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Trovati 23 documenti.
Roma : Salerno, 2006
Abstract: È il 63 a.C, e Marco Tullio Cicerone, homo nouus, è candidato al consolato. Concorrenti sono, con altri, Gaio Antonio Ibrida e Lucio Sergio Catilina.È probabilmente in questo contesto che il fratello minore Quinto scrive il Commentariolum petitionis, un vero e proprio vademecum elettorale che prescrive all'illustre oratore una serie di norme di comportamento mirate a creare le condizioni per la non facile elezione.Marco Tullio fu eletto console. A distanza di più di venti secoli, questa testimonianza offre uno sconcertante confronto tra le tecniche di conquista del consenso praticate nell'antica Roma e quelle in uso oggi.Paolo Fedeli insegna Letteratura latina nell'Università di Bari. Editore e commentatore di Cicerone, Catullo, Orazio e Properzio, ha rivolto i suoi interessi soprattutto alla prosa d'epoca repubblicana, alla poesìa augustea e al romanzo petroniano. Con G. Cavallo e A. Giardina ha diretto, per la Salcrno Editrice, i 5 volumi de Lo Spazio Letterario di Roma Antica (1989-1991).
2006
Fa parte di: La leggenda di Roma / a cura di Andrea Carandini ; traduzione di Lorenzo Argentieri
Abstract: Attorno alle origini di Roma i popoli che l'hanno costruita, subita, accettata e disprezzata hanno creato una complessa, affascinante leggenda che l'opera inaugurata dalla Fondazione Valla intende ricostruire su basi nuove. Essa si articola in tre volumi e offre al lettore un'ampia raccolta di fonti (annalistiche, antiquarie e poetiche; da Esiodo ai Padri della Chiesa) divise per mitemi o unità mitiche fondamentali, e analizzate comparativamente alla ricerca dei motivi canonici fissati dalla tradizione e di una storiografia del mito confrontata con gli scavi archeologici. Sullo sfondo, alcune domande che ci intrigano. Come nascono i miti? Rispecchiano o no la realtà? E ancora, da dove vengono il nome di Roma e di Romolo? E lui, Romolo è davvero esistito? Nel primo volume, in particolare, si ripercorrono le vicende dell'amore tra Rea Silvia e Marte; della nascita dei gemelli Romolo e Remo, poi abbandonati e allevati dalla lupa; del conflitto tra i due per la fondazione della città e della conseguente uccisione di Remo.
Elegie / Tibullo ; a cura di Annalisa Nemeti
Milano : A. Mondadori, 2006
Abstract: Nato nei dintorni di Roma tra il 55 e il 50 a.C., Tibullo ha vissuto, come i contemporanei Virgilio e Orazio, l'età difficile e disorientante che, tra sanguinose lotte civili, segna il passaggio tra Repubblica e Principato. Ma degli sconvolgimenti sociali, politici e anche culturali dell'epoca sembra non esserci traccia nei suoi versi, dominati dal tema erotico e dall'ideale della vita agreste. Nelle sue elegie il poeta canta infatti l'amore per la sua donna, Delia, e vagheggia un mondo in pace, senza guerre, in cui dedicarsi ai piaceri dell'otium - primo tra tutti la poesia - nella tranquillità della campagna. Le elegie tibulliane, dal tono lievemente malinconico, sognante e di grande raffinatezza letteraria (terso ed elegante l'ha definito Quintiliano), restano tra le cose più felici e autentiche che la poesia latina ci ha lasciato: componimenti estremamente moderni nel loro andamento fluido, monologante, onirico, capace di imprimere al verso il ritmo incalzante dei pensieri.
Il fato / Marco Tullio Cicerone ; introduzione, traduzione e note di Francesca Antonini
4. ed
[Milano : Rizzoli], 2006
[Milano : Rizzoli], 2006
Abstract: Nel 384 d.C., alle soglie di un decennio fatale per le sorti del paganesimo, il prefetto di Roma Simmaco e il vescovo di Milano Ambrogio si affrontano in merito alla presenza dell'altare della Vittoria nel Senato. Simmaco, l'uomo della religione tradizionale, invoca pluralismo e tolleranza per gli dèi dell'antica Roma; Ambrogio, l'uomo della nuova fede, nega ogni possibilità di dialogo e di compromesso tra vecchia e nuova religio, censurando come segreta volontà di dominio l'appello di Simmaco alla tolleranza. Una delle prime e più significative tappe di quel dibattito sulla tolleranza che impegnerà tanta parte del pensiero moderno e contemporaneo. Con introduzione di Ivano Dionigi e un saggio di Massimo Cacciari.
Le selve / Stazio ; a cura di Luca Canali e Maria Pellegrini
Milano : A. Mondadori, 2006
Abstract: I cinque libri delle Silvae di Stazio andarono perduti per tutto il medioevo e solo nel 1417 l'umanista Poggio Bracciolini li ritrovò. Si tratta di una raccolta di poesie occasionali, indirizzate ad amici per nascite, matrimoni, morti, ma anche per l'acquisto di una villa o la costruzione di una piscina, o ancora la descrizione di una preziosa opera d'arte. Fresche e immediate pur nella loro perfezione artistica, queste composizioni offrono oggi un'immagine vivace dell'alta società romana e della corte imperiale del I secolo d.C
La sintassi del latino / Gian Biagio Conte, Emanuele Berti, Michela Mariotti
Le Monnier università, 2006
Abstract: Questa nuova sintassi latina offre una sistematica trattazione della materia, che abbina caratteristiche di semplicità e chiarezza espositiva a precisione e rigore scientifico. In tal modo l'opera si indirizza sia a coloro che per la prima volta si accostano allo studio della lingua latina, sia a quanti ne hanno una conoscenza già avanzata e desiderano approfondire qualche aspetto, proponendosi come testo non solo di studio, ma anche di consultazione.
Roma : Newton & Compton, 2006
Abstract: Una leggenda medioevale voleva che san Domenico avesse scoperto il meraviglioso segreto della pietra filosofale e lo avesse affidato ad Alberto Magno, il quale lo trasmise a Tommaso d'Aquino. Discutibile dal punto di vista rigorosamente storico, la tradizione individua comunque un legame culturale tra San Tommaso e l'alchimia realmente esistente. Questo libro propone due suoi brevi trattati in cui sono dettagliatamente descritte le fasi della realizzazione della pietra filosofale.
Le consolazioni / Lucio Anneo Seneca ; introduzione, traduzione e note di Alfonso Traina
Ed. riv. e aggiornata, 10. ed
[Milano : Rizzoli], 2006
Abstract: Nella prima e più celebre delle sue Consolazioni Seneca si rivolge a Marcia, affranta in seguito alla prematura scomparsa del figlio Metilio. Richiamandosi alla forza d'animo della donna il filosofo la conforta e la sprona a trovare le risorse necessarie per risollevarsi da un lutto di fronte al quale «il tempo, rimedio naturale anche contro gli affanni più gravosi, si è rivelato del tutto inefficace». L'opera è una delle più antiche riflessioni sulla morte, sulla fugacità del tempo e sul potere terapeutico della parola, e al tempo stesso un appassionato inno alla vita, troppo breve solo per quanti non sono in grado di apprezzarla.
5. ed
[Milano : Rizzoli], 2006
Abstract: Con testo latino a fronte. Pro murena pro sestio.
Siena : Barbera, 2006
Abstract: Il De bello Gallico è il resoconto di una delle guerre più sanguinose che Roma abbia mai combattuto. Le violenze e le ripercussioni sui civili furono terribili. Eppure Cesare, che le combatté con il solo scopo di arricchirsi lui di famiglia nobile, ma di scarsa disponibilità finanziaria - e di aumentare il suo prestigio, la descrive con uno stile freddo, asettico, assolutamente privo di enfasi retorica o partecipazione emotiva. Ogni azione militare, ogni negoziato, ogni decisione di sterminare civili appare necessaria, anzi, l'unica possibile. Così il De bello Gallico si presenta ai suoi contemporanei come un'efficace apologia della dura campagna di Gallia e ai nostri occhi come una magistrale opera di propaganda politica.
Firenze : Olschki, 2006
Abstract: Il volume ripercorre la vita e l'opera del tipografo, editore e commerciante Filippo Cavagni da Lavagna (Lodi), attivo a Milano e a Pavia nel secolo XV. Una consistente raccolta di documenti, editi per la prima volta in questa pubblicazione, porta un notevole contributo alla storia del libro nel periodo umanistico. Il volume esce nel quinto centenario della morte di Filippo, avvenuta a Milano il 27 dicembre 1505.
Satire / Orazio ; traduzione e cura di Ugo Dotti
Feltrinelli, 2006
Adelphoe ; Heautontimorumenos / Terenzio ; a cura di Lisa Piazzi
Milano : A. Mondadori, 2006
Abstract: Entrambe le commedie traggono il loro soggetto da opere di Menandro e negli intrecci sembrano non discostarsi dai canoni del genere: giovani innamorati, genitori che li contrastano, bambini perduti di cui si ritrovano le origini portando così al felice scioglimento finale. Ma tutta nuova è l'attenzione per la psicologia dei personaggi, indagata con finezza e con una lingua elegante e raffinata.
[Milano] : Bompiani, 2006
Abstract: Scritti tra il 386 e il 395, i Dialoghi sono il frutto principale dell'otium filosofico a cui Agostino si era dedicato subito dopo la conversione. Meno conosciuti dei grandi capolavori della maturità, essi in realtà basterebbero da soli ad assicurargli un posto di rilievo nella storia del pensiero occidentale. Agostino, che vi figura quasi sempre come protagonista, indaga e discute temi quali la conoscibilità della verità, l'essenza della vita felice, l'origine del male, la natura dell'anima e la funzione del linguaggio. Convinto che il dialogo fatto di domande e risposte sia il modo migliore di cercare la verità, egli guida interlocutori e lettori a scoprirla dentro di sé, dove essa risiede.
La caduta del diavolo / Anselmo d'Aosta ; a cura di Elia Giacobbe e Giancarlo Marchetti
[Milano : Bompiani], 2006
Abstract: Piccola opera teologica di Anselmo, tesa a indagare il mistero del male (mysterium iniquitatis), cioè il distacco originario da Dio, Sommo Bene, di un'intelligenza angelica. Essa fa parte, con il De veritate e il De libertate arbitrii, di una trilogia composta, probabilmente, tra il 1080 e il 1085, quando Anselmo era priore di Bec. L'argomento che accomuna i tre trattati è la rettitudine: Satana è caduto perché non volle perseverare nella giustizia e perché volle essere simile a Dio, anteponendo il proprio arbitrio alla volontà divina, e fu giustamente punito.
Abstract: Il Manicheismo fu l'unica religione creata da un uomo che era, al tempo stesso, un grande pittore e un grande musicista: iranico di padre e di madre, Mani nacque nel 216 d.C. in Mesopotamia. La sua predicazione, che si definiva una Religione della Luce o La Speranza di Vita, aveva origini cristiane, gnostiche, buddhiste, zoroastriane. Egli, che si riteneva il Gesù dei suoi tempi, pensava che nel mondo esistessero all'origine due principi opposti: il Bene Assoluto e il Male Assoluto. Tuttavia, nel corso dei tempi, il Male si era insinuato nel Bene, contaminandolo. Compito di ogni fedele manicheo era quello di salvare e liberare tutte le particelle di luce prigioniere della materia, fino a restaurare la purezza originaria del mondo della Luce. Da principio, Mani fu accolto con favore alla Corte persiana. Seguendo le grandi strade di comunicazione dell'epoca, la sua religione si diffuse nell'Africa settentrionale, in Egitto, in Siria, in Dalmazia, in Gallia, in Spagna, in Arabia, in India, in Cina, coprendo un territorio più vasto di quello di qualsiasi altra religione. Poi egli venne perseguitato dal clero zoroastriano, imprigionato e condannato a morte; i suoi seguaci seguirono la sua stessa sorte; i loro scritti arsi e distrutti.
16. ed
[Milano : Rizzoli], 2006
I fasti / Publio Ovidio Nasone ; introduzione e traduzione di Luca Canali ; note di Marco Fucecchi
4. ed
[Milano : Rizzoli], 2006