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Trovati 2 documenti.
La casa Usher, 2019
Abstract: Victor I. Stoichita, studioso di fama internazionale, in questo volume conduce un'analisi riguardante la rappresentazione figurativa dello "straniero" in Età moderna. Un approccio fruttuoso delle scienze umane tende a dimostrare come molti problemi che attraversano la contemporaneità abbiano fatto da tempo la loro comparsa sul palcoscenico della storia. In quest'ottica, la rappresentazione artistica è un vero e proprio banco di prova: essa costituisce infatti la "memoria visiva" di un dato fenomeno, i cui contenuti possono essere riattualizzati dall'analista. È esattamente ciò che avviene in questo libro, dove l'altro è investigato non tanto per risolvere gli interrogativi che pone il "diverso", quanto per comprenderlo in maniera più approfondita, nel momento in cui si offre all'attenzione della cultura europea. L'arco di tempo preso in esame va dal XV alla fine del XVIII secolo, quando, dopo la "scoperta" del Nuovo Mondo, si registra un'esplosione senza precedenti dell'alterità. I contenuti del libro ruotano intorno all'affermarsi di un'alterità che si cristallizza su alcune figure specifiche: il nero, il giudeo, il musulmano, il gitano nelle opere di Carpaccio, Gentile Bellini, Memling, Bosch, Dürer, Caravaggio, Rubens, Tiziano, Georges de la Tour, Girodet, Benoit... In tutto questo si può cogliere anche un risvolto contemporaneo: in filigrana, con grande raffinatezza ed eleganza, affiora, in una ricerca che potrebbe definirsi di storia dell'arte, la flagrante attualità del tema dell'altro.
Chi è dunque l'altro? / Marc Augé ; edizione italiana a cura di Annalisa D'Orsi
Raffaello Cortina, 2019
Abstract: Antropologo di fama, Marc Augé si è sempre interessato al problema dell’altro: l’altro individuo, l’altro società, l’altro culturale, l’altro geografico. In questo libro porta con sé il lettore dagli stadi delle grandi città alle lagune della Costa d’Avorio; s’interroga sul senso del cannibalismo, sui sogni degli indiani del Venezuela, sul ruolo dell’eroe nelle serie televisive americane. Dopo più di mezzo secolo di osservazioni, Augé ritorna sulle relazioni fra identità e alterità presso alcune popolazioni africane o amerindiane e nel contesto della mondializzazione contemporanea. L’arte, la città e la sua rapida espansione, ma anche le nuove mobilità e la crescita dei proselitismi religiosi acquistano, sotto lo sguardo dell’antropologo, un senso inedito. Occorre saper praticare l’“arte del décalage” e sapersi tenere all’“incrocio delle incertezze” per potersi sottrarre all’uniformità, a quella fatalità che vorrebbe che fossimo tutti uguali.