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Trovati 31 documenti.
Tutte le opere / Quinto Orazio Flacco ; a cura di Tito Colamarino e Domenico Bo
Milano : TEA, 1993
Le Tuscolane / Cicerone ; a cura di Fabio Demolli ; presentazione di Francesco Maspero
Milano : Bompiani, 1993
Abstract: Le Tusculane si possono considerare sicuramente una delle più importanti opere filosofiche di Cicerone: esse raccolgono cinque dialoghi immaginari ambientati nella villa ciceroniana di Tuscolo e sostenuti da due anonimi interlocutori, conosciuti generalmente come A. (Auditor) e M. (Magister). Queste disputationes, i cui singoli titoli evidenziano con chiarezza il contenuto dell'opera (come disprezzare la morte; come sopportare il dolore; come lenire le afflizioni; le altre perturbazioni dell'animo; a vivere in beatitudine la virtù è paga di sé stessa), consentono al lettore di indagare la figura del retore e di comprendere che la retorica non è solamente un artificio precettistico ma una macchina intellettuale piuttosto complessa.
Vita di Carlo Magno / Eginardo ; a cura di Giulia Carazzali ; presentazione di Francesco Maspero
Milano : Bompiani, 1993
Le Catilinarie / Marco Tullio Cicerone ; a cura di Elisabetta Risari
Milano : A. Mondadori, 1993
Abstract: Attraverso una fitta trama di situazioni, personaggi, caratteri, problemi sociali, intrecci d'interessi politici, simpatie e antipatie viscerali, motivi propagandistici ricorrenti e osservazioni umoristiche, queste orazioni, intorno a una vicenda nota come la congiura di Catilina, costituiscono uno dei testi più densi e più celebri dell'oratoria politica romana. Testo latino a fronte.
Satire / Quinto Orazio Flacco ; introduzione, traduzione e note di Mario Ramous
6. ed
Milano : Garzanti, 1993
Le storie / di Ammiano Marcellino ; a cura di Antonio Selem
Torino : Unione tipografico-editrice torinese, copyr. 1993
La poesia latina da Dante al Novecento / [a cura di] Arturo Carbonetto
Scandicci : La nuova Italia, 1993
Nuova trad
Milano : Garzanti, 1993
Abstract: Nel II secolo a.C. circolavano sotto il suo nome oltre cento commedie. Nel secolo successivo Varrone sottomise a un severo vaglio la copiosa produzione e accettò come sicuramente autentiche solo 21 commedie. Anfitrione, Bacchidi e Menecmi sono tre commedie giocate sugli equivoci che nascono dalla presenza in scena di personaggi identici: nelle Bacchidi e nei Menecmi si tratta di gemelli, nell'Anfitrione, invece, di Giove, che prende le sembianze del marito di Alcmena e di Mercurio che prende quelle di Sosia (passato poi, per antonomasia, a indicare la copia somigliantissima di un individuo).
Vol. 2: Libri IV-VI / commento a cura di Patrice Cambronne, Luigi F. Pizzolato, Paolo Siniscalco
Amori / Publio Ovidio Nasone ; a cura di Ferruccio Bertini
3. ed. [con bibliogr. aggiornata al 1990]
Milano : Garzanti, 1993
Poesie / Gaio Valerio Catullo ; traduzione e note di Mario Ramous
[Milano] : Vallardi, 1993
Abstract: Catullo, uno dei massimi poeti dell'antichità, è uno straordinario cantore dei suoi tempi ma, al tempo stesso, un uomo sincero e colto, capace di esprimersi in un linguaggio universale che trascende la sua epoca. L'amore e l'odio, binomio divenuto celebre nella sua poesia, si intrecciano nei suoi versi con temi eruditi senza tuttavia perdere la loro straordinaria potenza evocativa.
Gli epigrammi / Marco Valerio Marziale ; a cura di Cesare Vivaldi
Roma : Newton Compton, 1993
Ed. integrale
Roma : Newton Compton, 1993
Abstract: Nel Medioevo la Scuola Medica Salernitana è stata la prima e più importante istituzione medica d'Europa. Si fondava sulla sintesi della tradizione greco-latina completata da nozioni provenienti dalle culture araba ed ebraica e ha rappresentato un momento fondamentale nella storia della medicina per le innovazioni che ha introdotto nel metodo e nell'impostazione della profilassi. A quell'epoca giungevano alla "Schola Salerni" persone provenienti da tutta Europa, sia ammalati che speravano di essere guariti, sia studenti che volevano apprendere l'arte della medicina. Il prestigio dei medici di Salerno è infatti largamente testimoniato dalle cronache dell'epoca e dai numerosi manoscritti conservati nelle maggiori biblioteche europee. Nell'ambito di questa Scuola, tra il XII e il XIII secolo, viene redatto il Regimen Sanitatis, un trattato in versi latini in cui vengono esposte nozioni di medicina e d'igiene, e indicazioni sulle erbe e sulle loro proprietà terapeutiche.
Testi gnostici in lingua greca e latina / a cura di Manlio Simonetti
Milano : Fondazione Lorenzo Valla : A. Mondadori, 1993
Elegie / Properzio ; a cura di Roberto Gazich
Milano : A. Mondadori, 1993
Contro le donne / Decimo Giunio Giovenale ; versione integrale e cura di Cesare Vivaldi
Roma : Newton Compton, 1993
L' ozio ; e, La serenità / Seneca ; cura e versione di Mario Scaffidi Abbate
Roma : Newton Compton, 1993
Abstract: "Habes, Serene carissime, quaepossint tranquillitatem tueri, quae restituere, quae subrepentibus uitiis resistant" così Seneca chiude il dialogo scritto all'amico Anneo Sereno che, confessandogli di essere assalito dal vizio dell'incostanza, chiedeva una cura ai suoi mali. Ma Seneca, medico dell'anima, rivolge questa sua opera, una delle più armonizzate e compiute del corpus, a tutti gli uomini affetti dalla stessa malattia di Sereno: quale consigliere di Nerone, all'apice del successo e della carriera politica, da anni al vertice della società romana, il prosatore-filosofo latino ben conosceva (e altrettanto bene sapeva descrivere) l'inquietudine dei suoi contemporanei divisi tra ambizione pubblica e desiderio del ritiro, amore dell'opulenza e aspirazione alla temperanza, noia della vita e timore della morte, orgoglio di appartenere alla classe dirigente della civiltà padrona del mondo e coscienza della caducità propria di ogni essere umano (soprattutto se sottoposto all'arbitrio di un signore assoluto). A costoro Seneca rivolge un invito alla moderazione, allo sforzo verso un difficile equilibrio psicologico che possa resistere alle trepidazioni offerte dalla vita di ogni giorno e garantire una tranquillitas il più durevole possibile; un obiettivo ambizioso, eroico nella sua apparente modestia, che ricorda al lettore come Seneca continui a essere direttore di anime anche quando sembra smorzare un po' i toni e moderare il rigore di maestro stoico.