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Trovati 44 documenti.
Il cielo oltre le polveri : storie, tragedie e menzogne sull'Ilva / Valentina Petrini
Solferino, 2022
Abstract: Valentina Petrini è cresciuta proprio a Taranto, in un quartiere operaio a ridosso dell’Ilva dove le polveri si posano sui balconi delle case e sui giochi dei bambini. Si è trasferita a Roma per costruire una carriera. Torna sui luoghi della sua infanzia per fare i conti con il grande racconto nero dell’Ilva. Lo compone in queste pagine con sensibilità e con forza, parlando con i testimoni e i parenti delle vittime, interpellando professionisti e istituzioni, seguendo i dibattimenti in aula, interrogando il suo stesso passato. E scrive un libro necessario, intenso e vivo, dopo il quale non sarà più possibile dire «non sapevo».
Memorie d'infanzia / Sofja Kovalevskaja
Pendragon, 2022
Abstract: Moderna, colta, aperta ed emancipata: questa è Sofja Kovalevskaja, donna dallo spirito e dagli ideali contemporanei ma nata e vissuta nell'Europa dell'Ottocento. Dopo la prima pubblicazione in Svezia nel 1889, tornano alla luce le sue "Memorie d'infanzia", opera che ebbe un grande e immediato successo e che vide negli anni numerose ristampe in lingue diverse. Dal primo incontro avuto con la matematica grazie ad alcuni articoli di giornale usati come carta da parati, passando per l'infanzia trascorsa in Russia, sino all'adolescenza caratterizzata dall'amore per Dostoevskij (in realtà spasimante della sorella maggiore Anjuta), le memorie forniscono un interessante spaccato dell'atmosfera sociale e culturale russa del diciannovesimo secolo. Un tassello fondamentale per conoscere, o riscoprire, una figura dalla vita romanzesca che si distinse anche nella lotta per l'affermazione dei diritti delle donne.
Confesso che ho mangiato / Davide Paolini
Giunti, 2022
Abstract: Milano sono giorni complicati: il lockdown costringe tutti a un’esistenza sospesa e priva di contatti. Ma per chi, come Davide Paolini, “vive” nella dimensione del viaggio, l’isolamento è una condizione ancora più insopportabile. Come occupare il tempo dedicato alla scoperta? Come “riempire” lo spazio del viaggio, quando questo si riduce alla distanza che separa la camera da letto dallo studio? Una soluzione c’è: avvalersi della propria memoria per ripercorrere il già vissuto, riscoprendo emozioni e immagini lontane nel tempo e (quasi) dimenticate. Da qui prende avvio il lungo itinerario di un Gastronauta d’eccezione, un memoir che restituisce, insieme ai ricordi “reali”, anche (e soprattutto) quelli emotivi.
Certe notti ti guardo dormire / Antonio Paciletti
Rizzoli, 2022
Abstract: Con un'ironia irresistibile, Antonio racconta un percorso che è come una lunga e ripida salita in bicicletta, tra tornanti e buche, stop forzati, difficili riprese e rallentamenti continui. Eppure, quando si arriva in cima, si rifarebbe tutto dall'inizio, fino all'ultima pedalata. E non è così per tutti i genitori? «Allora, quando ce lo fate un nipotino?». Eccola, la Domanda. Quella che Beatriz e Antonio si sono sentiti ripetere a lungo da una zia esile ma ostinata. E non si salvano nemmeno quando decidono di adottare un bambino, perché a quel punto la domanda, non meno incalzante, diventa subito: «Allora, quando arriva, vostro figlio?». E dire che dietro questa domanda c'è un mondo intero, il mondo di un papà destinato a innamorarsi del suo bambino, conosciuto un giorno in un orfanotrofio di Masango, in Burundi. Ci sono le sedute dagli psicologi, le pile di scartoffie, gli infiniti corsi, gli incontri con i giudici e gli altri aspiranti genitori, e c'è la fatidica telefonata che, nonostante i quattro anni di attesa, getta nel panico Antonio e Beatriz: saremo pronti? Solo poi, finalmente, c'è la vita con Enock, un bambino aperto, generoso, vivacissimo. Un bambino che impara rapidamente due nuove lingue e più rapidamente insegna ai suoi genitori a vivere la loro nuova famiglia, intrecciando le storie e moltiplicando le emozioni. Con un'ironia irresistibile, Antonio racconta un percorso che è come una lunga e ripida salita in bicicletta, tra tornanti e buche, stop forzati, difficili riprese e rallentamenti continui. Eppure, quando si arriva in cima, si rifarebbe tutto dall'inizio, fino all'ultima pedalata. E non è così per tutti i genitori? Il ricavato di questo libro verrà interamente devoluto dall'Autore all'associazione 4INZU ODV, per poter continuare la costruzione dell'orfanotrofio Nice Hope House a Gitega, in Burundi.
Rizzoli, 2022
Abstract: A due terzi del cammin della sua vita, Guido Catalano crede di aver raggiunto una sorta di pace. Si è fortunosamente incontrato e scontrato con Fidanzata in una notte estiva, con lei si è trasferito in una casa nuova, dove vive anche Starnutino Farandola, gatto dall'età imprecisata, e trascorre le serate con l'amico Grasso, appassionato di poesie e aperitivi. Affronta, come ognuno di noi, le complicazioni quotidiane, le perdite, la mancanza di gentilezza della gente, le dipendenze e le truffe in rete. Che altro deve accadere? Ebbene, un losco figuro di nome Mr Red esige la sua presenza a Milano per un podcast. Faccenda delicata. Ma non è finita: in un giorno come tanti inizia a ricevere strani messaggi da sconosciuti con richieste d'aiuto per i più impensabili quesiti d'amore (e pure di sesso!). Chi sono queste persone? Perché lo chiamano "dottoressa Guido"? E perché scrivono proprio a lui? Forse è il caso di dare una chance alla nuova identità non voluta di medico del cuore, per dire la sua, in questo folle presente, su ogni sorta di problema amoroso. Tra memoir e critica sociale, diaristica estrema e surrealismo spinto, Guido Catalano con una scrittura leggera e al contempo dissacrante commuove e diverte, mostrando ai lettori come l'ironia aiuti a superare anche i momenti più tempestosi.
Kundera e Fellini : l'arte di non incontrarsi / Stefano Godano ; prefazione di Vincenzo Mollica
Rizzoli, 2022
Abstract: Un ritratto inedito del grande scrittore ceco attraverso un'amicizia nata sotto il segno di Federico Fellini. Kundera considerava Fellini la vetta dell'arte della seconda metà del Novecento e Fellini ricambiava definendolo il più grande scrittore contemporaneo: si scrivevano e si stimavano. Perché non si sono mai incontrati? Dopo la scomparsa di Fellini, Stefano Godano e la moglie Daniela, nipote e assistente del regista, incontrano Milan e Vera Kundera nel 2001: ne nasce una straordinaria amicizia, fatta di incontri, lettere e lunghe telefonate, di ore e ore a chiacchierare a casa Kundera e nei ristoranti di Saint-Germain. Lo scrittore più inaccessibile e irraggiungibile al mondo si confida con l'autore sull'onda di una forte amicizia esaltata dalla passione per Federico Fellini e dalla ricerca dei punti di contatto creativi e immaginifici con il lavoro del grande regista riminese. Un lungo viaggio alla scoperta di Milan Kundera, uno scrittore timido e geniale che ha fatto della riservatezza il suo marchio originale. I romanzi e la fuga dalla Cecoslovacchia, l'amore per la Francia e l'insofferenza per la gauche caviar, la passione per Venezia, Capri e Roma, e per i paesi italiani, dove vince il silenzio e dove siPrefazione di Vincenzo Mollica.
L'abbraccio di Kiev : lettera a una bambina rinata / Mariangela Rossi
Solferino, 2022
Abstract: Nell’inverno del 2012, Mariangela e suo marito Michele hanno viaggiato in Ucraina per adottare, nella regione di Luhansk, nel Donbass, una bambina di nove anni, Anastasia: lunghi mesi in un Paese bellissimo e difficile, per tanti aspetti europeo, ma con il sapore di un altrove. Oggi, la guerra in Ucraina porta in Italia l’interprete che li aveva seguiti allora, Elèna, fuggita dalla sua città in fiamme e sfollata a Bergamo. È un ritrovarsi commovente e amaro, segnato dal racconto delle bombe, della paura, dall’angoscia di chi si è lasciato alle spalle tutto, anche un figlio che è rimasto a disposizione del suo Paese, pronto a difenderlo. Mariangela, mentre parla con questa amica di allora, testimone oggi di un atroce conflitto, sente uno strappo al filo della memoria: lei, la sua storia, non l’ha mai raccontata. Quella dell’incontro più emozionante della sua vita, che la lega indissolubilmente a un Paese oggi dilaniato. Così decide di farlo, in una lettera appassionata ad Anastasia, che allora aveva nove anni e ora è una ragazza italiana. Un racconto che ripercorre un’avventura, illumina un popolo e una terra, spiega il senso dell’accoglienza come necessità umana. Madre e figlia, infine, si interrogano insieme: cos’è la pace, cosa l’appartenenza? Queste pagine intense ci offrono uno sguardo intimo e partecipe sull’Ucraina, sulla sua anima e sulle sue tensioni. Una storia che la guerra rende di scottante attualità ma che l’amore rende universale: la maternità come scelta capace di valicare ogni frontiera.
Ritorno ai monti / Reinhold Messner ; fotografie di Andre Schönherr
Nuova ed. aggiornata
Corbaccio, 2022
Abstract: «‘Questo libro è stato pubblicato più di cinquant’anni fa, poco dopo la tragedia del 1970 sul Nanga Parbat in cui perse la vita mio fratello Günther. Su quella vetta non mi era venuto a mancare il senso della vita, ma l’equilibrio interiore … Ero alla fine del mondo ed ero rimasto solo e sperduto.’ Così Reinhold Messner racconta la genesi del suo primo libro, che è stato, per il giovane Messner (allora ventisettenne), un momento catartico di scrittura con cui recuperare l’equilibrio e i valori perduti. Ma ancor più per il mondo alpinistico di allora, e per la letteratura di montagna, è stato un momento di rottura. Rivoluzionario, nei contenuti e nella forma. Erano gli anni in cui ancora risuonavano le pagine eroiche e superomistiche di Bonatti, Desmaison, Rébuffat, i récit d’ascension ricchi di pathos e tempeste. Messner invece scrive di una montagna esistenziale ed ecologica ante litteram, un alpinismo gestuale e istintivo, felice, fine a se stesso. Alternativo al consumismo imperante, alle leggi del profitto, alla mediocrità del vivere cittadino. Ed è proprio Messner a ridefinire per primo la pratica alpinistica come mezzo per tornare ‘a una condizione umana che un tempo era ovvia e naturale: alla semplicità e all’essenzialità della vita’. L’ecologia, anzi ‘la cura per la montagna’ e per i compagni di avventura sottendono a tutto il racconto del futuro conquistatore di 8000, ed è sempre un piacere rileggere le prime avventure sull’Ortles, sulla Marmolada, sulle Droites, sul Sass dla Crusc, dove il giovane Messner ritrova ‘il senso del lavoro creativo, della prova superata e dell’opera compiuta, e tale sensazione è di per sé un motivo di felicità’».
Newton Compton, 2022
Abstract: La sconvolgente testimonianza di chi è riuscito a sopravvivere agli orrori di tre campi di concentramento. Il racconto inedito e di inestimabile valore del periodo più oscuro della storia umana. Nascosto sul tetto di un treno, il ventenne Wim Aloserij riesce a fuggire dai campi di lavoro obbligatori nella Germania nazista. Il giovane si nasconde poi in una fattoria, dormendo per mesi in una cassa di legno nascosta sottoterra. Ma neppure lì è al sicuro. Infatti, nel 1943, Wim viene catturato nel cuore della notte durante un raid, e trasportato nella famigerata prigione della Gestapo ad Amsterdam. Lì, la sua vita cambia per sempre quando viene catapultato nell'incubo dell'Olocausto e trasportato ad Amersfoort, il primo dei tre campi di concentramento di cui conoscerà gli orrori. Wim è costretto ad adattarsi rapidamente a quell'ambiente infernale, ma alle spalle ha un'infanzia di abusi e privazioni subite da un padre alcolizzato e violento, e la corazza dentro cui è cresciuto lo aiuta a sopravvivere anche nelle altre due occasioni di internamento. Tuttavia, è con l'approssimarsi della fine della guerra che Wim deve attingere alle sue ultime forze quando si ritrova nel bel mezzo del fuoco incrociato alleati-nazisti. All'età di 94 anni, finalmente Wim si è sentito pronto a raccontare, con dovizia di dettagli, la sua incredibile storia, tenuta segreta per così tanti anni. Un racconto vivido di coraggio e resilienza. L'ultimo testimone è una lettura avvincente che lascia senza fiato.
I ragazzi di Buchenwald / Robert Waisman ; con Susan McClelland ; traduzione di Linda Martini
Rizzoli, 2022 (stampa 2021)
Abstract: Strappato alla sua infanzia serena nel villaggio di Skarzysko-Kamienna, in Polonia, dopo aver vissuto l'opprimente miseria del ghetto ed essere stato costretto a lavorare in una fabbrica di munizioni, l'11 aprile 1945 Romek Wajsman viene liberato dalle truppe statunitensi. Romek ha solo quattordici anni, e insieme a lui e al futuro premio Nobel Elie Wiesel, quel giorno, nel campo di Buchenwald vengono trovati più di quattrocento giovani ebrei. Sono bambini e poco più: ragazzi denutriti, spaventati, già segnati dal senso di colpa, senza nessuno da cui tornare. Dopo un viaggio nell'Europa distrutta dalla guerra, vengono trasferiti alla ?uvre de Secours aux Enfants di Écouis, nella Francia del nord, un centro di accoglienza fondato tra gli altri da Albert Einstein, che aveva come missione il recupero fisico e psicologico dei piccoli reduci scampati all'Olocausto e il loro reinserimento nel mondo.In questa testimonianza preziosa e inedita, Robert Waisman racconta la sua esperienza di sopravvissuto e la storia di questo luogo unico, dove centinaia di ragazzini hanno saputo trasformare il dolore e la rabbia in stimoli costruttivi. E dove, con coraggio, sono cresciuti tenendosi stretta la memoria del passato ma aprendosi con fiducia al futuro.
Ponte alle Grazie, 2022
Abstract: Etna luogo fisico, con la sua natura aspra e potente, ma anche luogo mentale, spirituale; spazio della Terra e della memoria che racchiude tutta la vita di chi è nato e cresciuto sotto la sua ombra. Così la racconta Leonardo Caffo attraverso uno scambio epistolare tra l’Uomo-filosofo e la Montagna di fuoco, che è un primo passo nella costruzione di quella ‘psicofisiologia degli ecosistemi’ ipotizzata da Sylvain Tesson. ‘Cara Etna’ è l’incipit di ogni lettera-capitolo, ma anche il saluto al padre vulcanologo, alla famiglia, agli amici d’infanzia, agli incontri, alle passeggiate, alle escursioni. Le storie, di oggi e di ieri, scritte sul paesaggio, sulla lava e sulle case.
Uroboro : viaggio eterno nelle crepe dell'anima / Valentina Dallari
Piemme, 2022
Abstract: I nostri demoni possono solo essere domati, mai uccisi. In Non mi sono mai piaciuta, Valentina Dallari ha raccontato come era arrivata a pesare 37 chili, a non voler più sentire, né vedere, né vivere, e il modo in cui è riuscita a smettere di autodistruggersi. Ma fragilità, rabbia e paura trovano sempre nuove forme, rinascono ogni volta che rinasciamo. Come l'uroboro, il serpente che addenta la propria coda, simbolo antico dell'eterno ritorno: l'inizio e la fine non sono poi così diversi. In queste pagine coraggiose e taglienti Valentina ci accompagna in una discesa agli inferi di se stessa. Un viaggio nell'abisso interiore, per rischiarare l'anima e le sue crepe alla luce della consapevolezza. Una luce potente, in grado di riverberare anche su chi legge, per mettere a fuoco la storia di ognuno di noi. Se non possiamo ignorare i nostri demoni, tanto vale andare a conoscerli e osservarli da vicino, dialogare con loro, per fare i conti fino in fondo. Affrontando nell'introspezione solitudine, senso di inadeguatezza, autolesionismo, il rapporto contrastato con il piacere, l'amore, la bellezza e il giudizio degli altri, nel libro Valentina riesce a cogliere nel profondo un'intima e ineliminabile fragilità che può trasformarsi in forza consapevole, in un viatico per vivere restando sempre se stesse.
Dàlvi : sei anni nell'Artico / Laura Galloway ; traduzione di Marta Ferreri e Simona Testa
Piemme, 2022
Abstract: Dálvi in lingua sami settentrionale significa "inverno". Quando Laura Galloway decide di fare il test del dna e scopre che una parte è di etnia sami si convince a intraprendere un viaggio nella parte estrema della Scandinavia, dove la tundra e le pianure estese ospitano uomini e donne schivi e coriacei, animali resistenti e paesaggi meravigliosi. Rimane da subito attratta dal cambio di vita. Qui conosce l'uomo, un allevatore di renne, che per alcuni mesi sarà il suo fidanzato. Una volta finita la relazione, invece di tornare alla sua vecchia vita newyorchese, decide di restare. Si trasferisce in una piccola cittadina della tundra norvegese e comincia a entrare nella vita e nei costumi delle persone del luogo. Impara la lingua e le antiche regole di questa remota comunità. Nella solitudine, immersa nella neve e nel cuore selvaggio della natura incontaminata, ricompone i nervi scoperti della sua esistenza, la morte di sua madre quando era ancora piccola, il rapporto con la madre adottiva e tutte le riflessioni sul nostro mondo tecnologico, iperconnesso e ipergentrificato trovano delle risposte sorprendenti. Dálvi è un memoir commovente e pieno di curiosità su una delle popolazioni meno conosciute al mondo. Per chi ha sempre sognato di vivere o visitare l'estremo nord questo libro sarà una rivelazione.
Altreconomia, 2022
Abstract: La zappa non è solo l'archetipo del lavoro agricolo: la zappa è anche cura per la terra e per la biodiversità. Lo raccontano Filippo e Cecilia, due "millennial" che fanno coppia nella vita e nel lavoro, due creativi che hanno scelto di vivere da contadini per condurre un'azienda agricola, con poche risorse e ancor meno esperienza. Non tra colline amene e pettinate ma in un territorio marginale, squassato dall'autostrada eppure naturale e spontaneo, un "terzo paesaggio" a Portogruaro, città metropolitana di Venezia. Un racconto ironico e diretto, che fa emergere le contraddizioni del presente e dimostra che l'agricoltura non è soltanto fatica e precarietà, ma anche osservazione e capacità di risolvere problemi, proprio come una professione culturale.
L'onda del porto : un sogno fatto in Asia / Emanuele Trevi ; postfazione di Pietro Citati
Pozza, 2022
Abstract: Sembra che in ogni opera di Emanuele Trevi ci sia la consapevolezza del confine. L’idea di un’altra terra dove sia possibile non soltanto ignorare i generi ma forgiarli a proprio modo, fonderli, renderli un’altra cosa, senza mai tradirli: tenendo assieme una scrittura narrativa, un resoconto autobiografico, l’idea del romanzo, il diario, il ragionamento filosofico, senza che nulla venga sacrificato. Sembra che in Trevi il racconto privato finisca per riguardare tutti noi come lo avessimo sempre saputo. Accade anche con l’Asia de L’onda del porto: la storia di un viaggio, intrapreso d’istinto l’anno dopo la catastrofe dello tsunami del 2004. Partito per l'india del sud senza ragioni o necessità evidenti, a pochi giorni da una immane catastrofe naturale, un uomo capitò per caso in un posto chiamato Mullur. Mentre i giorni passavano, quella che doveva essere la prima tappa del suo viaggio iniziò a trattenerlo, come se fosse dotata di una volontà propria, e di un progetto nei suoi confronti. Ma un viaggio che si ferma alla prima tappa è ancora un viaggio? E se non lo è, c'era forse un altro nome più adatto? Un uomo parte per vedere quel che resta di un disastro. Ma senza neppure rendersene conto alla prima tappa rinuncia e si ferma. Quel luogo, che doveva essere soltanto una linea di passaggio, la prima di tante, il preludio a una storia da raccontare su una delle catastrofi più grandi degli ultimi vent’anni, diventa altro. Cosa d’altro? È un restare, un essere trattenuti da qualcosa che non prendendo alcuna forma nitida assume sempre più importanza. Il libro è un viaggio nel viaggio. È l’India, il rapporto con i bambini, la concretezza di quel mondo, la sua semplicità, e al tempo stesso è già la consapevolezza che per Emanuele Trevi scrivere e raccontare sono una magia misteriosa, elegantissima, beffarda e sfuggente, una sfida alla verità delle cose. Ci invita ad approdare su una terra mentendoci, promettendo di andare altrove, fingendo che sia soltanto una stazione di posta. E invece ci ritroviamo in un universo che contiene come sempre l’autentica consistenza del mondo letterario e poetico, ma anche personale e umano, di Emanuele Trevi. E ogni volta finisce per stupirci, attraverso una voce che non ha eguali nella letteratura italiana di questi ultimi vent’anni. Il cerchio perfetto che unisce vita e scrittura.
Cartolina dalla fossa : diario di Srebrenica / Emir Suljagic ; traduzione di Alice Parmeggiani
Marotta & Cafiero, 2022
Abstract: La vita nella città assediata durante la guerra in Bosnia (1992-1995) e la successiva caduta della città, cui fece seguito il massacro di 8000 civili inermi e il tentativo di nascondere le tracce dell'accaduto. Un libro-documento che è anche un'altissima testimonianza di umanità e una difesa delle vittime. Resoconto dell'assedio di Srebrenica, preludio al più spietato crimine di genocidio perpetrato in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale, con la connivenza delle Nazioni Unite e dell'Europa. Il libro rievoca l'assurdo quotidiano nell'enclave assediata fino all'11 luglio 1995, quando trentamila profughi inermi furono consegnati nelle mani dei loro carnefici da quelle stesse truppe ONU che avrebbero dovuto proteggerli: così oltre 8000 uomini e ragazzi innocenti vennero uccisi a sangue freddo, i loro corpi gettati nelle fosse comuni e poi dispersi per cancellare ogni traccia. Oggi i luoghi della strage appaiono anonimi e abbandonati, ma il nome di Srebrenica rievoca un crimine che non possiamo dimenticare.
Il cinema, l'immortale / Daniele Vicari
Einaudi, 2022
Abstract: A partire dalla sua nascita, in quel famoso 28 dicembre 1895, più o meno alla fine di ogni decennio il cinema è stato dichiarato morto. I nostri tempi turbolenti non sono da meno. Nonostante epidemie e guerre, tuttavia, il cinema sopravvive. Che cos'è quindi il cinema oggi? È arrivato il momento di chiederselo fino in fondo. Gli stessi fratelli Lumière che gli diedero i natali dissero che si trattava di «una invenzione senza futuro» e lo dissero pensando alla vertiginosa evoluzione tecnologica di cui si erano fatti essi stessi interpreti in quanto industriali, produttori di pellicole e macchine da ripresa. Così il buon vecchio film, pur essendo nato per il grande schermo, ma essendosi adattato meravigliosamente al piccolo fin dalla diffusione dei primi apparecchi televisivi (parliamo degli anni Cinquanta del secolo scorso), pare stia facendo la parte del leone sulle innovative piattaforme digitali. Durante il blocco dovuto alla pandemia e anche dopo, i film hanno superato le serie tv.
Memoria zero, sorrisi a mille : la storia di Mr Smile / Andrea Caschetto ; con Roberta Marasco
Piemme, 2022
Abstract: Lo chiamano Mister Smile, o L’ambasciatore del Sorriso, per più di un motivo: il primo, è che Andrea Caschetto ha girato il mondo per fare sorridere i bambini negli orfanotrofi. Il secondo, è che non permette a niente e a nessuno di velare il suo ottimismo, nemmeno a un brutto tumore. Il terzo, è che la sua missione è regalare felicità a chi non ne ha. E di questo ha fatto una ragione di vita. Ma, prima di diventare il supereroe dei bimbi di tutto il mondo, prima di dedicarsi alle missioni umanitarie e prima di riuscire a mettere il bene degli altri al primo posto, Andrea ha vissuto sulla sua pelle episodi duri e difficili. Cresciuto senza un padre, a soli quindici anni, infatti, è stato operato per un tumore al cervello, di cui sfoggia con orgoglio la cicatrice. L’operazione è stata un successo, ma ha danneggiato la sua memoria a breve termine. Da allora i ricordi nella mente di Andrea riaffiorano in maniera solo apparentemente casuale, perché gli episodi che rimangono impressi nella sua memoria sono tutti legati dal filo invisibile delle emozioni. Ecco perché in questo libro il lettore, per potersi calare almeno in parte nella visione del mondo di Andrea, troverà i capitoli non in senso cronologico, ma nell’ordine che rispecchia quello non sempre prevedibile dei pensieri e della memoria di Andrea. Un testo straordinario, in cui si intrecciano la storia di un ragazzo senza memoria soprannominato Memoria Zero, il racconto-confessione sul padre e il riscatto di Andrea, trovato nei sorrisi dei tantissimi bambini che ha aiutato: negli orfanotrofi di tutto il mondo, nelle strade delle favelas, negli ospedali in Iraq. Ma anche nelle missioni umanitarie, come la più recente nell’Ucraina in tempo di guerra. Soprattutto, emerge uno straordinario messaggio di positività e di amore. Come dice Andrea, «non abbiamo bisogno di un tumore per amare la vita».
Tre metri quadri : quattro anni di visite in carcere / di Alessandro Capriccioli
People, 2019
Abstract: Come consigliere regionale del Lazio, Alessandro Capriccioli ha la possibilità di entrare nelle carceri della regione per condurre delle visite ispettive. Una possibilità che ha esercitato intensamente e con continuità, effettuando in quattro anni oltre 40 accessi in tutti gli istituti penitenziari, nelle Rems (le strutture che hanno sostituito gli Ospedali psichiatrici giudiziari) e nel Cpr di Ponte Galeria. Queste visite gli hanno consentito di scoprire un mondo che è completamente estraneo agli occhi della stragrande maggioranza delle persone. In questo libro, utilizzando l’espediente diaristico, ce lo racconta: e cerca di farlo sia affrontando le problematiche e i grandi temi che lo caratterizzano, sia descrivendone gli aspetti più minuti, gli scampoli di vita quotidiana, il lessico, le abitudini. Non un volume tecnico, dunque, ma un racconto, che ha l’obiettivo di aprire le porte del carcere a chi in carcere non è mai stato, e che denuncia la sostanziale sterilità di uno strumento che in teoria avrebbe la finalità di “reinserire” nella società chi ne ha infranto le regole, ma nella pratica finisce per scavare un solco ancora più profondo tra la comunità dei “buoni” e quella dei “cattivi”.
Ponte alle Grazie, 2022
Abstract: Il richiamo dei picchi alpini e del sole accecante d’alta quota è forte, una passione che accompagna Arthur Lochmann sin dai suoi vent’anni, parallelamente agli studi in Filosofia. In questo libro, il racconto del suo ritorno in montagna in compagnia dell’amica Juliette è scandito da spazi di riflessione che dilatano e approfondiscono il rapporto con la pratica dell’alpinismo. Il sentiero che porta al rifugio Alberto 1° – itinerario del percorso narrativo di Lochmann – culmina con una vista vorticosa sulla cima dell’Aiguille du Tour (del gruppo Chardonnet-Tour) sul versante francese del Monte Bianco: è quella la salita che lui e Juliette dovranno affrontare. I riferimenti alla filosofia permettono all’autore di accostarsi alle intense sensazioni che dominano il suo corpo durante lo sforzo dell’ascesa, acuito dagli agguati della vertigine – di cui l'autore soffre. La separazione fra mente e corpo che si è prodotta con Cartesio, il sublime di Kant, l’esistenzialismo di Sartre e l’angoscia di Kierkegaard, le voci di questi pensatori risuonano sulla roccia al punto da confondersi con essa e – grazie alla scrittura limpida e vivace di Lochmann – diventano parte integrante della scalata, fornendo ulteriori punti di appoggio per proseguire. Ciò che troveremo una volta raggiunta la vetta sarà il senso di una profonda unità con il mondo sensibile, il gusto inestimabile di ogni minimo passo e inaspettatamente, una trasformazione della vertigine da ostacolo in risorsa.