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Trovati 15 documenti.
Meredith : luci e ombre a Perugia / Vincenzo Maria Mastronardi, Giuseppe Castellini
: Armando, 2009
Crimini e criminali
Abstract: La morte di Meredith Kercher turba e appassiona l'opinione pubblica mondiale. Un giallo avvolto ancora da molti misteri che ha avuto un forte impatto mediatico. Questo libro analizza la vicenda punto per punto, mettendo in luce i molti aspetti ancora irrisolti di questa torbida storia. In allegato CD Rom con la ricostruzione in 3D della scena del delitto.
Milano : Ambiente, copyr. 2009
Abstract: L'omicidio dei due giornalisti della televisione italiana, avvenuto quindici anni fa in Somalia, è ancora uno dei grandi misteri nazionali. Nel paese africano, in quegli anni, agli interessi locali si mescolano quelli della politica e del business internazionali. La guerra tra fazioni, che i militari dell'Onu a stento controllano, richiede denaro e armi. La cooperazione internazionale, di cui le aziende italiane sono parte importante, diventa terreno propizio ai traffici illeciti, come quello dei rifiuti tossici esportati dall'Italia e sepolti in Africa. Ma le circostanze della tragedia sono l'inizio di un percorso nel quale gli sforzi per svelare i nomi dei mandanti e degli esecutori delineano un intreccio di politica, economia, istituzioni, poteri pubblici e privati che cercano di nascondere le vere ragioni del delitto. Le parole dei testimoni, gli atti di magistratura e parlamento, le ammissioni e le omissioni, le mezze verità e le bugie palesi: un'inchiesta a più voci per continuare a cercare la verità dei fatti, per ricordare Ilaria Alpi applicando al lavoro del giornalista l'etica che la distingueva. I contributi dei giornalisti che negli ultimi quindici anni si sono occupati a fondo delle inchieste sull'omicidio dei due giornalisti - da Francesco Cavalli ad Alessandro Rocca, da Luciano Scalettari a Mariangela Gritta Grainer - coordinati da Roberto Scardova, sono arricchiti da un'intervista ai genitori di Ilaria Alpi. (Prefazione di Gianni Minà)
Il processo imperfetto / Luciano Garofano
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Il 30 gennaio 2002, Samuele, tre anni, viene trovato morto nella casa dove viveva con i genitori e il fratellino. Il 21 maggio 2008, la sentenza di Cassazione ha condannato in via definitiva la madre, Annamaria Franzoni. Il giallo è stato chiuso grazie a una prova schiacciante fornita dalle analisi dirette dal comandante del Ris di Parma, Luciano Garofano. Il Bpa (esame che permette di stabilire la traiettoria degli schizzi di sangue a partire dalla forma della macchia) ha dimostrato che l'assassino indossava il pigiama della madre. In questo libro, Garofano racconta tutti i retroscena e molti particolari inediti sulla vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso l'Italia intera e che continuerà a far discutere in vista del Cogne-bis, il processo sulla falsificazione delle prove all'interno della villetta.
Il campo di cipolle / Joseph Wambaugh ; introduzione di James Ellroy ; traduzione di Bruno Oddera
Torino : Einaudi, 2009
Abstract: Los Angeles, 9 marzo 1963. Campbell e Hettinger, due agenti di pattuglia che lavorano da poco in coppia fermano un'auto sospetta. A bordo due delinquenti di piccolo cabotaggio con una lunga storia di reati e carcere alle spalle. I due criminali disarmano i poliziotti, li rapiscono e, dopo un lungo tragitto in auto sulle freeways intorno a Los Angeles, li portano in un campo di cipolle. Ed è nella polvere di una sterrata di campagna, nell'odore pungente delle cipolle, che si consuma la tragedia, tanto più atroce quanto più assurda: Campbell viene ucciso a colpi di pistola. Hettinger riesce a scappare. Nel giro di poche ore, i colpevoli vengono catturati, ma il finale della loro storia è ancora lontano e tutt'altro che consolatorio. Inizialmente condannati a morte, i due assassini affronteranno una serie di processi che, a vent'anni dall'omicidio, li porterà alla scarcerazione. Quanto a Hettinger, lascerà la polizia e trascorrerà tutta la vita in una spirale di dolore, rimorso e autodistruzione. Wambaugh racconta una vicenda vera e terribile da ex poliziotto, scrittore e profondo conoscitore della psicologia umana. Il risultato è una riflessione dolente sulle imperfezioni e i fallimenti della giustizia, e sul retaggio di sofferenze e crudeltà che accompagna ogni fatto di sangue, segnando l'esistenza dei colpevoli come delle vittime in modo irreparabile.
Corriere della Sera, 2009
Corriere Inchieste ; 2
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Roma, 8 settembre 1943: dopo aver firmato l'armistizio, il re fugge a Brindisi. A fianco di quello che resta dell'esercito italiano, la popolazione combatte per tre giorni. Fra gli studenti, le donne, gli operai che cercano di respingere le armate tedesche a Porta San Paolo e sulle rive dell'Aniene, c'è un ragazzo di diciassette anni, armato di un vecchio fucile. È Orlando Orlandi Posti studente alle scuole magistrali. Orlando entra nella Resistenza: semina chiodi sulle strade per fermare le autocolonne tedesche, trasporta armi, partecipa alle dimostrazioni per boicottare le lezioni all'università, da dove sono stati esclusi gli ebrei e gli antifascisti. All'alba del 3 febbraio 1944, un'automobile delle SS si aggira per Montesacro: ci sarà una retata. Orlando passa di casa in casa per avvertire i compagni. Una corsa di quattro ore che si conclude davanti al bar Bonelli, dove spera di salutare la fidanzata prima di fuggire. La vedrà mentre i tedeschi lo arrestano per portarlo in via Tasso, dove sarà imprigionato e torturato per cinquanta giorni. Il 24 marzo sarà fucilato alle Fosse Ardeatine. Molti anni dopo un parente trova un diario, trentotto frammenti di carta - i messaggi che il ragazzo aveva mandato alla madre dal carcere infilati nel colletto delle camicie da lavare - e una lettera scritta a Marcella prima di morire. A partire da questi frammenti l'autrice compie un viaggio alla ricerca di Orlando, uno dei tanti, specchio di mille altri destini che permisero all'Italia di avere ancora un futuro.
Roma : Newton Compton, 2009
Abstract: Tra il 1969 e il 1995 sono stati ben venticinque i magistrati italiani che la criminalità organizzata ha brutalmente assassinato, e solo perché colpevoli di servire lo Stato. Venticinque vite umane sacrificate sull'altare di oscuri disegni eversivi e colpite senza pietà, vittime cancellate dalla memoria collettiva. Così, per molti magistrati caduti nell'esercizio delle loro funzioni, si è assistito a un deprecabile processo di rimozione del loro impegno - oltre che della loro vita - dalla faticosa storia della Repubblica italiana.
: Greco e Greco, 2009
Abstract: La vicenda risale alla fine della Guerra Civile, o Resistenza, che, seguita all'istituzione della Repubblica di Salò da parte di Mussolini dopo l'armistizio dell'8 settembre '43, culminò con la Liberazione il 25 aprile. Molto è stato scritto e detto su quel sanguinoso periodo della storia italiana, e ancora oggi se ne parla, a proposito e a sproposito. Questa breve biografia non vuole essere l'apologia di una scelta politica piuttosto di un'altra; né tanto meno un revisionismo storico. Semplicemente è il racconto, corredato dal contesto storico necessario per meglio capire il pathos di quei terribili giorni, della tragica vicenda di un uomo trucidato (come tanti altri) non perché reo di crimini commessi, e in tal caso giustamente perseguibile, ma solo perché fascista. Anche se il suo lavoro era consistito non già nel dar la caccia ai partigiani sulle montagne e ammazzarli, ma solo nel dirigere una stazione ferroviaria e fischiare la partenza dei treni.
Il sangue dei rossi : morire di politica negli anni Settanta / Pino Casamassima
Milano : Cairo, 2009
Abstract: Forse in nessun'altra epoca i giovani sono stati protagonisti come in quella nata con la protesta nelle università americane nella prima metà degli anni Sessanta, sfociata poi nel mitico '68. Una contestazione destinata a contagiare tutto il pianeta, Europa compresa, come un virus euforizzante di cui non si conosce antidoto. Poi arrivano i Settanta, che nel mondo occidentale significano rotture esplosive, fermenti politici, lotte e grandi ideali collettivi, ma anche nuova musica, nuova letteratura, nuovo cinema, liberazione sessuale, pacifismo e femminismo, grandi scioperi e rivolte operaie, concerti rock di massa e turbolenze studentesche sempre in agguato. I Settanta che segnano un confine indelebile tra un prima e un dopo. I giovani sono ovunque: nelle strade e negli stadi, nelle accademie occupate e nelle piazze urlanti. Arrabbiati, determinati, spesso incoscienti, magari anche ingenui, talvolta velleitari, ma soprattutto felici di esserci, di esprimersi, di contare. Dall'America all'Europa quel decennio è finito da un pezzo, con il suo bilancio di vittorie e sconfitte, metabolizzato, diventato, com'è giusto, passato. Non in Italia, dove gli anni Settanta sono ancora una ferita pulsante, un eterno presente carico di troppi misteri, troppi morti. Morti giovanissimi. Per l'autore ricostruire la vicenda umana e politica di questi ragazzi, raccogliendo testimonianze in tutta Italia, ha significato ripercorrere un pezzo di storia ancora oscuro di questo Paese.
Mino Pecorelli : il delitto irrisolto / Mary Pace
Roma : Curcio, 2009
Abstract: Roma, 20 marzo 1979: quattro colpi di pistola freddano Mino Pecorelli. Inutili i soccorsi immediati, inutile la caccia all'uomo con l'impermeabile bianco visto sul luogo del delitto. Trent'anni di indagini, piste battute, teorie e presunti complotti portano alla luce collegamenti tra personalità di Stato, magistrati della Repubblica, mafiosi e criminali romani, ma nessun colpevole. Pecorelli era un giornalista scomodo con un particolare intuito per le manovre ambigue della nostra realtà politica, militare ed economica. Questa monografia ripercorre uno dei casi più scottanti della storia italiana attraverso l'imponente documentazione processuale, che ancora oggi racconta con estrema precisione la dinamica dei rapporti e degli interessi in cui maturò l'omicidio.
Assassino del padre : il caso di Philipp Halsmann / Martin Pollack ; traduzione di Luca Vitali
Torino : Bollati Boringhieri, 2009
Abstract: Le fotografie di Philipp Halsmann sono oggi esposte in tutte le più grandi gallerie del mondo. L'autore dei ritratti di Albert Einstein, Salvador Dalí, Marc Chagall, John F. Kennedy, Marylin Monroe e Alfred Hitchcock, artefice di oltre cento copertine per il magazine Life, nel 1958 fu considerato dal Popular Photography come uno dei dieci migliori fotografi del mondo. Ma non sempre il destino fu dalla parte di Halsmann. Sulla sua esistenza pesò come un macigno la tragica morte del padre. Il 10 settembre del 1928, Morduch Max Halsmann, dentista quarantottenne ebreo di Riga, morì durante un'escursione nello Zillertal (Tirolo). L'allora ventiduenne Philipp sostenne che era stato un incidente, ma poiché era l'unico testimone della morte del padre, lo stesso giorno fu accusato di omicidio. Durante il processo, che prese subito una colorazione antisemita, intervennero in sua difesa, tra gli altri, Sigmund Freud, Albert Einstein, Jakob Wassermann, Erich Fromm e Thomas Mann.
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Al termine di un drammatico iter processuale durato dal 1988 al 2003, i giudici italiani hanno considerato pienamente attendibile la versione offerta dal pentito di Lotta continua Leonardo Marino su chi e come avesse ucciso il commissario Luigi Calabresi, la mattina del 17 maggio 1972 a Milano. Da quei processi è venuta una condanna a ventidue anni per i tre ex compagni di Marino. Nel frattempo Bompressi è stato graziato dal presidente della Repubblica, Pietrostefani s'è dato latitante in Francia, Sofri è agli arresti domiciliari per gravi motivi di salute. Eppure in Italia una parte larga e talvolta autorevole dell'opinione pubblica continua a credere nell'estraneità totale di Lc a quel delitto. Di tutti gli atti del terrorismo anni Settanta, questo sarebbe l'unico irrisolto e misterioso, compiuto da gente venuta dal nulla e tornata nel nulla senza lasciare traccia. Secondo i sostenitori più accaniti della tesi innocentista, Marino è soltanto un bugiardo che s'è inventato tutto e al quale i giudici hanno creduto in ragione della loro ostilità preconcetta nei confronti di Lc. Ventimila pagine di atti processuali documentano un'altra storia, un'azione che per Giampiero Mughini è nata dalle viscere di Lotta continua, a cominciare dalla campagna implacabile condotta contro Calabresi, indicato senza alcuna verità come capro espiatorio della tragedia di piazza Fontana.
Profondo nero / Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza
Chiarelettere, 2009
Abstract: Erano gli anni Settanta. Il giornalista De Mauro stava preparando la sceneggiatura del film di Francesco Rosi sulla morte di Enrico Mattei, il presidente dell'Eni che osò sfidare le compagnie petrolifere internazionali. Lo scrittore Pasolini stava scrivendo il romanzo Petrolio, una denuncia contro la destra economica e la strategia della tensione, di cui il poeta parlò anche in un famoso articolo sul Corriere della Sera. De Mauro e Pasolini furono entrambi ammazzati. Entrambi avrebbero denunciato una verità che nessuno voleva venisse a galla: e cioè che con l'uccisione di Mattei prende il via un'altra storia d'Italia, un intreccio perverso e di fatto eversivo che si trascina fino ai nostri giorni. Sullo sfondo si staglia il ruolo di Eugenio Cefis, ex partigiano legato a Fanfani, ritenuto dai servizi segreti il vero fondatore della P2. Il sistema Cefis (controllo dell'informazione, corruzione dei partiti, rapporti con i servizi segreti, primato del potere economico su quello politico) mette a nudo la continuità eversiva di una classe dirigente profondamente antidemocratica, così come aveva capito e cercato di raccontare Pasolini in Petrolio. Le carte dell'inchiesta del pm Vincenzo Calia, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze e un'approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica.
Milano : Garzanti, 2009
Abstract: 28 aprile 1945: Benito Mussolini e Claretta Petacci vengono fucilati a Giulino di Mezzegra. Il giorno dopo, i loro corpi - con quelli degli altri gerarchi fascisti uccisi a Dongo - sono esposti a Milano, in piazzale Loreto. La morte di Mussolini chiude tragicamente il ventennio fascista e segna al tempo stesso la fine di una gigantesca caccia all'uomo. Sono in molti a voler catturare il duce, primi tra tutti gli americani, che vorrebbero sottoporlo a un regolare processo. Bruciati dall'azione dei partigiani comunisti, più veloci di loro a mettere le mani sulla colonna in fuga, i servizi segreti statunitensi vogliono capire subito come e perché il loro piano è fallito e incaricano uno dei loro più abili agenti, Valerian Lada-Mocarski, di ricostruire la disperata fuga e la fine di Mussolini. Pochi giorni di indagine sul campo e di colloqui con i testimoni e, dopo una prima relazione più approssimativa, il 30 maggio 1945 l'agente numero 441 dell'OSS è in grado di inviare al suo capo, Allen Dulles, un rapporto definitivo. Ora questo materiale è tornato finalmente alla luce. È un documento in presa diretta, scritto a caldo, che racconta con precisione e uno stile essenziale ma vivido l'episodio più drammatico e significativo della recente storia italiana. Soprattutto, il rapporto di Lada-Mocarski fa piazza pulita, una volta per tutte, delle fantasiose ipotesi sulla fine di Mussolini, a cominciare dalle reticenti ricostruzioni del Partito comunista italiano.