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Trovati 1449 documenti.
Centro studi Valle Imagna, 2015
Abstract: Nulla di quanto è descritto in questo libro esisteva quindici anni fa. Non esisteva più l’asparago rosa di Mezzago (Mb), risorto a nuova vita grazie all’impegno di una cooperativa e di un Comune particolarmente sensibili alla rinascita dell’agricoltura. Non esisteva quasi più il grano saraceno autoctono di Teglio (So), che sta alla base dei famosissimi pizzoccheri, la cui coltivazione è andata riestendendosi in tempi recenti; era ormai in forte decadenza il vigneto Pusterla/Capretti di Brescia, il più grande vigneto urbano d’Europa, risorto nel 2011 grazie all’impegno rinnovato della sua proprietaria; e a Gandino (Bg) era scomparsa da decenni la produzione del prestigioso mais “spinato”, il più antico della Lombardia, che riprenderà dal 2008 grazie al ritrovamento quasi miracoloso di una sola “spiga” sopravvissuta in una cantina. E a Corna Imagna (Bg) procedeva a stento la produzione, ormai quasi “clandestina”, del tradizionale “stracchino all’antica”, rivitalizzata grazie a una progettualità di rigenerazione comunitaria stimolata in prima persona dal Comune, che ha portato nel 2011 all’“autocostruzione” di una “Casa dello stracchino” da parte degli stessi produttori. A Gerola Alta (So), dove nel 2007 è nata la “Casa del bitto”, una dura resistenza durata vent’anni dei produttori del “bitto storico” contro veri e propri attentati burocratici al metodo tradizionale di produzione si è risolta con una sostanziale vittoria nel 2014. A partire da una ricerca sul campo ampia e approfondita, con approcci scientifici diversi ma convergenti nella comune valorizzazione di sistemi agroalimentari e “patrimoni territoriali” virtuosi, i tre studiosi hanno percorso e analizzato queste esperienze (ormai non più così isolate) come esempi paradigmatici di una rinascita di luoghi della Lombardia non omologati ai modelli dominanti, come esempi di quel nuovo bisogno di “autogoverno” dei territori locali di cui parla Alberto Magnaghi nella Presentazione del volume; e di una proiezione verso un futuro sostenibile e innovativo che permea di sé l’esperienza e l’immaginario di soggetti straordinari quanto sconosciuti.
Acqua per crescere : crescere con l'acqua
: Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi, 2015
Lombardia / introduzione di Mario Cervi ; fotografie di Livio Bourbon
Pavone Canavese : Priuli & Verlucca, copyr. 2005
Lombardia : paesaggi nascosti : lento viaggio fotografico attraverso le trame del territorio
Regione Lombardia. Territorio e Urbanistica, 2009
Kronaka : viaggio nel cuore oscuro del Nord / Stefano Nazzi
Laterza, 2011
Abstract: All'ennesima domanda dei giornalisti, Andrea, un ragazzo di 19 anni, si guarda intorno: 'L'abbiamo ripulita bene. Non è bella?'. Parla di Verona: 'Ce la siamo ripresa la nostra città. Fuori gli immigrati e tutti i balordi. Li abbiamo cacciati dal centro storico. E ogni tanto, quando ne incontriamo qualcuno, diamo loro una lezione. Dite la verità, non è più bella così?'. Verona, città bella, colta, elegante, ha tante anime. Una di queste anime è nera come il buio della notte. E colori scuri caratterizzano anche altre città del Nord d'Italia, che le statistiche raccontano essere la zona più ricca d'Europa ma con primati poco rassicuranti: nella classifica della crescita dei delitti tante province, dal Piemonte al Veneto, occupano i primi posti. Il 45% delle violenze in famiglia avviene proprio qui, dietro le finestre illuminate di queste zone benestanti. Stefano Nazzi entra in queste case, visita le piazze di piccoli paesi di 3000 abitanti in provincia di Vercelli, fra i torrenti Giara e Cervo e il fiume Sesia, o gira nelle vie di metropoli come Milano, per capire cosa accade. Che cosa anima violenze spesso senza risposte, come quella delle tre ragazzine che uccisero suor Minetti nel 2000 e che non hanno mai saputo rispondere alla domanda più semplice: perché? O la calma con cui Alberto Arrighi, nel febbraio 2010, dopo aver ucciso un uomo telefona al suocero dicendo: Ti devo parlare, ho fatto una sciocchezza. Una inchiesta giornalistica su cosa nasconde l'apparente normalità.
Stampe popolari lombarde / Giorgio Lise
: Electa, 1976
: Beni culturali cappuccini Museo, 2001
Il dialetto dei mestieri perduti / Emilio Magni
: Mursia, 2007
Milano in mano
Abstract: I nomi hanno sempre una storia. Anche i nomi di lavori che ormai non si praticano più e che sopravvivono solo in vecchi libri o nella memoria degli anziani: lavori come il cascen, "servo pastore" che seguiva le greggi nella transumanza; il famèll, giovane che si occupava di tutti i lavori relativi alla stalla; il pizzicagn, un po' droghiere, un po' salumiere, panettiere, ortolano. Parole che parlano di fatica e si portano dietro un passato - a volte neanche tanto remoto - di storie squisitamente lombarde. Per ogni mestiere perduto questo libro racconta non solo l'origine del nome e le caratteristiche, ma anche storie, aneddoti e detti popolari.
Lombardia barocca / a cura di Simonetta Coppa ; schede di Federica Bianchi, Simonetta Coppa
Milano : Jaca Book, 2009
Abstract: L'ascesa alla cattedra arcivescovile di Milano di Federico Borromeo (1595), erede della grande riforma intrapresa dal predecessore e cugino Carlo, coincide con l'aprirsi di una straordinaria stagione figurativa i cui esponenti più qualificati sono Cerano e Giulio Cesare Procaccini, cui si aggiungerà poco più tardi Morazzone. Federico è anche uomo di profonda cultura e raffinato collezionista; probabile committente del Caravaggio per la celebre Canestra di frutta, a lui si deve la fondazione della Biblioteca e dell'Accademia Ambrosiana. In architettura al colto classicismo del Mangone, caro al cardinale, si contrappone la versatilità del Richini, capace di fondere la tradizione locale con gli aggiornamenti maturati nei soggiorni romani e di cimentarsi nelle più diverse tipologie dell'edilizia religiosa e civile. Vi è poi lo straordinario tessuto dei Sacri Monti prealpini, qui rappresentati dal caso di Varese, in cui le arti si fondono e si inseriscono mirabilmente nel paesaggio. Dopo la crisi segnata dalla peste manzoniana del 1630, le arti si indirizzano verso svolgimenti più determinatamente barocchi, con aperture verso esperienze genovesi, emiliane e romane mentre nell'ultimo quarto del secolo si fa strada una linea di tendenza classicista e romanista.
Botteghe lombarde : i negozi storici di rilievo regionale / Franco Robecchi
Roccafranca : La compagnia della stampa Massetti Rodella, copyr. 2008
Allemandi, 2010
Abstract: C'è stato un tempo in cui il "Bel Paese", libro del 1867 di Antonio Stoppani, includeva, tra le meraviglie naturalistiche d'Italia, il paesaggio di Lombardia. E nel bel paese la Lombardia ha avuto un ruolo fondamentale proprio nell'Ottocento: nelle sue valli il paesaggio è stato ridisegnato dai profili delle nuove industrie, dagli impianti idrici per generare energia e dalle ciminiere; nella sua pianura le colture si sono modernizzate secondo i nuovi metodi dell'agricoltura, le città hanno cominciato a distendere sui campi limitrofi le loro periferie. Dalle collezioni dei musei lombardi sono uscite tele e opere capaci di declinare il paesaggio di Lombardia in tutte le mutevolezze del suo clima, in tutti i temi del lavoro, in tutta la poesia della sua natura. Tra i molti, i dipinti di Luigi Basiletti, Marco Gozzi, Pietro Ronzoni, Massimo D'Azeglio, Giuseppe Canella, il Piccio, Julius Lange, Antonio Fontanesi, Lorenzo Delleani, Uberto Dell'Orto, Vittore Grubicy, Giovanni Segantini, Emilio Longoni, Gaetano Previati, per l'occasione riuniti a Monza, compongono l'affresco di una grande stagione dell'arte lombarda e italiana.
: Regione Lombardia, Sistemi verdi e paesaggio, 2010
Tra agricoltura e industria : il settore caseario nella Lombardia dell'Ottocento / Claudio Besana
V&P, 2012
Abstract: Nella realtà economica della regione lombarda la produzione del latte vaccino e la sua trasformazione in burro e formaggio hanno avuto, e ancora conservano, un grande rilievo. Questa importanza non ha trovato corrispondenza in uno sviluppo adeguato della riflessione storiografica sul settore. Per colmare tale carenza degli studi, questa monografia ricostruisce le vicende del caseificio lombardo nell'arco di tempo compreso tra la Restaurazione e i decenni finali dell'Ottocento. Il lavoro, che si fonda su un ampio ricorso a fonti archivistiche e a stampa, analizza gli assetti del tutto tradizionali del settore tra gli anni Trenta e Cinquanta del XIX secolo; passa poi a esaminare il profondo cambiamento del contesto economico e tecnologico, in cui si sono trovati a operare gli imprenditori del comparto nel secondo Ottocento; infine ricostruisce la crescita quantitativa delle attività casearie negli anni successivi all'Unità e individua i protagonisti vecchi e nuovi di un settore che vide crescere al suo interno importanti esperienze imprenditoriali di carattere industriale. L'industrializzazione del caseificio e la sua progressiva separazione dall'attività agricola furono fenomeni importanti, perché favorirono il superamento di antichi equilibri economici. L'affermazione di nuove iniziative produttive, anche in questo comparto, contribuì alla piena affermazione, in area lombarda, di un nuovo assetto economico e sociale.
Da casa a casa : camminata solitaria da Milano a Elva, 3-4 agosto 2009 / Fulvio Bella
: Glifo, 2011
LOMBARDIA VERDE. PROTEGGERE NATURA E AMBIENTE
1987
MILANO : PRINCIPATO, 1987
ANDAR PER CASTELLI. FOTOGRAFIE DI ENZO PIFFERI. PREFAZIONE DI CARLO PEROGALLI
1990
COMO : PIFFERI, 1990
LOMBARDIALOMBARDIA ; 6
LOMBARDIA UOMO E AMBIENTE. FOTOGRAFIE DI ENZO PIFFERI
COMO : EPI, 1981