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Trovati 2 documenti.
Milano : Rizzoli, 2012
Abstract: Tutti conoscono la successione di Fibonacci: una sequenza di cifre nascosta in molti fenomeni naturali che da oltre ottocento anni affascina i matematici, e che si dice possa predire l'andamento dei mercati finanziari. È l'eredità di un grande italiano, Leonardo da Pisa (detto appunto Fibonacci), genio intraprendente che nel 1202 rivelò all'Europa il sistema numerico-decimale appreso dagli indiani e dai commercianti arabi che percorrevano la Via della Seta e trafficavano sulle coste del Mediterraneo. Il suo Liber abbati, il più importante testo di algebra del tempo, fu la chiave dell'inarrestabile ascesa del Vecchio continente al dominio economico e finanziario mondiale: insegnò infatti a trasformare i complicatissimi calcoli con le cifre romane in operazioni alla portata di tutti e alla fine del Cinquecento l'intera Europa aveva ormai adottato il sistema indo-arabico. Ma chi fu in realtà Fibonacci, considerato il maggiore matematico del Medioevo, vissuto ai tempi di San Francesco d'Assisi e delle Crociate, che comprese per primo che le nove figure indiane e soprattutto zephirum, lo zero, avrebbero cambiato il mondo in cui viveva? Perché, acclamato in patria e all'estero dai suoi contemporanei al punto che l'imperatore Federico II lo volle conoscere, è caduto per secoli nell'oblio? Questo libro ripercorre la sua vita e la storia dell'enigmatica serie matematica che porta il suo nome, trasportandoci nell'antica cultura mediterranea che ha plasmato la nostra civiltà.
Il gene della matematica / di Keith Devlin ; traduzione di Isabella C. Blum
Milano : Longanesi, copyr. 2002
Abstract: Come funziona il cervello? In che modo ha acquisito la capacità di pensare matematicamente? Perché molte persone ritengono di non essere portate per la matematica e la trovano ostica e difficile? Perché non facciamo matematica con la stessa facilità con cui parliamo? Keith Devlin risponde a queste e a molte altre domande proponendo una nuova teoria sullo sviluppo del linguaggio. La capacità di pensare matematicamente non è altro che la capacità di usare un linguaggio, vale a dire un mezzo per comunicare con gli altri e capire ciò che gli altri ci dicono. In realtà facciamo matematica molto più di quanto crediamo, ma spesso non riconosciamo quando la stiamo facendo.