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× Data 2021
× Soggetto Mauritius

Trovati 2 documenti.

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Eva dalle sue rovine
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Libri Moderni

Devi, Ananda

Eva dalle sue rovine / Ananda Devi ; traduzione dal francese di Giuseppe G. Allegri

Utopia, 2021

Abstract: Quattro adolescenti, Sad, Eva, Clélio e Savita, vivono a Troumaron, uno dei quartieri più poveri di Port Louis, la capitale dell'isola Mauritius, rinomata meta turistica per migliaia di villeggianti europei. Il sobborgo africano e le sue strade, veri protagonisti del romanzo, sono il teatro in rovina dove i quattro giovani inscenano i propri destini e, nel contempo, la prigione da cui vogliono fuggire. Eva usa il corpo come merce di scambio, alimentando la malinconia e la frustrazione di Sad, che ne è innamorato. Savita è l'amica più cara della protagonista: complicità e gelosia cementano un rapporto complesso e ondivago. Clélio, invece, è un ragazzo in guerra col mondo e con se stesso, che trova nel pericolo una ragione di sopravvivenza. Il colpo di scena è un crimine abietto che scuote Troumaron e stravolge le giovani vite dei quattro. Con conseguenze imprevedibili.

Alma/ J. M. G. Le Clezio
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Libri Moderni

Le Clézio, J. M. G. <1940->

Alma/ J. M. G. Le Clezio ; traduzione di Maurizia Balmelli

Rizzoli, 2021

Abstract: Il pretesto che dalla Francia porta Jérémie Felsen a Mauritius è un sasso, perfettamente rotondo, appartenuto al padre, ma sotteso al viaggio c'è un bisogno antico di entrare in quell'isola lontana dove la sua famiglia, e tutti i suoi antenati, hanno vissuto. Su questo pezzetto di terra già mezza affondata dai traffici moderni, approdo dolce per il turista desideroso di lidi azzurri, Felsen si incammina in cerca di chi ha storie meno lievi da raccontare, di chi si muove con grazia tra i rumori sottili della foresta, di chi ancora ricorda che un tempo questo territorio era il regno incontrastato del dodo, uccello buffo e inadatto al volo, sterminato dai coloni. Romanzo di abbagliante bellezza, sorta di omaggio al luogo in cui lo stesso Le Clézio è nato è cresciuto, "Alma" è un avvicendarsi di quadri struggenti e voci solo apparentemente svigorite, ed è un memento. Perché sulle stesse spiagge che oggi accolgono i surfisti c'è stato un tempo, l'epoca d'oro della coltivazione della canna da zucchero, in cui uomini, donne, ragazzini venivano scaraventati sulla sabbia, barcollanti, il corpo coperto di piaghe, tremanti di febbre e di paura, gli occhi strabuzzati per lo sgomento davanti al più bel paesaggio del mondo che presto sarebbe stato la loro tomba". Il mare di Mauritius, suggerisce Le Clézio, è un pezzo della nostra storia da cui serve farsi straziare.