposta"). In altre situazioni non si tratta di perdite (non si riconoscono più gli oggetti o le facce, non si ricordano più i fatti della propria vita), ma si verificano eccessi nelle funzioni comportamentali (iperemotività, attività motoria sfrenata, olfatto ipersviluppato, grande capacità di memoria). La casistica di Sacks è varia e potrà arricchirsi di nuove storie, considerata quanto multiforme è la fenomenologia dei disturbi neuropsicologici. In effetti Sacks ha proceduto pubblicando i casi di volta in volta, spesso sulla "New York Review of Books" (dove il 19 novembre scorso è apparso il nuovo affascinante "caso di un pittore cieco per i colori") o sulla "London Review of Books". Non è facile riassumere le storie cliniche di Sacks. Spesso si tratta di poche pagine che illuminano sulla vita di tutti i giorni dei pazienti, ognuno un mondo a sé, colpiti da patologie specifiche e diverse tra loro. Così non veniamo introdotti allo studio della neuropsicologia, alla spiegazione delle alterazioni cerebrali che producono i disturbi psichici di quei pazienti. Si rimane con il ricordo di ciascuno di loro (l'uomo che scambiava la moglie per un cappello, Rose R. rimasta in uno stato di stupore per trent'anni e che si rimette a camminare e parlare grazie alla L-dopa, la signora S. che non riconosceva niente che riguardasse la parte sinistra dello spazio extracorporeo), si perde il riferimento al dato patologico in sé e resta il singolo uomo o la singola donna nel dramma della loro esistenza quotidiana. È una scelta esplicita di Sacks che critica duramente l'impostazione della scienza medica che studia una patologia astratta dall'individuo che l'incarna ("la medicina moderna, in misura sempre maggiore, prescinde dalla nostra esistenza, o col ridurci a repliche identiche che reagiscono a 'stimoli' prefissati in modi altrettanto prefissati, o col considerare le nostre malattie semplicemente come fenomeni 'estranei' e cattivi, senza relazione organica con la personalità malata"). Il richiamo alla persona del malato, alla sua umanità, si traduce in una esposizione del caso che mostra di continuo la viva partecipazione di Sacks, uomo e medico, alle pene e alle gioie dei suoi pazienti. Così lo stile narrativo non è quello, asettico e neutro di un articolo specialistico, ma quello dei romanzi brevi cari al pubblico nordamericano. Le storie di Sacks hanno affascinato il lettore non specializzato in neurologia e psicologia, lasciando indifferente lo specialista. Vi sono state anche critiche da parte degli esperti, come quella ben circostanziata del filosofo di Oxford, Colin McGinn, apparsa sulla "London Review of Books" (23 gennaio 1986). Sacks ricorda l'importanza del caso clinico per la ricerca neuropsicologica in particolare. Attraverso i singoli casi si è rivelata dall'Ottocento ad oggi una ricca fenomenologia neuropsicologica che ha permesso di capire sempre di più l'organizzazione del cervello alla base delle funzioni psichiche umane. E giustamente Sacks ricorda a questo proposito i famosi casi clinici del sovietico Aleksandr R. Lurija, suo diretto ispiratore. Se però consideriamo i casi di Lurija è subito chiaro che l'interesse per loro nasceva non solo dalla esigenza di un rispetto del paziente come essere umano, ma dal problema che l'organizzazione cerebrale si articola in modo differenziato nei vari individui e questa differenziazione emerge tanto più nella patologia. Così il caso clinico deve documentare la varietà della patologia neuropsicologica ai fini del progresso delle conoscenze sul cervello umano, fornendo tutti gli elementi tecnici utili. Invece le storie di Sacks potrebbero essere anche inventate o ritrascritte dalla sua memoria e non aggiungono nuovi elementi alla neuropsicologia attuale (v. "Neuropsicologia" di Elisabetta Ladavas e Carlo Umiltà, Il Mulino, Bologna 1987, pp. 217, Lit. 20.000). Mentre Lurija ha descritto casi clinici utili alla scienza, che comunque sono pure letterariamente pregevoli, Sacks ha scritto degli affascinanti romanzi scientifici e, certo, questo non è poco.
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello / Oliver Sacks
Milano : Adelphi, 1986
Abstract: Medico inglese, trasferitosi negli Stati Uniti, attualmente all'ospedale Mount Carmel di New York, Oliver Sacks ha raccolto molti successi con i suoi libri sui suoi pazienti. Da "Risvegli" del 1973, ora ripubblicato con l'aggiunta di nuovi casi, fino a "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" del 1985, attraverso altri meno noti come "A Leg to Stand On* (Una ragione) e "Migraine" (Emicrania), Sacks ha descritto una eterogenea casistica di effetti di malattie del sistema nervoso ed in particolare del cervello sulle funzioni psichiche e sulla vita quotidiana di decine di donne e uomini da lui curati. In "Risvegli" è esposta una delle più sorprendenti svolte introdotte dai farmaci nella terapia medica. A partire dal 1917 si diffuse una micidiale malattia, nota come "encefalite letargica" o "malattia del sonno", colpendo milioni di persone. La malattia presentava sintomi analoghi a quelli del morbo di Parkinson: i pazienti "passavano le giornate seduti, immobili e silenziosi, totalmente privi di energia, di slancio, iniziativa, motivazioni, appetiti, affetti o desideri, percepivano ciò che accadeva attorno a loro senza un'attenzione attiva, ma anzi con profonda indifferenza. Non ispiravano n‚ provavano vitalità alcuna; erano privi di sostanza come fantasmi e passivi come zombie: von Economo li paragonava a vulcani spenti. Questi malati, in linguaggio neurologico, presentavano disturbi 'negativi' del comportamento, cioè inerzia assoluta. Erano ontologicamente morti, o 'sospesi' o 'addormentati', in attesa di un risveglio che giunse (per la piccola frazione di sopravvissuti) cinquant'anni dopo". Nel 1969 arrivò il farmaco miracoloso, la L-dopa che rivoluzion• la vita dei superstiti dell'encefalite letargica, facendoli uscire da un sonno durato mezzo secolo. "Risvegli" è appunto la storia dei percorsi singolari ed individuali di vari pazienti di Sacks resuscitati a nuova vita dal trattamento con L-dopa. In "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" sono descritti vari casi di pazienti colpiti generalmente da lesioni al cervello e menomati in importanti funzioni psichiche, come nel caso, che dà il titolo al libro, di un musicista che non sapeva più riconoscere gli oggetti e li confondeva tra di loro ("per strada, come il buon Magoo, gli capitava di dare affettuosi colpetti agli idranti e ai parchimetri scambiandoli per teste di bambini; rivolgeva gentilmente la parola ai pomelli dei mobili e si stupiva di non ricevere risposta"). In altre situazioni non si tratta di perdite (non si riconoscono più gli oggetti o le facce, non si ricordano più i fatti della propria vita), ma si verificano eccessi nelle funzioni comportamentali (iperemotività, attività motoria sfrenata, olfatto ipersviluppato, grande capacità di memoria). La casistica di Sacks è varia e potrà arricchirsi di nuove storie, considerata quanto multiforme è la fenomenologia dei disturbi neuropsicologici. In effetti Sacks ha proceduto pubblicando i casi di volta in volta, spesso sulla "New York Review of Books" (dove il 19 novembre scorso è apparso il nuovo affascinante "caso di un pittore cieco per i colori") o sulla "London Review of Books". Non è facile riassumere le storie cliniche di Sacks. Spesso si tratta di poche pagine che illuminano sulla vita di tutti i giorni dei pazienti, ognuno un mondo a sé, colpiti da patologie specifiche e diverse tra loro. Così non veniamo introdotti allo studio della neuropsicologia, alla spiegazione delle alterazioni cerebrali che producono i disturbi psichici di quei pazienti. Si rimane con il ricordo di ciascuno di loro (l'uomo che scambiava la moglie per un cappello, Rose R. rimasta in uno stato di stupore per trent'anni e che si rimette a camminare e parlare grazie alla L-dopa, la signora S. che non riconosceva niente che riguardasse la parte sinistra dello spazio extracorporeo), si perde il riferimento al dato patologico in sé e resta il singolo uomo o la singola donna nel dramma della loro esistenza quotidiana. È una scelta esplicita di Sacks che critica duramente l'impostazione della scienza medica che studia una patologia astratta dall'individuo che l'incarna ("la medicina moderna, in misura sempre maggiore, prescinde dalla nostra esistenza, o col ridurci a repliche identiche che reagiscono a 'stimoli' prefissati in modi altrettanto prefissati, o col considerare le nostre malattie semplicemente come fenomeni 'estranei' e cattivi, senza relazione organica con la personalità malata"). Il richiamo alla persona del malato, alla sua umanità, si traduce in una esposizione del caso che mostra di continuo la viva partecipazione di Sacks, uomo e medico, alle pene e alle gioie dei suoi pazienti. Così lo stile narrativo non è quello, asettico e neutro di un articolo specialistico, ma quello dei romanzi brevi cari al pubblico nordamericano. Le storie di Sacks hanno affascinato il lettore non specializzato in neurologia e psicologia, lasciando indifferente lo specialista. Vi sono state anche critiche da parte degli esperti, come quella ben circostanziata del filosofo di Oxford, Colin McGinn, apparsa sulla "London Review of Books" (23 gennaio 1986). Sacks ricorda l'importanza del caso clinico per la ricerca neuropsicologica in particolare. Attraverso i singoli casi si è rivelata dall'Ottocento ad oggi una ricca fenomenologia neuropsicologica che ha permesso di capire sempre di più l'organizzazione del cervello alla base delle funzioni psichiche umane. E giustamente Sacks ricorda a questo proposito i famosi casi clinici del sovietico Aleksandr R. Lurija, suo diretto ispiratore. Se però consideriamo i casi di Lurija è subito chiaro che l'interesse per loro nasceva non solo dalla esigenza di un rispetto del paziente come essere umano, ma dal problema che l'organizzazione cerebrale si articola in modo differenziato nei vari individui e questa differenziazione emerge tanto più nella patologia. Così il caso clinico deve documentare la varietà della patologia neuropsicologica ai fini del progresso delle conoscenze sul cervello umano, fornendo tutti gli elementi tecnici utili. Invece le storie di Sacks potrebbero essere anche inventate o ritrascritte dalla sua memoria e non aggiungono nuovi elementi alla neuropsicologia attuale (v. "Neuropsicologia" di Elisabetta Ladavas e Carlo Umiltà, Il Mulino, Bologna 1987, pp. 217, Lit. 20.000). Mentre Lurija ha descritto casi clinici utili alla scienza, che comunque sono pure letterariamente pregevoli, Sacks ha scritto degli affascinanti romanzi scientifici e, certo, questo non è poco.
Storia naturale della distruzione / W. G. Sebald ; traduzione di Ada Vigliani
Adelphi, 2024
Abstract: Una madre con il cadavere carbonizzato del figlio nella valigia, una famiglia che fa colazione nella veranda di una villa in mezzo alle macerie, una massaia che pulisce i vetri dell'unico edificio rimasto in piedi in mezzo alla distruzione. Immagini che testimoniano la serie di bombardamenti alleati che distrussero Amburgo durante la Seconda guerra mondiale e che hanno sempre costituito un argomento tabù in Germania. In quanto colpevole, il popolo tedesco doveva tacere il dolore patito da milioni di civili. Sebald trattò questo tema nel 1997 in una serie di lezioni di poetica tenute a Zurigo, toccando un nervo scoperto e componendo una storia naturale della distruzione in cui il meccanismo della guerra non risparmia niente e nessuno.
Da nessuna parte / Yasmina Reza ; traduzione di Anna Morpurgo e Daniela Salomoni
Adelphi, 2026
Abstract: A molti dei lettori che da tempo la seguono piacerebbe sapere qualcosa di più su una scrittrice che in tutti questi anni ha svelato pochissimo di sé, che è rimasta discreta sulla propria intimità e sul proprio passato – e agli intervistatori che tentavano di addentrarsi in quei territori non diceva mai la verità. In questo volume, dove l'autrice stessa ha deciso di riunire i suoi primi libri «di letteratura», quei lettori appassionati scopriranno invece, attraverso brevi, a volte brevissimi, aneddoti, ricordi, riflessioni, confessioni – «fotografie soggettive della vita» –, una Reza pronta a mostrare loro la propria fragilità, la propria «anima messa a nudo»: la struggente tenerezza per i figli, bambini e poi adolescenti, la nostalgia per qualcosa che non tornerà più (il «sorriso sdentato» della piccola Alta, per esempio), gli ultimi giorni di suo padre, la consapevolezza di non appartenere ad alcun luogo, di non avere radici... Ritroveranno anche, distillati in questi frammenti, tutti i temi che ricorrono nelle pièce e nei romanzi – il tempo, l’identità, la memoria, gli affetti, la morte –, ma affrontati da una prospettiva più privata e inattesa.
I benandanti : stregoneria e culti agrari tra '500 e '600 / Carlo Ginzburg
Adelphi, 2020
Abstract: Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento. Con questo volume Carlo Ginzburg ha ricostruito una vicenda, che getta nuova luce sul problema generale della stregoneria. I Benandanti - così si chiamavano nel Friuli, tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, i portatori di un culto della fertilità - si presentarono in un primo tempo come difensori dei raccolti contro le streghe e gli stregoni. Poi, in meno di un secolo, sotto la pressione degli inquisitori, eccoli inaspettatamente assumere i tratti degli odiati antagonisti. Questa trasformazione ha probabilmente valore esemplare. Le diramazioni al di là delle Alpi delle credenze imperniate sui Benandanti consentono di avanzare un'ipotesi generale sul significato e le origini della stregoneria popolare.
La mia famiglia e altri animali / Gerald Durrell ; traduzione di Adriana Motti
34. ed.
Adelphi, 2023
Quer pasticciaccio brutto de via Merulana / Carlo Emilio Gadda ; a cura di Giorgio Pinotti
Adelphi, 2023
Abstract: Capolavoro della letteratura italiana, Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, è un romanzo giallo ambientato a Roma nei primi anni del fascismo, nel 1927, un giallo aperto che resta senza soluzione e non si chiude con la scoperta del colpevole. Un pasticciaccio, appunto. Apparso per la prima volta in cinque puntate sulla rivista Letteratura nel 1946, venne pubblicato in volume nel 1957 ad opera dell'editore Garzanti. Gadda vi lavorava dal '45 quando venne scritto in prima stesura durante il soggiorno fiorentino, sotto l'impulso liberatorio della fine della guerra e della caduta del fascismo. Considerato la sua opera migliore assieme all'incompiuto La cognizione del dolore (1963), e tradotto in tutto il mondo, Il pasticciaccio ha ispirato l'omonima serie televisiva e il celebre film diretto da Pietro Germi, Un maledetto imbroglio. Ormai fattosi interprete naturale di Gadda, Gifuni dà oggi voce - anzi, dovremmo dire più voci -, a Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana in una lettura integrale e virtuosa che risponde al virtuosismo concettuale, linguistico e sintattico gaddiano.
Ann d'Inghilterra / Julia Deck ; traduzione di Yasmina Melaouah
Adelphi, 2025
Abstract: Una limpida domenica di aprile, Julia trova la madre riversa a terra nel suo appartamento di Tolbiac: un’emorragia cerebrale l’ha inchiodata lì, sul pavimento, per ventotto ore. È l’istante che ha sempre temuto, al punto da desiderarlo tenacemente, e che ora incombe su di lei, incontrollabile. Audace, combattiva, presenza costante eppure elusiva, oggetto di un amore non meno intenso che distruttivo, Ann, la madre inglese, ovunque e per tutti straniera, grava sulla sua vita con il peso di un enigma che sollecita e ferisce. Così, mentre combatte per strapparla a mortiferi centri geriatrici e a un destino che agli occhi dei medici è segnato – una vita da vegetale –, Julia ne ripercorre l’avventurosa storia di transfuga di classe, dalla nascita in una piccola località a quattrocento chilometri da Londra, trasformata da un colosso della chimica in un gigantesco complesso industriale, alla brillante carriera scolastica, coronata dalla laurea in Letteratura francese, alla conquista di una nuova identità in Francia, alla loro lunga convivenza, all’indomita vecchiaia. Una storia che, scandita da romanzi, film e canzoni, attraversa l’Europa, la Nouvelle Vague, gli Swinging Sixties, la deliziosa volgarità degli anni Ottanta, il grigiore degli anni Novanta, e che si rivela via via una quête sulle origini, sul mistero delle relazioni familiari – e il tentativo di medicare una dolorosa lesione. Alternando intrepida l’accorato diario di una figlia che si ritrova d’improvviso fra le mani la vita della madre e il romanzo, brioso e incalzante, di una donna sempre in fuga, Julia Deck è riuscita a creare un perfetto congegno narrativo: e a dimostrare che «le categorie di reale e di finzione non sono così distinte. Ed è all’incrocio di queste linee direttrici che sta la verità»
Albert Speer : la sua battaglia con la verità / Gitta Sereny ; traduzione di Valeria Gattei
Adelphi, 2025
Abstract: Seduta nelle tribune dell'aula di Norimberga dove era in corso il processo contro gli «uomini di Hitler», Gitta Sereny era rimasta colpita dalla compostezza esemplare di uno degli imputati. Di quell'uomo che «ascoltava immobile e attento con il volto impassibile, a eccezione degli occhi scuri e intelligenti», sapeva solo che era Albert Speer, l'architetto e poi ministro degli Armamenti del Reich, nonché membro della cerchia più stretta del Führer. Trent'anni più tardi, dopo aver letto "In quelle tenebre" - il libro-intervista che Sereny aveva dedicato al caso del comandante di Treblinka Franz Stangl -, Speer decise di contattare l'autrice e di invitarla nella sua casa a Heidelberg per ripercorrere con lei la sua storia. All'epoca, lui aveva scontato una lunga detenzione nel carcere di Spandau, dove aveva scritto clandestinamente circa milleduecento pagine di riflessioni e memorie e aveva avviato, sotto la guida di un pastore calvinista ed ex membro della resistenza francese, l'ostinato e quasi maniacale tentativo di fare i conti con il proprio passato che lo avrebbe impegnato fino alla morte. Lei veniva da anni di indagini sugli orrori della Germania nazista e, incontrandolo di persona, percepì subito un'incongruenza tra il tono altezzoso, «autoritario e arrogante» dei mea culpa che fluivano «troppo prontamente» dalle labbra dello Speer pubblico, e quell'uomo timido, dotato di humour e fascino, abitato da una profonda tristezza, che le parlava «con una strana inflessione interrogativa nella voce». Catturata da un'ambivalenza tanto sconcertante, Sereny si prefisse lo scopo di «comprendere Albert Speer», costruendo questa memorabile inchiesta basata sulle lunghe conversazioni che per molti anni intrattenne con lui, e spingendosi tanto a fondo nell'interrogazione del suo conflitto interiore da determinare una vicinanza che le costò numerose critiche - fu lei stessa una volta a definirlo senza difficoltà «un uomo superiore», e si dovrebbe riflettere sul peso di questa affermazione, e su chi la pronuncia. Affiora così il ritratto - in cui pure restano zone d'ombra, e non potrebbe essere altrimenti - di un uomo che, dopo aver smesso i panni di ministro del Reich, non ha potuto far altro che tentare di elaborare, per il resto della vita, la sequenza fattuale ed emotiva della propria soggezione al carisma di Adolf Hitler.
Vedere voci : un viaggio nel mondo dei sordi / Oliver Sacks
Nuova ed. ampliata
Adelphi, 2022
Abstract: In questo libro Oliver Sacks abbandona il terreno dei disturbi neurologici per indagare un altro mondo, che generalmente viene ignorato: il mondo dei sordi. Qui, come in altri casi di menomazione, Sacks riesce a scoprire che il meno può anche nascondere un più: per esempio, una capacità acutissima di sviluppare l’esperienza visiva – base, questa, su cui si è formato un affascinante linguaggio visivo, i «Segni», che permette ai sordi di costituire comunità. Ancora una volta, è l’enorme dono di empatia, in Sacks, a guidare l’indagine, che toccherà alcuni problemi fondamentali del rapporto fra parola, immagine e cervello, ma anche renderà conto di esperienze dirette dell’autore, sino alla sua partecipazione alla rivolta nell’unica università per sordi al mondo, la Gallaudet University, nel marzo 1988.
La storia di un matrimonio / Andrew Sean Greer ; traduzione di Giuseppina Oneto
Adelphi, 2011
Abstract: Crediamo tutti di conoscere le persone che amiamo: così Pearlie Cook comincia a raccontarci gli incredibili sei mesi che sono stati, per il suo matrimonio, una sorta di inesorabile lastra ai raggi X. Siamo nel 1953, in un quartiere appartato e nebbioso di ex militari ai margini di San Francisco, e tutto nella vita dei Cook parla ancora della guerra: la salute cagionevole di Holland, i ricordi tormentati di lei, le loro abitudini morigerate e un po' grigie. Una vita per il resto normalissima, come sottolinea la voce ammaliante di Pearlie - mentre la sua testa scoppia di pensieri che forse, via via che si disvelano, preferiremmo non ascoltare. Eppure li leggiamo con avidità, rassicurati dal fatto che lei, palesemente, ha intenzione di dirci proprio tutto. Perché, allora, ci sentiamo invadere da un'ansia arcana, da un senso di vertigine e di smarrimento, come davanti a certe atmosfere torve di Edgar Allan Poe? Non solo per il susseguirsi di colpi di scena che ci avvincono a ogni riga sino a condurci all'unico finale davvero imprevedibile. Non solo per l'uomo venuto dal passato, per la lettera che colpisce come un pugno, per i terribili segreti che si dischiudono a uno a uno... Sarà allora per la dolorosa lucidità con cui la narratrice riesce a indagare la distanza che separa ciascuno di noi dagli altri? O perché a ogni pagina ci chiediamo: come fa Pearlie a sapere tutte queste cose - di noi?
Felici i felici / Yasmina Reza ; traduzione di Maurizia Balmelli
Adelphi, 2013
Abstract: Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell'amore. Felici i felici: le due ultime beatitudini di Borges, che Yasmina Reza inscrive sulla soglia di questo romanzo, ci indicano la via per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Perché la felicità - nell'amore o nell'assenza di amore, all'interno di una coppia o al di fuori di ogni legame - è un talento: e di tutti i personaggi che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte grottesche, a volte atrocemente comiche, si direbbe che quasi nessuno lo possegga. In un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti - tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio -, le voci che si avvicendano, quasi incalzandosi, tessono un ordito i cui fili (tenui in alcuni casi, in altri pesanti come catene) collegano molteplici destini, tutti segnati dall'impervia difficoltà dell'incontro con l'altro. Con una scrittura di chirurgica precisione, capace di muoversi tra i registri più vari, in un susseguirsi di scene in cui sempre lampeggia il genio della donna di teatro, Yasmina Reza è abilissima nel far affiorare, appena sotto la superficie smaltata delle apparenze, solitudine e violenza, disperazione e risentimento; e riesce a condurre la ronde dei suoi personaggi - mogli inquiete e mariti perplessi, amanti insoddisfatte e libertini mediocri, giovani in fuga dalla vita e vecchi abitati dalla morte.
Le braci / Sandor Marai ; a cura di Marinella D'Alessandro
Milano : Adelphi, 2008
Abstract: Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione. Tutto converge verso un duello senza spade ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
Lo Zen e il tiro con l'arco / Eugen Herrigel
Nuova ed
Milano : Adelphi, 1975
Abstract: Questo piccolo libro è un illuminante, lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, di come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen. Un professore tedesco di filosofia, Eugen Herrigel, vuole essere introdotto allo Zen e gli viene consigliato di imparare una delle arti in cui lo Zen da secoli si applica: il tiro con l'arco. Comincia così un emozionante tirocinio, nel corso del quale Herrigel si troverà felicemente costretto a capovolgere le sue idee, e soprattutto il suo modo di vivere. All'inizio con grande pena e sconcerto. Dovrà infatti riconoscere prima di tutto che i suoi gesti sono sbagliati, poi che sono sbagliate le sue intenzioni, infine che proprio le cose su cui fa affidamento sono i più grandi ostacoli: la volontà, la chiara distinzione fra mezzo e fine, il desiderio di riuscire. Ma il tocco sapiente del Maestro aiuterà Herrigel a scrollarsi tutto di dosso, a restare vuoto per accogliere, quasi senza accorgersene, l'unico gesto giusto, che fa centro quello di cui gli arcieri Zen dicono: Un colpo, una vita. In un tale colpo, arco, freccia, bersaglio e Io si intrecciano in modo che non è possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso.
Milano : Adelphi, copyr. 1998
Abstract: Nella traduzione di Landolfi i tre più celebri racconti di Puskin: Il fabbricante di bare, Il mastro di posta, La dama di picche. Landolfi riversa nella traduzione italiana la febbrile ricerca di novità e perfezione verbale del testo russo, insieme a quel dinamismo narrativo che pone il lettore in un nuovo sorprendente rapporto con l'idea di libertà.
Adelphi, 2025
Abstract: Tra il 1952 e il 1960 Ruth Krauss e Maurice Sendak collaborano a otto albi illustrati. Il primo frutto del loro sodalizio artistico fu Un buco è per scavare: un catalogo di definizioni del mondo, delle cose e di coloro che lo popolano, dove l’osservazione è tutt’uno con l’arte di trasformare ogni aspetto della realtà nell’innesco di un gioco. Dedicato alle doti esplorative e artigiane dei bambini, Un buco è per scavare è frutto di un’autentica curiosità per il mondo infantile e un inno alla curiosità infantile verso il mondo.