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Trovati 33 documenti.
[Milano] : Bompiani, 2004
Abstract: Un grandioso commentario alla Repubblica di Platone, uno dei testi basilari della civiltà europea. Platone aveva immaginato una Città ideale come proiezione ingrandita della psiche umana illuminata dall'Idea del Bene, e aveva fatto corrispondere ogni virtù a una parte precisa dell'anima e della città. Proclo, ultima voce filosofica del mondo pagano, ne offre la versione sistematica neoplatonica: la Repubblica è considerata la base dell'etica, così come il Timeo è la base della fisica e il Parmenide è la base della metafisica. Attraverso la lettura cristiana dello Pseudo-Dionigi Aeropagita, il commento di Proclo è entrato subito a far parte della costituzione etica e catechetica della Chiesa cristiana greca delle origini.
Parmenide / Platone ; introduzione, traduzione e note di Franco Ferrari
[Milano : Rizzoli], 2004
Abstract: In questo che è uno degli ultimi suoi dialoghi, Platone sottopone a una severa critica la propria dottrina delle idee confrontandola con le posizioni di Zenone e di Parmenide. Zenone sostiene l'impossibilità dell'esistenza del molteplice, confermando la tesi di Parmenide secondo la quale solo l'Uno, immutabile ed eterno, esiste. Socrate obietta che quanto sostiene Zenone è errato, in quanto si limita solo all'ambito del molteplice sensibile e non a quello del molteplice ideale. Parmenide interviene ammettendo la validità delle affermazioni di Socrate, ma facendo notare come sia impossibile accettare il molteplice anche nel mondo delle idee, in quanto l'idea di uomo riassume una molteplicità infinita di uomini.
Le parole dimenticate di Gesù / a cura di Mauro Pesce
[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : A. Mondadori, 2004
Abstract: In questo libro vengono raccolte le parole di Gesù, contenute in testi greci e latini, che non appartengono ai quattro Vangeli canonici. Cosa ha veramente detto Gesù, nella sua apparizione terrena? Dopo la morte di Gesù, in Palestina e poi in tutto l'ambiente cristiano, era diffusa una moltitudine di suoi detti. I quattro evangelisti ne fecero ognuno una scelta, secondo lo scopo che si prefiggevano scrivendo il loro Vangelo. Ma molti detti rimasero fuori da questa scelta. Sino a poco tempo fa, gli studiosi li ritenevano tarde invenzioni o rielaborazioni di tipo gnostico. Oggi, invece, pensano che fossero accolti dai gruppi cristiani almeno fino al IV secolo, quando la Chiesa finì per vedere solo nei quattro Vangeli la voce autentica di Gesù.
Idilli ; e, Epigrammi / Teocrito ; introduzione, traduzione e note di Bruna M. Palumbo Stracca
5. ed
[Milano : Rizzoli], 2004
[Milano : Rizzoli], 2004
Abstract: Comici e divertenti, dai toni leggeri e talvolta sboccacciati, i drammi satireschi venivano rappresentati nell'antica Grecia alla fine di ogni trilogia tragica, allo scopo di alleggerire i racconti spesso feroci e cupi delle tragedie. Protagonisti di queste storie avventurose, buffe parodie delle tragedie più famose, erano eroi e mostri mitologici. Polifemo, l'orribile orco omerico, nel Ciclope di Euripide diventa un elegante gentiluomo di campagna, mentre satiri e sileni sono i maldestri seduttori di Danae nei Pescatori, o i goffi atleti negli Spettatori. In questo volume sono raccolti e tradotti i più importanti frammenti dei drammi satireschi, corredati da un ampio apparato di note e da una dettagliata introduzione.
La morte di Eracle : Trachinie / Sofocle ; a cura di Andrea Rodighiero
Venezia : Marsilio, 2004
Abstract: Figlio di Zeus e di Alcmena, Eracle è l'eroe per eccellenza del mondo greco. Colui che conosce in tutto la misura estrema e che ispira pietà e terrore. Il dramma di Sofocle narra la sua morte: una morte causata inconsapevolmente dalla sua sposa Deianira, che sentendosi tradita e volendo recuperare il suo amore, non esita a ricorrere a un antico dono (la camicia offertale dal centauro Nesso) credendolo un filtro d'amore. Un mondo di affetti si frantuma: alla tragedia di Deianira si somma la tragedia di Eracle, consumato dalla potenza del veleno di cui la camicia è intrisa. Deianira si uccide ed Eracle resta solo di fronte alla morte, violento, fuori di sé, lontano dall'immagine stereotipata di eroe civilizzatore trasmessa da gran parte della tradizione.
Milano : Mondadori, 2004
Abstract: Poche traduzioni, nella storia della letteratura, hanno avuto vasta eco come quella dei Lirici greci che Salvatore Quasimodo diede alle stampe nel 1940. Uno dei rari esempi in cui il tradurre diviene un capitolo non secondario della vita della poesia. L'incontro con i frammenti di Saffo, Alcmane e Alceo, infatti, ha segnato un momento fondamentale nell'evoluzione artistica del poeta di Modica, ne ha coinvolto fin nell'intimo la poetica e la scrittura, modulandone le scelte ritmiche, lessicali e sintattiche nel senso di un'aspirazione a una rigorosa purezza. Quasimodo ha ritrovato l'immediatezza della lirica greca restituendo lampi di una cultura antica in una forma nuova, fedele eppure modernissima.
Novelle bizantine : Il libro di Syntipas / introduzione, traduzione e note di Fabrizio Conca
[Milano : Rizzoli], copyr. 2004
Abstract: In una cornice fiabesca e incantata Syntipas, protagonista di questa raccolta, antico saggio e filosofo orientale, racconta per sette giorni e sette notti una serie di novelle maliziose, che hanno come tema comune l'astuzia femminile. Al centro delle vicende è sempre una donna, spesso vittima di intrighi o di misteriosi inganni, che grazie alla sua intelligenza istintiva e alla sua prontezza riesce a districarsi tra mille pericoli. Tradotta dal siriaco verso la fine dell'XI secolo, e forse a sua volta passata attraverso successive redazioni arabe e persiane, questa raccolta di epoca bizantina, le cui protagoniste sembrano anticipare le eroine del Boccaccio, viene ora presentata con un'introduzione che ne illustra l'origine e la genesi.
Apologia di Socrate ; Critone / Platone ; introduzione, traduzione e note di Maria Michela Sassi
15. ed
[Milano : Rizzoli], 2004
Abstract: Socrate fu condotto dinanzi al tribunale dell'Eliea nel 399 a. C. dopo la caduta della tirannide di Crizia alla cui cerchia era stato legato, sotto l'accusa di empietà e di corruzione dei giovani: un'accusa che celava avversioni politiche non meno che insofferenze ideologiche. I due testi delineano non solo un ritratto individuale, ma l'immagine ideale del vero filosofo, interamente votato all'esercizio della conoscenza e alla ricerca del bene.
Il romanzo di Calliroe / Caritone di Afrodisia ; introduzione, traduzione e note di Renata Roncali
4. ed
[Milano : Rizzoli], 2004
Abstract: Composto probabilmente tra il I e il II secolo d.C. da un autore di cui non conosciamo altro che il nome, Calliroe è il più antico dei romanzi greci giunti integralmente fino a noi. La storia è quella di una fanciulla di sovrumana bellezza, Calliroe, e del suo sposo Cherea. I due, perseguitati da una Fortuna bizzarra e fantasiosa, rimangono divisi per quasi tutto lo svolgersi del libro, e affrontano peripezie tipiche del genere romanzesco: morti apparenti, guerre, naufragi, esecuzioni capitali mancate, mutamenti di identità e svelamenti inattesi. Tante avventure collocate in una geografia vastissima e mutevole, si chiudono con il ricongiungimento degli amanti.
9. ed
[Milano : Rizzoli], 2004
Abstract: Che cos'è la felicità? In una Lettera sulla felicità a Meneceo Epicuro sostiene che non c'è età per conoscere la felicità: non si è mai né troppo vecchi né troppo giovani per occuparsi del benessere dell'anima. Nella sua vita naturale l'uomo allontana da sé il dolore sia fisico che psichico e l'assenza di queste due cause porta al raggiungimento della felicità. Ma non è sufficiente: Epicuro sostiene che si deve provare piacere e quindi classifica i piaceri dividendoli in tre grandi categorie: i piaceri naturali e necessari; i piaceri naturali ma non del tutto necessari; i piaceri del tutto accessori. L'uomo ha anche delle necessità sovra-strutturate come l'ambizione a migliorarsi, a crescere intellettualmente, a primeggiare sugli altri. Per raggiungere questi obiettivi mette in campo tutta la sua passione e la sua anima e quando raggiunge l'obiettivo trova un appagamento di felicità proprio dell'intelletto. In questa breve lettera, Epicuro ci insegna cosa serve per essere felici, e cosa invece ostacola il raggiungimento della felicità.
BUR