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Trovati 11609 documenti.
Gli Ottomila : Karakorum e Himalaya, le quattordici vette più alte del mondo / Marco Bianchi
2. ed. ampliata
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Nel cuore dell'Asia, per oltre 2400 chilometri, la catena dell'Himalaya con le sue vette che superano gli ottomila metri di quota dà vita a un mondo magico e selvaggio nel quale si alternano foreste tropicali, deserti freddi d'alta quota, ghiacciai smisurati e vette colossali. Le foto del volume documentano l'incantesimo e l'aspra bellezza di una natura ancora intatta e la vita dei popoli che abitano questi territori sconfinati e ostili.
Torino : Einaudi, copyr. 2009
Abstract: Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz. Ma chi erano gli ebrei italiani? All'inizio degli anni Trenta erano circa 45 000 persone; le comunità più consistenti erano quelle di Roma (oltre 11 000), Milano, Trieste, Torino, Firenze, Venezia e Genova. Comunità, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del Paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un'esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalità, di vivere altrove. Un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.
Un posto sicuro / Kathy Kacer ; traduzione di Duccio Viani
Firenze : Giunti junior, 2009
Abstract: Siamo nel 1939. Edith Schwalb ha sette anni e vive a Vienna. Edith e la sua famiglia sono ebrei. Da un anno Hitler ha annesso l'Austria al Terzo Reich, e le cose per loro come per gli altri ebrei viennesi vanno sempre peggio: retate, controlli continui della polizia, talvolta pestaggi, minacce, e un clima di paura che si va facendo sempre più insopportabile. Un giorno, mentre Edith è a passeggio con il padre, i due vengono fermati dalla Gestapo per un controllo. Il padre si salva solo perché il giovane soldato che li ha fermati lo riconosce. L'uomo, infatti, è un famoso giocatore di calcio della città. La famiglia decide di scappare dall'Austria. Da quel momento comincia una nuova vita, fatta di fughe, amicizie, separazioni, ricongiungimenti. Età di lettura: da 10 anni.
Noi che abbiamo fatto La dolce vita / Tullio Kezich
: Sellerio, 2009
Lamemoria ; 774
Abstract: "Federico era sempre pronto a deviare, a sottrarsi e a infrattarsi; mentre noi intorno ci sentivamo tutti come ragazzi che hanno marinato la scuola. Chi partecipò a La dolce vita vi confermerà che tirava sempre l'aria di non fare un accidente, di sfuggire agli impegni, di bruciare il paglione. Eppure si lavorava, se questa è la parola, fino a veder spuntare l'alba... "Vorrei che questo film non finisse mai": lo pensavamo tutti e qualcuno ogni tanto lo diceva." Questo libro, prima di tutto è certamente questo: l'unico diario esistente della lavorazione del film La dolce vita. Diario che sembra già un film felliniano nel film di Fellini, talmente è trascinante su tutto e su tutti il ritratto mobile del maestro mentre vive il momento più creativo del suo ego. Ma del libro, a leggerlo oggi, emerge anche qualcosa di più. Kezich riesce a volgere la cronaca in rappresentazione, gli aneddoti in allegoria e i personaggi in simbolo. Inquadrata nei suoi eventi temporali, nell'avventura quotidiana della sua origine, spicca vividamente di La dolce vita la portata storica che ebbe, di annuncio sintesi e profezia di un cambiamento d'epoca in cammino.
Con un piede impigliato nella storia / Anna Negri
Milano : Feltrinelli, 2009
Abstract: È il maggio del 1977 quando in casa Negri irrompono i carabinieri a mitra spianati. La dodicenne Anna li guarda a lungo, rabbrividisce al contatto della canna fredda dell'arma sulla pancia attraverso la canottiera e poi scoppia a ridere. Anna è la figlia di Toni Negri ed è una testimone privilegiata di un periodo ancora caldo nella storia contemporanea italiana. Una testimone suo malgrado. Né vittima, né carnefice, semplicemente una ragazza. Da un lato c'è la figura paterna, assente, contraddittoria, complessa, capace di suscitare alternativamente sarcasmo e invidia nei compagni di scuola di Anna. Dall'altro, un percorso di crescita e maturazione che ha come tutori hippy e intellettuali, famiglie bene e rivoluzionari armi in pugno. Sullo sfondo il terrorismo, la politica extraparlamentare, i movimenti. E poi il padre in carcere, Parigi, l'irreperibilità, la solitudine. Ma tutto, ancora una volta, viene ricondotto a lei, Anna. Anna che soffre di disturbi alimentari, che si innamora, che cerca stabilità nella sfuggente figura paterna, che mal tollera la nevrotica sfida della madre nel tenere unita la famiglia, che prova a vivere una vita normale sui banchi di scuola. Anna che, ancora oggi, cammina con un piede impigliato nella Storia.
I baroni : come e perchè sono fuggito dall'università italiana / Nicola Gardini
Milano : Feltrinelli, 2009
Abstract: Nicola è un giovane studioso. Ha una laurea italiana e un dottorato americano. Tutto ciò che desidera è concentrarsi sulle sue ricerche, condividerle con altri studiosi, trasmettere ai più giovani ciò che ha imparato dai suoi maestri. Ma in Italia non è possibile. Perché l'università italiana è sempre meno il luogo della ricerca, dell'insegnamento, della trasmissione del sapere. Nell'università italiana non governano il merito e la competenza. Nell'università italiana governano i Baroni: uomini di potere abituati a gestire l'Accademia come un giocattolo personale, a premiare la fedeltà anziché la libertà, a preferire un mediocre candidato locale a un ottimo candidato esterno. In barba all'interesse degli studenti e anche all'interesse generale. Questo libro è un documento unico. È una denuncia e una confessione. Ma soprattutto è una storia vera: il racconto paradossale e a tratti kafkiano di dieci anni passati a barcamenarsi tra concorsi veri o fasulli, promesse fatte e non mantenute, vessazioni inutili, cose non dette o cose mandate a dire. Dove tutto conta tranne ciò che dovrebbe contare: l'originalità della ricerca, la dedizione all'insegnamento. Il lieto fine è purtroppo amaro. Perché Nicola diventa professore a Oxford, dove vince un concorso pur non avendo conoscenze. E l'Italia perde l'ennesimo cervello, l'ennesimo studioso regalato a un paese che non ha speso nulla per formarlo ma che ne sa mettere a frutto doti e lavoro come.
Roma : Elliot, 2009
Abstract: Una perfetta Love Story (con le iniziali maiuscole, proprio come il film). Lei, Stacey, graziosa, un po' solitaria, con lo spettro della malattia dietro l'angolo. Lui, Wesley, amabile, imprevedibile e giocherellone, ma di polso. Tra i due scocca inevitabile la scintilla. Tutto sembrerebbe normale, persino banale, non fosse che lui, lui Wesley, è un adorabile gufo dei granai (a essere precisi, un barbagianni). Stacey lo accoglie fin da piccolo, lo accudisce, e i due diventano inseparabili. Narrata con brio, con sentimento ma senza sentimentalismi, la favola vera di un rapporto speciale e unico, dove non importa più chi sia l'essere umano e chi l'animale.
Un anno degno di essere vissuto / Dante Isella
Milano : Adelphi, copyr. 2009
Abstract: Nel settembre del 1943 Dante Isella, poco più che ventenne, attraversa fortunosamente il confine italo-svizzero, e nel gennaio dell'anno successivo approda a Friburgo, dove già è insediata una piccola comunità di esuli, oltre che dall'Italia della disfatta, dalla Francia di Pétain e dalla Spagna di Franco. Al suo bisogno di verità minime, ma certe, di maestri capaci di iniziarlo a idee e strumenti con i quali riprendere da capo una storia tragicamente deragliata sui binari dell'inganno e dell'odio risponde come per miracolo l'incontro, nelle aule universitarie, con un giovane filologo romanzo. È un'improvvisa rivelazione, e una grande frustata: con la generosità del suo temperamento mercuriale e di una cultura portata con signorile disinvoltura - in cui già fermenta la lezione della stilistica spitzeriana, dello strutturalismo saussuriano e della critica d'arte di Longhi -, Gianfranco Contini seduce i suoi allievi, li trasporta nell'atmosfera tesa, rarefatta dove si va preparando un'operazione di radicale novità: quella ricongiunzione di filologia e critica che avrebbe permesso di riuscire postcrociani senza essere anticrociani. Nell'arco di un anno - cui in qualche modo riconducono, come a un nucleo essenziale, tutti gli scritti qui riuniti matura una vocazione e, insieme, una linea di ricerca che, dalla metà degli anni Cinquanta, darà frutti (dagli studi su Dossi alle edizioni di Porta, Parini, Gadda, Manzoni) destinati a lasciare il segno.
Lotta civile / Antonella Mascali
Milano : Chiarelettere, 2009
Abstract: Dal dolore privato all'impegno nelle scuole, nelle carceri, nella pubblica amministrazione. Giorno per giorno. È ciò che contraddistingue questo libro. Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia e in lavoro concreto nella società. Con il sostegno di Libera e delle Fondazioni dedicate a chi ha combattuto per ciò in cui credeva, fino a morire. È essenziale ricordarli: da Giuseppe Fava a Rocco Chinnici, da Beppe Montana a Roberto Antiochia, da Marcello Torre a Silvia Ruotolo, da Libero Grassi a Vincenzo Grasso, fino a Barbara Asta ai figli Giuseppe e Salvatore, e ancora Mauro Rostagno, Francesco Marcone, Renata Fonte. Le loro battaglie sono diventate le battaglie di figli, fratelli, mogli e mariti. Nando dalla Chiesa, nell'intervista che chiude il libro, afferma: Bisogna cominciare a dire le cose che provocano reazioni ma che sono vere. Lo sta facendo chi ha subito perdite irrimediabili e oggi, in prima persona, diventa artefice di una vera e propria resistenza civile. Prefazione di don Luigi Ciotti.
Cuba libre / Yoani Sanchez ; traduzione e cura di Giordano Lupi
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Yoani Sánchez è un strana dissidente: non denuncia, non attacca, non contesta. Semplicemente racconta nel suo blog cosa significa vivere oggi nel regime comunista di Cuba: la difficoltà di fare la spesa e la fame cronica, l'arte di ripararsi gli elettrodomestici guasti, la lotta per leggere le vere notizie tra le righe del giornale di partito, la paura del ricovero in ospedale dove manca anche il necessario per sterilizzare, la convivenza forzata con la propaganda che si insinua nei media, nelle piazze e nelle scuole, il panico quando arrivano le convocazioni della polizia, la preoccupazione per gli amici in carcere, la nostalgia per i tanti che sono fuggiti e la delusione per tutti quelli che hanno smesso di credere al futuro. Ma soprattutto sfata il falso mito dell'efficienza castrista e descrive, tra tenerezza e rabbia, la frustrazione per le potenzialità inespresse e i sogni perduti di chi, come lei, è nato nella Cuba degli anni Settanta e Ottanta e si ritrova rinchiuso in un'utopia che non gli appartiene. Di questa generazione Yoani è diventata l'inconsapevole portavoce, e il suo blog, che ha fatto il giro del mondo è ora un libro.
Torino : Einaudi, 2009
Abstract: Darina è una donna giovane e bella. Una donna troppo libera in una città dilaniata dalla guerra dove essere donne non è facile ed essere libere è solo un sogno. O una condanna. 'Assim è suo padre. Un intellettuale laico in esilio, innamorato dell'alcol, del poker e del jazz, che insegna alla figlia il piacere del buon vino, l'amore per la letteratura e ad esser sempre libera e ribelle. Libera dalle regole, dalle tradizioni, dalle religioni, dagli uomini e dai mariti, da tutti quelli che pensano, ad esempio, che la verginità sia una dote per la donna. Ma a Beirut è l'inferno. Bombardamenti, massacri, fame, isolamento. Una lunga, agonizzante guerra civile. L'unica legge è quella delle armi. Per gli adolescenti che vivono lì la guerra con la sua adrenalina è una droga, come lo è l'hashish o il sesso che si fa per dimenticare l'orrore o la roulette russa che si prova per sentirsi vivi. Darina lo sa e sperimenta tutto fino in fondo e fino in fondo paga le conseguenze della sua folle ribellione. Poi una notte, dopo la morte del padre, viene picchiata e rinchiusa dalla sua famiglia in manicomio dove l'unico modo che ha per sopravvivere è fingersi pazza e scrivere su fogli immaginari la sua storia. Questa storia. Una storia vera, autobiografica, raccontata ad alta voce.
Gli anni del piombo : l'Italia fra cronache e storia / Mario Cervi, Luigi Mascheroni
Milano : Mursia, stampa 2009
Abstract: Una grande firma del giornalismo italiano racconta più di mezzo secolo di storia vissuta in presa diretta. Un'autobiografia privata e insieme una confessione pubblica che si traduce in un lucido resoconto del nostro passato prossimo.Nel dialogo con Luigi Mascheroni, Mario Cervi alterna spassosi aneddoti ad arguti ritratti dei più noti giornalisti del secolo scorso (da Oriana Fallaci a Orio Vergani, da Dino Buzzati a Giulio De Benedetti), insieme ai giudizi, spesso controcorrente, dei direttori con cui ha lavorato (da Mario Borsa a Mario Giordano, passando per Guglielmo Emanuel, Mario Missiroli, Alfio Russo, Giovanni Spadolini, Piero Ottone. Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro). Infiniti i retroscena: gli esordi al «Corriere», i grandi processi di «nera» del dopoguerra e le battaglie giornalistiche, da Erich Priebke al caso Mattei; i servizi come inviato sulla crisi di Suez, sul colpo di Stato dei colonnelli in Grecia, sul golpe di Pinochet in Cile; il lungo sodalizio umano e professionale con Indro Montanelli, la fondazione del «Giornale» e poi il lavoro di storico, fino alla discesa in campo di Silvio Berlusconi.La testimonianza di un protagonista della carta stampata in una cronaca che diventa storia e si trasforma in un'acuta riflessione su come è cambiata l'informazione negli ultimi decenni.
Milano : Corbaccio, copyr. 2009
Abstract: A ventott'anni Allen Zadoff pesa 180 chili: quello che nell'adolescenza sembrava un problema gestibile di peso adesso gli sta distruggendo la vita. Dopo anni trascorsi alla disperata ricerca della dieta che lo renda magro, compie finalmente un passo determinante: anziché dedicarsi all'ennesima dieta di moda, incomincia a concentrarsi meno su quel che mangia e più sul disagio psicologico che sta alla base dei suoi disturbi alimentari. Così facendo, riesce a perdere i chili di troppo e a dare inizio alla sua nuova vita. In questo straordinario viaggio su e giù dalle montagne russe dell'obesità, dell'appetito incontrollato e dei drastici digiuni, Zadoff, attraverso la sua storia personale, elabora una strategia efficace per perdere peso, che si basa ben più sul cuore e sulla mente che non sul conteggio delle calorie.
Padova : Messaggero, copyr. 2009
Abstract: Qui più il tempo passa più si allontana la speranza di rimpatriare. Proprio ora entra un soldato del campo e vuole che suoni: ho suonato circa 20 minuti e per premio mi ha dato una razione di pane, un pezzetto di burro e 2 sigarette. Meglio di così non poteva andare. Anche oggi Iddio mi ha aiutato. [...] Per adesso il clarino non lo vendo perché è facile che questa settimana mi porti qualche cosa da mangiare.. È un passo tratto dal diario di Aldo Valerio Cacco, prigioniero nei campi di concentramento di Fürstenberg e Nordhausen, che, grazie al suo clarinetto, con cui suonava Lily Marleen e altre arie musicali conosciute, riuscì a sopravvivere e a ritornare a casa. Ora è il momento di mettere nero su bianco il racconto della sua tragica esperienza, per non dimenticare.
Il paese delle stelle nascoste / Sara Yalda
Casale Monferrato : Piemme, 2009
Abstract: Per tutta la vita, Sara non ha tatto che fuggire: dalla sua infanzia, dal suo paese, da suo padre. È arrivata persine a cambiarsi il nome. Sara. Due sillabe facili per cancellare i suoni dissonanti di Afsaneh. Ha giocato a essere qualcun altro, per integrarsi ed essere accettata. Ma a forza di conformarsi, un giorno ha compreso che non sapeva più chi era. Per questo, dopo 27 anni, decide di tornare in Iran. Il mondo cosmopolita della sua infanzia non c'è più. Ora sull'aereo della Iranair l'altoparlante esordisce con nel nome di Dio clemente e misericordioso e su ogni sedile una bussola indica la direzione della Mecca. Ma poi, quello che Sara trova, è un mondo schizofrenico, che in superficie si adegua ai precetti fondamentalisti, ma sotto li trasgredisce tutti. I giovani fanno feste, bevono, guardano film proibiti, si raccontano barzellette sul presidente, e le donne sotto il velo indossano minigonne e abiti attillati, si truccano, criticano e resistono. Anche se i rischi non mancano, e può succedere che a una ragazza sorpresa a una festa durante un'irruzione di polizia venga inflitta una pena di 70 frustate e l'umiliazione del controllo dell'imene. Straniera nel suo paese, Sara cerca di decifrare l'Iran, e intanto va alla ricerca del suo passato.
Capitano e gentiluomo / Javier Zanetti
2. ed
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Un argentino al comando dei nerazzurri non si era mai visto prima. Per Javier Zanetti, capitano e simbolo dell'Inter, portare quella fascia è un orgoglio smisurato. Perché il suo amore per l'Internazionale ha origini lontane. Giusto per rendere l'idea, ha fatto aggiungere alla sua automobile nera una fascia azzurra che corre tutto intorno alla carrozzeria, con incastonato in un cerchio il numero 4, lo stesso della sua maglia da quando ventiduenne è arrivato segnalato da un osservatore d'eccezione, Valentin Angelillo. Perfino il bagno della sua casa è tutto piastrellato con i colori nerazzurri, e non manca ovviamente un mosaico che forma il numero 4. E pensare che da ragazzino gli allenatori lo consideravano troppo magro per poter sfondare nel calcio, mentre oggi il suo quadricipite femorale viene celebrato anche dai tifosi delle squadre avversarie. Secondo assoluto dopo Beppe Bergomi e davanti a Giacinto Pacchetti per numero di presenze con la maglia dell'Inter, il Capitano è un calciatore che a 35 anni si allena come se avesse ancora tutto da dimostrare. Ed è anche un campione della solidarietà. Subito dopo Pesplosione della crisi economica argentina del 2001, Javier Zanetti ha costituito la Fundación Pupi, usando il suo soprannome come sigla che significa per un'infanzia integrata, per aiutare i bambini poveri e diversamente abili della periferia di Buenos Aires, con progetti di istruzione, affido, adozione, formazione sportiva, avviamento al lavoro.
L'ingrediente segreto : la filosofia e le passioni di un grande maestro del gusto / Heinz Beck
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: È stato definito lo Schumacher dei fornelli. A 39 anni ha dato vita a uno dei roof restaurant più noti di Roma, con una doppia panoramica: una orientata sui tetti della città eterna, l'altra sul microcosmo dei suoi piatti, sul pianeta dei suoi menù, dove la sintassi è rappresentata dalla successione degli ingredienti che armonizzano creatività e spirito mediterraneo, e la punteggiatura da un servizio quasi a ritmo di valzer, che concede la suspense della curiosità, ma mai la noia dell'attesa vuota. Lui è Heinz Beck, fregiato con le tre stelle Michelin, ma i suoi galloni di cuoco lo posizionano tra i primi in Italia e tra i più celebrati d'Europa, al timone de La pergola, il ristorante con vista dell'Hilton hotel di Roma. In questo libro, Beck racconta una sua giornata particolare e ordinaria allo stesso tempo: dalla passeggiata al mercato del mattino per scegliere gli ingredienti che entreranno nella sua cucina, fino all'arrivo in sala dei più sorprendenti piatti che il palato umano abbia sperimentato. Tra racconti, qualche ricetta e molti piccoli e grandi segreti, quella che ne risulta è una vera e propria filosofia integrale del gusto, con cui affrontare un mestiere difficile e sofisticato come il suo, in cui ogni sera la propria abilità è portata all'occhio - e al palato - dei più temuti critici gastronomici di ogni parte del mondo.
Vodka, ci sei? Sono io, Chelsea / Chelsea Handler ; traduzione di Giuseppe Manuel Brescia
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: In fondo in fondo, Chelsea Handler è una ragazza perfettamente normale, come tante. Le storie che l'autrice, una comica di enorme successo negli USA, ci racconta in questo libro potrebbero capitare a chiunque. A pensarci bene, a quale giovane donna non è mai successo di trovarsi circondata da massaggiatrici asiatiche convinte di avere a che fare con una lesbica, solo per un piccolo equivoco? O di fingere di essere in luna di miele col proprio padre con l'innocente scopo di ottenere dei posti migliori sull'aereo? O di ritrovarsi con un fidanzato che ha relazioni alquanto poco chiare con cani di piccola taglia? O di essere scaricata da un boy friend dalla eclatante capigliatura rossa mentre un altro uomo sta acquattato per non nobili motivi sotto il letto? O di essere prima fermata dalla polizia stradale per guida in stato di ebbrezza per poi essere arrestata e sottoposta a una perquisizione a luci più che rosse? Diciamocelo, in tutta onestà: sono situazioni comunissime, del tutto ordinarie. O no? In effetti un lettore distratto potrebbe essere indotto da questo libro a pensare che Chelsea passi la sua giornata a bere roba alcolicamente parecchio carica, o a fare sesso o a comportarsi in modo diciamo - inappropriato. Ma, forse, a pensarci bene, anche una lettura più approfondita darà lo stesso esito...
Lettera a mia madre / Waris Dirie
Milano : Garzanti, 2009
Abstract: Quello tra Waris Dirie e sua madre è sempre stato un legame profondissimo ma certo non un rapporto facile. A dividerle sono stati anche i diversi destini. La madre è rimasta nei deserti della Somalia, dove è nata Waris, a condurre la vita difficile dei nomadi, in una società violenta e incatenata alla tradizione, dove alle donne è concesso solo un ruolo subordinato. Sua figlia è diventata una delle modelle più famose del mondo, è stata nominata ambasciatrice dell'ONU nella lotta contro le mutuazioni genitali femminili, i suoi libri hanno conquistato e commosso milioni di lettori. Waris però non ha mai dimenticato le sue origini, anche se per anni non è riuscita a tornare in Somalia perché era troppo pericoloso. E quando ha finalmente potuto incontrare sua madre, ha trovato una donna malata. Ha provato a parlarle, per recuperare il conforto dell'affetto reciproco. Ma a volte parlarsi, quando ci sarebbe troppo da dire, diventa un'impresa difficile, quasi impossibile. È per questo che Waris Dirie ha scritto Lettera a mia madre: per costruire un dialogo, per cercare la pace interiore che il successo, la fama e il denaro non le hanno dato.
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Nel 1969, a Londra, due amici australiani poco più che ventenni, Anthony Ace Bourke e John Rendall, vedono un leoncino in vendita da Harrods e, preoccupati delle sue condizioni, racimolano i soldi necessari per acquistarlo. Lo chiamano Christian e per un anno non lo abbandonano mai, portandolo ovunque: a casa, nel seminterrato del negozio di mobili dove lavorano, nel cortile della chiesa dove può correre e giocare. Il loro amico cresce molto, e in fretta, così - dopo un incontro casuale con i protagonisti del film Nata libera Ace e John decidono di portarlo in una riserva naturale in Kenya. L'anno seguente, presi dalla nostalgia per il loro gattone, i due ragazzi tornano nella riserva: Christian, che ormai vive libero e selvaggio con la sua compagna e tre cuccioli, li riconosce e li accoglie con feste e un vero e proprio abbraccio.