Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 318 documenti.
A mighty heart = Un cuore grande / Mariane Pearl con Sarah Crichton
[Milano] : Sonzogno, 2007
Abstract: All'inizio del 2002 l'inviato del Wall Street Journal Daniel Pearl e la moglie Mariane, anch'essa giornalista, si trovano a Karachi, in Pakistan. Sono passati pochi mesi dall'attentato alle Torri Gemelle e Danny si butta a capofitto in una scottante inchiesta sui rapporti fra i servizi pakistani e AI-Qaeda. Il 23 gennaio si reca a un appuntamento con un personaggio controverso legato alle frange più pericolose dell'estremismo islamico. Un appuntamento da cui non tornerà mai indietro: sarà rapito e, dopo nove giorni, barbaramente ucciso e decapitato. Il video della terrificante scena, ripreso dai suoi aguzzini, sconvolgerà il mondo intero. In questo libro drammatico ed emozionante, Mariane parte dalle ultime ore trascorse con il marito e racconta poi tutte le fasi della trattativa per salvarlo, senza tralasciare il suo ruolo cruciale nella squadra di investigazione, tra FBI e i servizi segreti pakistani, terroristi islamici e capi di Stato occidentali. Ma non dimentica i cinque anni passati insieme.
2. ed. riv. e ampliata
Roma : Castelvecchi, 2008
Ilaria Alpi : il prezzo della verità / Marco Rizzo, Francesco Ripoli
2. ed.
BeccoGiallo, 2010
Abstract: Mogadiscio, 20 marzo 1994. La giornalista Ilaria Alpi e l'operatore televisivo Miran Hrovatin, inviati dal Tg3 per documentare la guerra civile somala a seguito della missione internazionale ONU Restore Hope, vengono freddati a colpi di kalashnikov mentre percorrono a bordo di un fuoristrada la zona nord della città. Ilaria e Miran avevano raccolto testimonianze inedite sul traffico internazionale di veleni e rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei paesi industrializzati - tra cui presumibilmente l'Italia - e stivati nei paesi più poveri dell'Africa in cambio di armi e di denaro.
Il lamento del mare / a cura di Caterina D'Amico
: Feltrinelli, 2010
Fa parte di: The cove : la baia dove muoiono i delfini / di Louie Psihoyos
Abstract: Da quando Kathy, uno dei delfìni che addestrava a recitare per la serie tv Flipper, si è lanciata fuori dalla vasca e gli è morta suicida tra le braccia, la vita di Rie O'Barry è cambiata. Rie è il protagonista di questo film e dopo aver passato vent'anni a boicottare i parchi acquatici, tagliando le reti delle loro gabbie da Haiti al Brasile, ha deciso di dare inizio a una nuova battaglia: denunciare i crimini di The Cove, una baia giapponese dove cacciatori e acquirenti occidentali senza scrupoli si danno appuntamento per aggiudicarsi uno dei ventitremila delfini che ogni anno vengono catturati illegalmente nel paese del Sol Levante. The Cove è un film sospeso fra il giornalismo investigativo e l'eco-avventura, un mix di poesia e terrore che ha commosso il pubblico del Sundance Film Festival ed è riuscito a scalfire il governo di Tokyo, che ha tolto dal menu delle mense scolastiche la carne di delfino.
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Palermo 1979. Sdraiato sull'asfalto, sotto un telo bianco che lascia intravedere lineamenti familiari, c'è un uomo che è morto per una colpa imperdonabile: ha parlato. Quell'uomo si chiama Mario Francese e per primo ha osato scrivere della trasformazione imprenditoriale di Cosa Nostra, degli interessi mafiosi intorno alla ricostruzione del Belice terremotato e alla realizzazione della diga di Garcia. Suo figlio Giuseppe quel giorno ha dodici anni. Sente sei colpi di pistola, scende in strada e vede il corpo del padre gettato nel parcheggio. A distanza di vent'anni ha cercato testimonianze, ha raccolto materiali, si è fatto giornalista investigativo per regolare i conti col passato. E alla fine è riuscito a far condannare mezza Cupola: Bagarella, Riina, Provenzano, esecutore e mandanti della morte del primo cronista a fare il nome di Totò Riina su un giornale. Ma purtroppo anche per Giuseppe è in agguato un terribile epilogo. Come due fili intrecciati, le loro vite seguono una traiettoria simile, un percorso che condurrà entrambi a una morte prematura. Questo libro ricostruisce la vicenda che portò all'uccisione di Mario Francese, raccontando al contempo la storia di un padre e di un figlio e di un'intera famiglia - spezzata dalla violenza della mafia. E restituisce alla coscienza collettiva un patrimonio di onestà che il tempo non può e non deve cancellare.
3. ed.
Melampo, 2014
Abstract: Una storia di ribellione e coraggio. Accade a Milano: la testimone di giustizia Lea Garofalo viene sequestrata, uccisa e ridotta in cenere. Una vendetta compiuta, a vario titolo, dall’ex compagno Carlo Cosco, dai suoi fratelli e da tre complici; Cosco non accettava che Lea Garofalo avesse deciso di rompere con una cultura criminale di violenza e omertà. Da quel 24 novembre 2009, il testimone di coraggio passa da Lea alla figlia Denise, che ottiene giustizia ma che, da allora, è costretta a vivere sotto protezione dopo aver denunciato i responsabili della morte della madre. Sullo sfondo di questo dramma sconvolgente, che si dipana tra la Calabria e la Lombardia, si stagliano omicidi insoluti, traffici di stupefacenti e il profilo di una criminalità organizzata padrona di interi territori. Una storia da incubo, di cui la narrazione asciutta che l’autrice ci trasmette dall’interno del processo diventa documento eccezionale, denuncia insostituibile.
Da quella prigione : Moro, Warhol e le Brigate Rosse / Marco Belpoliti
Guanda, 2012
Abstract: Sono trascorsi oltre quarant’anni dall’uccisione di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, ma la sua immagine nelle polaroid scattate durante la prigionia all’interno del «carcere del popolo» resta impressa nella memoria individuale e collettiva. Quelle due fotografie, più una terza, quella del suo corpo acciambellato nel baule della R4, non sono mai state lette in profondità. L’attenzione si è sempre concentrata sulle vicende oscure del sequestro e della prigionia, sulle lettere e sull’esecuzione del leader democristiano. In questo libro, che è anche un racconto, Marco Belpoliti analizza l’uso delle immagini compiuto dalle Brigate Rosse durante gli anni di piombo, rilegge le foto di Moro attraverso l’opera di autori come Andy Warhol, Marshall McLuhan, Pier Paolo Pasolini, John Berger, Marco Bellocchio, Ferdinando Scianna, e interpreta quegli scatti come il segno di un cambiamento in corso negli anni Settanta nell’utilizzo del corpo da parte degli uomini politici. Moro appare come l’ultimo esempio del passato, mentre il corpo stava divenendo lo strumento principale della comunicazione politica. Fotografandolo come un re deposto, i brigatisti hanno umanizzato Aldo Moro, così che la sua immagine continua a interrogarci ancora oggi sul potere, sul terrorismo e sull’idea di un’utopia politica realizzata con il sangue.
Falco editore, 2012
Abstract: […] la storia di Lea Garofalo, di questo ci parla. Di una vita violenta vissuta in un clima di perenne e quotidiana violenza. Un’esistenza dove la tenerezza, l’affetto, la comprensione non hanno mai trovato spazio. Forse, ma questo lo si avverte leggendo il libro e soffermandosi a riflettere sulle pagine più dense, alla fine della sua vicenda umana. Lea aveva capito che una vita violenta non è più vita e per questo aveva chiesto aiuto. Allo Stato, a questa cosa incomprensibile e troppo lontana per una ragazza di Calabria, allo Stato come unica entità cui aggrapparsi in quel momento. Perché quando rompi con la famiglia, quando vuoi venirne fuori, diventi una infame, una cosa lorda, la vergogna per il padre, i fratelli, il marito. E la vergogna si lava con il sangue. dalla Prefazione di Enrico Fierro.
Un amore partigiano : storia di Gianna e Neri, eroi scomodi della Resistenza / di Mirella Serri
Longanesi, 2014
Abstract: Manca poco all’alba del 28 aprile 1945. Due giovani donne, Gianna e Clara, viaggiano nei dintorni del lago di Como su una 1100 nera con il serbatoio quasi a secco, sotto una pioggia battente. Un destino comune unisce la bionda partigiana ventiduenne che ha ancora sul corpo i segni delle torture dei nazifascisti e la bruna amante di Mussolini: per entrambe è stata pronunciata una sentenza di morte. Sullo sfondo delle drammatiche giornate che precedono la fine della guerra, il nuovo libro di Mirella Serri ripercorre le ultime ore di vita di Claretta Petacci e le traversie di due partigiani, Gianna e Neri, che dopo aver dato un fondamentale contributo alla cattura del Duce e della sua donna finirono giustiziati dai loro stessi compagni di lotta.Nel tirare le fila di un fosco mosaico fatto di passioni e di ingiustizia, l'autrice ricuce un vero e proprio strappo nel racconto della storia patria, i cui responsabili sono rimasti impuniti e che nel dopoguerra è riuscito persino a cancellare la memoria delle due vittime, Gianna e Neri.In una ricostruzione che rivede radicalmente alcuni diffusi stereotipi sulla Petacci, rivelandone l'antisemitismo, l'ambizione e la mancanza di scrupoli, si dipana il racconto di una storia d'amore che si svolge nell'arco di sei mesi, fra sospetti, omissioni, delazioni, tradimenti, torture. Riportando alla luce, a settant'anni dai fatti, una vicenda che rappresenta una ferita ancora aperta nella storia della Resistenza.
Milano : Mondadori, 2011
Abstract: Padova, una città colta, borghese, apparentemente tranquilla, negli anni Settanta diventa il crocevia delle trame eversive nere e rosse che insanguinano il Paese e un laboratorio unico in Italia di violenza diffusa e di illegalità di massa: guerriglie urbane, notti di fuochi, aggressioni e gambizzazioni. E, all'università, occupazioni, lezioni interrotte, aggressioni, intimidazioni, minacce. È proprio nella città veneta che il 17 giugno 1974 le Brigate rosse fanno le loro prime vittime, Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, uccisi durante un'irruzione nella sede del Msi di via Zabarella solo perché avevano rifiutato di farsi incatenare. Quello che per le Br fu il salto del fosso, dalle azioni dimostrative agli omicidi, per una bambina di tre anni fu l'inizio di un vuoto affettivo, materiale, sociale e anche politico. Un vuoto che per anni l'ha paralizzata. Quasi quarant'anni dopo, quella bambina ha sentito il bisogno di elaborare il suo antico lutto attraverso la domanda che ogni vittima si pone: Perché?, cercando la risposta non nella singola vicenda umana e familiare, ma nello spirito di un'epoca in cui per la politica valeva la pena morire o rischiare di rovinarsi la vita. Sulle tracce delle passioni, degli ideali e delle tempeste che animavano la sua città, Silvia Giralucci ha incontrato alcune persone che, da una parte e dall'altra, hanno vissuto quegli avvenimenti in prima persona e le cui storie, antitetiche e inconciliabili, formano un mosaico di memorie divise.
Il ponte di Sarajevo / Giancarlo Bocchi
IMP, 2014
Abstract: Il ponte Vrbanja a Sarajevo è il luogo simbolo della tragedia bosniaca e il luogo dove, il 3 ottobre 1993, si compiva il destino di Moreno "Gabriele" Locatelli. Quattro attivisti dell'associazione Beati i costruttori di pace avevano deciso di attraversare Il "ponte della morte", prima linea del fronte al centro di Sarajevo, con l'intento di protestare contro l'indifferenza dell'Occidente. Sebbene lucidamente contrario all'azione, dettata da fanatismo e volontà sacrificale, Moreno Locatelli aveva all'ultimo momento scelto di partecipare all'avventura che non condivideva per soccorrere chi sapeva sarebbe stato abbandonato dagli altri. Toccò a lui essere ferito gravemente e venne abbandonato dai compagni. Quella vicenda, all'apparenza minore contro lo sfondo immane del conflitto più sanguinoso in Europa dalla seconda guerra mondiale, indagata e ricostruita, svela altro. Un intrigo di interessi delittuosi, una cortina internazionale di menzogna, l'assassinio politico e la falsificazione eretti a prassi.
Meredith : luci e ombre a Perugia / Vincenzo Maria Mastronardi, Giuseppe Castellini
: Armando, 2009
Crimini e criminali
Abstract: La morte di Meredith Kercher turba e appassiona l'opinione pubblica mondiale. Un giallo avvolto ancora da molti misteri che ha avuto un forte impatto mediatico. Questo libro analizza la vicenda punto per punto, mettendo in luce i molti aspetti ancora irrisolti di questa torbida storia. In allegato CD Rom con la ricostruzione in 3D della scena del delitto.
Hina : questa è la mia vita: [storia di una figlia ribelle] / Giommaria Monti, Marco Ventura
Milano : Piemme, 2011
Abstract: Hina Saleem ha avuto la colpa di voler vivere la sua vita di ragazza, rifiutando il ruolo subalterno che il rigore della tradizione impone alle donne pachistane. Per quanto vera, tragicamente vera, la storia di Hina è così esemplare da sembrare quasi un romanzo. E come tale la vogliamo raccontare: il romanzo di una vita ricostruita sulla base delle sue stesse parole e di migliaia di pagine processuali, decine di testimonianze, ricerche, documenti, mesi di verifiche e sopralluoghi. La storia di una ragazza. Una ragazza coraggiosa che ha deciso di prendere in mano la propria vita, a ogni costo.
Ed. ampliata
Feltrinelli, 2013
Abstract: A Paolo Borsellino, spazzato via venti anni fa da un'autobomba sotto casa di sua madre, in via D'Amelio a Palermo, piaceva citare dal Giulio Cesare di Shakespeare la frase secondo cui è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. Il fatto è che l'omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, simile in questo al rapimento Moro, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso. Questo è stato il destino del nostro eroe; e l'Italia non è un paese per eroi. La ricerca della verità sul suo assassinio implicava un contributo di onestà, che è stata soffocata. Difficile ormai che si possa recuperare il tempo perduto, perché ormai quella stessa ricerca della verità è strettamente connessa (i luoghi, i palazzi di giustizia, i contesti) con la ricerca delle ragioni della disonestà di chi doveva cercarla. E dunque, diventa un'impresa quasi impossibile. Ma quello che è possibile fare è mettere insieme tutti i pezzi, ripulirli a uno a uno e metterli nell'ordine giusto, per raccontarli a chi li ha dimenticati, o li ricorda solo confusamente. Questo è ciò che Enrico Deaglio ha fatto in questo libro. Con una nuova introduzione dell'autore.
Milano : Ambiente, copyr. 2009
Abstract: L'omicidio dei due giornalisti della televisione italiana, avvenuto quindici anni fa in Somalia, è ancora uno dei grandi misteri nazionali. Nel paese africano, in quegli anni, agli interessi locali si mescolano quelli della politica e del business internazionali. La guerra tra fazioni, che i militari dell'Onu a stento controllano, richiede denaro e armi. La cooperazione internazionale, di cui le aziende italiane sono parte importante, diventa terreno propizio ai traffici illeciti, come quello dei rifiuti tossici esportati dall'Italia e sepolti in Africa. Ma le circostanze della tragedia sono l'inizio di un percorso nel quale gli sforzi per svelare i nomi dei mandanti e degli esecutori delineano un intreccio di politica, economia, istituzioni, poteri pubblici e privati che cercano di nascondere le vere ragioni del delitto. Le parole dei testimoni, gli atti di magistratura e parlamento, le ammissioni e le omissioni, le mezze verità e le bugie palesi: un'inchiesta a più voci per continuare a cercare la verità dei fatti, per ricordare Ilaria Alpi applicando al lavoro del giornalista l'etica che la distingueva. I contributi dei giornalisti che negli ultimi quindici anni si sono occupati a fondo delle inchieste sull'omicidio dei due giornalisti - da Francesco Cavalli ad Alessandro Rocca, da Luciano Scalettari a Mariangela Gritta Grainer - coordinati da Roberto Scardova, sono arricchiti da un'intervista ai genitori di Ilaria Alpi. (Prefazione di Gianni Minà)
Feltrinelli, 2017
Abstract: Un filo resistente lega gli uni agli altri i racconti di questa antologia: un’agenda rossa. Si affaccia dalla pagina declinata in diversi modi, una volta ha i fogli strappati, un’altra è gonfia di biglietti di teatro, ma sempre intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l’attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa. Sette autori, ciascuno con la propria storia, la propria sensibilità e la propria voce, riattualizzano con altrettanti racconti inediti, scritti appositamente per L’agenda ritrovata, il nucleo dell’impegno di Paolo Borsellino e gli interrogativi ancora aperti a venticinque anni dalla strage di via D’Amelio – la verità negata, il bisogno di giustizia, la sottrazione indebita, il mancato ritrovamento, la resistenza della politica… Ci riescono senza il bisogno della cronaca dei fatti: ci riescono inventando storie. “Uno scrittore che fa il suo dovere,” sottolinea Marco Balzano nell’introduzione, “è prima di tutto uno scrittore che scrive bene e che sa consegnare agli altri una storia. Volevamo un libro vivo, completamente calato nell’oggi, senza ulteriori mitizzazioni, senza altre ipocrite santificazioni, che sono servite soltanto a collocare in un olimpo inaccessibile chi apparteneva alla collettività e solo per questa si è sacrificato. La letteratura, invece, quando è letteratura, compie sempre un’operazione di avvicinamento”.
No easy day : il racconto in prima persona dell'uccisione di Bin Laden / Mark Owen, Kevin Maurer
Mondadori, 2012
Abstract: Primo maggio 2011: il Re del Terrore è morto. Osama bin Laden, l'uomo che per un decennio ha tenuto l'Occidente nella morsa della paura, è stato ucciso. Per la prima volta la più importante ed eclatante operazione di intelligence degli ultimi anni viene raccontata attraverso le clamorose rivelazioni di uno dei diretti protagonisti, un ex appartenente al Team Six dei SEAL (le forze speciali della Marina statunitense) che per primo ha fatto irruzione nell'ultimo rifugio di Bin Laden. Sotto lo pseudonimo di Mark Owen, l'autore ripercorre la sua esperienza nei corpi speciali, a cominciare dall'agognato ingresso nei SEAL, passando per il salvataggio del capitano Richard Phillips, rapito dai pirati somali nell'Oceano Indiano, fino alla guerra ai talebani sulle montagne afghane e all'assalto del compound di Abbottabad, in Pakistan, dove si nascondeva il leader di al Qaeda. Per due settimane gli uomini della squadra vengono addestrati ad affrontare il compito più importante della loro vita: la caccia a Bin Laden, nell'operazione denominata Lancia di Nettuno. Per Owen e i suoi compagni il successo della missione, oltre che dovuto alla partecipazione a centinaia di operazioni in tutto il globo, è frutto di anni di addestramento durissimo, teso a portare ai limiti massimi la resistenza psicofisica, una preparazione che consente loro di affrontare qualsiasi genere di evento e di imprevisto, qualsiasi tipologia di nemico. Il raid nel quartier generale segreto di Bin Laden è raccontato nei minimi dettagli...
Anatomia di un assassinio : storia segreta dell'omicidio Kennedy / Philip Shenon
Mondadori, 2013
Abstract: Gli spari che il 22 novembre 1963 assassinarono a Dallas John F. Kennedy colpirono al cuore 1' America e sconvolsero il mondo intero. Nel settembre 1964, al termine di dieci mesi di frenetiche indagini, i sette membri e i tredici avvocati della commissione governativa istituita per far luce sulla morte di JFK - nota come Commissione Warren, dal nome del presidente della Corte suprema scelto da Lyndon B. Johnson per guidarla - giunsero alla conclusione che Lee Har-vey Oswald, l'uomo che aveva sparato a Kennedy ed era stato a sua volta ucciso due giorni dopo, era un individuo «disturbato» che aveva agito spinto dal «bisogno di guadagnarsi un posto nella storia», e che l'omicidio non poteva in alcun modo essere l'esito di un complotto ordito da potenze straniere.Dei membri della Commissione, del faticoso e delicatissimo compito che erano stati chiamati a svolgere avrebbe dovuto parlare questo libro. Ben presto, però, il reporter investigativo Philip Shenon si è trovato a fare i conti con le tante lacune della loro indagine, solo in parte determinate dalla fretta di dare risposte a un'opinione pubblica sgomenta e allarmata. Esaminando con cura il rapporto della Commissione e i dossier che via via sono stati desegretati, e raccogliendo le testimonianze inedite di numerosi protagonisti dei fatti, Shenon ha scoperto quella che rischia di essere soltanto la punta di un iceberg: l'esistenza di documenti che vennero volutamente nascosti alla Commissione e il cui insabbiamento pone nuovi e drammatici interrogativi, in particolare sui contatti avuti da Oswald con esuli cubani poche settimane prima dell'attentato, quando era già sotto sorveglianza della CIA.In un racconto avvincente che assume spesso i tratti di una moderna «spy story», Anatomia di un assassinio è la ricostruzione fedele e documentata di un'inquietante vicenda, in cui personaggi noti e discussi come il direttore dell'FBl J. Edgar Hoover, l'ex capo della CIA Alien Dulles, lo stesso presidente Johnson e persino Jacqueline e Robert Kennedy compaiono in una luce nuova, e altri rimasti finora nell'ombra, come il capo del controspionaggio della CIA James J. Angleton e il suo prezioso collaboratore in Messi-co Win Scott, assurgono inaspettatamente al ruolo di registi occulti. Tra foto scomparse, lettere distrutte e testimoni messi a tacere, a poco a poco emerge ima scioccante verità, destinata a sovvertire tutto ciò che si sa - o si pensava di sapere - dell'omicidio Kennedy.
La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile / Luciano Mecacci
Adelphi, 2014
Abstract: Sono cose che ancora non si possono dire. Questa affermazione di Cesare Luporini, una delle teste pensanti del PCI nel secondo dopoguerra, risale a un'intervista radiofonica sull'affaire Gentile rilasciata nel 1989, a quasi cinquant'anni di distanza dai fatti. Bene, chi vive in Italia è abituato a delitti politici preparati, eseguiti e poi coperti in un'atmosfera acquitrinosa, dove nessuno per certo è innocente, ma un colpevole sicuro non esiste. Eppure, l'assassinio di Giovanni Gentile in quel freddo aprile del 1944 rimane un cold case diverso da tutti gli altri - che l'indagine di Luciano Mecacci, condotta anche su documenti inediti, riapre in modo clamoroso. Tutto, in questa ricostruzione, è perturbante. I moventi, molto meno limpidi - o molto più umani - di quanto fin qui si è tentato di far credere. La scena del delitto, cioè la Firenze cupa e claustrofobica occupata dai tedeschi. E naturalmente gli attori. Qualcuno ha discusso, deciso, agito: ma come, fino a che punto, perché? Le figure che appaiono sul palcoscenico sono numerose, e molto diverse fra loro. Oscuri gappisti. Feroci poliziotti. Informatori. Doppiogiochisti. E al centro di tutto, il meglio dell'intellighenzia italiana di allora: Luporini, certo, ma anche Eugenio Garin, Antonio Banfi, Mario Manlio Rossi, Guido Calogero, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Concetto Marchesi.
Melampo, 2012
Abstract: Questa è la storia inedita della figlia di un padrino e della sua ribellione soffocata. Lo hanno svelato i pentiti: Lia Pipitone sarebbe stata uccisa per ordine del padre, uno dei capimafia più fedeli a Riina e Provenzano. La colpa: avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale. Ma dopo un processo il padre è stato scagionato e il giallo è rimasto irrisolto. Adesso l'indagine di un figlio e di un giornalista riapre il caso della giovane assassinata a Palermo il 23 settembre 1983 durante una finta rapina. Il giorno dopo l'omicidio il più caro amico di Lia si suicidò: così recita la versione ufficiale dei fatti, che continua a essere carica di misteri e messinscene architettate dai boss. Perché il gotha di Cosa nostra arrivò a tanto contro una giovane di 25 anni? Di che cosa avevano paura i mafiosi? Alessio Cordaro, il figlio di Lia, nel 1983 aveva quattro anni. Questo libro è il suo diario, alla ricerca della verità sulla morte della madre. Ma è anche un'indagine giornalistica vecchio stile di Salvo Palazzolo: il clan dell'Acquasanta, a cui apparteneva Antonino Pipitone, il padre della ragazza uccisa, ha segnato l'ascesa, gli affari e i delitti eccellenti della Cosa nostra di Riina e Provenzano. Se muoio, sopravvivimi è il titolo di una poesia di Pablo Neruda. Era la poesia preferita da Lia Pipitone.