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Trovati 23 documenti.
Il disastro : l'Aquila dopo il terremoto : le scelte e le colpe / Francesco Erbani
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Abstract: 6 aprile 2009, un terremoto colpisce L'Aquila e una cinquantina di comuni della provincia. Muoiono 308 persone. Per la prima volta nella storia recente delle catastrofi italiane, un sisma investe una città capoluogo, con settantamila abitanti e un centro storico molto esteso (160 ettari) e ancora vitale, che ospitava le principali funzioni cittadine (politiche, amministrative, giudiziarie, economiche) oltre a un'università con venticinquemila studenti, seimila dei quali residenti. Francesco Erbani racconta storie, dà voce a molti protagonisti, indaga su vicende note e meno note, dà conto delle inchieste giudiziarie, scava sotto la superficie della cronaca, analizza i meccanismi dell'informazione, esamina criticamente il periodo dell'emergenza e, soprattutto, le scelte proposte per la ricostruzione e i modi in cui questa si sta attuando. Attraverso la raccolta di dati e le interpretazioni di alcuni esperti, l'inchiesta di Francesco Erbani risponde ad alcune domande che vanno al di là della vicenda specifica e investono il senso della rappresentanza politica. Quanto gli insediamenti nel futuro? Quali saranno i costi, economici e umani di una polverizzazione urbana così accentuata, per nulla mitigata da un centro storico ridotto a un fantasma? Quale è la prospettiva per una città che teme di perdere le caratteristiche di urbanità e diventare un aggregato edilizio, una non-città? La costruzione di new town ha funzionato?
Cecenia, anno III / Jonathan Littell ; traduzione di Margherita Botto
Torino : Einaudi, 2010
I cacciatori di aquilani / a cura di Alessandro Bignami
: Feltrinelli, 2010
Fa parte di: Draquila : l'Italia che trema / il nuovo film di Sabina Guzzanti
Abstract: In un paese in cui l'informazione libera e indipendente è a rischio di estinzione, il cinema di Sabina Guzzanti ci ricorda il valore dell'inchiesta fatta sul campo e con passione, riportando dati, voci, opinioni. "Draquila. L'Italia che trema" è il ritratto di un paese smarrito, la triste cronaca del disastroso sisma che ha distrutto L'Aquila all'alba del 6 aprile 2009 e la danza sulle macerie che ne è seguita, dalle ciniche risate notturne al "miracolo della ricostruzione". Sabina Guzzanti ripercorre un cammino di corruzione, sopraffazione, abusi, mettendo insieme le tessere di una maschera del potere di cui L'Aquila rappresenta forse la recita più eclatante e sfacciata. Nel secondo DVD, interviste e approfondimenti, nel volume "I cacciatori di aquilani", il "Draquilario" di S. Guzzanti e E. Terrone; dossier del Comitatus Aquilanus; approfondimenti di M. Bonaccorsi, G. Caporale, J. Foot; scritti di M. Ciotta, P. Mereghetti, M. Pagani, M. Travaglio e molti altri.
Gli ultimi giorni di Eluana / Amato De Monte, Cinzia Gori ; a cura di Elena Nave
Pordenone : Biblioteca dell'immagine, 2010
Milano : Chiarelettere, 2010
Abstract: 26 maggio 2009. Mentre a Milano il presidente dell'Inter Massimo Moratti segue con apprensione i capricci dell'allenatore Mourinho e suo fratello Gianmarco tratta un prestito milionario con Banca Intesa, a Sarroch, in Sardegna, Daniele Melis, ventinove anni, Luigi Solinas, ventisette, Bruno Muntoni, cinquantotto, si preparano a entrare in una cisterna per lavori di pulizia e manutenzione. I tre operai lavorano e muoiono alla Saras, la raffineria creata negli anni Sessanta da Angelo Moratti. Con passione e intelligenza narrativa, Giorgio Meletti attraversa i giorni e le ore in cui si consumano i fatti e racconta gli affari dei Moratti, i dividendi della raffineria (120 milioni di euro all'anno negli ultimi cinque anni), la quotazione in Borsa della Saras a un prezzo così alto da far scattare un'inchiesta giudiziaria, le perdite dell'Inter (circa 150 milioni di euro all'anno). Ma i protagonisti di quelle ore non sono solo i fratelli Moratti. Basta spostare appena un po' l'obiettivo. C'è l'amico di sempre Tronchetti Provera e lo spolpamene di Telecom, Marchionne che promette tranquillità agli operai di Termini Imerese, le grandi banche all'inseguimento dei crac finanziari. L'assenza di Epifani.Tutto concentrato in poche ore, che compongono la fotografia del capitalismo italiano. La Sardegna come simbolo di una nazione da colonizzare. A pagare sono sempre gli ultimi. I lavoratori e i cittadini prigionieri nella loro terra.
L' Aquila 2010 : il miracolo che non c'e / Sabrina Pisu, Alessandro Zardetto
Castelvecchi, 2010
Tazebao ; 13
Il libro viola : storia del movimento No B-Day / Gianfranco Mascia
Milano : Baldini Castoldi Dalai, 2010
Abstract: Chi poteva immaginare che il No Berlusconi Day si sarebbe trasformato in una delle più importanti manifestazioni autopromosse e autorganizzate attraverso l'uso di Internet? E invece così è stato. Più di un milione di persone si sono mobilitate per dire: Berlusconi dimettiti. Senza aspettare nessun ordine dall'alto, senza chiedere nessun permesso, un intero popolo si è autoconvocato e finanziato sfruttando con inventiva e pluralismo le opportunità del Web. Questo libro racconta - attraverso gli occhi di uno dei protagonisti dell'antiberlusconismo in Italia - la genesi del No Berlusconi Day e spiega com'è successo che i cittadini italiani si siano ribellati all'impotenza dei partiti della Sinistra e abbiano preteso la parola. In queste pagine rivivono i volti, i linguaggi e le storie di un'enorme intelligenza collettiva che ha abbandonato il pensiero pigro per trasformarsi nel Popolo Viola e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Un piccolo saggio su questo MoveOn all'italiana, con alcuni consigli su come utilizzare il proprio tempo libero per fare quello che i partiti non sanno più fare.
Annus horribilis / Giorgio Bocca
Milano : Feltrinelli, 2010
Abstract: La crisi economica e l'autoritarismo strisciante. Il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti. L'Italia delle ronde e l'Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti. Giorgio Bocca racconta il nostro annus horribilis con la veemenza e l'intransigenza di cui può essere capace solo un grande antitaliano come lui. La sua è un'invettiva, un appassionato j'accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l'opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l'impunità, l'ossequio al potente di turno. La classe dirigente si adegua a quella che viene percepita come una morale corrente, che è poi la negazione della morale, la propensione a chiedere allo stato tutti i benefici e a dare in cambio il meno possibile. E allora diciamo una buona volta che come società nazionale siamo ancora dei poveri, con il modo di pensare dei poveri: tiriamo a campare, del doman non v'è certezza, spartiamoci quel poco che c'è, se i più furbi rubano in grande noi approfittiamo degli avanzi del loro banchetto.
Protezione civile Spa : quando la gestione dell'emergenza si fa business / Alberto Puliafito
Roma ; Reggio Emilia : Aliberti, 2010
Abstract: 308 morti. 1600 feriti. 70.000 sfollati. È l'agghiacciante bilancio del terremoto dell'Aquila. Eppure, proprio in quel tragico 6 aprile, c'è chi guarda all'Abruzzo come un'opportunità di mercato. L'intercettazione di una telefonata tra De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere Pubbliche e Ambiente Spa, e il cognato Gagliardi suscita sdegno e preoccupazione. Agli italiani la vicenda dell'Aquila è stata presentata come il miracolo del governo Berlusconi, di Guido Bertolaso, della Protezione civile. Ma L'Aquila è un esperimento, non un miracolo. Il territorio viene militarizzato. Si insedia l'ambigua Direzione di comando e controllo. Si applicano tecniche di controllo sociale e, sui media, il modello embedded delle aree di conflitto. Si costruisce in deroga alle normative vigenti: si può fare, in emergenza. Quello che si impone è un modello di gestione del potere che rimane quasi invisibile al grande pubblico, finché lo scandalo dell'inchiesta sui lavori del G8 fantasma alla Maddalena si abbatte su Bertolaso e sui suoi uomini. L'indagine di Alberto Puliafito, che parte dall'Aquila e arriva ad altre realtà italiane e internazionali, apre nuovi e preoccupanti scenari sul sistema Protezione civile e sulle sue possibili future applicazioni.
Electa, 2010
I Convegni di Parma ; 12
Ventitre secondi : L'Aquila, 6 aprile 2009 / Alessandro Aquilio
Kellermann, 2010
Abstract: Sono bastati 23 secondi per cambiare la vita alla gente dell'Aquila. Ventitré lunghissimi secondi che hanno scandito un "prima" e un "dopo". Niente dopo avrebbe più potuto essere come prima. Gli affetti, le relazioni, i lavori, le storie, le case che prima di quella notte di aprile sottolineavano le differenze tra le persone che abitavano il capoluogo abruzzese sono state catapultate in una situazione di "dopo-terremoto" che ha annullato tutto: tante vite e tantissime identità. Le persone si sono ritrovate ad avere un punto in comune: un momento di tragedia che ha rubato l'intimità, i progetti, le unità di misura. Ma al tempo stesso ha fatto prendere coscienza di una cultura che appartiene loro e alla quale possono aggrapparsi per riconoscersi. Di questo parla Alessandro Aquilio: di una storia tra tante. La sua. E lo fa con malinconia, con tutta la tristezza possibile, ma con garbo e senza lasciare spazio a polemiche. Quelle possono e devono trovare un'altra sede per essere manifestate ed espresse.
Lupi nella nebbia : Kosovo, l'ONU ostaggio di mafie e USA / Giuseppe Ciulla, Vittorio Romano
Milano : Jaca Book, 2010
Abstract: Mafia likes fog, like wolves. La mafia vuole la nebbia, come i lupi. Le parole di un poliziotto kosovaro sono la sintesi di un Paese in cui dieci anni di amministrazione ONU non hanno portato benessere e giustizia, ma miseria e criminalità. Dove, in nome della stabilità dei Balcani, si è legittimata una classe dirigente legata a doppio filo con la mafia. Attraverso una scrupolosa inchiesta giornalistica Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano tracciano un bilancio a tinte fosche della gestione internazionale: l'insabbiamento dei processi per crimini di guerra, le investigazioni sulle più alte personalità politiche del Paese (tutti o quasi ex comandanti UCK) misteriosamente sparite nel passaggio di consegne dalle Nazioni Unite all'Unione Europea; i rapporti degli osservatori OSCE che denunciano l'inerzia dell'ONU, rimasti lettera morta; le responsabilità degli USA. Il Kosovo è grande quanto l'Abruzzo e con 14.000 soldati NATO dovrebbe essere uno dei posti più sicuri del mondo. Perché allora a nord di Mitrovica si spara ancora? Per i magistrati il Kosovo è uno degli snodi più importanti per il traffico di armi, droga, organi ed esseri umani verso l'Occidente. Come mai quindi alle frontiere nessuno controlla i carichi dei camion? Nel cuore dei Balcani che marciano verso l'Europa il Kosovo è uno Stato delle mafie, autoproclamatosi indipendente, che ci riporta a una nuova guerra fredda.
Terremoto all''Aquila : io c''ero / Bruno Tarantino ; prefazione di monsignor Giuseppe Molinari
Marietti, 2010
I Rombi. Nuova Serie ; 66
Milano : Piemme, 2010
Abstract: A Medjugorje la vita di Paolo Brosio ha avuto una svolta inaspettata e sconvolgente. Sulla collina delle apparizioni, dalla cui sommità si scorgono sterminate distese di lavanda, la Madonna ha abbracciato la sua esistenza, facendogli vivere l'esperienza della conversione, della misericordia e della tenerezza di Dio. Ricco di gioia per questa rinascita interiore, il celebre giornalista e conduttore televisivo - dopo una vita disordinata di droga, alcol e sfrenatezze - ha sentito forte il desiderio di narrare l'incontro con Dio e con la Regina della Pace e di condividere l'esperienza di sentirsi amato dal Cielo. Ha cominciato così a tenere incontri pubblici, a fare presentazioni del suo libro A un passo dal baratro a invitare amici, conoscenti, lettori e semplici fedeli a seguirlo a Medjugorje in pellegrinaggio. Da quest'intensa attività è nata una ricca trama di nuovi amici, di incontri, di segni e di miracoli che, ancora una volta, Paolo ha voluto raccontare ai suoi moltissimi lettori: per lui è stata una grazia della Madre di Dio, capace di guarire le ferite di ogni cuore trafitto.
Tirature '10 : il new italian realism / a cura di Vittorio Spinazzola
Milano : Il Saggiatore : Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2010
Abstract: Ai giorni nostri, il lungo ciclo avanguardistico-neoavanguardistico appare ormai un ricordo del passato. L'attività di scrittura e lettura si è ristrutturata all'insegna della prosa di romanzo, non dell'antiromanzo. Ma ciò non significa pensare a un ritorno all'epica. A farsi avanti è l'esigenza di un nuovo realismo, orientato a una riscoperta dell'Italia reale, con i suoi problemi e le sue contraddizioni psicosociali, dall'angosciosa questione meridionale alla bruciante questione morale. Le grandi speranze di un cambiamento radicale del mondo sono cadute. Ora si tratta di fare i conti con l'oggettività delle nostre condizioni di vita, esercitando l'immaginario per darcene una rappresentazione più vera del vero. E per questo è utile anche tornare a riflettere sulla stagione dello sperimentalismo postfascista, che va sotto il nome di neorealismo.
Il ritorno : dentro il nuovo Iraq / Giuliana Sgrena
Milano : Feltrinelli, 2010
Abstract: A cinque anni dal suo rapimento, Giuliana Sgrena è tornata in Iraq. Dapprima timidamente, nella regione di confine controllata dai curdi. Poi, finalmente, a Baghdad. Ora la vita, nonostante lo stillicidio di attentati sanguinari, sembra riprendere i ritmi del periodo di Saddam Hussein. La gente torna a mangiare sulle rive del Tigri e le donne riconquistano una visibilità sociale e politica, tanto da abbandonare il velo. Insomma, la nuova strategia americana di accordarsi con gli anziani dei villaggi sunniti ha di fatto tolto spazio politico alla propaganda armata del fondamentalismo islamista. Ma alla vigilia del disimpegno americano nell'area, solo alcuni dei problemi paiono essere risolti. Con grande sensibilità umana e giornalistica, Giuliana Sgrena racconta perché.
Trento : Erickson, 2010
Abstract: Questo libro è il frutto di un progetto che ha coinvolto un gruppo di alunni abruzzesi della scuola primaria e secondaria di primo grado e degli Istituti d'Arte dell'Aquila e di Castelli. Nei mesi successivi al terremoto dell'aprile 2009, un team di pedagogisti coinvolti dalla Fondazione Marilena Ferrari-FMR ha raccolto e selezionato i racconti e i disegni dei bambini, dando vita a un volume di grande intensità emotiva, la cui realizzazione è stata curata dagli studenti dei due Istituti d'Arte. Un'esperienza unica, che ha permesso ai ragazzi interessati di rielaborare il trauma e che consente ai lettori di capire meglio che cosa sia successo in quei giorni terribili. Un libro che può essere di grande aiuto a chi - insegnante, psicologo, educatore, animatore voglia intraprendere percorsi analoghi. Questo volume è la limpida e commovente testimonianza della volontà dei giovani (che riescono sempre a stupirci) di rimboccarsi le maniche per fare sempre bene e sempre meglio per il futuro, ma anche un messaggio di bellezza e speranza per il nostro Paese. (Marilena Ferrari)
Milano : Rizzoli, 2010
Abstract: Oggi, nelle nostre città, la droga è dappertutto. Non è più come una volta, quando a farsi erano solo gli emarginati e i balordi o i ricchi e i vip. No, adesso la coca è per tutti, sballo alla portata di tante persone comuni. Poi continua a girare l'ero, ed è sempre più facile caderci dentro, perché non devi più per forza iniettartela, puoi anche fumarla o tirarla. È dappertutto, parola di Angelo, sbirro milanese che, da ventanni, ogni giorno batte le strade per dare la caccia agli spacciatori. In questo libro racconta in prima persona la sua quotidianità da brivido come un film d'azione. Lo seguiamo negli interventi con la squadra, per cogliere in flagrante spacciatore e cliente, solo così possono scattare le manette. Le sue parole ci calano in un mondo tanto reale quanto cupo, presentandoci i protagonisti: gli spacciatori divisi in gruppi con abitudini e modalità differenti: italiani, marocchi', neri - e i consumatori, quelli invece diffusi in ogni ambiente, prigionieri di un incubo e impigliati in una rete inestricabile di bugie a parenti, amici, colleghi. La squadra di Angelo lavora duro da anni, gli arresti sono all'ordine del giorno. Però, bloccare lo spaccio a Milano è come svuotare il mare con un cucchiaino. Perché allora uno come lui continua a lavorare per tutti noi? Perché, per Angelo, il poliziotto antidroga è un mestiere che si può fare anche con umanità, parlando con chi arresti o con chi consuma, nella pur fragile speranza di fargli capire di cambiare.