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Trovati 67 documenti.
Il demone della frivolezza / Giuseppe Scaraffia
Sellerio, 2016
Abstract: "Sono proprio gli oggetti la cruna dell'ago attraverso cui deve passare, se non preferisce chiudersi in uno sdegnato mutismo o in una futile retorica, il pensiero. Come nelle fiabe, nella notte dell'ideologia e delle religioni i giocattoli, e cioè gli oggetti, si destano e ci parlano. Solo chi è abbastanza umile da saperli ascoltare può distinguere nelle loro voci, apparentemente frivole, la litania della nostra epoca e il rumore di fondo del passato". Anello, bastone, capelli. Cappotto, corna, New York, sedere, trasparenza, vestaglia, e molte altre voci: la dittatura delle cose frivole e superflue nell'opera e nella vita dei grandi dell'arte e del pensiero. Questo nuovo "dizionario" di Giuseppe Scaraffia (come i vari composti a partire dal Dizionario del dandy) si legge con la freschezza delle cronache mondane che spiano scrittori e scrittrici e i loro amici, scovando passi indimenticabili, frasi rese celebri dal momento in cui furono dette, aneddoti capricciosi. Sennonché è passando attraverso questi costumi d'autore che bene si illuminano le poetiche e i periodi letterari, guardandoli dagli usi quotidiani. Un'altra tavola, questo "Demone della frivolezza", di quella specie di mappatura generale, che l'autore va componendo, delle coincidenze tra luoghi narrativi e momenti biografici che fa sembrare vera opera d'arte la vita.
La vita privata degli oggetti sovietici : 25 storie da un altro mondo / Gian Piero Piretto
Sironi, 2012
Abstract: La gazirovka: il distributore pubblico d'acqua gassata; il nomerok: il numeretto dei cappotti; le papirosy: le sigarette scadenti. Un'affascinante riflessione sul rapporto tra le cose e la vita. I 25 oggetti russo-sovietici protagonisti di queste pagine sono semplici cose di uso comune, non i noti cimeli da nostalgici esibiti talvolta nelle mostre o venduti nei negozi di souvenir. A cosa servivano, che importanza avevano nella vita dei cittadini sovietici, qual è la loro storia? Unendo l'esperienza personale a citazioni letterarie, artistiche e cinematografiche, l'autore costruisce 25 percorsi che non solo raccontano il passato ma anche il presente di questi oggetti, nell'uso e nell'immaginario collettivo. Si compone così un ritratto emozionante e inedito di una realtà spesso solo ipotizzata da oltre cortina. Un libro che riesce a stupire e a modificare per sempre il nostro giudizio, così stereotipato, di un mondo che davvero è stato altro.
L'anno che a Roma fu due volte Natale / Roberto Venturini
SEM, 2021
Abstract: Villaggio Tognazzi, Torvaianica, sul litorale romano. Alfreda, un'accumulatrice seriale con i primi segni di demenza senile, ha reso il suo villino un tugurio invivibile, dove vive per inerzia tra insetti e cianfrusaglie. Sopra di lei abita il figlio Marco, un giovane fattone, profondamente insicuro, la cui unica occupazione è accudire la madre. Lo spettro di un'azione da parte dell'Ufficio d'igiene rende necessario svuotare in fretta la casa, pena lo sfratto. Alcuni sgangherati amici, assidui frequentatori del bar Vanda, si attivano per sgomberarla, ma la proprietaria si oppone. Da qualche tempo Alfreda soffre di disturbi del sonno durante i quali le appare Sandra Mondaini, che ha conosciuto ai tempi d'oro del Villaggio Tognazzi, quando era il ritrovo estivo del jet set culturale italiano. Alfreda, nei suoi deliri notturni, immagina di parlare con l'attrice, sofferente per la "separazione" dal marito Raimondo Vianello, che riposa a Roma mentre lei è sepolta a Milano. Anche Alfreda non si è mai ricongiunta al marito, scomparso in mare durante una pesca notturna e mai più ritrovato. Alfreda decide di mettere fine a quella "ingiustizia" e pone al figlio una condizione per lo sgombero del villino: trafugare la salma di Raimondo dal Verano e portarla al cimitero di Lambrate, da Sandra. Dopo le prime resistenze, Marco getta le basi del piano, aiutato da Carlo, un vecchio pescatore, e da Er Donna, il travestito più ambito della Pontina.
Il linguaggio delle cose / Deyan Sudjic ; traduzione di Stefano Velotti
Laterza, 2015
Abstract: Un computer, una sedia, un cucchiaio, un paio di scarpe. Cosa dicono gli oggetti che acquistiamo, in cui ci riconosciamo, che produciamo in enorme quantità? Qual è il ruolo del design oggi? Chi è il designer? Gli oggetti icona della nostra epoca diventano sotto lo sguardo di Sudjic un’occasione formidabile per decifrare il nostro mondo. Gli oggetti parlano e, in un mondo sommerso di cose, il rumore di fondo è diventato così assordante che è giunto il momento di chiedere un po’ di silenzio e lasciar parlare quelli che hanno seriamente qualcosa da dire: capitolo dopo capitolo, pagina dopo pagina, scopriamo con meraviglia quanto ci manchi una seria e approfondita cultura sull’argomento, quanto piacere ci sia nel conoscere attraverso gli oggetti, quanto possiamo coltivare noi stessi e la nostra stessa personalità circondandoci di oggetti, nei quali riconoscerci e ai quali affidare il compito di rappresentarci. Michele De Lucchi. Deyan Sudjic ricopre una delle posizioni più significative nel mondo della cultura internazionale. È l’uomo giusto per fare il punto sullo stato dell’arte del design contemporaneo. “L’Espresso”
Upcycling : l'arte del recupero / Max McMurdo ; fotografie di Simon Brown
Logos, 2017
Abstract: Vi piacerebbe trasformare la vecchia scala arruginita che avete in garage in qualcosa di meraviglioso? Max McMurdo vi guiderà per far emergere il designer che è in voi, scoprendo come scovare preziosi materiali da recuperare e padroneggiando le tecniche per trasformarli in nuovi, splendidi oggetti.
Doratura e craquelè / Marisa Lupato
[Firenze] : Giunti Demetra, 2009
Abstract: Un volume unico per due modi, diversi ma ugualmente affascinanti, di trasformare i piccoli e grandi oggetti di casa. Le tecniche classiche e le ultime tendenze di decorazione con la foglia d'oro e d'argento, ad effetto lacca cinese o in simil avorio. E i mille effetti del craquelé: delicato, ceramica, cuoio o persino coccodrillo, country o affresco, che lo rendono tanto versatile da soddisfare ogni fantasia creatrice.
Torino : Einaudi, copyr. 1993
Abstract: Lo spazio e le immagini in letteratura sono meno studiati che il tempo e il racconto. Eppure ogni specie di letteratura evoca o descrive o canta cose fisiche. Non imparzialmente, però: prediligendo oggetti inutili o invecchiati o insoliti piuttosto che utili o nuovi o normali, il non-funzionale piuttosto che il funzionale; almeno negli ultimi due secoli, in contrasto con la razionalizzazione industriale e scientifica del mondo. E l'unità e varietà dei temi mediati da simili immagini era da scoprire: malinconia del caduco e comicità del frusto, suggestioni storiche ed effetto realistico, incanti di memoria e ossessioni del simbolo, elenchi magici e atmosfere sinistre, preziosi occultati e natura inospitale, elegante antiquariato e volgare Kitsch. È la materia di questo libro: monumentale atto di fiducia nell'intelligibilità dei testi appartenenti a una tradizione unica, quella occidentale. Commenti a decine, citazioni a centinaia dalle maggiori letterature antiche e moderne. Ogni testo ritrova un suo contesto in tutti gli altri, va a collocarsi entro una rete di rapporti spesso sorprendenti di contiguità o di precedenza. Avviato da una riflessione sul classificare, il discorso critico dà poi vita a una curiosa e avvincente operazione classificatoria a suddividere gli oggetti desueti in categorie, di ognuna delle quali divenga possibile delineare la storia. Dodici grandi romanzi del Novecento, infine, sono analizzati quasi si situassero al di là della classificazione e delle periodizzazioni.
La scienza del tostapane / Andrea Parlangeli
Boroli, 2005
Boroli Scienza ;
Il bello di ogni cosa : romanzo / Eleanor Ray ; traduzione di Alessandra Casella
Salani, 2023
Abstract: Amy ha deciso che è più facile amare le cose che le persone. Almeno loro non ti abbandonano, come ha fatto Tim, il suo Tim, fuggito non si sa dove con la sua migliore amica. All'inizio Amy collezionava solo qualche ricordo dei tempi più felici: rami di profumato caprifoglio, un pettirosso di ceramica, bottiglie vuote che brillano di un meraviglioso verde, vasi in attesa della piantina perfetta. Ora, dopo undici anni, la sua casa è diventata traboccante di oggetti che non riesce a buttare via e che sembrano non voler lasciare più spazio a lei. Un horror vacui che conosciamo, un vuoto che continua a riempirsi di cose che altri butterebbero, ma che per Amy rappresentano la vita che avrebbe potuto essere. Un giorno i bambini dei nuovi vicini fanno crollare una pila di vasi in giardino; tra i cocci spunta un oggetto e tutto nella vita di Amy viene rimesso in discussione. Un oggetto che rimescola le carte e svela una verità rimasta a lungo sepolta da bugie e insabbiamenti. Forse la bellezza ci aspetta silenziosa nei luoghi più impensati. Una storia delicata sul coraggio necessario a ogni cambiamento, con un tocco di giallo e una protagonista che non fa nulla per farsi voler bene, ma di cui è inspiegabilmente facile innamorarsi.
Nuova ed. riveduta e ampliata a cura di Luciano Pellegrini
Einaudi, 2015
Abstract: Lo spazio e le immagini in letteratura sono meno studiati che il tempo e il racconto. Eppure ogni specie di letteratura evoca o descrive o canta cose fisiche. Non imparzialmente, però: prediligendo oggetti inutili o invecchiati o insoliti piuttosto che utili o nuovi o normali, il non-funzionale piuttosto che il funzionale; almeno negli ultimi due secoli, in contrasto con la razionalizzazione industriale e scientifica del mondo. E l'unità e varietà dei temi mediati da simili immagini era da scoprire: malinconia del caduco e comicità del frusto, suggestioni storiche ed effetto realistico, incanti di memoria e ossessioni del simbolo, elenchi magici e atmosfere sinistre, preziosi occultati e natura inospitale, elegante antiquariato e volgare Kitsch. È la materia di questo libro: monumentale atto di fiducia nell'intelligibilità dei testi appartenenti a una tradizione unica, quella occidentale. Commenti a decine, citazioni a centinaia dalle maggiori letterature antiche e moderne. Ogni testo ritrova un suo contesto in tutti gli altri, va a collocarsi entro una rete di rapporti spesso sorprendenti di contiguità o di precedenza. Avviato da una riflessione sul classificare, il discorso critico dà poi vita a una curiosa e avvincente operazione classificatoria a suddividere gli oggetti desueti in categorie, di ognuna delle quali divenga possibile delineare la storia. Dodici grandi romanzi del Novecento, infine, sono analizzati quasi si situassero al di là della classificazione e delle periodizzazioni.
Cose che parlano di noi : un antropologo a casa nostra / Daniel Miller
Il Mulino, 2014
Abstract: Delle cose abbiamo bisogno non solo e non tanto per ragioni pratiche, ma per definire la nostra identità. Arredi, suppellettili, ninnoli raccontano lungamente di noi, danno corpo alla nostra memoria, senso e contesto alle nostre relazioni con gli altri. Questo libro straordinario è dedicato agli oggetti acquistati o ereditati, ricevuti o trovati, con cui allestiamo il teatro intimo della nostra esistenza. Refrattario a considerare le merci come contenitori di alienazione e omaggi al consumismo, l'autore entra in dodici appartamenti nella stessa strada di una grande città, osserva con sguardo di entomologo, registra parole e gesti: per questa via infallibile risale alla vita più riposta delle persone che vi dimorano. Piccole cosmologie in cui protagonista è la silenziosa ma eloquente collezione di oggetti quotidiani che abitano insieme a noi le nostre case.
Estetica del rottame : consumo del mito e miti del consumo nell'arte / Ave Appiano
Roma : Meltemi, copyr. 1999
Abstract: Nella società della rottamazione il nuovo divora il vecchio, lo espelle e lo annienta, negando il ruolo e l'identità degli oggetti ai quali gli uomini si legano affettivamente proprio attraverso il loro uso nel tempo. Una causa di questa situazione paradossale viene individuata dall'autrice negli stili di vita di una società che educa al consumo per il consumo provocando una perdita dal peso estremo perché trasforma gli oggetti in misere metafore di transito di relazioni umane che sono sempre più limitate, indifferenti, distaccate. Ave Appiano denuncia il rischio che corriamo dimostrando, tra l'altro, come le rovine e i rifiuti abbiano espresso nella storia dell'arte valori mitologici e destini estetici.
La prima moglie e altre cianfrusaglie / Arto Paasilinna ; traduzione di Francesco Felici
Iperborea, 2016
Abstract: L’assicuratore Volomari Volotinen è un collezionista compulsivo di antiche rarità. Non c’è limite agli oggetti che desidera, né alle follie che è pronto a fare per metterci le mani, dal colbacco di Lenin agli slip di Tarzan, dalla dentiera del maresciallo Mannerheim alla ghigliottina che giustiziò Danton, da una clavicola di Cristo a un refrigeratore da latte scremato di inizio secolo, convertito con successo in distillatore di acquavite. Non è certo un caso che Volomari si sia perdutamente innamorato di Laura Loponen, di vent’anni più vecchia di lui, ex ausiliaria di prima linea della Seconda guerra mondiale e ora maestra pasticcera e inossidabile compagna di vita, come il resto dei suoi cimeli. Per fortuna il mondo è pieno di polizze da firmare, doli da smascherare e controversie risolvibili con un generoso indennizzo, che portano l’assicuratore collezionista a girare per tutta Europa, dalla Lapponia a Londra, dal Mar Glaciale Artico a Budapest, raccogliendo sulla via cianfrusaglie di ogni secolo, ciascuna con una storia tanto strampalata quanto inestimabile. Ben lungi dal dubitare della loro autenticità, con la fede di un credente per le sue reliquie, Volomari appaga così la sua sete di pezzi unici, o forse di immaginazione. Di avventura in avventura, tutte le epoche sono rivisitate da Paasilinna, che punta il mirino del suo humour sulla nostra religiosa dipendenza dagli oggetti, su quell’ansia di possedere, catalogare, accumulare, nell’illusione di tappare i fori da cui la vita ci sfugge ogni giorno.
ABEditore, 2020
Abstract: Quanti di voi hanno mai preso in seria considerazione gli oggetti che utilizziamo quotidianamente? Chi sa dire se possiedono un’anima, se nascondono poteri occulti, se sono stati creati per distruggere (fisicamente o metaforicamente) coloro ai quali appartengono? Se sapeste che una caffettiera racchiude l’anima di una giovane fanciulla deceduta, berreste ancora il vostro cappuccino? O se qualcuno di insospettabile vi offrisse una tisana per riscaldarvi, potreste giurare che non lo faccia con le più losche intenzioni? Le risposte a queste domande – forse - potrà fornirvele questa Piccola Guida agli Infidi Oggetti di uso Quotidiano, che raccoglie i bellissimi racconti di M.R. James, Chechov, Saki e altri, per farvi scoprire che bisogna fare attenzione a sottovalutare i propri beni materiali e bollarli come semplici “oggetti inanimati”. E chissà, in fondo anche questo libro è un “semplice oggetto”…
Dieci splendidi oggetti morti / Massimo Mantellini
Einaudi, 2020
Abstract: Le carte stradali Michelin sono diventate navigatori gps; i telefoni fissi sono silenziosamente scomparsi dagli ingressi delle nostre abitazioni. Le cose, talvolta, segnano distanze istantanee tra generazioni, per il resto, ancora vicine. Questo libro segue la traiettoria di dieci oggetti che sono cambiati sotto i nostri occhi. Osserva chi li utilizza ancora e chi non li degna piú di uno sguardo. Si domanda cosa accada in quel passaggio. Se nel momento in cui un oggetto diventa desueto qualcosa che era in esso vada perduto; se qualcosa muti in noi, dopo che lo abbiamo abbandonato: dalle mappe al telefono, dalla penna alla lettera, dalla macchina fotografica ai giornali. Cosí gli oggetti di uso comune, molte delle tecnologie che utilizziamo ogni giorno, potranno essere considerate come i punti cardinali su una bussola. Raccontano chi eravamo e chi siamo diventati.
Rizzoli, 2016
Abstract: Abiti costosi ormai fuori taglia e fuori moda, scarpe di tutte le fogge, libri, dischi, mobili, servizi da tavola sproporzionati per le nostre esigenze quotidiane. E ancora: vecchi documenti, fotografie, attrezzi inutilizzati, apparecchi elettronici ormai obsoleti. Le nostre case esplodono letteralmente di cose che ci costano tanti soldi, tanto tempo e tanta fatica, che diventano fonte di ansia e preoccupazione e ci distraggono dall'obiettivo più semplice e vero della nostra vita: la felicità. Fare spazio in casa - e di conseguenza lasciar respirare la nostra mente - significa invece guadagnarsi la libertà di muoverci verso la parte più autentica di noi stessi. Per questo Fumio Sasaki che ormai da qualche anno vive a Tokyo in una casa di pochi metri quadrati con una ventina di oggetti per lui realmente indispensabili - ha messo a punto un sistema originale articolato in cinquantacinque punti chiari e applicabili da chiunque ogni giorno (più altri quindici per chi non si accottenta).
Giappone in 100 oggetti / Aurélie Roperch, Julien Giry
Nuinui, 2021
Abstract: Fra gli oggetti che ci circondano ce n'è sempre qualcuno che rimanda al Giappone. Nella cucina, nella ceramica, nel settore del tessile, nell'architettura, nel giardinaggio: ovunque sono presenti in quantità le tecniche e i marchi provenienti dall'arcipelago, ancora oggi ricco di laboratori artigiani e produzioni locali. Dopo le tipiche bambole kokeshi, i transistor del dopoguerra e i videogiochi dell'ultimo quarto del XX secolo, il Giappone ha iniziato a esportare i suoi prodotti di uso pratico. Da sempre, inoltre, questo Paese attrae l'interesse dei collezionisti: armi, tsuba e armature, e poi le action figure dei personaggi delle serie di animazione ricercati in tutto il mondo: una miniera di piccoli tesori. Il Giappone che vi presentiamo attraverso questi 100 oggetti - a volte nobili, a volte più banali, ma tutti intimamente legati alla sua storia e alle sue usanze - è il legittimo erede di questa grande tradizione.
Donzelli, 2021
Abstract: Il collezionismo napoleonico cominciò all'alba del 19 giugno 1815 sul campo di battaglia di Waterloo e da allora non si è più fermato, contagiando per due secoli le personalità più disparate, da Lord Byron fino a Stanley Kubrick, che per il suo film mancato, quello appunto su Napoleone, realizzò una monumentale ricerca. Del resto, basta scorrere i cataloghi delle case d'aste e delle mostre per cogliere la persistenza del flusso emotivo, oltre che del valore economico, veicolato dai reperti del political drama più avvincente del XIX secolo. Ma gli oggetti ossessionarono lo stesso Napoleone, il quale nel testamento elencò gli effetti personali che desiderava fossero consegnati soprattutto al figlio: oltre a oggetti prevedibili come armi, uniformi e libri, orologi e argenteria varia, anche una collezione di tabacchiere, e poi il lavabo della camera da letto, un bidè d'argento dorato, i letti e i materassi usati a Sant'Elena, sino alla biancheria intima.
Un'ora un oggetto : 35 idee fai da te in stile nordico / Pierre Lota
Terre di mezzo, 2018
Abstract: Il design è alla portata di tutti. Con tre attrezzi, un'ora di tempo e i chiari tutorial di questo manuale, chiunque può trasformare materiali di recupero in elementi d'arredo dal gusto contemporaneo. Le grucce di legno diventano simpatiche mensole, il pallet un bel comodino, semplici assi di abete un'utile scarpiera. Tante idee originali per arredare la casa, l'ufficio, o per un regalo fatto a mano.
Altreconomia, 2019
Abstract: Questo libro racconta la "rivincita delle cose": il piacere di tenere in mano un libro, il graffio della puntina sull'Lp, il lampo del cubetto flash, ma senza voler contrapporre l'impero digitale alla ribellione analogica e nemmeno risvegliare nei lettori la nostalgia per i tempi andati. Piuttosto è un invito a riflettere - attraverso storie di cose e persone - sull'intelligenza degli oggetti, sul loro valore relazionale e sul significato di attività umane che non possono essere cancellate con un semplice delete. La carta e la scrittura a mano, il vinile e i suoi solchi, la pellicola stampata e tanti altri "piaceri analogici", che oggi non sono soltanto "tornati di moda" ma rivestono ancora un profondo senso culturale, sociale e umano. Un libro che canta gli epici duelli tra pesanti volumi e agili reader, tra Google maps e Tuttocittà, tra Polaroid e iPhone 11, tra stampante 3D e tornio. Senza fare troppo il tifo, beninteso, ma alzi la mano chi non prova un po' di disagio quando vede ragazzi (e adulti) guardare un'opera d'arte o un concerto attraverso uno schermo o non sobbalza di fronte alle manifestazioni di "analfabetismo funzionale".