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Trovati 1936 documenti.
Anni 70 : la musica, le idee, i miti / Howard Sounes ; traduzione di Fabrizio Gillenzoni
Roma : Laterza, 2007
Abstract: Il decennio ha prodotto un numero sorprendente di film, dischi, libri e quadri che sono diventati classici. Sono gli anni in cui hanno cominciato ad affermarsi registi come Woody Allen, Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, e musicisti come David Bowie, Bob Marley e i Clash. Gli architetti hanno rivoluzionato il design, creando strutture di culto come l'Opera House di Sydney e il Centro Pompidou,mentre Gilbert & George hanno aperto la strada all'arte concettuale. E gli anni Settanta sono stati anche il decennio del grande intrattenimento: dalla suspence dello Squalo, che segna la nascita del successo in cassetta, ai romanzi sofisticati di John Updike, dall'aggraziato fumetto di Snoopy alla comicità dell'assurdo dei Monty Python. Howard Sounes racconta le storie dei personaggi chiave di tutti i settori della cultura - molti dei quali ha intervistato - e rivela dieci anni di straordinaria creatività artistica: un periodo in cui le regole stavano cambiando, in cui gli uomini e le donne rompevano le relazioni quando si sentivano oppressi, gli uomini potevano esprimere liberamente ruoli più femminili, e viceversa .
Conoscenza e società / Franco Crespi
Roma : Carocci, 2007
YouTube : la storia / Glauco Benigni
[Milano] : Magazzini Salani, copyr. 2008
Abstract: YouTube: chi c'è dentro e chi c'è dietro. Storia, battaglie e curiosità raccontate con un linguaggio chiaro e un occhio attento alla realtà italiana. Per saperne di più, o per cominciare a capirne qualcosa. I blog hanno trasformato la gente comune in giornalisti, YouTube trasforma la gente comune in celebrità. Con un CD-Rom per navigare tra i video più divertenti, più famosi, o innovativi e un'intervista a Daniele Silvestri.
Novara : DeAgostini, copyr. 2009
Abstract: La rivoluzione del Web 2.0 ha promesso di diffondere a un numero sempre più ampio di persone una sempre più ampia conoscenza, ma in ogni momento ci si interroga sull'affidabilità, l'accuratezza e la verità delle informazioni che troviamo in rete. Allo stesso tempo le nostre più preziose istituzioni culturali - quotidiani, riviste, il mondo della musica e del cinema - sono minacciate da una valanga di contenuti amatoriali gratuiti generati dagli utenti. Se siamo tutti dilettanti, non ci sono più esperti. Wikipedia incontra MySpace che incontra YouTube: la democratizzazione dei mezzi di comunicazione sta indebolendo e minimizzando competenza, esperienza e talento. La cultura del copia-incolla del Web 2.0 sta formando una generazione di intellettuali cleptomaniaci, che pensa si possano esprimere le proprie opinioni grazie all'abilità di tagliare e incollare a piacimento. Il diritto d'autore viene minacciato e la proprietà intellettuale è liberamente scambiata, scaricata e remixata, artisti, scrittori, giornalisti, musicisti, redattori e produttori sono derubati del frutto del proprio lavoro creativo. Le reti televisive subiscono l'attacco della programmazione autoprodotta di YouTube; il file-sharing e la pirateria digitale hanno devastato l'industria multimiliardaria della musica e ora minacciano di distruggere anche quella del cinema. In meglio o in peggio i media democratizzati del Web 2.0 stanno rimodellando il nostro panorama intellettuale, politico e commerciale.
Il biocapitalismo : verso lo sfruttamento integrale di corpi, cervelli ed emozioni / Vanni Codeluppi
Torino : Bollati Boringhieri, 2008
Abstract: Il biocapitalismo è la forma più avanzata di evoluzione del modello economico capitalistico. Esso si caratterizza per il suo crescente intreccio con la vita degli esseri umani. Il biocapitalismo produce infatti valore economico non soltanto usando il corpo come strumento materiale di lavoro ma agendo sulle componenti biologiche, mentali, relazionali e affettive degli individui. E se le imprese si impossessano sempre più delle idee dei loro dipendenti, sfruttando il loro cervello e quindi godendo del loro tempo ben oltre l'orario di lavoro, è soprattutto operando nella sfera del consumo che esse sono in grado di intervenire massicciamente sulle emozioni e sugli affetti, sui corpi e sulle menti degli individui e lo fanno utilizzando strumenti di comunicazione potenti come la marca e il cinema. In questo modo l'ambito della cultura e della comunicazione viene progressivamente assorbito da quello della produzione economica, creando una situazione di crisi per il funzionamento del sistema democratico.
L'algoritmo al potere : vita quotidiana ai tempi di Google / Francesco Antinucci
Roma : Laterza, 2009
Abstract: È un'idea molto diffusa oggi che la tecnologia sia il motore e anche la guida dello sviluppo, che progredisca secondo i suoi disegni e determini con le sue ricadute gran parte delle nostre vite. Nulla è più lontano dalla realtà. Innanzitutto perché molte volte il puro e semplice caso gioca in questi processi un ruolo determinante: quasi mai le innovazioni più importanti - dal treno, alla radio, a Internet - sono state generate per lo scopo per il quale hanno poi avuto fortuna. Spesso gli stessi protagonisti non sanno quello che stanno facendo, come nel caso di Google, responsabile simultaneamente del più grande successo e del più grande insuccesso degli ultimi dieci anni. E infine a volte sono proprio le cosiddette ricadute a costituire l'innovazione, come mostra lo straordinario fenomeno del social networking. In queste condizioni conviene, allora, raccontare storie, storie vere, piuttosto che cercare di teorizzare: si capisce di più e meglio. È quanto fa questo libro con Google, Netflix, YouTube, Wikipedia e altro ancora.
Roma : Laterza, 2009
Abstract: Nazione, religione e violenza; un triangolo fatale ha caratterizzato il XIX secolo ed è culminato nelle esperienze delle guerre mondiali del XX. A questi pericoli, tutt'altro che svaniti, si sono sovrapposti, rafforzandoli, i fantasmi di una possibile guerra atomica e, in generale, della società globale del rischio. Oggi il mondo globalizzato presenta zone di conflitto sociale e religioso molto più estese e diffuse che in passato: c'è minore accordo sulla regolamentazione della sessualità, sul valore della libertà e dell'autonomia individuali rispetto alla comunità e nessun accordo sull'urgenza del rischio derivante dal terrore; perfino le minacce della catastrofe climatica o il valore della vita umana sono oggetto di scontro di fedi. Come possono le religioni universali contribuire a spegnere la violenza religiosa che imperversa in Europa da almeno cinquecento anni? Forse, sostiene Ulrich Beck, la religione oggi non è più soltanto parte del problema ma anche della sua soluzione. Nelle società occidentali, che hanno ormai interiorizzato l'autonomia dell'individuo, si sta infatti sempre più diffondendo una nuova forma di religiosità, indipendente dalle Chiese ufficiali e legata al progetto di vita e all'orizzonte di esperienza della persona.
Che fine ha fatto il futuro? : dai nonluoghi al nontempo / Marc Augè
[Milano] : Eleuthera, 2009
Abstract: Per secoli il tempo è stato portatore di speranza. Dal futuro ci si attendeva pace, evoluzione, progresso, crescita... o rivoluzione. Non è più così. Il futuro è praticamente sparito. Sul mondo si è abbattuto un presente immobile che annulla l'orizzonte storico e, con esso, quelli che per generazioni intere sono stati i punti di riferimento. Da dove viene questa eclisse del tempo? Perché il futuro, insieme al passato, è scomparso dalle coscienze individuali e dalle rappresentazioni collettive? Ci sono rimedi o uscite di sicurezza? Per rispondere, Auge scruta lucidamente le molteplici dimensioni della globalizzazione nei suoi aspetti politici, scientifici e simbolici. E abbozza elementi di speranza.
Tempi e ritmi nella societa' del Duemila / Giovanni Gasparini
: Angeli, 2009
Lasocieta' Angeli ; 105
Abstract: La problematica del tempo, che è stata "scoperta" con entusiasmo dai sociologi italiani ed europei attorno agli anni '80 del Novecento, non ha ancora cessato di generare interesse, riflessioni e applicazioni ad ambiti della vita sociale che vanno dal lavoro al tempo libero, dalle problematiche delle donne a quelle degli anziani, dalla condizione urbana all'accelerazione indotta da internet e dai nuovi media. Questo volume, frutto di un lavoro ininterrotto sui tempi sociali che dura da oltre 25 anni, si offre al lettore con due caratteristiche specifiche. In primo luogo, date le dimensioni volutamente contenute e il taglio agile, non ha pretese di esaustività sull'inesauribile fenomeno del tempo: l'autore, senza trascurare riferimenti e citazioni essenziali, ha deciso di decantare e offrire il proprio personale contributo al dibattito in corso. In secondo luogo, non si limita a una trattazione dell'organizzazione sociale del tempo, ma allarga il discorso a problematiche trasversali e cruciali della modernità in cui il tempo entra ma non è il solo referente.
Storia dell'abbondanza / Luigi Sertorio
Torino : Bollati Boringhieri, 2002
Abstract: La questione energetica si trova all'incrocio di alcune delle più importanti problematiche globali: pace e guerra, sviluppo e sottosviluppo, equilibri ecologici e distribuzioni ambientali. Con mente di scienziato attento al forte vincolo tra tecnologia e denaro l'autore analizza le condizioni che determinano l'instabilità dell'uomo contemporaneo nel suo rapporto con l'ecosistema.
Roma : Fazi, 2010
Abstract: Per la prima volta, i testi fondativi dell'ebraismo, del cristianesimo e dell'Islam vengono riletti da un economista. Una nuova interpretazione arricchita dal ricorso alle più recenti scoperte storiche e archeologiche, che ci permettono di comprendere la costituzione e l'evoluzione dei monoteismi. In effetti, fu un vero e proprio accordo commerciale quello intercorso tra Dio e Abramo, padre fondatore riconosciuto delle tre grandi religioni,' da cui derivò la nascita del concetto di Terra Promessa, ancora oggi terreno di aspre dispute. Con conseguenze paradossali: ogni monoteismo tende alla distruzione della concorrenza sul mercato delle religioni, cosa che implica la fede in un dio unico, esclusivo e diverso da quello degli altri. In una parola, un monopolio. Ecco perché, nel corso dei secoli, è stata incoraggiata la riscossione delle decime, delle donazioni, delle offerte: imposte involontarie che, nel tempo, hanno foraggiato le spese quotidiane dei ministri del culto (e talvolta anche i loro dispendiosi investimenti). Un meccanismo che funzionava bene proprio in virtù di un'elementare legge economica: è più facile raccogliere oboli per una sola divinità, anziché doverli suddividere fra tanti dèi, come nel paganesimo. E stato così che ogni religione ha cominciato a concepirsi - e ad agire proprio come un monopolio: una volta esclusa la concorrenza, ha aumentato i prezzi dei suoi prodotti, sebbene la qualità dei suoi servizi si andasse riducendo.
L'architettura di sopravvivenza : una filosofia della povertà / Yona Friedman
Torino : Bollati Boringhieri, 2009
Abstract: A chi spetta il diritto di decidere in materia di architettura? Come assicurare questo diritto alle persone cui esso spetta? Come farlo in un mondo che va verso una povertà crescente? Come sopravvivere in tale mondo? Sono queste le domande a cui Yona Friedman cerca di rispondere nel presente libro, che non vuole lanciare l'ennesimo attacco all'architettura moderna, ma tentare di proporre soluzioni che rispettino le condizioni di sopravvivenza della specie umana. Di fronte agli attuali problemi di impoverimento e di esaurimento delle risorse diventa indispensabile un'architettura povera che riscopra i valori naturali e le tecniche compatibili con un modo di vita più sobrio. Risponde a queste esigenze l'architettura di sopravvivenza. Essa, a differenza dell'architettura classica che mira a cambiare il mondo per renderlo favorevole all'uomo, cerca di limitare le trasformazioni, conservando solo quelle necessarie a migliorare e rendere abitabili gli ecosistemi esistenti. In altre parole, l'architettura classica trasforma le cose per adeguarle all'uso umano, mentre l'architettura di sopravvivenza prova a modificare il modo in cui l'uomo si serve delle cose.
Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo / Massimo Montanari
Roma ; Bari : Laterza, 2009
Abstract: Perché il pane è un simbolo di civiltà? Cosa può insegnarci la pasta sul rapporto tra forma e sostanza? Che cosa significa dividere le carni, e non poter dividere la minestra? Ricercare la ricetta perfetta è ideologicamente corretto? Le ricette di cucina hanno qualcosa in comune con le ricette del medico? Perché al barbecue cucinano sempre i maschi? I piccoli gesti della vita quotidiana hanno un senso quasi mai banale. Aiutano a riflettere su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. Un'idea a cui sono particolarmente affezionato, scrive Montanari, è che le pratiche di cucina non solo costituiscono un decisivo tassello del patrimonio culturale di una società, ma in molti casi rivelano meccanismi fondamentali del nostro agire materiale e intellettuale. La cucina può così essere assunta come metafora della vita, a meno che non ammettiamo che la vita stessa sia metafora della cucina.
Benvenuti in paradiso : dietro le quinte del turismo di massa / Jennie Dielemans
[Milano] : Bruno Mondadori, 2010
Abstract: Gran Canaria e Thailandia, Messico e Santo Domingo, Filippine e Vietnam: di spiaggia in spiaggia il popolo internazionale dei vacanzieri cerca riposo, svago e avventura. Ma i paradisi proposti dalle organizzazioni del turismo globale non sono (solo) quello che sembrano. La reporter Jennie Dielemans ha realizzato un'inchiesta che, per la prima volta, scava dietro le quinte di un'industria oggi fiorentissima. Ha incontrato le popolazioni locali che, di turismo, campano (male); e gli operatori che, di turismo, spesso si arricchiscono. E ha trovato sfruttamento dei lavoratori immigrati, offerta di sesso, estromissione dei nativi da spiagge e ritrovi per garantirne l'uso ai turisti, impatti ambientali spesso pesantissimi.
Santarcangelo di Romagna : Maggioli, copyr. 2008
Pane nostro / Predrag Matvejevic ; prefazione di Enzo Bianchi ; postfazione di Erri De Luca
Milano : Garzanti, 2010
Abstract: Pane nostro è il frutto di vent'anni di lavoro. Quella del pane è una grande storia, ricca di sapienza e di poesia, d'arte e di fede. Abbraccia l'intera storia dell'umanità: dal giorno lontano in cui i nostri antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino a oggi, quando miliardi di esseri umani ancora soffrono la fame e sognano il pane, mentre altri lo consumano e lo sprecano nell'abbondanza. Sulle rive del Mediterraneo, dalla Mesopotamia alle tavole del mondo intero, il pane è stato il sigillo della cultura. Ha accompagnato, anche nella forma della galletta, della focaccia, del biscotto, viaggiatori, pellegrini, marinai. Si è ritrovato al centro di dispute sanguinose e interminabili: le guerre per procacciarsi il cibo, ma anche le lunghe controversie sul pane - lievitato oppure azzimo - da usare per la comunione. Perché il pane è anche un simbolo, al centro del rito eucaristico. E lo si ritrova, nelle sue mille varietà, in molte opere d'arte, dall'antico Egitto alla pop art. Raccontando questa saga sul pane, come nel suo geniale, imprevedibile e fulmineo Breviario mediterraneo (Claudio Magris), Matvejevic ci parla di Dio e degli uomini, della storia e dell'antropologia, della fame e della ricchezza, della guerra e della pace, della violenza e dell'amore. Una saggezza spesso temprata nel dolore, ma sempre piena di speranza.
Giornalismo e nuovi media : l'informazione al tempo del citizen journalism / Sergio Maistrello
Milano : Apogeo, 2010
Abstract: Come evolve il giornalismo, stretto tra la crisi epocale dell'industria tradizionale e i nuovi spazi di espressione offerti dai network digitali? Quali competenze deve avere un professionista dell'informazione per sopravvivere in un ambiente in cui non ha più il monopolio delle notizie? Quali sono le nuove grammatiche con cui è necessario prendere confidenza? Il libro parte dai fondamenti classici del giornalismo e cerca di capire se e come questi siano declinabili all'interno delle nuove dinamiche sociali promosse dalla Rete, passando attraverso un'approfondita divulgazione degli strumenti, delle pratiche e delle difficoltà emerse finora. L'idea di fondo è che il giornalismo non solo non viene rinnegato in questo passaggio storico, ma - liberato dalle rigidità commerciali ed editoriali degli ultimi decenni ha l'opportunità di vivere una nuova fase di prosperità. Per questo vanno però acquisite nuove abilità professionali e superata la visione rigida ed esclusiva della corporazione che detiene il monopolio delle notizie. Così come va ricostruito un meccanismo di valore che consenta la sostenibilità delle imprese giornalistiche.
Milano : Ponte alle Grazie, 2010
Abstract: Bovini che impazziscono e diffondono raccapriccianti morbi cerebrali. Insetti metaforici quanto devastanti per qualunque sistema informatico del pianeta. Microrganismi in grado di contagiare l'uomo tramite polli, mucche, maiali o, pensate un po', la posta. Pandemia, strage, apocalisse: sono questi i termini più ricorrenti sulla stampa all'alba del terzo millennio. Se poi ci toccano in ciò che abbiamo di più caro, ossia il portafoglio, l'inquietudine diventa palpabile: il passaggio all'euro e la folle corsa al rialzo del prezzo del petrolio sono lì a dimostrarlo. Su tutto, un unico denominatore comune: il terrore non corre più sul filo, ma sulla carta stampata, sui comunicati istituzionali e le dichiarazioni più o meno roboanti degli opinion makers di turno. Storie di ordinaria isteria? Psicosi globalizzate? Oppure pandemie dell'indecenza, o, banalmente, bufale colossali? In uno scenario a metà tra il millenarismo medievale e il polpettone hollywoodiano, l'autore analizza il ruolo dei media, di enti pubblici e privati, di esperti e politici, dell'ipocondria di massa che dilaga, questa sì, con la rapidità di un virus, per poi lasciare che tutto scivoli lentamente nell'oblio, in attesa di una nuova epidemia, ecatombe o attacco terroristico. Insomma, arrivederci alla prossima catastrofe.
Il diritto della paura : oltre il principio di precauzione / Cass R. Sunstein
Bologna : Il Mulino, 2010
Abstract: A fronte del crescente clima di paura e delle sempre più frequenti domande sociali di protezione, i governi dei paesi occidentali e la legislazione comunitaria fanno ricorso nelle loro normazioni al cosiddetto principio di precauzione, inteso come un insieme di misure cautelative verso pericoli e rischi potenziali. Se, inizialmente, il principio era la corretta espressione dello stato di protezione delle democrazie avanzate, in tempi recenti tende ad essere invocato anche in assenza di evidenze empiriche di pericolosità, o nell'indifferenza degli effetti secondari magari più perniciosi, o delle violazioni ai principi democratici per perseguire scopi politici altri. I governi tendono infatti ad ingigantire smodatamente certuni rischi per assecondare determinate lobbies (come nel caso della Sars) o peggio ancora creano allarme sociale per incassare consenso su politiche altrimenti non condivise (come la guerra in Iraq).
I social network / Telefono azzurro
Bologna : Azzurro Press, 2010
Abstract: Se non sei connesso non esisti. I social network si stanno ritagliando uno spazio sempre più importante nella vita dei più giovani. Una trasformazione che coinvolge sempre più bambini e adolescenti, una nuova dimensione sociale in costante crescita, un luogo vero che apre a nuove forme di aggregazione e di amicizia: da soli nella loro camera possono comunicare con tantissime persone in tutto il mondo. Di fronte a questa rivoluzione culturale aumentano le preoccupazioni e le ansie degli adulti che spesso, senza capirne i motivi, condannano o ne impediscono l'uso, aumentando il rischio che i ragazzi ne facciano un utilizzo sbagliato e non consapevole dei pericoli. Questa guida risponde alle domande più frequenti e spiega in modo puntuale i meccanismi e i rischi dei social netwok più frequentati, perché gli adulti possano proteggere i ragazzi accompagnandoli, così come insegnano loro ad attraversare la strada, per condividere le tante opportunità che queste comunità offrono.