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Trovati 3854 documenti.
Filosofia del viaggio : poetica della geografia / Michel Onfray ; traduzione di Luigi Toni
[Milano] : Ponte alle Grazie, 2010
Abstract: Nell'era di Internet, delle comunicazioni rapide, del turismo low cost, della più veloce tecnologia audio e video, quando il mondo, tutto il mondo, sembra a una manciata di minuti da noi, pronto a essere guardato, toccato e mangiato; in mezzo alla folla, armata di fotocamere per catturare nient'altro che uno scatto di cartoline già viste, calzata con scarpe comode per camminare lì dove non può non aver camminato, e pesante di souvenir riportati a casa come trofei, giunge, inaspettata, una domanda. Esiste ancora il viaggio? E che cos'è il viaggio, chi è il viaggiatore? Ci ricordiamo da dove viene la voglia di aprire un atlante, l'eccitazione di puntare il dito su una qualunque regione del globo, la voce straniera che ci ingiunge di andare? Michel Onfray è qui con questo piccolo libro per aiutarci ad aprire nuovamente gli occhi e guardare alla scoperta, per mostrarci come sia possibile, senza aver programmato il come e il perché, chiudere uno zaino, girare la chiave nella toppa e voltare le spalle alla porta di casa per lasciare spazio ai sensi ritrovati che, soli, liberi da guide e manuali, ci condurranno a scoprire i colori dell'altrove e gli odori dell'ignoto.
Sub-mariner. Abissi / [Peter Milligan storia ; Esad Ribic disegni]
Modena : Marvel Italia, 2009
Abstract: 1950: il dottor Randolph Stein, uno scienziato, con il sottomarino Platone penetra nelle profondità degli abissi per dimostrare l'inesistenza di Atlantide. Sarà un viaggio incredibile, che lo condurrà faccia a faccia con il sovrano del regno sepolto: Namor, il Sub-Mariner.
Milano : Adelphi, 2010
Abstract: V.S. Naipaul viaggia sempre alla ricerca di qualcosa. In Fedeli a oltranza aveva esplorato quel groviglio rovente di pulsioni e ideologie che ancora non si chiamava fondamentalismo islamico: qui tenta invece di afferrare la sfuggente sopravvivenza delle credenze arcaiche in ciò che nel continente africano - e spesso non altrove - si intende per modernità. È un itinerario lungo e tortuoso, che porta Naipaul dall'Uganda e dal Ghana alla Nigeria, dalla Costa d'Avorio e dal Gabon fino al Sudafrica, e che attraverso una scansione di incontri, fatti nudi e storie individuali gli fa trovare subito qualcosa di imprevisto: Ero convinto che nell'immensa vastità dell'Africa le pratiche magiche non fossero diffuse in maniera uniforme ha scritto Naipaul presentando La maschera dell'Africa. Ho dovuto ricredermi. Ovunque ho incontrato indovini che gettavano le ossa per leggere il futuro, e ovunque ho ritrovato la stessa idea di un'energia da imbrigliare attraverso il sacrificio rituale. In Sudafrica la medicina da battaglia è un composto fatto con parti del corpo soprattutto animali, ma anche umane. Vederlo con i miei occhi, sentirne il potere, mi ha riportato molto vicino all'inizio di tutto. Comincia così un altro viaggio, che non era semplice osare, alla ricerca del nucleo primigenio di un intero continente. Un viaggio di cui questo libro immediato, quasi orale, è un fedele resoconto: che appassiona, irretisce, e non di rado illumina.
EDT, 2005
Abstract: Nella terra dei Dogon la savana si stende sotto le ripide pareti della falesia come un mare di erba, mentre i villaggi intorno sono tutt'uno con la pietra. Nella regione del Gourma le dita rocciose della Main de Fatma si protendono in alto a ghermire il cielo, mentre nel porto di Mopti, sul fiume Niger, passeggeri e merci si preparano per l'imbarco. Sulla strada tra Bamako e Ségou un autobus in panne si è fermato all'ombra di un baobab enorme: qualcuno forse verrà a ripararlo. Intanto c'e tempo per disegnare. L'occhio di Faravelli, pittore filosofo, osserva tutto e seleziona che cosa fissare sulla carta, con la tecnica paziente dell'acquerello e testi scritti a mano.
Egitto : cercando l'Aleph / Stefano Faravelli
Torino : EDT, copyr. 2008
Abstract: Un percorso di ricerca estetica e spirituale sulle acque del Nilo da Assuan ad Edfu, scandito dal ritmo lento della navigazione a vela su un sandalo; le lunghe ed avventurose digressioni nelle oasi nel deserto libico, (luoghi di alti pellegrinaggi quello di Alessandro a Siwa, per esempio), le mirabilia monumentali dell'Islam Cairota, la persistenza nella memoria di Alessandria di una città ibrida e levantina, l'assoluto non turistico della città santuario di Tanta e gli inaggirabili monumenti dell'Egitto faraonico.
India : per vedere l'elefante / Stefano Faravelli
Torino : EDT, copyr. 2007
Abstract: Il carnet India racconta il mio viaggio per vedere l'Elefante: le religioni dell'India, quaggiù altrettante Indie cucite in precaria unione, come un Divino Elefante. Dal Punjab sikh a Varanasi la santa, passando per l'Islam di Delhi e Lucknow, in cerca dei buddisti a Sanchi, dei parsi a Munbay, con i cristiani di Goa e di Chochin e i jaina nel Mysore, alla scoperta di una piccolissima sinagoga keralita e nel grande tempio shivaita di Madura. Una sfida allo sguardo che cerca oltre i veli: la lampada, anzi il lumino dei miei colori e pennelli, l'atelier tascabile, libri letti e amati e soprattutto la fame di Vero e di Bello, l'uno sogno e segno dell'altro. (Stefano Faravelli)
Una casa a New York / Adam Gopnik ; traduzione di Isabella C. Blum
Parma : Guanda, 2010
Abstract: Autunno 2000: dopo cinque anni trascorsi a Parigi per lavoro, Adam Gopnik ritorna con la sua famiglia a New York, la città in cui, anni prima, era immigrato suo nonno, ebreo russo. È un amore speciale quello che lega il grande giornalista alla sua città, che da subito gli appare il posto ideale in cui vivere, anche e soprattutto se, come nel suo caso, hai dei figli piccoli. Queste pagine si popolano così di tutti i personaggi magici e bizzarri che circondano una famiglia newyorkese: insegnanti, allenatori, terapisti, amici e nemici. Da Bluie, il pesce rosso destinato a una fine molto hitchcockiana, a Charlie Ravioli, l'amico immaginario della figlia di Gopnik, che essendo per l'appunto un amico immaginario newyorkese è molto impegnato, troppo per giocare con la bimba. Nemmeno il dramma dell'11 settembre riesce a intaccare questo rapporto idilliaco con una città che ha tanto da dare ai suoi abitanti. La normalità del quotidiano vince sull'orrore, in una narrazione che mescola abilmente le barzellette ebraiche con i dibattiti sul problema della coscienza, i prezzi del mercato immobiliare e il significato recondito dell'arte moderna...
Torino : EDT, 2010
Abstract: Preoccupati dai tanti allarmi sul riscaldamento globale e sugli eventi climatici estremi, spesso non ci rendiamo conto di quanto poco in realtà sappiamo sul mondo della meteorologia. Il freddo, in particolare, è vissuto da gran parte di noi unicamente come fastidio dal quale difendersi con ogni mezzo, senza badare a spese o a consumi. Ma non per tutti è cosi: Bill Streever è un biologo che vive ad Anchorage, in Alaska, un luogo dove la temperatura rimane ampiamente sotto lo zero per buona parte dell'anno. Per lui il gelo non è una minaccia ma un elemento fondamentale della natura, al tempo stesso fenomeno molecolare, sensazione fisica, forza che plasma il paesaggio e influenza gli eventi storici. Per aiutarci a conoscerlo ci accompagna per un anno intero sulle tracce del gelo nelle sue più diverse manifestazioni: entreremo con lui in un tunnel scavato nel permafrost durante la Guerra Fredda,; resteremo immersi per cinque lunghissimi minuti nelle acque artiche per provare i primi sintomi dell'ipotermia, riflettendo nel frattempo sui drammi e l'eroismo delle grandi spedizioni polari; ripercorreremo la scoperta dei metodi di refrigerazione e l'impatto che ebbero sulla civiltà... Costruito come un diario, Gelo parte dall'osservazione diretta dei fenomeni naturali per coinvolgere il lettore in una festosa e sorprendente ricerca in cui meteorologia, fisica, botanica e zoologia incontrano il mito, il folclore e le vicende della storia umana.
La strada alla fine del mondo / Erin McKittrick ; traduzione di Maddalena Togliani
Torino : Bollati Boringhieri, 2010
Abstract: Sarebbe difficile, prima di aver letto questo resoconto di viaggio, immaginare la bellezza delle foreste pluviali della Columbia Britannica, dei picchi innevati dei vulcani della penisola dell'Alaska, o dei poderosi ghiacciai che scendono dalle catene montuose della costa nord-occidentale del Canada fino a lambire l'oceano Pacifico, senza chiedersi perché una coppia di giovani e determinati ambientalisti abbia voluto percorrere, lungo l'arco di un intero anno e per di più a piedi, territori tanto aspri e ostili. Quattro stagioni trascorse nella natura selvaggia, da soli, in luoghi inviolati, dove il tempo ha una dimensione sconosciuta e ogni giorno è in gioco la sopravvivenza. La risposta si delinea pagina dopo pagina nel minuzioso racconto di questa avventura estrema: il desiderio di ritrovare nella natura l'essenza più pura della propria anima, prima che l'intervento dell'uomo distrugga il meraviglioso ma precario equilibrio di quei luoghi. E ogni luogo descritto nel libro lascia nella nostra memoria immagini indelebili di rara vividezza: il vento feroce della Lost Coast, gli iceberg di Icy Bay, il freddo intenso del bacino del Copper River, i colori struggenti di un tramonto sul mare di Bering, ma anche le zone devastate dalla deforestazione nella Great Bear Rainforest, le aree già sottoposte allo sfruttamento minerario, e senza dimenticare gli incontri con le popolazioni locali e quelli, meno occasionali, con balene, orsi, alci o leoni marini.
Garzanti, 2011
Abstract: Il Muro del Pianto a Gerusalemme e Harrods a Londra, la Città Proibita a Pechino e il Grand Central Terminal di New York, Les Halles a Parigi e la Sagrada Familia a Barcellona... Tutti edifici in cui si condensa lo spirito di una città: quando siamo lì, noi e quel luogo ci sentiamo una cosa sola. Perché in quei luoghi avvertiamo - o ci pare di avvertire - qualcosa che va al di là di noi, e che in qualche misura ci trascende. Non importa se tra quelle pareti si onora un dio. L'importante è che questi luoghi ci impongono un diverso punto d'equilibrio nel rapporto tra noi e lo spazio circostante: perché lì vibra la vita, con le strade e le case intorno. Perché lì sono arrivati, per secoli o millenni, i pellegrini, e ora arrivano i turisti, la loro incarnazione moderna. Quella che conduce Luca Doninelli è una straordinaria riflessione sul paesaggio: il paesaggio urbano, innanzitutto, ancora più cruciale ora che oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città. Ma ci insegna a fotografare anche il paesaggio umano, e l'orizzonte culturale in cui viviamo oggi, disorientati e curiosi. Cattedrali è dunque anche un'educazione allo sguardo, che allarga la prospettiva: per farci cogliere meglio, raccontando questi luoghi e le loro storie, il rapporto che lega la storia dell'umanità al senso più profondo dell'esistenza per ciascuno di noi.
Il mare in salita : da Sanremo a Dolcedo passando per i bricchi / Rosella Postorino
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: La Riviera dei Fiori è un corteo di paesi lungo una strada a picco sul mare, l'Aurelia, dove si vive in apnea aspettando l'estate. È una cascata di borghi aggrappati alle colline, stesi al sole come lucertole, in procinto di scivolare. Case addossate come squame di una pigna, grovigli di carugi, cattedrali di ulivi: per conquistare la cima non puoi avere fretta, devi imparare a respirare. È Sanremo con la sua mitologia dei fiori come una storia d'amore finita. È il Festival come un'ostinata speranza. È Oneglia con le ciminiere dismesse in riva al mare, Dolceacqua con la sua bellezza minerale, Apricale con le raffiche di luce. Triora con le pareti d'ardesia a intrappolare streghe. La Riviera dei Fiori sembra l'Italia: ci sono il cemento, le alluvioni, la 'ndrargheta, l'emergenza rifiuti, i ghetti albanesi e nordafricani. Ma è più dell'Italia: è un racconto apocalittico, risorgimentale, un racconto della Resistenza, una fiaba. La Riviera dei Fiori non assomiglia a niente, perché è un mondo pensato in verticale.
L'O di Roma : in tondo e senza fermarsi mai / Tommaso Giartosio
Roma ; Bari : Laterza, 2012
Abstract: Roma è una città ad anelli: le diverse cerchie di mura; la circolare, che è una staffetta di tram; la tangenziale, che non ha il coraggio di fare tutto il giro e dopo un semicerchio si sfibra in un'infilata di viali; l'anello ferroviario; la linea difensiva formata dai quindici forti ottocenteschi; il Grande raccordo. Ma nessuno è un tondo perfetto come l'O di Roma: un cerchio tracciato puntando l'ago del compasso al centro della città e la punta della matita sul punto esatto della propria casa. Un cammino da seguire a qualunque costo, accompagnato solo da una pallina di gomma, procedendo sempre in senso orario. Una linea che scava e scavalca palazzi e giardini ma anche ville e musei, caserme e teatri, discariche e biblioteche, campi da calcio e conventi, cantieri e ministeri, cimiteri e cinema, studi pischiatrici e aule scolastiche, binari e tunnel e due fiumi. Ciò che si trova esattamente su questa linea - che sia un sepolcro sconosciuto, un precipizio da lasciarci la pelle, la Pietà di Michelangelo, la gabbia delle tigri allo zoo, la Biblioteca nazionale, un giardino zen, o il tetto più alto di Roma - deve venire attraversato. La O diventa così un cerchio magico che si anima di presenze antiche e moderne. Accanto a Rilke, Borges e Leopardi troviamo seminaristi scettici e suore anarchiche, poliziotte sospettose e carabinieri incantevoli, receptionist ignare e segretari filosofi, geometri appassionati e operai noir: tutta una città inattesa perché colta alla sprovvista...
Londra on the river / Michele Monina
Ediciclo, 2012
Abstract: Michele Monina, scrittore e critico musicale, monta in bicicletta e attraversa la città che si sta vestendo a festa per le Olimpiadi, per fotografare dal punto di vista privilegiato delle due ruote Londra, la culla del rock, stavolta impegnata a farsi casa dello sport mondiale. Nel farlo decide di farsi accompagnare da suo figlio Tommaso, di neanche sei anni. Anche lui in sella e del tutto intenzionato a scoprire questo gigante fatto di strade e acqua. Sì, perché il fil-rouge che i due si troveranno a srotolare chilometro dopo chilometro, pagina dopo pagina, sarà il Tamigi, il grande fiume che taglia la città in due, in un percorso psicogeografico che deve tanto a Iain Sinclair quanto ad Alan Moore. Il libro che nasce da questo percorso nel cuore rock della città è un on the river fatto al passo di pedale; diventa al tempo stesso un viaggio nella Londra pre-olimpiadi e un viaggio metaforico che ricalca il celebre Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta di Robert Pirsig: un padre e un figlio che lasciano alla strada e a un fiume il compito di raccontare loro la vita.
Istanbul, il doppio viaggio / Adele Cambria
Donzelli, 2012
Abstract: La scoperta fortuita, nel caos del suo archivio personale, di un diario di viaggio scritto quasi trent'anni prima: è questa la molla - un misto di desiderio e rimorso - che spinge Adele Cambria a chiedersi perché avesse lasciato passare tanto tempo senza Istanbul. Da qui l'urgenza di partire di nuovo, dopo quel lontano settembre 1983... È dunque un doppio viaggio quello che l'autrice compie in queste pagine, con uno sguardo all'indietro sulla Istanbul di allora e gli occhi puntati sulla Istanbul dei giorni nostri. Questa volta, oltre all'inseparabile taccuino, Adele Cambria si fa accompagnare da tre scrittori, o meglio descrittori: Edmondo De Amicis, Pierre Loti e Orhan Pamuk. Se De Amicis è un magnifico cronista, e non si può partire per Istanbul senza portarselo in tasca, allo stesso modo non si possono non leggere le pagine di Loti, che fece della Turchia la sua seconda patria, assimilandone i comportamenti, indossandone gli abiti, e, infine, nutrendo un grande amore impossibile per una giovinetta circassa. E poi Pamuk, con il suo sguardo alla rovescia, il suo conflitto irrisolto con la storia del proprio paese e la sua diffidenza nei confronti dei viaggiatori occidentali, eccetto De Amicis... Ne sortisce un diario all'insegna della migliore letteratura di viaggio, che oggi, assediata dal turismo di massa, tenta di difendersi e di recuperare il piacere e la verità dello sguardo.
Barcellona e dintorni su due ruote / Richard Guise
DeAgostini, 2012
Abstract: Si dice Catalogna e subito si pensa a Barcellona, alle sue spiagge, a Gaudí e alla movida. Ma la Catalogna è molto più di questo. Per scoprire i lati nascosti di questa terra insieme frenetica e selvaggia, Richard Guise, in sella alla bicicletta Benny, ha percorso quattrocento chilometri di vie secondarie costiere e collinari intorno a Barcellona. Nel suo viaggio lento tra coste bellissime e speroni di roccia abitati solo dalle capre, ha scoperto una nazione nella nazione, con una lingua e una cultura proprie, ha conosciuto gli abitanti del posto, scoperto come si balla la sardana, imparato cosa si fa in una bugaderia. Un viaggio originale e ricco di aneddoti divertenti, foto e informazioni pratiche sulle tappe.
: Giralangolo, 2011
LeMilleunaMappa
Abstract: LeMilleunaMappa è l'unica cartina che ti fa viaggiare con la fantasia senza perdere la strada. Una cartina 66x98 cm ingualcibile, idrorepellente, indistruttibile che in un solo colpo d'occhio situazioni, ambienti, personaggi; con una legenda dettagliata, sentieri ben segnalati: con il racconto delle avventure e la vera autentica dieta del marinaio. Età di lettura: da 5 anni.
Le avventure del maialino Robinson / un racconto di Beatrix Potter
Nuova editrice Berti, 2013
Abstract: Nonostante sia l'ultimo libro pubblicato da Beatrix Potter, Le avventure del maialino Robinson è stata una delle sue prime creazioni, nata durante una vacanza sulla costa, quando la scrittrice-illustratrice inglese aveva solo diciassette anni. Racconta la storia del maialino Robinson, che da un piccolo villaggio del Devonshire si ritrova suo malgrado coinvolto in un lungo viaggio per mare fino alla terra dell'albero Bongo Bongo: una vita davvero insolita per un maiale!. Età di lettura: da 3 anni.
Fabbri, 2014
Abstract: Primavera 2013. Una montagna senza neve, in un luogo irraggiungibile, forse, dell'interiorità: Nives Meroi si prepara a scalare la cima del Sinai con una sacca e un bloc notes intonso. Il teologo Vito Mancuso si prepara per lo stesso viaggio: i suoi bagagli sono i libri del Pentateuco e i testi di archeologia, e le immagini che gli si compongono in mente prima di iniziare il cammino sono quelle del roveto ardente e delle tavole dei dieci comandamenti. L'alpinista ci racconta il fascino di quei 2285 metri, mentre «la luce cola sui profili delle montagne e le accende di colori». Lo studioso ci guida attraverso i significati religiosi del monte Sinai e alle altezze a cui aspira la nostra condizione umana.