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Trovati 3689 documenti.
E ho smesso di chiamarti papà / Caroline Darian ; traduzione di Valentina Maini
UTET, 2025
Abstract: Caroline Darian è il nome d’arte di Caroline Peyronnet. “Darian” è un cognome che si è inventata fondendo i nomi di battesimo dei suoi due amati fratelli, David e Florian. Caroline è una senior manager della comunicazione in una grande azienda francese, ma è anche la figlia di Gisèle e Dominique Pelicot. Il 19 dicembre 2024 si è chiuso in Francia un processo epocale, che per mesi ha dominato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Secondo la sentenza, Gisèle Pelicot è stata per almeno dieci anni vittima del marito Dominique, che le serviva di nascosto cocktail di farmaci per poi abusare di lei, documentando il tutto con video e foto. Non solo: Dominique apriva la porta di casa a estranei, oltre cinquanta, adescati su internet; offriva loro ogni volta il corpo inerme e addormentato della moglie. È una storia terribile che tutti i media hanno reso notoria, ma questo libro la racconta dall’interno, perché l’ha scritto Caroline, l’unica femmina fra i tre figli della coppia. «Il trauma», racconta Caroline, «si espande in ogni direzione come un’onda d’urto», e colpisce tutto e tutti: nell’inferno di interrogatori e prove da verificare, nell’incubo di scoprire la verità sul padre, spuntano nuove immagini che ritraggono le due nuore, riprese di nascosto, e persino alcune foto di Caroline. Sorge il dubbio più atroce: forse suo padre ha drogato e violentato anche lei? Tra le pagine di questa «cronaca di orrore e sopravvivenza» spuntano anche i ricordi di un’altra vita, quando Dominique era un padre come tanti, Caroline era una bambina, e tutto sembrava normale. Sono piccole lettere immaginarie, dialoghi impossibili e strazianti verso un padre che, semplicemente, non esiste più. Eppure dentro l’orrore, pian piano, nasce una storia diversa, di rivalsa: madre e figlia capiscono che non devono vergognarsi di questa storia, tutt’altro, perché la vergogna andrà riversata su gli uomini che manipolano, drogano e violentano le loro mogli, fidanzate, figlie, in un delirio patriarcale di dominazione. Caroline e Gisèle decidono che questa storia verrà resa pubblica, attraverso un processo a porte aperte in cui la stampa sarà la benvenuta, e poi attraverso le pagine di un libro che racconti, finalmente, la verità: questo libro.
Rizzoli, 2025
Abstract: Il 25 aprile del 2010 Salvatore Guadagno ha ucciso sua moglie, Carmela Cerillo, la madre dei suoi due figli. Ha strangolato la donna che diceva di amare. È stato condannato a diciotto anni di reclusione con rito abbreviato, ridotti a tredici anni e mezzo per buona condotta. L’ha uccisa per gelosia. Carmela aveva trentasette anni, è morta giovane. «Cosa propria» la chiamava il marito. Il figlio Pasquale, allora quattordicenne, si ritrova a portare un doppio fardello: quello di figlio della vittima e del carnefice. Diviso tra l’odio per l’uomo violento e assassino e l’attrazione per il padre, tra il biasimo e il desiderio di redimerlo per avere di nuovo un pezzettino di famiglia, vive in bilico tra il passato di cui non può liberarsi e il presente che vorrebbe costruire. Ma questa non è soltanto la storia della sua depressione, è soprattutto il racconto di come, con la vicinanza della sorella maggiore Annamaria, sia riuscito a diventare l’uomo che è oggi: consapevole di sé, coraggioso, resiliente. E vuole essere anche una testimonianza collettiva, perché l’abuso e la violenza di genere si consumano nel silenzio, nell’omertà, delle persone, delle istituzioni, dello Stato, e nella solitudine delle vittime, che continuano a pagare il prezzo di una profonda carenza nell’educazione sentimentale e di una cultura ancora permeata di pregiudizi. Prenderne atto vorrebbe dire mettere in discussione un intero modo di vivere. Quindici anni dopo Pasquale Guadagno, in un memoir schietto che non cerca pietà né perdono, con l’aiuto della giornalista Francesca Barra, che da tanti anni scrive e racconta storie di ingiustizia legate ai diritti civili, fa i conti con il lutto che l’ha cambiato per sempre e che ancora lo definisce.
Quaderni giapponesi. [Moga, mobo, mostri] / Igort
Oblomov, 2020
Abstract: Il modernismo portò in Giappone una genia di rivoluzionari dei costumi che ne cambiarono la cultura per sempre. Igort in questo libro traccia una rotta, attraverso una serie di incontri straordinari con autori maledetti e guru delle immagini. Che riprendono la tradizione delle stampe ukiyo-e più estreme per definire nuovi confini della bellezza. Da Yoshitoshi il crudele, ultimo grande delle stampe del mondo fluttuante sino a Maruo Suehiro, Yamamoto Takato, Ito Seiu, passando per lui, Yokoo Tadanori che di Mishima fu amico, complice, grafico. Che per lui divenne perfino attore, e che elaborò per Mishima le più meravigliose stampe e immagini che si ricordino. Il tutto senza trascurare la cultura del manga e degli anime, rendendo omaggio a Okiura, moderno erede del grande Miyazaki. Un libro che illumina le notti torbide di un Giappone geniale e underground. Molto poco noto in occidente.
Quaderni giapponesi. [Il vagabondo del manga] / Igort
Oblomov edizioni, 2017
Abstract: Un viaggio attraverso le piste dei vecchi poeti e artisti erranti nel Paese del Sol Levante. Incontri imprevisti con vecchi mangaka, fabbricanti di carta, tenutari di bagni tradizionali e Hikkimori, i reclusi tecnologici che rifiutano ogni contatto con il mondo. Il vagabondo del manga è il resoconto fedele di un viaggio nel mistero del Giappone, raccoglie nuove storie di viaggio, osservazioni dei riti antichi, esperienze. Un libro che non mancherà di entusiasmare gli amanti del Sol Levante di ogni età e cultura.
Senza tregua : la guerra dei GAP / Giovanni Pesce
4. ed
Milano : Feltrinelli, 1995
Abstract: Diventato ormai un classico della memorialistica partigiana, nonché uno dei rari documenti sul ruolo svolto dai Gruppi di Azione Patriottica (i GAP) nella Resistenza, Senza tregua (pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nel 1967) si presenta oggi come insostituibile antidoto contro quella perdita della memoria storica che si profila come uno dei guasti della coscienza civile contemporanea. Il volume, che ha gli scatti e il ritmo della scrittura narrativa, restituisce i dettagli più drammatici della guerriglia urbana, il fitto calendario delle azioni isolate, la tensione degli agguati, la lotta contro il nemico armato e, al contempo, quella contro spie, delatori, reggicoda del franante regime fascista. Uno stile scarno, senza retorica; un racconto senza compiacimenti. Per una riflessione sulla violenza e sulla Storia. Per una Storia liberata dalla violenza.
Tappe della disfatta / Fritz Weber
Mursia, 2012
Abstract: La Grande Guerra raccontata dall'altra parte delle linee, quella dei nemici austriaci.A descrivere le carneficine degli attacchi in massa, il terrore dei bombardamenti e l'inferno della trincea h un tenente d'artiglieria che in quei lunghi mesi visse le fasi alterne del conflitto su tutti i settori del fronte italiano. Un'opera di grande valore storico che, nello stesso tempo, rispecchia gli effetti emotivi di un'esperienza sconvolgente, fatta di sudore e sangue, coraggio e rassegnazione. Dagli altopiani dell'Isonzo al Pasubio, da Caporetto all'ultima offensiva sul Piave del giugno 1918, la dimensione autobiografica si dilata per coinvolgere il destino di centinaia di migliaia di uomini. Tutti uguali nell'orrore, tutti vittime del fuoco che brucia le nazioni.Fritz Weber (1895-1972) combatte la Prima guerra mondiale nell'esercito autro-ungarico con il grado di tenente d'artiglieria.
Tutta la stanchezza del mondo / Enrica Tesio
Bompiani, 2022
Abstract: L'11 febbraio 2013, nel cuore di una serata di ordinario delirio tra figli piccoli, lavoro arretrato e incombenze domestiche, dalla tv arriva una notizia stupefacente: il papa si è dimesso. Non è malato, non è in crisi spirituale, è afflitto dalla patologia del secolo, la stanchezza. In quel momento Enrica Tesio si sente "parte di qualcosa di grande e insieme sola in modo assoluto". Perché no, noi non possiamo dimetterci. Noi siamo il popolo del multitasking che diventa multistanching. Siamo quelli che in ogni istante libero "scrollano" pagine social per misurare le vite degli altri, quelli che riempiono di impegni il tempo dei figli per il terrore di non stimolarli abbastanza, quelli che di giorno si portano il computer in salotto per lavorare e la sera in camera da letto per guardare una serie ma intanto rispondere all'ultima mail... quelli che, per riposarsi, si devono concentrare. Con il suo sguardo acuto e pieno di humour Enrica Tesio ci apre un diario privato di fatiche collettive, dodici per la precisione, come quelle di Ercole. Con un'unica raccomandazione: stasera, quando tornate a casa, date una carezza a un adulto stanco e ditegli "questa è la carezza dell'ex papa".
Baldini+Castoldi, 2018
Abstract: Scoprire che il proprio figlio ha la leucemia, vuol dire capire che la vita non è nostra, è fragile e aleatoria. E quando capiamo che la vita non è quello che credevamo, come cambia a quel punto il suo senso per noi? Solo chi vive nella frontiera fra vita e morte può rispondere. Per quarantanni il dottor Momcilo Jankovic ha curato i bambini leucemici nel reparto di Emato-oncologia pediatrica dell'ospedale San Gerardo di Monza, centro d'eccellenza nazionale. Ha fatto dell'ascolto e della terapia del dolore la sua missione, nella convinzione che se la medicina non può guarire tutti, ha il dovere di offrire una qualità di vita alta anche per chi è destinato a morire. La sua generosità ed empatia con ogni paziente lo hanno fatto amare e reso noto, tanto che i media lo hanno soprannominato il «Dottor sorriso». Questa è la sua storia, e dei suoi «ragazzi». Di chi gli ha insegnato che la nostra vita non è mai solo nostra, o come accettare il momento del commiato; di chi ha capito che nella resilienza al dolore produciamo tanta bellezza, come il mollusco fa con la madreperla; e di chi gli ha aperto gli occhi sul peccato più insidioso, l'abitudine alla vita. Storie di desideri realizzati - quelli dei suoi pazienti a cui Jankovic fa incontrare le loro star preferite (da George Clooney a Jovanotti, da Vasco Rossi a Ligabue); storie di un miracolo più grande della guarigione, quel contagio dell'altruismo che abbraccia migliaia di persone. È questo calore umano il dono che vuole trasmettere il libro, quel calore che tutti riconosciamo, come la luce del sole negli occhi chiusi. È una forma di amore che ci spinge oltre noi stessi, e sa svelarci quanto la vita valga sempre la pena viverla.
Einaudi, 2020
Abstract: «La forma di una città cambia più veloce di un cuore» diceva Baudelaire. E forse, tra tutte le città, Tokyo è quella che cambia più velocemente se è vero, come scrive Laura Imai Messina, che l'antica Edo «è in uno stato di infanzia perenne». Laura si trasferì a Tokyo per studiare: pensava sarebbero passati pochi mesi - quanto bastava per perfezionare il suo giapponese - non che sarebbe rimasta più di quindici anni, e che si sarebbe innamorata perdutamente di una delle città piú affascinanti, labirintiche e seducenti del mondo (oltre che di un ragazzo che sarebbe diventato suo marito). Tokyo non solo è una delle grandi metropoli globali, ma è anche una città densissima di storie, tradizioni, simboli, "segni": è la città dove usanze secolari vivono accanto ai quartieri degli otaku, gli appassionati di manga e videogame, dove le culture giovanili più effervescenti del pianeta si muovono nelle stesse strade su cui si affacciano piccoli locali tipici. E una città in cui i ritmi frenetici del lavoro e del commercio si alternano a quelli cadenzati delle stagioni e delle festività, dove il rito ha un'importanza fondamentale perché è il calendario, con le sue feste e la sua memoria, a regolare la vita dei suoi abitanti.
La curiosa avventura del gatto con tre passaporti / CJ Fentiman
Newton Compton, 2023
Abstract: CJ ha trascorso la vita fuggendo dai problemi. Nessun luogo è mai riuscito a trattenerla troppo a lungo e per questo, quando si imbatte in una proposta di lavoro come insegnante in una scuola giapponese, accetta: si tratta solo di un breve periodo e potrebbe essere l'occasione giusta per mettere da parte un po' di soldi in attesa di capire cosa fare del proprio futuro. Una volta arrivata, scopre che ad attenderla nell'appartamento messo a disposizione dalla scuola ci sono due tenerissime gatte di cui dovrà prendersi cura. La strana convivenza diventa ancora più bizzarra quando un nuovo ospite si aggiunge alla compagnia: un micetto randagio dal meraviglioso pelo color argento salvato dalla strada, che diventa un inseparabile compagno di viaggio nella scoperta del Giappone. Il Paese dei petali di ciliegio, infatti, sta esercitando un richiamo sempre più forte, e CJ si accorge che con il passare dei giorni qualcosa sta cambiando dentro di lei. Non sente più il desiderio di arrendersi di fronte alle prime difficoltà ed è pronta a trovare il suo scopo nella vita, il suo ikigai… Quando arriverà il momento di ripartire sarà pronta a fare tesoro dell'antica filosofia giapponese per cercare la sua felicità? Alla scoperta del paese dei petali di ciliegio tra divertenti imprevisti, incontri inaspettati e tanti gatti
Rizzoli, 2025
Abstract: Marianna Corona ci regala un viaggio intimo e profondo attraverso il suo legame indissolubile con la montagna, fonte di ispirazione e forza. Questo libro è un'opera unica, strutturata in brevi racconti non sequenziali che intrecciano la sua esperienza di vita con la natura montana, una natura che diventa specchio di emozioni e ricordi. Ogni capitolo prende vita da episodi apparentemente comuni - una passeggiata tra i sentieri, il risveglio della primavera, il lento sciogliersi della rugiada - per poi evocare momenti significativi della sua esistenza. Con delicatezza e lucidità, l'autrice rievoca l'infanzia trascorsa accanto al padre, Mauro Corona, attraverso passeggiate che segnano la sua crescita e l'intenso rapporto con la montagna. A ogni passo, il paesaggio diventa metafora di lotte interiori e trionfi: dalle difficoltà legate a una malattia oncologica affrontata con tenacia, alla riscoperta dell'equilibrio e della serenità grazie alla pratica dello yoga, che si fonde perfettamente con la maestosità delle vette. La narrazione si arricchisce di suggestive illustrazioni che catturano la magia e l'autenticità del contesto montano, sottolineando la meraviglia che la montagna riserva non solo a chi la percorre occasionalmente, ma soprattutto a chi, come l'autrice, la vive quotidianamente. Un libro che ci invita a guardare la montagna non solo come un luogo fisico, ma come un rifugio dell'anima, capace di donare forza, pace e speranza.
Un autunno d'agosto / Agnese Pini
Chiarelettere, 2023
Abstract: Estate 1944. Lungo la Linea gotica si consuma la parte più feroce della guerra in Italia, una serie di eccidi orribili per mano dei nazifascisti. A San Terenzo Monti, paese di poche centinaia di abitanti tra Liguria, Emilia e Toscana, vengono uccise senza pietà 159 persone, in prevalenza donne e bambini, l’esecuzione accompagnata dal suono di un organetto. Attraverso la storia della sua famiglia, con una scrittura intensa, viva e piena di grazia, una galleria di personaggi che diventano romanzeschi per la forza e l’umanità della narrazione, Agnese Pini ha scritto un grande romanzo civile, con il respiro universale dell’inchiesta-racconto che parla di noi e del presente. “Una storia così” dice l’autrice “lascia un segno indelebile nelle famiglie che l’hanno subita, e appartiene a tutti i sopravvissuti e ai figli dei sopravvissuti. È una storia di umanità e di amore perché, soprattutto nei momenti in cui vita e morte sono così vicine, l’umanità e l’amore escono più forti che mai. L’ho sentita raccontare fin da quando ero piccola: la raccontavano mia nonna, mia madre, mia zia (nella foto di copertina), ma per molto tempo ho pensato che fosse un capitolo ormai chiuso della storia d’Italia e della mia storia personale. Grazie anche al lavoro che faccio, ho capito invece che quel capitolo era tutt’altro che chiuso, che lì si nascondono gli istinti più inconfessabili di ciò che possiamo ancora essere. L’ho capito con la guerra in Ucraina, vedendo come certi orrori si perpetuino sempre identici al di là delle latitudini e degli anni. E l’ho capito perché nel nostro paese c’è un periodo, il ventennio fascista, che ancora non riusciamo a guardare con una memoria davvero condivisa. La storia raccontata in questo libro può diventare allora un’occasione per tornare a ciò che siamo stati con una consapevolezza nuova. Del resto la resistenza civile di un paese si può tenere viva solo restituendo verità e dignità al destino degli ultimi. Questo è un libro sugli ultimi ed è a loro che è dedicato, perché su di loro si è costruita l’ossatura forte e imperfetta di tutto il nostro presente, dunque anche del mio.”
Lasciami andare, madre / Helga Schneider
8. ed.
Adelphi, 2011
Abstract: In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante? «Verso di lei provo un rancore tenace, ma temo di non avere ancora rinunciato a trovare in lei qualcosa che si salva. Di qui il dubbio: è stata davvero spietata come dice o si mostra irriducibile perché io la possa odiare, liberandomi dell’incubo?»
La Superba / Ilja Leonard Pfeijffer ; traduzione di Claudia Cozzi
Nutrimenti, 2018
Abstract: Regale quando si arriva dal mare, splendente in tutta la sua bellezza; enigmatica e temibile nell’impenetrabile labirinto di vicoli che ospitano moltitudini di destini e razze. È Genova la protagonista di questo libro rabelesiano e multiforme, capace di essere allo stesso tempo romanzo, memoir, guida sentimentale e reportage. Una Genova che agli occhi di un uomo del Nord Europa, che l’ha eletta come sua città d’adozione, diventa palcoscenico esotico e metafora di tutti i sogni e le fantasie che nutrono speranze, e in cui si finisce irrimediabilmente per perdersi. Personaggio principale e narratore di questo viaggio è Ilja Leonard Pfeijffer, scrittore olandese, che ha scelto Genova per godere di una vita migliore, più libera e anonima, e poter raccogliere materiale per la propria ispirazione. La città lo ammalia, lo illude, ma infine si ritrae. Ilja impara la lingua, parla con la gente, s’innamora, affronta le tortuosità e le contraddizioni del vivere in Italia, ma ogni volta ne esce sconfitto. Straniero in terra straniera, proprio come gli italiani che un secolo fa partirono da Genova per cercare fortuna in America. Schiavo di una fantasia, come i poveri disgraziati che rischiano la vita per raggiungere il sogno dell’Europa e ne rimangono prigionieri – come Rashid, che viene dal Marocco e vende le rose nei bar di sera; come Djiby, che viene dal Senegal e ha una storia incredibile da raccontare a chi voglia ascoltarlo e offrirgli da bere.
Einaudi, 2026
Abstract: Quando Joe Dunthorne si sposa, la madre gli regala un anello: un eliotropio nero screziato di rosso che, a detta della donna, era «scampato ai nazisti» nel 1935 – o forse no? A poco a poco, Dunthorne comincia a sospettare che le cose non siano andate esattamente come ha sempre pensato, e che la storia della sua famiglia ebreo-tedesca in realtà sia una narrazione creata ad arte per nascondere qualche segreto particolarmente scomodo. Mentre rovista in casa della nonna alla ricerca di documenti d’archivio, si imbatte in un corposo faldone intitolato “Le memorie di Siegfried Merzbacher”. Siegfried è il suo bisnonno, che grazie all’invenzione del dentifricio radioattivo aveva ottenuto un posto importante in un laboratorio di armi chimiche a Oranienburg, «il borgo sonnolento in cui Berlino nascondeva i suoi segreti», ed è proprio in quelle carte che sono sepolte tutte le “scorie di famiglia”. Nelle pagine di quelle memorie, tra una ricostruzione storica e un aneddoto d’infanzia, Dunthorne scopre che Siegfried ha nascosto una lunga confessione, che getta un’ombra scura sulla sua parabola esistenziale: piano piano, prende forma un’indagine in cui coesistono sensi di colpa e tentativi di autoassoluzione, ammissioni e omissioni – un’indagine senza esclusione di colpi, in cui Dunthorne accetta di rinunciare alla narrazione eroica a cui aveva sempre preferito credere pur di «capire qual è il cemento che tiene insieme le mie verità». Con l’estro di un giallista, la precisione di uno storico e, soprattutto, la verve comica di un romanziere che sa fare dell’ironia un vero e proprio motore narrativo, Dunthorne dà vita a un memoir familiare di straordinaria effervescenza, capace di tenere col fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Pappagalli verdi : cronache di un chirurgo di guerra / Gino Strada ; prefazione di Moni Ovadia
Milano : Feltrinelli, 2000
Abstract: Le cronache di un chirurgo di guerra, fondatore di Emergency, l'associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. In questo libro, Strada mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza di medico militante, stretto continuamente tra le politiche ufficiali dell'ONU e dei padroni della guerra e le pratiche del volontariato internazionale. Prefazione di Moni Ovadia.
Diario di una viaggiatrice eccentrica : la bellezza ci salverà / Silvia Bisconti
La Nave di Teseo +, 2019
Abstract: Taccuino, diario di viaggio, raccolta di idee, stream of consciousness. Comunque lo si voglia definire, questo libro racconta Silvia Bisconti - anima creatrice di @raptusandrose - e la sua personale ricerca della bellezza: gira il mondo alla ricerca di tessuti a cui dare nuova vita e ne crea vestiti che non sono solo indumenti, ma - esattamente come queste pagine - ci sussurrano storie di luoghi, persone ed emozioni. Che sia mentre cammina per le strade polverose di New Delhi o mentre s'arrampica lungo una scogliera scoscesa del Galles, veste sempre di gentile eccentricità i suoi riccioli infuocati. Il turbante in seta diventa casa in India, il cappello di paglia ornato di fiori appena raccolti diviene appartenenza in Galles. Consegnandoci l'idea, tanto semplice quanto rivoluzionaria, di una moda innovativa e femminile, fatta di colori, accessori e capace di trasmettere il senso di libertà che dona l'essere semplicemente se stesse.
La parola ai morti : indagini di un medico legale / Philippe Boxho ; traduzione di Rossella Monaco
Ponte alle Grazie, 2025
Abstract: Quella del medico legale è una professione affascinante, che richiede rigore ma anche una sensibilità fuori dal comune, perché spesso un corpo senza vita è l'unico testimone di una verità che non può essere conosciuta altrimenti. Con il bisturi in mano, chi effettua un'autopsia esegue un'indagine vera e propria, portando alla luce i misteri che i morti nascondono. Ogni livido, ogni frattura, ogni segno sulla pelle racconta una storia: un omicidio, un suicidio, una morte naturale. E ogni caso è diverso, ogni corpo è un puzzle da ricomporre, una narrazione da riscrivere. In questo libro, Philippe Boxho, medico legale da oltre trent'anni, ci racconta di un mestiere che richiede pazienza, precisione e determinazione, perché ogni piccolo dettaglio può fare la differenza.
Anna della pioggia e altri racconti ritrovati / Michela Murgia ; a cura di Alessandro Giammei
Einaudi, 2025
Abstract: Anna corre solo quando piove, e correndo ragiona di lavastoviglie, soprammobili, pupazzi: tutto, pur di non affrontare direttamente ciò da cui davvero fugge. Assieme a lei, lo straripante catalogo di personaggi che animano questa raccolta di racconti include pastori laureati e portieri notturni, corridori scalzi e bambini che recitano in sardo mentre gli alleati bombardano Cagliari, terroristi, bracconieri, finanzieri, pescatori di polpi e persino piante, capaci di mettere in crisi le certezze di uomini spavaldi. Ci sono potenti voci di donne che prendono la parola per la prima volta: non solo Morgana, ma anche Elena di Troia, Beatrice Cenci che rifiuta l’autorità di un padre abusante e Odabella che sfida quella di Attila, re degli Unni. E ovviamente c’è Michela, che racconta di quando pestava l’uva nelle vendemmie della sua infanzia rurale, o di come le sue preghiere abbiano resuscitato una delle falene allevate insieme al fratello, o ancora del perché chiunque nasca su un’isola finisca per avere un’identità in frantumi. Queste storie, disseminate come gemme di un tesoro piratesco senza forziere, non sono mai state raccolte in un libro prima d’ora. Perché Michela Murgia le ha lette ad alta voce in scuole e teatri occupati, le ha raccontate a chi andava ad ascoltarla nei festival, le ha pubblicate in diari scolastici, cataloghi di mostre, addirittura nel programma di sala di un’opera lirica. Altre sono comparse nel suo blog, sono state trasmesse in radio o sono uscite su giornali locali. Altre ancora hanno circolato solamente tra le amiche e gli amici di Michela Murgia, come privati incantesimi letterari. Anna della pioggia propone una scelta ragionata di questi racconti ritrovati, insieme ad alcuni piú noti.
Romeo e Giulietta 1949 / Francesco Guccini
Giunti, 2025
Abstract: Nel 1949 l’Italia cerca di rialzarsi, e anche Francesco, un bambino di montagna, si prepara a un piccolo grande viaggio. In compagnia della madre sale su un treno diretto verso la pianura, lungo la storica linea Modena–Suzzara–Mantova. Ad attenderli, gli zii e una città dal fascino antico, con portici, piazze e un castello che sembra uscito da un racconto. Ma per Francesco quel mondo nuovo ha un sapore strano: non ci sono i boschi, né i fiumi della sua infanzia, ma solo scale, appartamenti e adulti che parlano incessantemente di fede, lavoro e politica. Tra i vicini comunisti e uno zio convinto democristiano, la vita in condominio scorre in un fragile equilibrio. Fino a quando, con l’arrivo di una famiglia dal passato fascista e la scoperta di due inquilini impegnati in attività segrete, tutto cambia. In quell’intreccio di ideali, ricordi e contraddizioni, Francesco osserva il mondo degli adulti con lo sguardo ingenuo e limpido di un bambino. Guccini ci regala una riflessione sulle radici e sulla memoria di un’Italia che ha lottato per un futuro migliore. “Romeo e Giulietta 1949” è una storia toccante in cui il passato si fa vivo e l’amore resiste, illuminando anche i tempi più difficili