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Trovati 24 documenti.
2. ed. riv. e ampliata
Roma : Castelvecchi, 2008
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Palermo 1979. Sdraiato sull'asfalto, sotto un telo bianco che lascia intravedere lineamenti familiari, c'è un uomo che è morto per una colpa imperdonabile: ha parlato. Quell'uomo si chiama Mario Francese e per primo ha osato scrivere della trasformazione imprenditoriale di Cosa Nostra, degli interessi mafiosi intorno alla ricostruzione del Belice terremotato e alla realizzazione della diga di Garcia. Suo figlio Giuseppe quel giorno ha dodici anni. Sente sei colpi di pistola, scende in strada e vede il corpo del padre gettato nel parcheggio. A distanza di vent'anni ha cercato testimonianze, ha raccolto materiali, si è fatto giornalista investigativo per regolare i conti col passato. E alla fine è riuscito a far condannare mezza Cupola: Bagarella, Riina, Provenzano, esecutore e mandanti della morte del primo cronista a fare il nome di Totò Riina su un giornale. Ma purtroppo anche per Giuseppe è in agguato un terribile epilogo. Come due fili intrecciati, le loro vite seguono una traiettoria simile, un percorso che condurrà entrambi a una morte prematura. Questo libro ricostruisce la vicenda che portò all'uccisione di Mario Francese, raccontando al contempo la storia di un padre e di un figlio e di un'intera famiglia - spezzata dalla violenza della mafia. E restituisce alla coscienza collettiva un patrimonio di onestà che il tempo non può e non deve cancellare.
Melampo, 2012
Abstract: Questa è la storia inedita della figlia di un padrino e della sua ribellione soffocata. Lo hanno svelato i pentiti: Lia Pipitone sarebbe stata uccisa per ordine del padre, uno dei capimafia più fedeli a Riina e Provenzano. La colpa: avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale. Ma dopo un processo il padre è stato scagionato e il giallo è rimasto irrisolto. Adesso l'indagine di un figlio e di un giornalista riapre il caso della giovane assassinata a Palermo il 23 settembre 1983 durante una finta rapina. Il giorno dopo l'omicidio il più caro amico di Lia si suicidò: così recita la versione ufficiale dei fatti, che continua a essere carica di misteri e messinscene architettate dai boss. Perché il gotha di Cosa nostra arrivò a tanto contro una giovane di 25 anni? Di che cosa avevano paura i mafiosi? Alessio Cordaro, il figlio di Lia, nel 1983 aveva quattro anni. Questo libro è il suo diario, alla ricerca della verità sulla morte della madre. Ma è anche un'indagine giornalistica vecchio stile di Salvo Palazzolo: il clan dell'Acquasanta, a cui apparteneva Antonino Pipitone, il padre della ragazza uccisa, ha segnato l'ascesa, gli affari e i delitti eccellenti della Cosa nostra di Riina e Provenzano. Se muoio, sopravvivimi è il titolo di una poesia di Pablo Neruda. Era la poesia preferita da Lia Pipitone.
Una strage semplice / Nando Dalla Chiesa
Melampo, 2017
Abstract: Capaci. E la sua continuazione, via D'Amelio. Una strage in due tempi. Quando il Paese sembrò impazzire. Mentre Milano osannava i giudici e a Palermo terribili immagini di guerra ne raccontavano la carneficina. Due Italie all'apparenza lontane e invece, come spiega il libro, segretamente vicine. Quella che portò a morte prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino fu una strage semplice, frutto di una logica lineare. Che vide convergere Sud e Nord, economia e politica. Che prese la rincorsa all'inizio degli anni Ottanta per conto della mafia palermitana e giunse all'appuntamento di dieci anni dopo in rappresentanza delle paure e ostilità di un intero sistema illegale. Su tutto, l'incubo che il giudice più odiato da Cosa Nostra potesse guidare una struttura nazionale di indagini, da lui ideata, e colpire i crescenti rapporti tra gruppi imprenditoriali d'avventura e capitalismo mafioso; tra mafia e appalti, tra criminalità finanziaria e complicità politiche. Questo libro vuole ricostruire il contesto evidente in cui tutto accadde. Per andare oltre la retorica, e oltre il mistero.
Roma : Editori riuniti, 2001
Abstract: Nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978 a Cinisi, sulla costa palermitana, un ordigno esplosivo uccide un giovane militante di sinistra, Giuseppe Impastato. La sua colpa è quella di aver condotto una decennale attività contro la mafia, pur provenendo da una famiglia mafiosa, e di aver denunciato e sbeffeggiato dai microfoni di una radio locale i mafiosi della zona, a cominciare dal boss Gaetano Badalamenti. Sono occorsi oltre vent'anni perchè nei tribunali e in parlamento si facesse luce sulle vere cause della morte del giovane siciliano. La relazione approvata dalla Commissione antimafia nel dicembre 2000 è un documento che ricostruisce il contesto storico del caso Impastato mettendo in luce le convergenze tra rappresentanti delle istituzioni e mafiosi.
Delitto imperfetto : il generale, la mafia, la società italiana / Nando Dalla Chiesa
Milano : A. Mondadori, 1987
Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, 1992
Il caso Ambrosoli : mafia, affari, politica / Renzo Agasso
Cinisello Balsamo : San Paolo, copyr. 2005
Abstract: La storia di un eroe dimenticato, l'avvocato milanese chiamato dallo stato come commissario liquidatore dell'antico impero di Michele Sindona, con una intervista indetta al figlio. In una sorta di viaggio a ritroso, Ambrosoli ricostruisce la vita di Michele Sindona, componendo un quadro della situazione. La testardaggine e l'onestà di Ambrosoli diventano presto ingombranti ed egli si rende conto di essere lasciato solo, abbandonato dagli stessi potenti che gli hanno commissionato il lavoro. Quasi presagio della fine, scrive una lettera testamento alla moglie mentre giungono le prime minacce fino all'arrivo di un killer dall'America che pone fine alla vita dell'avvocato.
The Irishman / Charles Brandt ; traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini
Fazi, 2019
Abstract: La scomparsa di Jimmy Hoffa, leggendario leader sindacale, definito «l'uomo più potente degli Stati Uniti dopo il presidente» dal suo oppositore Robert Kennedy, è uno dei più grandi misteri della storia americana e ha ossessionato l'opinione pubblica del paese per decenni. Arrivato talmente in alto da intrattenere rapporti con la mafia e con le più importanti cariche dello Stato, Hoffa era un personaggio scomodo a molti uomini, politici e criminali. Fu visto l'ultima volta il 30 luglio 1975 e il suo corpo non fu mai ritrovato. Frank Sheeran, detto l'Irlandese – uno degli unici due non italiani nella lista dei ventisei personaggi di maggior spicco della criminalità organizzata americana stilata da Rudy Giuliani –, prima di morire chiede di confessare tutti i suoi crimini. Nel corso di svariati anni di interviste rilasciate a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana, l'Irlandese rivela il suo coinvolgimento in più di venticinque omicidi, tra cui quello di Jimmy Hoffa. Racconta anche la storia della sua vita: figlio della Grande Depressione, fu soldato in Italia durante la seconda guerra mondiale e, una volta tornato in patria, divenne uno dei più fidati sicari della Cupola di Cosa Nostra. Basandosi sulle sue parole, la penna di Brandt dà vita a un racconto epico, che si conclude con delle scottanti rivelazioni inedite sul coinvolgimento della mafia nell'assassinio dei Kennedy.
Mondadori, 2022
Abstract: È il 23 maggio 1992 quando, lungo l'autostrada che da Trapani porta a Palermo, la mafia uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani con una carica di cinque quintali di tritolo. Un attentato efferato e vile che scuote l'intero Paese e s'imprime nella memoria collettiva, travolta appena due mesi più tardi dal ripetersi di quel tragico copione in via D'Amelio, quando a perdere la vita sono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Per anni la rabbia e l'indignazione per il sangue sparso dalla mafia erano durate soltanto il tempo dei funerali. Dopo la strage di Capaci, invece, qualcosa cambia. Nel Paese, e soprattutto a Palermo. La rabbia diventa pretesa di giustizia, il lutto necessità di testimonianza. Nessuno può più rimanere indifferente. Né le istituzioni, né i cittadini. È l'inizio di quella metamorfosi culturale, morale e delle coscienze che Giovanni Falcone riteneva indispensabile per poter combattere la mafia su larga scala. Ma non solo: è anche l'inizio del viaggio di una donna che sceglie di tramutare il proprio dolore privato in testimonianza universale. Dalla morte del fratello, infatti, Maria Falcone ha dedicato instancabilmente la sua vita all'affermazione dei valori della legalità e dell'antimafia nella società, e in particolare tra i giovani. Oggi, a trent'anni dalla strage, ricorda il fratello e si racconta: quei terribili giorni, la voglia di reagire, l'instancabile impegno e l'attivismo per promuovere una cultura della legalità. E riflette su come siano cambiati da allora la lotta alla mafia e il nostro Paese. Una testimonianza sincera e tenace che fonde la storia personale con una delle pagine più tragiche della nostra storia recente.
Un lenzuolo contro la mafia : sono vent'anni e sembra domani / Roberto Alajmo
: Navarra, 2012
Officine ; 9
Pippo Fava : lo spirito di un giornale / Luigi Politano ; disegni di Luca Ferrara
: PaperFirst, 2020
Chiedi chi erano gli eroi ; 3
: PaperFirst, 2020
Chiedi chi erano gli eroi ; 11
Fazi, 2013
Abstract: Jimmy Hoffa è stato a capo dell'Unione degli Autotrasportatori americani a partire dagli anni Cinquanta, traghettando questo sindacato verso un periodo di grande partecipazione e diffusione che gli permise di acquisire un importante, e quindi pericoloso, potere contrattuale. Jimmy Hoffa arrivò talmente in alto da iniziare a intrattenere rapporti con la mafia e con le più alte cariche dello Stato. Fu visto per l'ultima volta il 30 luglio 1975, fuori da un ristorante di un sobborgo di Detroit dove avrebbe dovuto incontrare il capo degli autotrasportatori del New Jersey insieme al boss mafioso della città. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e la notizia ufficiale della sua morte risale al 1982. In questo libro, Frank Sheeran, l'irlandese, ci racconta per la prima volta con la propria voce come sono andati davvero i fatti e confessa di aver ucciso lui Jimmy Hoffa, svelando così uno dei più fitti misteri statunitensi.
La ragazza che sognava la libertà / Clelia Lombardo
Raffaello, 2020
Abstract: La dodicenne Caterina, ascoltata una notizia in tv, chiede ai suoi genitori di raccontarle la storia vera di Lia Pipitone, una donna uccisa nel 1983 per volontà del padre, boss mafioso. Emerge così la vicenda esemplare di una giovane che non si è voluta piegare alle imposizioni di un ambiente familiare e sociale violento, e che solo nel 2018 è stata riconosciuta vittima di mafia dopo indagini, depistaggi e lunghe battaglie legali. Una storia di riscatto al femminile, di memoria attiva e di coraggio, attraverso cui anche Caterina cresce e diventa più sicura di sé.
Nostra madre Renata Fonte / Ilaria Ferramosca, Gian Marco De Francisco
001, 2012
Abstract: Il 31 marzo del 2012, tre donne, Claudia, Sabrina e Viviana, camminano tra i sentieri del parco naturale di Porto Selvaggio, in Puglia. La loro non è una semplice escursione tra i boschi; al contrario, ha più il sapore di una commemorazione. Lo stesso giorno di ventotto anni prima veniva uccisa con tre colpi di pistola Renata Fonte, la madre di Sabrina e Viviana, colpevole di essersi opposta allo sfruttamento edilizio di quel luogo incontaminato. All'epoca dei fatti, le due non erano che ragazzine, mentre Renata aveva appena compiuto 33 anni. La sua morte rappresenta il primo omicidio di mafia del Salento ed è anche l'unico, in Italia, ad aver fatto come vittima una donna impegnata in politica. In questo graphic novel, la vicenda umana di Renata (madre, insegnante e amministratrice pubblica) si intreccia con quella giudiziaria successiva al suo omicidio, sul quale ancora oggi permangono aspetti oscuri. Ad arricchire il volume, un'introduzione di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, e uno scritto di Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Procura di Torino. Con contributi di Viviana e Sabrina Matrangola.
I misteri dell'agenda rossa / Francesco Viviano, Alessandra Zinitti
Roma ; Reggio Emilia : Aliberti, 2010
Abstract: Avrebbe un nome e un volto il signor Franco, l'uomo che secondo Massimo Ciancimino apparterrebbe ai servizi segreti e che fu l'ombra vicina a suo padre. L'identità, che Francesco Viviano e Alessandra Ziniti attribuiscono al personaggio più misterioso della storia della Repubblica, è solo uno dei tanti tasselli inquietanti che i due giornalisti hanno ritrovato e riportato in questo libro, portando le lancette del tempo indietro al 1992, l'anno delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Andando a scovare documenti rimasti nei cassetti per vent'anni, ignorati o dimenticati troppo a lungo, come la lettera autografa di Don Vito Ciancimino in cui chiedeva insistentemente di essere ascoltato in Parlamento a proposito di ciò che successe in quegli anni. O come l'appunto di un anonimo funzionario di Stato in cui veniva suggerito, punto per punto, ciò che il pentito Vincenzo Scarantino avrebbe dovuto confessare per incastrare il gruppo di fuoco che aveva ammazzato Borsellino e la sua scorta. Confessioni ritrattate più volte e ora minate dalle dichiarazioni del boss Gaspare Spatuzza. E allora, cosa accadde davvero in quegli anni? Ci fu davvero una trattativa tra lo Stato e Cosa nostra? Attraverso un percorso fatto di carte inedite e nuove rivelazioni, gli autori hanno incontrato in località segreta Gaspare Mutolo, le cui dichiarazioni a Falcone prima e a Borsellino poi, sulle collusioni tra istituzioni e mafia, furono per molti la causa della morte dei due magistrati.
Nel nome del padre / Claudio Fava
Milano : Baldini & Castoldi, copyr. 1996
Abstract: La rabbia, la solitudine, ma soprattutto il tentativo di recuperare i fili di un dialogo spezzato da cinque pallottole, una sera di pioggia di dodici anni fa. Claudio Fava racconta al padre, ucciso dalla mafia a Catania, questo lungo, lunghissimo tempo. La memoria delle viltà incontrate: giudici compiacenti, cronisti bugiardi, intellettuali imbarazzati, antimafiosi in doppiopetto... Ma il libro è anche un'invettiva. E' una bestemmia contro il destino portato sulla schiena da chi rimane, da chi sopravvive: lui Claudio Fava, figlio d'un martire, condannato a testimoniare, condannato a ricordare per sempre.
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Sopra al sangue di mio padre è possibile costruire qualcosa di positivo. È questa la convinzione di Sonia, figlia di Beppe Alfano, il giornalista scomodo ucciso dalla mafia a Barcellona Pozzo di Gotto l'8 gennaio 1993. Eliminato perché aveva le prove delle attività criminali di una provincia siciliana, quella messinese, da sempre considerata quella in cui la mafia non esiste: tre giorni prima di morire, Alfano aveva invece consegnato alle autorità una lunga e documentata descrizione delle sue scoperte, tra cui il probabile rifugio del boss latitante Nitto Santapaola, a pochi passi da casa sua. Ma quella busta è sparita per sempre, assieme al computer, ai raccoglitori e ai taccuini con il lavoro di anni, sequestrati la notte stessa dell'omicidio e mai più restituiti. Oggi Sonia, che ha affiancato il padre nelle inchieste e vissuto accanto a lui il crescendo di minacce sempre più esplicite fino al tragico epilogo, ricostruisce quei giorni e gli anni che seguirono: l'ostracismo dei concittadini, le difficoltà finanziarie, l'angoscia di quattro processi celebrati senza giungere a una verità definitiva. Nonostante molti le abbiano consigliato amichevolmente di dimenticare, Sonia si è impegnata con determinazione nella lotta alla malavita organizzata, ed eletta nel 2009 al Parlamento europeo continua anche da lì la sua battaglia per denunciare una piaga che non è più soltanto italiana.
Era il figlio di un pentito / Giuseppe Monticciolo con Vincenzo Vasile
[Milano] : Bompiani, 2007
Abstract: Giuseppe Monticciolo, il braccio destro di Giovanni Brusca, figura eminente del clan dei Corleonesi, si racconta, dai primi passi nel paese per diventare qualcuno - lui piccolo muratore che il dna familiare spinge subito a cercare protezione nell'ambiente giusto - al battesimo di fuoco come killer agli ordini di Brusca, fino alla specializzazione nella costruzione di bunker e nascondigli per capi e prigionieri. Soprattutto, la storia del rapimento di Giuseppe di Matteo, tredicenne figlio di un pentito le cui rivelazioni costarono a Brusca la prima condanna all'ergastolo, della sua brutale detenzione, dello strangolamento e della dissoluzione del corpo nell'acido per far sparire ogni tracca dell'efferato delitto. La vicenda, degna di un film di Scorsese, turba Monticciolo che, pensando al ragazzo chiuso nel bagagliaio, avverte un moto di pietà e la tentazione di fare qualcosa, ma ne è impedito dalla certezza di quello che accadrebbe non solo a lui ma a tutta la sua famiglia se sgarrasse. E del resto, quell'azione disumana, culmine di una serie di altri delitti spietati, segnò l'inizio della fine per un'intera generazione di mafiosi, i sanguinari corleonesi: uno dopo l'altro finiscono in galera Riina, Bagarella e Brusca, uomini-simbolo di una stagione segnata dalla violenza.