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Trovati 2 documenti.
Piemme, 2017
Abstract: Senza, non riescono a stare. Vivono immersi nello schermo dello smartphone, o in quello del pc, perennemente connessi tra loro e con il mondo, ma spesso sconnessi dalla realtà. Sono le nuove generazioni, dai Millenials in poi, "nativi digitali" e cittadini virtuali del mondo intero. A tavola, a scuola, al cinema, al bar, non se ne separano mai, e il timore più grande è non avere campo o credito. La psicologa Maria Rita Parsi indaga sulla "Generazione H", la generazione di ragazzi esposti sin dalla più tenera età alla seduzione del web. La facilità di accesso, le soluzioni immediate a ogni problema, da quelli scolastici a quelli esistenziali, la semplificazione delle relazioni fanno di internet il mondo parallelo perfetto, al cui confronto quello reale appare faticoso e deludente. Per questo gli adolescenti ci passano tanto tempo, come qualunque genitore sa bene. E pur senza arrivare agli estremi della sindrome di Hikikomori, la H del titolo − quel fenomeno nato in Giappone che riguarda ragazzi che si chiudono nella loro stanza e vivono solo in rete, senza lavorare, né studiare, completamente staccati dai genitori, dagli amici, dalla realtà −, la pervasività del virtuale nella vita dei giovani pone qualche dilemma su come relazionarsi con questi alieni. E vigilare affinché i limiti non vengano superati. Le storie di ragazzi che hanno rischiato di perdersi nel mondo virtuale mostrano i pericoli dell'uso incontrollato del web, ma dimostrano anche che affrontarli senza demonizzarlo è possibile, e indispensabile. Con il contributo di genitori, insegnanti ed educatori, per proteggere il capitale più grande di ogni società: il benessere psicofisico dei giovani.
Angeli, 2019
Abstract: Navigare in rete è per i giovani uno splendido e irrinunciabile gioco. Tuttavia comunicare on line può offrire grandi opportunità ma anche rischi insidiosi. Come poterli riconoscere ed evitare? I rischi sono sempre più evidenti. Si parla di “cultura della convergenza”, dove vita on line e off line costituiscono un unico sistema. Hanno coniato il concetto di “effetto Proteo”, secondo cui la vita in rete plasma la vita e le relazioni in vivo, senza che ce ne sia consapevolezza. E si è arrivati ad individuare le possibili patologie: il fenomeno dei giovani Hikikomori, individuato in Giappone, si verifica oggi ovunque e anche da noi ci sono giovani che preferiscono rinchiudersi nella loro stanza e vivere solamente on line. Si rende dunque sempre più necessario un percorso educativo in cui gli adulti, genitori e insegnanti, senza demonizzare o osannare i nuovi media, sappiano condurre figli e allievi a un uso critico della rete, delle sue opportunità e dei rischi che l’uso sostenuto comporta.