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Trovati 2688 documenti.
La crisi ecologica : origini, rimozioni, significati / Pier Paolo Poggio
[Isola del Piano] : Alce nero ; [Brescia] : Fondazione Luigi Micheletti ; Milano : Jaca book, 2003
Abstract: In questo volume, Poggio non ha temuto di mettere sullo stesso piano temi quali l'ecologia e la giustizia sociale, lo sviluppo industriale e quello agricolo. Partendo dagli elementi fondamentali, come acqua, terra, aria, energia, si può tentare di comprendere che l'ambiente non è un residuo o un'aggiunta, ma è condizione imprescindibile per l'esistenza ragionevole degli individui e della società. Il modo con cui è stato realizzato lo sviluppo ha comportato però una colonizzazione mentale: si tende a rendere naturale ciò che è artificiale (rapporti economici, sviluppo capitalistico, consumismo) e artificiale la natura stessa (aria, acqua) che non è più bene pubblico, ma privatizzato.
Sulla natura : per pensare l'ecologia / Serge Moscovici ; traduzione di Chiara Bongiovanni
Milano : Il saggiatore, copyr. 2005
Abstract: Se qualcuno crede che il pensiero ecologista sia l'anacronistico relitto di una cultura alternativa di nicchia, è completamente fuori strada: questo libro si rivolge innanzitutto alle ultime generazioni, protagoniste di una nuova era in cui il diritto all'acqua deve essere tutelato quanto quello al lavoro o all'assistenza sanitaria. Con questo testo Moscovici, direttore degli studi all'EHSS di Parigi, fondatore del movimento ecologista in Francia, offre un contributo allo sviluppo di un naturalismo attivo e di una coscienza che contrasti gli effetti nefasti del produttivismo, perché il fulcro della politica e dell'attività sociale nel XXI secolo sarà proprio la questione naturale.
Milano : Jaca Book, 2009
Abstract: Che noi si sia dominati dal nostro lavoro è un'evidenza da centosettanta anni. Ma non lo è il fatto che noi siamo dominati nei nostri bisogni e desideri, nei nostri pensieri e nell'immagine che abbiamo di noi stessi. Questo tema appare già ne II traditore (1958) ed è sviluppato in quasi tutti i miei testi posteriori. È grazie a questo, grazie alla critica del modello di consumo opulento, che sono diventato un ecologista ante litteram. Il mio punto di partenza è stato un articolo apparso in un settimanale americano nel 1954. Esso spiegava che la valorizzazione delle capacità di produzione americane esigeva che il consumo crescesse almeno del 50% negli otto anni a seguire, ma che la gente era del tutto incapace di definire di che cosa si sarebbe composto il 50% di consumo supplementare. Spettava agli esperti di pubblicità e di marketing suscitare bisogni, desideri, caricare le merci, perfino le più triviali, di simboli che avrebbero aumentato la domanda. Il capitalismo aveva bisogno che la gente avesse bisogni maggiori. Ancora meglio: esso doveva poter manipolare questi bisogni nel modo più redditizio per se stesso, incorporando un massimo di superfluo nel necessario, accelerando l'obsolescenza dei prodotti, eliminando i consumi e i servizi collettivi per sostituirli con consumi individuali. Partendo dalla critica del capitalismo, si arriva dunque all'ecologia politica, che, con la sua teoria critica dei bisogni, conduce ad approfondire e a radicalizzare ancora la critica del capitalismo.
[Nuova ed. aggiornata e ampliata]
Clichy, 2025
Abstract: L'opera affronta diciassette temi che la destra sta manipolando per costruire una nuova narrazione di sé e della storia italiana: il «fascismo consegnato alla storia», la maternità, la famiglia, la scuola, il genere, l'immigrazione, la difesa delle frontiere, il lavoro e la rendita, la sicurezza, l'egemonia culturale della sinistra, la Nazione, l'Europa «matrigna», «prima gli italiani», i radical-chic, le tasse, l'informazione, la responsabilità, e vi si contrappongono argomenti che tentano di smontarne il meccanismo ermeneutico e propongono pratiche quotidiane relative a un'etica minima e decente di rispetto e di confronto umano. Senza ricorrere agli schemi novecenteschi del fascismo e dell'antifascismo, si propone quindi un «sentimento» e un pensiero che rappresenta il nuovo antifascismo possibile, anzi indispensabile. Quello che contrappone alla violenza e al ritorno indietro un progresso etico, politico, sociale, di crescita tutti insieme. Ogni argomento si struttura in quattro paragrafi, uguali per ogni tema: «Che cosa dicono» e «Che cosa pensano» e poi «Che cosa si può rispondere» e «Che cosa si può fare». Vale a dire la narrazione di questa nuova destra e gli argomenti e le pratiche quotidiane per costruire una contronarrazione.
: [s.n.], [197-]
Cuba : autocrazia o democrazia? / Carlos Mendez Tovar
: Achab, 2001
Abstract: Viene presentato un singolare laboratorio sociopolitico, dove, nonostante gli ingenti sforzi della più grande potenza mondiale per frenare lo sviluppo dell'isola delle Antille e annientare la sua Rivoluzione, il processo si consolida, si sviluppa e si proietta universalmente. L'autore utilizza fonti affidabili, del paese e internazionali e, con l'analisi di una tale informazione multitematica, conduce il lettore fino alla radice stessa della realtà cubana, realtà che, con i suoi successi, allontana questo popolo dal Terzo Mondo.
Bush contro l'America / Molly Ivins & Lou Dubose
: Piemme, 2004
Abstract: Come stanno oggi gli americani? Cosa è cambiato nelle loro vite sotto la presidenza Bush? La chiave per capire l'America sta nella risposta a queste domande, e non nei sondaggi che imperversano sui giornali di tutto il mondo. Molly Ivins ha viaggiato da un capo all'altro del Paese, studiato montagne di documenti e intervistato centinaia di persone, registrando le storie, gli umori, le speranze e le paure della gente comune. Ha scoperto che, sotto la guida del paladino del "conservatorismo compassionevole", i poveri d'America sono diventati più poveri e i ricchi più ricchi. Che servizi sociali e libertà civili sono stati tagliati ben più delle tasse. Che gli enti incaricati della regolamentazione del libero mercato sono in mano ai giganti del business.
Milano : Mondadori, 2004
Abstract: Michael Moore con i suoi film e i suoi libri ci ha abituato a uno stile personalissimo di giornalismo di denuncia: il suo inconfondibile tono satirico, irriverente e incalzante dà voce a una raffica di denunce impietose e puntuali dei molti mali che hanno trasformato il Sogno Americano in un incubo. In queste pagine, pubblicate per la prima volta negli Stati Uniti nel 1996, all'indomani della grande crisi dell'industria automobilistica, Michael va all'assalto di tutte le vacche sacre del mondo conservatore e reazionario targato Usa.
Dove va la Cina? : da Tienanmen a oggi / Jean-Luc Domenach
Roma : Carocci, 2003
Abstract: La Cina contemporanea appare come un immenso cantiere. L'impetuoso sviluppo capitalistico, da un lato, e la rigidità del controllo politico comunista, dall'altro, ci offrono lo spettacolo di un paese che si avvia sul cammino del progresso in un clima di incredibile confusione e incertezza. Se è vero infatti che da più di dieci anni il paese asiatico accumula successi - si è sviluppato e consolidato all'interno, conduce una politica estera sempre più ambiziosa - è anche vero che presenta una situazione interna fragile. Alle soglie del suo ingresso nel WTO e prossima ad ospitare i giochi olimpici, la Cina deve ancora conquistare una propria maturità e costruire un rapporto equilibrato con il resto del mondo. Quale sarà il suo futuro?
Vol.$29: Storia d'Europa, 2 / a cura di Raoul Radice
Fa parte di: GIOIA di conoscere : grande enciclopedia tematica / curatore Raoul Radice ; revision e scientifica S.Cagliano
Milano : Mondadori, 2005
Abstract: Michael Moore con i suoi film e i suoi libri ci ha abituato a uno stile personalissimo di giornalismo di denuncia: il suo inconfondibile tono satirico, irriverente e incalzante dà voce a una raffica di denunce impietose e puntuali dei molti mali che hanno trasformato il Sogno Americano in un incubo. In queste pagine, pubblicate per la prima volta negli Stati Uniti nel 1996, all'indomani della grande crisi dell'industria automobilistica, Michael va all'assalto di tutte le vacche sacre del mondo conservatore e reazionario targato Usa.
Torino : Einaudi, copyr. 2007
Abstract: Dopo le guerriglie e le rivoluzioni, dopo i regimi militari e ritorni alla democrazia, comincia tra dubbi e speranze la terza transizione latinoamericana. L'autore conduce il lettore tra gli indigeni che fanno politica sulle Ande, i neri delle favelas e i piquetros di Buenos Aires in un viaggio nella nuova dimensione di un subcontinente tormentato da sempre.
[Milano] : Rizzoli, 2010
Abstract: Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra. Sono in milioni, in Italia, a pensarla così su chi oggi governa la nazione. E in milioni ad avere priorità politiche ben diverse da quelle che dominano i dibattiti nello stagno di Montecitorio. Avere un Parlamento pulito, senza condannati in primo e secondo grado, nipoti, ballerine, mogli, avvocati e lacchè. Smettere di vedersi propinare leggi ad personam, o quando va bene ad castam. Non ritrovarsi con 30.000 euro di debito a testa grazie al genio dei ministri dell'Economia Creativa. Sapere oggi se il tuo impiego precario ci sarà, non dico tra un anno, ma almeno domani. E poi le quisquilie: crescere un figlio a Milano senza avvelenarlo; comprare una bistecca a Viterbo senza farla venire da Buenos Aires; riscaldare casa senza dover fare un altro mutuo per pagare la bolletta. E lavorare per vivere, non il contrario. Banalità. I problemi di tutti. Non però dei nostri dipendenti, eletti dai partiti e non da noi, che in teoria paghiamo perché facciano i nostri interessi. In teoria. In questo libro si distilla una fulminante, amara, satirica, appassionata disamina di tante vergogne che gli italiani continuano a inghiottire (tante, perché tutte è impossibile).
La repubblica dei media : l'Italia dal politichese alla politica iperreale / Carlo A. Marletti
Bologna : Il Mulino, 2010
Abstract: Perché, se la televisione è così potente, Berlusconi si è premurato di avere dei giornali che lo fiancheggino, e mostra di sapersene servire contro i suoi avversari? E perché Massimo D'Alema dice di preferire la televisione, con cui si parla a tutti, mentre la sua influenza sugli affari politici è dovuta soprattutto a messaggi in chiave affidati ai giornali, di cui pochi possono cogliere pienamente le implicazioni? Dal 18 aprile 1948 ad oggi spettacolarizzazione della politica e messaggi in politichese rappresentano le due facce della democrazia in Italia, dando luogo a fasi alterne e a volte combinandosi tra loro. Nella Repubblica dei partiti i messaggi di fumo di Aldo Moro e il suo lessico fatto di convergenze parallele e strategie dell'attenzione risultavano funzionali per evitare tensioni politiche e sociali. Negli anni Ottanta al pubblico di massa, passivo e indifferenziato, si sostituì un'audience segmentata e mobile. Ciò ha aperto la strada alla politica pop e a Berlusconi, che servendosi degli effetti di iperrealtà generati dai media si accaparra il consenso con annunci clamorosi e promesse ottimistiche spesso non mantenute. Ma con la crisi economica il pendolo torna ad oscillare. Dalla Repubblica dei media si tornerà indietro alla Repubblica dei partiti e ai suoi rituali?
La ragione e la passione : le forme della politica nell'Europa contemporanea / Paolo Pombeni
Bologna : Il Mulino, 2010
Abstract: Paolo Pombeni, uno dei massimi e più accreditati studiosi di storia politica oggi in Italia, in questo volume ha inteso sintetizzare il suo ormai lungo lavoro di ricerca centrato sull'evoluzione della politica nell'Ottocento e nel Novecento in Italia e in Europa. Diviso in tre parti, il volume studia dapprima il sistema costituzionale europeo dell'Ottocento, con l'emersione di quell'istituto fondamentale della politica moderna che è il partito; la seconda parte mette a fuoco il caso italiano, analizzandone (sempre nel quadro dei paralleli sviluppi europei) le fasi essenziali: l'impianto, il consolidamento e la crisi del costituzionalismo liberale fra l'Unità e il fascismo, la fase della dittatura mussoliniana, e il nuovo costituzionalismo affermatosi con la ricostruzione. La terza parte infine si misura con alcuni nodi emersi con la crisi contemporanea della politica: il rapporto fra autorità politica e autorità sociale, il populismo, la questione del leader carismatico e la più generale questione della leadership politica.
Esiste l''Italia? Dipende da noi : le tribu dello stivale, i nuovi italiani, lo stato di Milano
L'Espresso, 2009
Limes ;
La seduzione della cultura nella storia tedesca / Wolf Lepenies
Bologna : Il mulino, copyr. 2009
Abstract: Come notava Norbert Elias, mentre generalmente in Europa la cultura può applicarsi all'economia, alla politica, alla tecnologia, allo sport così come ai fatti morali e sociali, in ambito tedesco essa si riferisce essenzialmente ai fatti spirituali, artistici e religiosi. Cultura insomma come dominio dell'espressività e dell'orgoglio nazionale; politica e Stato come mortificazione e mancanza di libertà. Un atteggiamento rivelatore di una tendenza apolitica o addirittura antipolitica. Al centro delle eleganti riflessioni proposte da Lepenies sta quella che egli chiama la seduzione tedesca, vale a dire la propensione a vedere nella cultura un sostituto della politica, se non una politica affatto migliore. Affermando la propria identità nelle conquiste e nelle aspirazioni culturali, fra classicismo goethiano e idealismo romantico, esaltando una pretesa di superiorità della nazione tedesca come Kulturnation, la Germania ha lasciato crescere - nota Lepenies quell'apatia e quel cinismo sociale che hanno aperto la strada alle teorie razziali e all'Olocausto.
Sulla lingua del tempo presente / Gustavo Zagrebelsky
Torino : Einaudi, 2010
Abstract: Noi non solo pensiamo in una lingua, ma la lingua pensa con noi o, per essere ancora più espliciti, per noi. Nell'Italia di oggi, per fortuna, non vi è un ministero della propaganda a forgiare una lingua che influenzi le coscienze, addormenti le resistenze e spinga al pensiero unico; eppure è difficile negare che il linguaggio usato dalla politica e amplificato dai mezzi di comunicazione di massa ruoti attorno a espressioni, parole, frasi che ricorrono sempre di più, si fanno senso comune, sono spesso udite ma non certo indagate e capite a fondo. Gustavo Zagrebelsky passa in rassegna una serie di questi luoghi comuni linguistici e denuncia il rischio che sia questa lingua a pensare per noi, e che i cittadini vivano immersi, senza rendersene conto, in una rete di significati che, se pure gli sfuggono, nondimeno strutturano la loro esperienza, danno forma alla loro vita politica, in ultima analisi regolano e limitano le loro possibilità di comunicare.