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Trovati 7202 documenti.
Minimum fax, 2026
Abstract: Febbraio 2023, Kiev: il giornalista Andrea Sceresini e il fotoreporter Alfredo Bosco, entrambi sul posto per coprire il conflitto russo-ucraino, ricevono una mail dal ministero della Difesa locale con cui gli viene notificata la sospensione dei loro accrediti giornalistici. Senza l’accredito non solo non possono svolgere il loro lavoro: anche uscire per strada costituisce una violazione, e nel paese vige la legge marziale. Sospesi in un limbo burocratico, ad Andrea e Alfredo non resta che chiudersi nel minuscolo appartamento in affitto e aspettare un fantomatico «interrogatorio» da parte dei servizi segreti, che però non arriverà mai... Si tratta forse di un errore? Per darsi una risposta, Sceresini ripercorre la sua esperienza da reporter in Ucraina, dalla guerra nel Donbass del 2014 fino all'invasione russa del 2022, riportando le surreali peripezie che accomunano i giornalisti freelance – gli incontri, le amicizie, i rischi, le angosce, la necessità di far fronte agli imprevisti con mezzi di fortuna e di portare avanti il lavoro nonostante l'immensità della tragedia – e nel farlo racconta la storia e i protagonisti di una terra da più di un decennio dilaniata dai conflitti.
L'affido familiare : voci di figlie e figli / Luigina Mortari, Chiara Sità
Carocci Faber, 2021
Abstract: Il libro dà voce ai bambini e agli adolescenti che vivono in affido familiare, e ai figli di genitori che accolgono gli affidi. Entrambi i gruppi di bambini e ragazzi sono impegnati a disegnare nuove geografie familiari e a dare forma alla loro appartenenza a un universo di relazioni spesso composito e stratificato, non definito né dalla legge, né dalla decisione del giudice, né dal legame di sangue. Il volume approfondisce un aspetto non abbastanza esplorato dalla ricerca in ambito educativo: l’affido come luogo di apprendimento e di costruzione di significati. Sia coloro che sono in affido, sia i loro fratelli e sorelle affidatari nel corso di tale esperienza sperimentano legami, cura, mancanze; osservano con attenzione e spesso con ironia sé stessi e gli adulti che li circondano – familiari e professionisti – e imparano cose su di sé, sugli altri, sulle vulnerabilità e le appartenenze. Il loro sapere, spesso poco investigato, è essenziale per chi pensa e accompagna le pratiche di affido, e per questa ragione è stato messo al centro della ricerca.
Bastano quattro minuti e trentatré secondi / Shiori Ota ; traduzione di Daniela Guarino
Garzanti, 2026
Abstract: Himari non ha dubbi: vorrebbe ritrovare la magia di quando le sue dita correvano sui tasti del pianoforte. Dopo l’incidente si sente alla deriva, e proprio per questo entra in un piccolo locale nascosto in un angolo di Hokkaido. Ad accoglierla c’è un vecchio orologio fermo sempre sulla stessa ora e, dietro il bancone, una donna che sembra custodire il tempo stesso. È lei a preparare la miscela di caffè giusta e a mettere in guardia chi varca quella soglia: si hanno soltanto quattro minuti e trentatré secondi per tornare al passato e rivivere l’istante che ha cambiato la propria vita. Il tempo di un’infusione. C’è chi finalmente porta i fiori che non aveva regalato alla moglie nel giorno del suo compleanno, l’ultimo che avrebbero trascorso insieme. C’è una ragazza che ottiene una seconda possibilità per salvare un’amica speciale. E c’è Himari, che impara presto quanto il passato sia fragile, e quanto sia rischioso cercare di correggerlo: non sempre rimediare a uno sbaglio significa trovare la pace, perché ogni scelta può generare conseguenze impreviste. Forse non è arrivata lì per caso; forse quel tempo sospeso la stava aspettando da sempre.
Safaa e la tenda : diario di una fumettista da Gaza, ottobre 2023-dicembre 2025 / Safaa Odah
Fandango libri, 2025
Abstract: Da una tenda in Palestina, Safaa Odah racconta due anni di genocidio, e lo fa attraverso fumetti straordinari dal tratto essenziale, cogliendo il dolore e i dettagli della vita quotidiana. I suoi disegni affrontano la tragedia con emozione, levità e con un umorismo che diventa forma di resistenza. Il suo tratto morbido coglie terrori e tormenti dell’inferno di Gaza, dalle bombe alla fame all’inflazione alle pulci che infestano le tende, per metterne in luce l’aspetto semplicemente umano, capace di parlare a ciascuna e ciascuno di noi anche senza parole. Il suo approccio lucido e coraggioso fa di questo diario una testimonianza autentica, che ha la grandezza di un atto di fede.
Viaggio in Italia / Gianrico Carofiglio
Touring club italiano, 2026
Abstract: In un Paese ampiamente raccontato, spettacolarizzato e a volte banalizzato c'è ancora spazio per la sorpresa. Ai margini delle mappe, nei dettagli e negli angoli nascosti esiste una dimensione inquieta che solo uno sguardo lucido e al tempo stesso visionario può rendere visibile. Le città visibili di un grande narratore: da Bari a Venezia, da Palermo a Torino, in una trama tessuta con allegro spaesamento, in molte direzioni ma senza una destinazione precisa. Cartografo dell'invisibile, Carofiglio ci accompagna con il passo del flâneur, invitandoci a scoprire la luce nella penombra, la bellezza nascosta nei dettagli e nelle storie minime. Ricordandoci che sono le deviazioni e il caso a far balenare orizzonti inattesi e sorprendenti.
Le campane di Nagasaki / Takashi Paolo Nagai
Luni, 2014
Il rosario di Nagasaki : un fiore nella desolazione atomica / Takashi Paolo Nagai
Fede & cultura, 2020
Abstract: Ammalato e costretto a letto a causa della leucemia, il dottor Takashi Nagai, "il Santo di Urakami", rievoca i momenti intimi della sua famiglia, la guerra, le difficoltà e la nascita dei figli. Soprattutto, ricorda quel giorno dell'agosto 1945 quando la cattedrale e il quartiere cattolico di Nagasaki furono ridotti a cumuli di macerie dall'esplosione della bomba atomica. Per Nagai la tragedia significò la morte della moglie, accanto alla quale fu trovato fuso un pezzo della corona del rosario. Ed è proprio il rosario una delle armi da usare "in ogni luogo, in tutti i tempi, in tutte le necessità" per aprirsi al perdono e non permettere all'odio e alla vendetta di prendere possesso della propria vita.
Einaudi, 2011
Abstract: Mentre legge un discorso in memoria del padre, scomparso pochi anni prima, Siri Hustvedt è vittima di uno strano attacco: il suo corpo è scosso da un incontrollabile tremore, spasmi così violenti che quasi la fanno cadere. Eppure, come se fosse intrappolata in una bara di cristallo, Siri continua a parlare e la sua mente rimane lucida benché preda del panico di chi comprende di essere stato spossessato del dominio più intimo e peculiare: quello sul proprio corpo. A questo primo episodio ne seguiranno altri - spesso durante occasioni pubbliche, sempre in qualche modo legati al ricordo del genitore che costringeranno la Hustvedt a interrogare questa altra Siri che, come un selvaggio Mr. Hyde, tiene in ostaggio l'io percepito (ma quanto illusoriamente?) come più autentico. Scoprire da dove viene, conoscerne la storia personale e culturale contro cui si staglia, provare a darle finalmente parola, significa anche riconoscere che la donna che trema non è dentro di lei, ma è lei. Nasce così questo libro a metà tra le memorie di una malata di nervi e il saggio, tra ricordo personale e storia dei saperi (religiosi, filosofici, medici) che hanno indagato la psiche, un racconto in cui la letteratura scientifica si riverbera costantemente in quella narrativa.
Sei nelle mie parole / Charlotte Link ; traduzione di Gabriella Pandolfo
Corbaccio, 2015
Abstract: Charlotte Link è una scrittrice famosa. Sua sorella Franziska, di un anno e mezzo più giovane, è morta dopo aver combattuto sei anni contro il cancro. "Lei era ed è il più bel regalo che i miei genitori mi potessero fare" scrive Charlotte Link, che in questo memoir racconta, su esplicita richiesta della sorella, la storia della sua malattia, e la lotta che lei e tutta la famiglia hanno combattuto. Charlotte Link è abituata a lavorare con le parole, ma in questo libro ogni parola è importante, è un distillato di conoscenza, di sofferenza e soprattutto di amore. Non a caso per due anni non è riuscita a scrivere nient'altro, ma il messaggio che riesce a trasmettere al lettore attraverso questa personalissima esperienza è chiarissimo e tutt'altro che disperato: l'amore non può sconfiggere la morte, ma rende la vita degna di essere vissuta.
Una storia di amore e di tenebra / Amos Oz ; traduzione di Elena Loewenthal
Milano : Feltrinelli, 2005
Abstract: Amore e tenebra sono due delle forze che agiscono in questo libro, un'autobiografia in forma di romanzo, un'opera letteraria che comprende le origini della famiglia di Oz, la storia della sua infanzia e giovinezza a Gerusalemme e poi nel kibbutz di Hulda, l'esistenza tragica dei suoi genitori, e una descrizione epica della Gerusalemme di quegli anni, di Tel Aviv che ne è il contrasto, della vita in kibbutz, negli anni trenta, quaranta e cinquanta. La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, ricostruendo in 120 anni di storia familiare una saga che vede protagonisti quattro generazioni di sognatori, uomini d'affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere.
Ad Auschwitz c'era un'orchestra / Fania Fenelon
Firenze : Vallecchi, 2008
Con la musica nel cuore / Al Bano e Roberto Allegri
Mondadori, 2008
Abstract: "Questo libro è dedicato alle mie canzoni. All'Al Bano autore. Alle storie che sono nate nel mio cuore e che ho raccontato a milioni di persone. Credo che per i miei ammiratori questo sia il libro più importante che potessi scrivere." Più di tante interviste, più di troppe considerazioni, supposizioni, insinuazioni, per un artista parlano le sue opere. Sono queste, infatti, a dare voce alle emozioni. Parole in musica che diventano sfoghi, appelli entusiasti o disperati al mondo, e poi sogni che diventano favole, passioni che diventano inni. In questo libro Al Bano riesce a scendere nel suo mondo interiore come mai gli era riuscito finora e, trascinato dalle sue canzoni, racconta un se stesso ancora più insolito, più affascinante, più vero.
Buskashì : viaggio dentro la guerra / Gino Strada
20. ed.
Feltrinelli, 2021
Abstract: Gino Strada, chirurgo di guerra e fondatore di Emergency, l'associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo, racconta in questo libro la storia del viaggio in Afghanistan iniziato il 9 settembre 2001, due giorni prima dell'attentato terroristico di New York. L'autore firma questo diario di viaggio che è al tempo stesso una testimonianza della guerra che ha portato alla disfatta dei talebani, la conquista della capitale da parte dell'Alleanza del nord e la liberazione di Kabul.
Foibe : un conto aperto : il testamento di Licia Cossetto / Rossana Mondoni, Luciano Garibaldi
Solfanelli, 2014
Abstract: Licia Cossetto, sorella di Norma, la prima martire delle foibe, è stata trascinata nella tragedia che ha coinvolto anche suo padre e molti altri familiari, diventando portavoce e testimone di quella storia del confine orientale che, alla fine della Seconda guerra mondiale, ha coinvolto Istriani, Fiumani, Dalmati, strappandoli dalle loro terre solo perché volevano rimanere italiani e non erano disposti ad accettare il regime comunista del maresciallo Tito. Della storia delle sue genti, Licia rimase testimone coerente e fedele fino alla fine, condusse con coraggio molte battaglie per far emergere la verità dei fatti contro chi tendeva e tende a confondere e sminuire gli eventi storici. Donna molto forte e saggia, sapeva ricordare senza odiare anche se non temeva di chiamare con il loro nome gli assassini.
Bilal : il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi / Fabrizio Gatti
[Milano] : Rizzoli, 2007
Abstract: Bilal è un'avventura contemporanea attraverso i deserti e il mare, dall'Africa all'Europa, dalle bidonville al mercato dei nuovi schiavi, vissuta in prima persona dall'autore. Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sui camion e si è fatto arrestare come immigrato clandestino per raccontare gli atti eroici e le tragedie che accompagnano i protagonisti di una conquista incompiuta.
Gli scomparsi / Daniel Mendelsohn ; traduzione dall'inglese di Giuseppe Costigliola
Vicenza : Pozza, copyr. 2007
Abstract: Gli scomparsi è la storia di un viaggio, cinque anni intorno al mondo, per cercare di rispondere a una domanda che Daniel Mendelsohn aveva posto molti anni prima, quando era ancora bambino: cosa è davvero accaduto allo zio Shmiel e alla sua famiglia durante l'Olocausto? Le favolose storie del nonno raccontavano di un'infanzia passata nella città di Bolechow, Ucraina, all'inizio del secolo, ma si interrompevano intorno al destino del fratello, di sua moglie e delle quattro figlie. I membri della famiglia evitavano di parlare del misterioso Shmiel, tranne qualche sussurro o imbarazzata conversazione in yiddish, ed è da questi frammenti che Daniel inizia fin da bambino a interrogarsi sui misteri della vicenda. Molti anni dopo Mendelsohn scopre una serie di lettere disperate che Shmiel indirizza al nonno nel 1939 e è colpito dai frammentari racconti di un terribile tradimento. Decide allora di trovare i testimoni del destino dei suoi parenti, gli unici dodici ebrei di Bolechow ancora in vita, in una ricerca che lo condurrà assieme al fratello Matt (un fotografo professionista le cui immagini illustrano il libro) a attraversare quattro continenti e a confrontarsi con le abissali discrepanze tra la verità e la finzione, tra il ricordo e i fatti, tra il racconto e la realtà. Il viaggio giungerà infine in Ucraina, nel paese dove ebbe inizio la storia della sua famiglia e dove lo attende la soluzione di un enigma che non aveva trovato risposta.
Un maiale per amico : la vita straordinaria di Christopher Hogwood : romanzo / Sy Montgomery
Milano : Salani, copyr. 2008
Abstract: Sy Montgomery è una naturalista che ha trascorso lunghi periodi da sola tra creature selvagge in giungle sperdute, si è sempre sentita più a suo agio tra gli animali che con le persone. Un bel giorno si ritrova ad accudire un lattonzolo malato, un cucciolo di maiale rifiutato dalla madre, che non aveva abbastanza latte per tutti i suoi piccoli. Sy non aveva la minima idea che quel porcellino, più tardi battezzato Chrìstopher Hoggwood, non solo sarebbe sopravvissuto, ma avrebbe goduto di ottima salute. Presto la naturalista si trova impegnata con la piccola comunità della sua cittadina situazioni che non avrebbe mai immaginato, come andare a recuperare il suo maiale che sta devastando l'orto dei vicini per divorare la lattuga. Christopher si trasforma per Sy in qualcosa che aveva cercato per tutta vita senza saperlo, un'ancora (che raggiunge anche il peso di trecentoquaranta chili) alla famiglia e alla casa, intesa me focolare. Una storia che insegna come le pieghe improvvise della vita conducano a volte su sentieri inaspettati e impervi, ma altrettanto ricchi di incontri preziosi per dare un nuovo senso all'esistenza. Senza mai dimenticare che l'amore è il motore degli incontri più magici e proficui.
L'unica persona nera nella stanza / Nadeesha Uyangoda
66thand2nd, 2021
Abstract: La razza è un concetto difficile da cogliere, pur non avendo fondamenti biologici produce grossi effetti nei rapporti sociali, professionali e sentimentali. La razza in Italia non si palesa fino a quando tu non sei l'unica persona nera in una stanza di bianchi. E quell'unica persona è Bellamy, Mike, Blessy, David... una moltitudine in parte sommersa, sotterranea. Quell'unica persona è chi si è sentito dire troppe volte che «gli italiani neri non esistono»: lo gridano negli stadi, lo dice certa politica, sembrano confermarlo le serie tv, la letteratura, i media. In un certo senso è persino vero: gli italiani neri non emergono, non si vedono negli ambienti della cultura, nei talk show e nelle liste elettorali. O meglio, in quei luoghi esistono ma solo come oggetto del discorso, quasi mai come soggetto. La loro presenza è ridotta alla riforma della cittadinanza, ai casi di razzismo, all'«immigrazione fuori controllo», ai barconi, all'«integrazione». Con un approccio inedito e un linguaggio fresco e «social», Nadeesha Uyangoda apre in questo libro, che incrocia saggio e memoir, un'onesta conversazione per comprendere meglio la dinamica razziale nel nostro paese.
Longanesi, 2021
Abstract: Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Fosse Ardeatine. Moltissimi conoscono i tre principali massacri nazifascisti avvenuti nel nostro paese durante la Seconda guerra mondiale. Nessuno o quasi ha mai sentito parlare del quarto: Cavriglia, nel cuore della Toscana, 192 innocenti massacrati e dimenticati. Primavera 1996. Giuseppe Boni, settantadue anni, in procinto di morire vinto da un cancro, ha riempito con grande premura molte pagine che ricostruiscono la tragedia di cui è stato testimone. La sua memoria va all’estate del 1944, quando compaesani, amici e parenti vennero rastrellati nelle proprie case, mitragliati e bruciati dai reparti tedeschi della Divisione Hermann Göring. Senza nessuna spiegazione e giustizia. Giuseppe quel giorno si salvò nascondendosi in un bosco, ma suo padre, convinto che il figlio fosse morto, si consegnò ai tedeschi. Lo trovarono ricoperto di sangue, con in tasca la catena di un orologio a cipolla che Giuseppe avrebbe poi custodito per tutta la vita. Le maglie di quella catena gli ricordano ora le tappe che portarono all’eccidio: gli spostamenti dei partigiani, l’arrivo dei tedeschi nelle settimane precedenti il 4 luglio, la pianificazione del massacro e l’inferno di quella mattina. Ma gli ricordano anche le storie incredibili di chi non ebbe neppure il tempo di salutare, di chi offrì la propria vita in cambio di quella degli altri, di chi si salvò in modo rocambolesco e di chi morì tragicamente, per sbaglio, per un colpo di vento, per una finestra chiusa male, per la spiata di un traditore o per un eccesso di buona fede. Perché il ricordo di tutto quel dolore non svanisse per sempre, Giuseppe ha trasmesso al nipote, l’autore di questo libro, un’accorata testimonianza che ha spinto quest’ultimo a compiere un attento lavoro di ricerca su un atroce massacro di cui pochissimi fino a oggi si sono occupati.
Iperborea, 2021
Abstract: Negli anni Sessanta, la rivalità tra due grandi potenze portò l’umanità nello spazio, aggiungendo una nuova dimensione alla vita sulla Terra. L’ultima frontiera era aperta, il sistema solare sembrava a portata di mano – prossima fermata: Marte. E invece nulla. La corsa allo spazio aveva decretato il vincitore e si rivelò per quella che era: una gara d’orgoglio patriottico. Tra il 1969 e il 1972 dodici uomini – nessuna donna – camminarono sulla Luna, poi più nessuno. Le agenzie spaziali, però, non sono state con le mani in mano tutto questo tempo. Sono diminuiti i soldi a disposizione e sono cambiati gli obiettivi, ma l’umanità ha continuato a esplorare il sistema solare, con sonde e robot, che costano meno degli esseri umani e permettono di vedere i corpi celesti più da vicino. Tolta la politica, a guadagnarci è stata la scienza. Ma la penuria di fondi governativi ha portato a un’altra trasformazione, un caso da manuale di apertura di un mercato alle forze del capitalismo: la Nasa e altre agenzie spaziali sono state costrette ad affidarsi sempre più ad aziende private per costruire moduli e razzi, e una generazione di imprenditori visionari e megalomani si è messa in testa di riportarci lassù, stavolta per restarci, e che per farlo bisogna assolutamente ridurre i costi e sfruttare le risorse che troveremo in loco. La gara è ricominciata, ma sono cambiate le regole e con l’avvento di Cina, India e l’emergere di medie potenze in un mondo sempre più multipolare, anche i giocatori. Ma per noi – noi terrestri che non partecipiamo alla gara – lo spazio offre qualcos’altro, una dimensione spirituale, che la scienza non fa che ricordarci cercando risposte a quesiti antichissimi: di cos’è fatto l’universo, come si è formato il sistema solare, com’è nata la vita? Sono domande che, guidati nelle nostre peregrinazioni terrestri non dal cielo stellato ma dal segnale satellitare del Gps, non siamo più abituati a porci. E pur sapendo che colonizzare Marte non risolverà i nostri problemi, la promessa dello spazio – che sia espressa in un tweet di Elon Musk o in una foto scattata da un rover della Nasa su Marte – è che ci dimostreremo finalmente quella forma di vita intelligente in grado, quando serve, di collaborare per costruire un futuro comune per l’umanità intera.