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Trovati 406398 documenti.
Portami a casa / Sebastian Fitzek ; traduzione di Elisa Ronchi
Fazi, 2024
Abstract: Chi conosce l'ora della propria morte ha già iniziato a morire. È sabato sera, a Berlino. Sono da poco passate le 22. In un silenzioso appartamento d'epoca di Charlottenburg, Jules Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico che lavora per una linea telefonica dedicata alle donne che tornano a casa di notte; donne che cercano una voce rassicurante che faccia loro compagnia lungo il tragitto, o anche qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno. Finora nessuna chiamata ha mai riguardato una situazione di vero pericolo. Finora, appunto. Mentre guarda le ultime notizie in tv, Jules riceve una strana telefonata: all'altro capo della linea c'è una donna che sostiene di aver chiamato per sbaglio. Ma si capisce che è terrorizzata. Klara, questo è il suo nome, gli confida di essere seguita da un uomo che l'ha già aggredita e che ha dipinto con il sangue una data sul muro della sua camera da letto: la data della sua morte. E a quel giorno mancano poche ore. Là fuori, Jules lo sa bene, c'è un serial killer in libertà, noto come "il killer del calendario" per il suo modus operandi. Comincia così una lunga notte da incubo, una notte in cui niente è casuale e niente è come sembra, un diabolico gioco del gatto con il topo; ma chi è il gatto, e chi il topo?
Esercizi di analisi matematica / Luca Lussardi
: Matematicamente.it, 20112
Abstract: Nozioni teoriche di base ed esercizi svolti di analisi matematica per le facoltà a indirizzo scientifico.
UCCELLI DI ROVO / COLLEEN MCCULLOUGH
Einaudi, 9810
Mondadori, 3920
Oscar Studio ; 116
L' ignoto in noi / Massimo Inardi
Laterza, 9811
Crivelli / /testo introduttivo di Guido Perocco/
Rusconi, 9644
Reni / /testo introduttivo di Andrea Emiliani/
Rusconi, 9644
Toulouse-Lautrec / /testo introduttivo di Renata Negri/.
Rusconi, 9644
Goya / /testo introduttivo di Renata Negri/
Rusconi, 9633
TV Sorrisi e Canzoni, 2088
Le grandi fiabe ; 10
Donzelli, 20080
Saggi. Natura e Artefatto ;
Poesie scelte / Giovanni Testori ; a cura di Fulvio Panzeri ; introduzione di Mario Santagostini
Guanda, 2099
Poeti della Fenice
Abstract: Una scelta rappresentativa della produzione lirica del grande narratore, drammaturgo e critico d'arte, che ha aperto una strada nuova nella poesia italiana del dopoguerra.
Cento storie per cento canzoni / Luca Barbarossa ; disegni di Michele Bernardi
La nave di Teseo, 2024
Abstract: “La canzone è una sintesi basata sull’equilibrio tra musica e parole, preferibilmente melodica, ricordabile. La canzone però è soprattutto emozione, vibrazione, evoca luoghi, periodi, sensazioni. È voce, timbrica, intensità interpretativa, virtuosismo o semplicità. La canzone è un grido oppure un sospiro, un sussurro. La canzone è d’amore, quasi sempre. C’è la canzone di protesta, di denuncia, ma le canzoni che cantiamo sotto la doccia, quando fa freddo in motorino, nelle serate con gli amici, nove volte su dieci parlano d’amore. La canzone è immagine, niente come una canzone ti fa vedere, intuire quello che stai ascoltando. La canzone che esce dalla radio, orchestre con cantanti che non vedi ma ti sembra di essere lì con loro, arrangiamenti avvolgenti, fiati, violini, ritmiche. La canzone che entra nelle case con i suoi i divi attraverso la televisione, concorsi, gare, da Sanremo al Cantagiro, da Un disco per l’Estate al Festivalbar, poi MTV, infine i talent. La canzone è concerti, nei club, negli stadi, nei teatri, nelle piazze, fino a Woodstock o al Live Aid. La canzone è disco nel grammofono, nel giradischi, nel mangiadischi, musicassette sparate a palla in macchina, CD, copie pirata, streaming. La canzone è cinema, quando si fermano i dialoghi e parte un pezzo che ti ricorderà per sempre quel film, quella scena. La canzone è ballo sfrenato o ninna nanna, è girotondo. Insomma la canzone è quasi tutto, alzi la mano chi non ha almeno una canzone della vita.”
Ed. integrale
[S.l.] : Theoria, 2023
Le grandi scrittrici
Abstract: "Orgoglio e pregiudizio" è sicuramente il romanzo più popolare di Jane Austen, quello in cui si realizza un equilibrio perfetto tra struttura e stile, e quello che esalta in maniera più distintiva lo smalto della sua arte. Il libro fu pubblicato nel 1813 ottenendo già all'epoca un ottimo riscontro da parte dei lettori. La vicenda è ambientata nella contea di Hartford e si apre con un ordinario avvenimento: un giovane e facoltoso gentiluomo, Charles Bingley, prende in affitto Netherfield Park, una tenuta nello Hertfordshire, suscitando la curiosità e l'eccitamento delle famiglie residenti nel vicinato, e della famiglia Bennett in primo luogo, che, con cinque figlie da maritare, vede nella circostanza un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Un romanzo che ancora oggi è considerato tra i massimi di tutta la letteratura inglese. Con saggio introduttivo di Sara Poledrelli.
Trento : Erickson, 2026
Abstract: Cosa cambia con le nuove Indicazioni nazionali? E cosa resta? Questo volume guida insegnanti e scuole (della scuola dell’infanzia e del primo ciclo) nell’interpretazione delle nuove linee guida. Attraverso domande e risposte chiare e operative per ogni disciplina, il testo aiuta a orientarsi nei cambiamenti, evitare i rischi, riflettere sulle novità e valorizzare una scuola inclusiva, attiva e partecipativa. Uno strumento utile per tradurre i principi in scelte didattiche concrete.
Milano : Cortina, 2026
Abstract: Come rendere centrale la storia del paziente nel processo terapeutico? Quali sono i rapporti tra medicina narrativa e psicoanalisi? In che modo le narrazioni da leggere, da scrivere e da condividere contribuiscono non solo alla formazione degli studenti e dei professionisti sanitari ma anche alla pratica clinica e a una sanità più equa? Sono alcune tra le domande a cui dà risposta Rita Charon, che si occupa di questi temi da ormai quarant’anni ed è la personalità più nota a livello mondiale nel campo della medicina narrativa. Un inedito percorso che disegna le nuove frontiere di questa disciplina con uno stile acuto e una scrittura appassionante, offrendo una serie di riflessioni aggiornate e di spunti originali sul ruolo e sull’uso della narrazione nelle relazioni e nei contesti di cura. Perché siamo quello che raccontiamo, ed è fondamentale ricordarlo soprattutto quando le nostre vite fanno l’esperienza capitale della finitudine e della sofferenza.
Il mondo secondo Garp / John Irving ; traduzione di Pier Francesco Paolini
Milano : BUR Rizzoli, 2026
Il primo fascista : storia e leggenda di un precursore / Sergio Luzzatto
Einaudi, 2026
Einaudi. Storia ; 125
Abstract: Certi personaggi del passato – anche quelli oggi più dimenticati – sembrano fatti apposta per essere riscoperti, e per invadere la scena del nostro presente. Nel picaresco racconto di Sergio Luzzatto, a rivivere è un avventuriero francese del tardo Ottocento. Risoluto e infido, carismatico e violento, il marchese di Morès percorre le strade della modernità, dall’Europa all’America, dall’Asia all’Africa, con la baldanzosa energia e l’insidioso bagaglio di un crociato medievale. A conti fatti, la sua breve esistenza si rivelerà quella di un fallito seriale: le visionarie sue iniziative di imprenditore capitalista e di esploratore colonialista, di agitatore antisemita e di leader populista verranno tutte accomunate dal destino dell’insuccesso. Ma morire da perdenti è spesso la sorte dei pionieri. Nel caso di Morès, un pioniere del fascismo. Storia inquietante di una vita inquieta, “Il primo fascista” illustra di quante tessere sia composto il mosaico delle pulsioni reazionarie che a tutt’oggi ci circondano. Le radici teoriche e pratiche del fascismo affondano nella Francia di fine Ottocento. Senza attendere il Novecento, né l’Italia di Benito Mussolini, già nella Parigi fin de siècle gli uomini della «destra rivoluzionaria» perseguirono l’obiettivo di compiere una rivoluzione politica, intellettuale, morale, ma non sociale ed economica; di conservare il liberismo, l’economia di mercato, rigettando il liberalismo, i valori della democrazia. Risalendo lungo queste radici, Sergio Luzzatto incontra il marchese di Morès e riconosce in lui – sotto le vesti ora pittoresche, ora grottesche di un eroe da cappa e spada – colui che per primo provò a maneggiare la peculiare miscela di odio razziale, di presunta solidarietà interclassista, e di violenza paramilitare organizzata, cui Mussolini avrebbe dato il nome di «fascismo». Morès si fece le ossa da suprematista bianco lontano dalla Francia, nelle praterie del Far West e nella giungla d’Indocina, inseguendo il mito moderno e muscolare della ferrovia. Poi, come uno strano «marchese socialista » si impose sulla ribalta politica di Parigi con l’arte del circuire e dell’intimidire, del prevaricare e del falsificare, sino a divenire l’anima occulta della macchinazione antisemita passata alla storia come l’«affaire Dreyfus». La sua avventura si concluse nelle sabbie del Sahara: massacrato dai tuareg, che aveva sperato di coinvolgere in un’alleanza cristiano-islamica contro i perfidi giudei. Allora prese corpo la leggenda di Morès, fino alla sua rivincita postuma nella Francia dell’occupazione nazista.