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Trovati 1142 documenti.
L'arte dell'inganno / Vittorio Giacopini
Roma : Fandango libri, 2011
Abstract: Di lui si conosce solo la firma: B. Traven (e già quella B è un indovinello). Nessuna fotografia, niente interviste, solo una ridda di ipotesi confuse. Milioni di copie vendute e niente indizi. Lo chiamano lo scrittore fantasma e su di lui si diffondono improbabili leggende. Si dice che sia un americano espatriato, un anarchico tedesco, Jack London redivivo, un esploratore artico, un lebbroso. Critici e giornalisti, curiosi, cominciano a cercarlo dappertutto. Lui resta nell'ombra. Dal suo eremo messicano Traven diventa il maestro segreto di tutta una generazione di reclusi o, volendo, di impostori. Salinger, Pynchon, Lessing, Pessoa, lo stesso von Arcimboldi di Bolano: tutti incespicano correndo dietro la scia della cometa. Imitatissimo e in fondo inimitabile, Traven - il virtuoso degli pseudonimi, l'uomo enigma più che un esempio è un monito beffardo. Il romanzo racconta la sua fuga rocambolesca mentre sulla scena si alternano mute comparse e grandi protagonisti della storia: Eric Musham e Rosa Luxemburg, George Grosz, Frida Kahlo e Tina Modotti, Luis Bunuel. B. Traven è colui che ha inventato la scomparsa dello scrittore come dato essenziale della biografia di un autore: l'inganno della Letteratura, l'inganno (e l'arcano) della Politica. Da cosa stesse scappando non è chiaro. Non aveva mai cercato il successo o la fama. Solo gloria. La gloria ridicola e perfetta dell'anonimato.
Hotel a zero stelle : inferni e paradisi di uno scrittore senza fissa dimora / Tommaso Pincio
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Ho immaginato il mio albergo ideale. Un hotel a zero stelle i cui ospiti tipo dovrebbero essere i vagabondi dell'anima, coloro che ancora gironzolano alla ricerca di sé, senza troppa arte né parte. In questo albergo non poco scalcinato si può stare fin quando si desidera, perlomeno fintanto che non si è diventati ciò che si è. L'ospite può starsene chiuso in camera, leggendo o riflettendo sul proprio passato o su cosa intende fare del proprio futuro. Se ne ha voglia, può scendere dabbasso e scambiare quattro chiacchiere con il portiere tuttofare dell'albergo, che ha sempre qualcosa da dire, qualche lezione di vita da impartire. Inoltre, diversamente dai normali alberghi, l'ospite può esplorare l'edificio dal piano terra sino al tetto, dal quale è possibile ammirare un magnifico cielo stellato nelle serene notti di luna nuova. Si può persino bussare alla stanze degli altri ospiti, i quali, essendo vagabondi dell'anima anch'essi, saranno più che felici di accogliervi e scandagliare in vostra compagnia il senso dell'esistere e tutte le questioni a questo senso legate, che sono poi la chiave per orientarsi nel mondo all'esterno, spesso assai meno inospitale del vostro albergo. Solitamente, un buon albergo a zero stelle si compone di quattro piani perché così vuole il mito della conquista di sé, articolato, come noto, in quattro fasi. Alla maniera del viaggio dantesco per i regni ultramondani, il viandante in cerca di sé passa dallo smarrimento in qualche selva oscura a tre fasi successive.
Dai diamanti non nasce niente : storie di vita e di giardini / Serena Dandini
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Cos'hanno in comune la regina Maria Antonietta, Vandana Shiva, Peter Sellers, Fabrizio De André, Virginia Woolf e George Harrison? La risposta è nel libro che avete tra le mani: il racconto di una passione che si intreccia, inestricabile come un gelsomino rampicante, con amori letterari, pittorici e cinematografici, ricordi di viaggi, aneddoti di vita giardiniera e riflessioni sulle sfide e le frontiere della felicità sostenibile. Serena Dandini ci conduce in una passeggiata sentimentale alla ricerca della bellezza che potrà salvarci, con un libro dedicato a chi voleva cambiare il mondo e invece dopo un po' si è accorto che è stato il mondo a cambiargli i connotati. Viaggiando tra parchi incantati e vivai sconosciuti, imbarcandoci sulle navi di cacciatori di piante d'altri tempi, sbirciando gli amori romantici per un raffinato musicista o per un carico di concime, scopriamo insieme con lei che non è mai troppo tardi per mettere dei fiori nei nostri cannoni e bombardare almeno il perimetro del balconcino di casa. Perché, come recita un antico proverbio cinese, chi pianta un giardino semina la felicità.
Hacca, 2011
Abstract: Sento l'esaltazione di un inizio al quale potranno seguire svolgimenti molteplici, inesauribili [...]. Vorrei poter scrivere un libro che fosse solo un incipit, che mantenesse per tutta la sua durata la potenzialità dell'inizio, l'attesa ancora senza oggetto. (Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore). Questo è un libro solo di incipit: i più significativi della letteratura mondiale (da Omero alla letteratura contemporanea) narrati, con svolgimenti molteplici, inesauribili, da una ventina di scrittori, a cui si aggiungono le testimonianze sulla potenzialità e difficoltà dell'inizio di Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Melania Mazzucco e Antonio Tabucchi raccolte dallo scrittore e magnifico conversatore Paolo Di Paolo. Giulio Ferroni offre un esempio di commento agli incipit di Marías e la compagna di viaggio Lidia Sirianni una divagante e divertente antologia sulle tecniche di esordio rivelate da grandi autori stranieri. Il titolo, Cronache dal Big Bang, prende spunto dalla suggestiva immagine che appartiene ad uno dei libri più belli dedicato all'arte del raccontare, cui rendo omaggio: Bruno Traversetti e Stefano Andreani Incipit. Le tecniche dell'esordio del romanzo europeo, edito dalla Eri. Per loro, l'incipit resta il luogo per eccellenza liturgico dell'arte narrativa, è lo schiudersi di una forma complessa i cui contorni futuri si dilateranno a tutti i territori della nostra esperienza e della nostra sensibilità.
Il sogno di Pandora / Sara Boero ; illustrazioni di Sara Not
Piemme junior, 2012
Abstract: Pandora è una ragazzina normale, vive in una città come tante, va a scuola tutti i giorni, ha degli amici e un fratello più grande. Pandora però ha un segreto: quando è sola nella sua stanza, apre il computer e scrive. Scrive di un'altra Pandora, che vive in un regno lontano, popolato di abitanti magici, guidato da un re saggio e da una regina bellissima. Le due ragazzine, separate dalla barriera della carta, sono molto simili, talmente simili che i loro mondi finiscono per confondersi e Pandora non sa più quale sia la sua vera identità. Età di lettura: da 10 anni.
Soveria Mannelli : Rubbettino, 2006
Abstract: Gli scrittori, e gli artisti in genere, hanno sempre cercato, per ragioni economiche, editoriali e di prestigio, o per semplice cupidigia di servilismo, l'amicizia o almeno la benevolenza dei potenti. E, a loro volta, i potenti di ogni livello, ma soprattutto quelli al vertice della piramide statale, si sono spesso compiaciuti di avere intorno, o comunque a loro disposizione, scrittori che elogiassero i meriti, talori inesistenti, e la nobiltà del loro casato. In questo libro Luca Canali ne esamina e documento i modi e risultati.
L'arpa muta, ovvero Mr Earbrass scrive un romanzo / Edward Gorey ; traduzione di Matteo Codignola
Milano : Adelphi, 2010
Abstract: Edward Gorey era noto per scrivere e disegnare storie che non si sapeva mai come definire, e che di volta in volta potevano sembrare storyboard di minuscoli film muti, coreografie per balletti non danzabili, partiture per un teatrino di automi. Fa eccezione proprio L'arpa muta, in cui attraverso la vicenda di Mr Earbrass, uno scrittore alle prese col suo nuovo romanzo, Gorey gira un documentario surreale - e perciò crudelmente realistico - sugli imbarazzanti vizi, e le risibili virtù, del mondo letterario. E naturalmente su Edward Gorey alle prese col suo primo libro: questo.
Riconoscere è un dio : scene e temi del riconoscimento nella letteratura / Piero Boitani
Einaudi, 2014
Abstract: Il riconoscimento - l'agnizione dei latini, l'anagnorisis dei greci - è uno dei più grandi scandali della letteratura: ha luogo nell'azione drammatica, nel romanzo, nell'opera, nel cinema, e spesso scrittori maggiori e minori ne hanno fatto uso strumentale all'unico scopo di portare a conclusione la propria opera. È anche, però, un elemento centrale, come già rilevava Aristotele, della tragedia e della narrazione complessa, perché mette in scena l'affiorare della conoscenza: non in un processo teorico astratto, ma nella carne stessa, nei sentimenti, nell'intelligenza, degli esseri umani. Questo libro esplora le scene e i temi del riconoscimento dalla letteratura antica a quella medievale e moderna: da Omero e dalla sua Odissea all'Antico e al Nuovo Testamento; da Eschilo, Euripide e Sofocle a Shakespeare, da Dante a T. S. Eliot; dal Conte di Montecristo di Dumas al Giobbe di Roth, dal Giuseppe e i suoi fratelli di Mann all'Ulisse di Joyce. In ogni capitolo a un testo antico fa riscontro una serie di testi moderni, mentre la teoria del riconoscimento segue il percorso parallelo da Platone e Aristotele ai Padri della Chiesa e a Freud. Riconoscere, dice Euripide, è un dio: il deflagrare della conoscenza tra persone che si amano, o si odiano, possiede la forza, la sublimità, l'ilarità che per pochi attimi ci fa provare la vertigine del divino.
Classici per la vita : una piccola biblioteca ideale / Nuccio Ordine
La Nave di Teseo, 2016
Abstract: Fedele ai versi di Jorge Luis Borges, Nuccio Ordine ci invita a sperimentare la stessa umile fierezza suggerendoci di leggere (e rileggere) alcune delle più belle pagine della letteratura mondiale. Dopo "L'utilità dell'inutile", tradotto in 26 paesi, Ordine prosegue la sua battaglia per i classici, nella convinzione che un breve testo (illuminante e fuori dai sentieri battuti) possa suscitare la curiosità dei lettori e incoraggiarli a immergersi nell'intera opera.
La preghiera della letteratura : sulla misericordia, il bene e la fede / Andrea Caterini
Fazi, 2016
Abstract: Nell'anno in cui papa Francesco annuncia il Giubileo straordinario nel nome della misericordia, Andrea Caterini, scrittore e saggista, propone una riflessione su alcuni termini chiave della cristianità. Scandisce il suo discorso a partire da alcune parole: Pace, Sacrificio, Misericordia, Bene, Santità e Fede. Ogni parola è analizzata attraverso la lettura e l'analisi di uno o più scrittori, da Virgilio a Dostoevskij, da Anna Achmatova ad Anton Cechov. "La preghiera della letteratura" non è però un libro di critica letteraria, anche se attraverso la letteratura costruisce i suoi ragionamenti filosofici, con la convinzione che essa sia ancora uno strumento privilegiato di conoscenza. In questo senso il saggio di apertura, "In principio, una preghiera", che si interroga anche sull'antico significato del Giubileo, a partire dall'Antico Testamento, riflette su quanto la letteratura sia essa stessa una particolare forma di preghiera e di come poesia e testi sacri abbiano da sempre dialogato tra loro.
La borsa di miss Flite : storie e immagini del processo / Bruno Cavallone
Adelphi, 2016
Giunti, 2016
Abstract: Leggere per vivere ci risveglia dalla noia, dalla sconfitta, dalla rassegnazione. Non abbiamo sempre avuto questa vita qui, da servi e da infelici. Abbiamo avuto giorni e sogni favolosi, quando l'avventura ci ha soffiato in viso il mare delle partenze. Possiamo accettare l'esistenza falsa che hanno scelto per noi, e chiudere porte e finestre ai giorni che ci chiamano: ma possiamo ancora spalancare porte e finestre, e vivere tutte le vite che si possono vivere. Leggere per esistere fa zampillare in ogni istante la possibilità di essere noi stessi, di respirare in un perpetuo innamoramento. Non viviamo una vita vera, e demoni meschini ci tengono sepolti nelle nostre paure. Ma giorno dopo giorno, smarriti tra rabbie e tremori, visitati da amori e stupori, forse possiamo diventare vivi. Giuseppe Montesano attraversa il tempo, lo spazio, le culture, i generi: scopre la "vita vera" nel silenzio del pensiero e nella vibrazione della musica, nelle parole di scrittori, poeti e mistici, nelle immagini del cinema, dell'arte... La scopre e ce la indica, in un racconto fatto di ritratti e impressioni che accendono il desiderio dell'incontro.
Einaudi, 2015
Abstract: "La conversazione infinita" è senza dubbio il libro chiave di Maurice Blanchot e uno dei libri più inquieti, singolari e stimolanti di critica letteraria del secondo Novecento. Anche qui, come negli altri libri dell'autore, la riflessione muove da testi, autori, studi, problemi proposti volta a volta dall'attualità. Questi incontri appartengono spesso alla produzione letteraria, a volte sono "recensioni" a libri di sintesi interpretativa trascese in un rapporto libero; ma sempre in una prospettiva generale di pensiero. In confronto agli altri lavori di Blanchot, questo appare dunque più filosofico; più frammentato e insieme più compatto. I singoli testi si susseguono in una fitta polifonia che riprende e sospende, nel tessuto discontinuo delle occasioni critiche, una serie di interrogativi sempre più essenziali. La complessità del discorso viene evidenziata nei capitoli di raccordo stesi in forma di dialogo, dove la polarizzazione della ricerca, nell'alternanza di due voci disincarnate, obbedisce a una funzione organizzativa, all'esigenza di regolare i tempi e i livelli di approfondimento. Tra le parti più intense del volume quella introduttiva in forma di dialogo, coi temi apparentemente misteriosi della "fatica", della "benevolenza", dell'"evento"; le pagine sul significato dell'Ebraismo, quelle sui terroristi; su Orfeo, Don Giovanni, Tristano; sul "quotidiano"; sul narrare; sulla critica; e la ricapitolazione finale su "L'assenza di libro".
Avventure dell'interpretazione : leggere i classici oggi / Alessandro Serpieri
ETS, 2017
Abstract: Se Platone diffidava della scrittura in quanto, a suo parere, testimonianza muta di idee e narrazioni sempre uguali a se stesse perché fissate e immobilizzate sulla pagina, l'interpretazione, o ermeneutica, si stava sviluppando fin dai suoi tempi in parallelo alla scrittura creativa, della quale studiava e sondava, oltre al senso manifesto, le implicazioni testuali più complesse, oblique o segrete. In effetti, non solo la lettura comune, ma l'arte della lettura, si è sempre accompagnata all'arte della scrittura e, in tempi recenti, si è configurata come un ampio comparto di critica letteraria, soprattutto accademica, con varie metodologie empiriche e teoriche che, nell'affrontare l'arte della scrittura, possono illuminarla, ma anche prevaricarla. Di vari approcci critici si dà conto nella prima parte di questo volume in chiave problematica, con studi dedicati ai concetti di canone e di classico e riflessioni su ermeneutica e critica letteraria. Si passa poi a considerare l'autore in quanto primo critico di se stesso nella messa a punto della sua opera: da T.S. Eliot a Emily Dickinson, a Marianne Moore, a Wordsworth e a Shakespeare. Un saggio sulla conclusione congetturalmente drammatica degli ultimi sonetti shakespeariani rivolti al fair youth precede un'ultima parte dedicata al rapporto fra interpretazione e traduzione della poesia e del dramma: che è a sua volta un'arte, pur di secondo livello.
Pozza, 2017
Abstract: Nei primi anni del XXI secolo Amitav Ghosh lavorava alla stesura de Il paese delle maree, il romanzo che si svolge nelle Sundarban, l’immenso arcipelago di isole che si stende fra il mare e le pianure del Bengala. Occupandosi della grande foresta di mangrovie che le ricopre, Ghosh scoprì che i mutamenti geologici che ciclicamente vi avvenivano – un argine poteva sparire nell’arco di una notte, trascinando con sé case e persone – stavano diventando qualcos’altro: un cambiamento irreversibile, il segno di un inarrestabile ritrarsi delle linee costiere e di una continua infiltrazione di acque saline su terre coltivate. Che un’intera area sotto il livello del mare come le Sundarban possa essere letteralmente cancellata dalla faccia della terra non è cosa da poco. Mostra che l’impatto accelerato del surriscaldamento globale è giunto ormai a minacciare l’esistenza stessa di numerose zone costiere della terra. La domanda, per Ghosh, nacque perciò spontanea. Come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura dinanzi a questo stato di cose? La risposta è contenuta in questo libro in cui l’autore della trilogia della «Ibis» ritorna con efficacia alla scrittura saggistica. La cultura è, per Ghosh, strettamente connessa con il mondo della produzione di merci. Ne induce i desideri, producendo l’immaginario che l’accompagna. Una veloce decappottabile, un prodotto per eccellenza dell’economia basata sui combustibili fossili, non ci attrae perché ne conosciamo minuziosamente la tecnologia, ma perché evoca l’immagine di una strada che guizza in un paesaggio incontaminato; pensiamo alla libertà e al vento nei capelli; a James Dean e Peter Fonda che sfrecciano verso l’orizzonte; a Jack Kerouac e a Vladimir Nabokov. Questa cultura, così intimamente legata alla storia del capitalismo, è stata capace di raccontare guerre e numerose crisi, ma rivela una singolare, irriducibile resistenza ad affrontare il cambiamento climatico. Quando il tema del cambiamento climatico appare, infatti, in una qualche pubblicazione, si tratta quasi sempre di saggistica. La rara e fugace comparsa di questo argomento in narrativa è sufficiente a relegare un romanzo o un racconto nel campo della fantascienza. Che cosa è in gioco in questa resistenza? Un fallimento immaginativo e culturale che sta al cuore della crisi climatica? Un occultamento della realtà nell’arte e nella letteratura contemporanee tale che «questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l’epoca della Grande Cecità»?
Asino caro, o della denigrazione della fatica / Roberto Finzi
Bompiani, 2017
Abstract: Roberto Finzi, partendo dalla definizione che dell'animale dà l'Enciclopedia Illuminista, analizza la figura dell'asino nella cultura occidentale. Perché l'asino, tradizionale punto di forza delle economie povere, simbolo di umiltà e pazienza, è associato, nel linguaggio comune, alla testardaggine o all'ignoranza? Roberto Finzi, partendo dalla definizione che dell'animale dà l'Enciclopedia Illuminista, analizza la figura dell'asino nella cultura occidentale, dai testi letterari più antichi, come il romanzo di Apuleio, al "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare, dalle novelle di Verga alla "Fattoria degli animali" di Orwell, spaziando fino ai Vangeli e alle raffigurazioni dell'iconografia medievale e moderna.
: Jonathan Cape, 2012
Abstract: Serena Frome, the beautiful daughter of an Anglican bishop, has a brief affair with an older man during her final year at Cambridge, and finds herself being groomed for the intelligence services. The year is 1972. Britain, confronting economic disaster, is being torn apart by industrial unrest and terrorism and faces its fifth state of emergency. The Cold War has entered a moribund phase, but the fight goes on, especially in the cultural sphere. Serena, a compulsive reader of novels, is sent on a 'secret mission' which brings her into the literary world of Tom Haley, a promising young writer. First she loves his stories, then she begins to love the man. Can she maintain the fiction of her undercover life? And who is inventing whom? To answer these questions, Serena must abandon the first rule of espionage - trust no one. McEwan's mastery dazzles us in this superbly deft and witty story of betrayal and intrigue, love, and the invented self.
Di tutto resta un poco : letteratura e cinema / Antonio Tabucchi ; a cura di Anna Dolfi
Feltrinelli, 2013
Abstract: Di tutto resta un poco è il libro a cui Antonio Tabucchi ha lavorato, fino all'ultimo, in prima persona, malgrado la malattia e da dentro la malattia, condividendo ogni dettaglio con la curatrice e la casa editrice. È una raccolta di scritti meditata, appassionante, che prende le mosse da un memorabile elogio della letteratura, di una letteratura capace di ficcare il naso dove cominciano gli omissis. È inevitabile che, a partire da lì, dalla responsabilità delle parole per arrivare alla consolazione della bellezza, Antonio Tabucchi tocchi i temi più cari e insieme ai temi le opere e gli uomini (spesso amici) che lo hanno accompagnato. Ci sono gli autori frequentati con l'assiduità dello studioso (Pessoa e Drummond de Andrade, Kipling e Borges, Cortázar e Primo Levi), quelli sondati dalla veemenza della consuetudine (Daniele Del Giudice, Norman Manea, Enrique Vila-Matas, Mario Vargas Llosa e Tadahiko Wada), quelli più giovani, illuminati da una lungimiranza severa e affettuosa. E poi ci sono meravigliose pagine sul cinema, che tengono insieme il lirico omaggio alle ali di farfalla di Marilyn Monroe e la penetrante analisi della gag sovversiva di Almodóvar. Di tutto resta un poco è un libro che accende l'intelligenza, la curiosità, gli entusiasmi, come ci trovassimo di fronte alla mappa di un territorio che finalmente possiamo visitare, con la complicità e la guida dello scrittore che lo ha abitato, che lo ha costruito, che lo ha custodito per noi.
Baldini Castoldi Dalai, 2012
Abstract: George Orwell scrisse il suo primo articolo per l'Observer nel febbraio del 1942. L'allora proprietario e direttore, David Astor, ne apprezzava la profonda rettitudine, l'onestà e la modestia. La loro salda amicizia durò per tutti gli anni Quaranta, fino alla prematura scomparsa dello scrittore. Questo libro raccoglie tutti gli articoli e le recensioni scritti da Orwell per l'Observer dal 1942 al 1949. I cento pezzi esatti che compongono questa raccolta offrono il ritratto di un Orwell di grande rigore morale, ma anche di un mondo non così lontano in cui la storia era ancora cronaca e la letteratura non era ancora storia. Tristi, arrabbiati, a volte severi, spesso divertenti, questi articoli testimoniano l'associazione di alti ideali e dolorosa consapevolezza che veniva a incarnarsi nella figura di Orwell. Se ti guardi dentro, chi sei, don Chisciotte o Sancho Panza?, una volta aveva domandato. Quasi sicuramente entrambi. Era proprio la contraddizione tra questi due aspetti, la dialettica tra idealismo e cinismo, a conferire a Orwell quella peculiare energia che lo ha reso uno dei più grandi scrittori del Novecento.
Incantesimo tra le righe : romanzo / Jodi Picoult e Samantha van Leer ; traduzione di Olivia Crosio
Corbaccio, 2013
Abstract: Cosa succede se ...e vissero felici e contenti non si rivela affatto essere tale? Delia è una ragazza piuttosto solitaria che preferisce passare i pomeriggi in biblioteca, persa nei libri. In uno in particolare: Incantesimo fra le righe che in teoria è un fantasy ma che sembra terribilmente reale, al punto che il principe Oliviero, oltre a essere coraggioso, avventuroso e focoso, parla a Delia. Cioè: le parla sul serio! E salta fuori che Oliviero ben più che un personaggio di carta: è un ragazzo che si sente intrappolato nella sua vita letteraria, sempre uguale a se stessa, e che non sopporta l'idea che il suo destino sia segnato. Oliviero è certo che il mondo là fuori possa offrirgli qualcosa di interessante e vede in Delia la sua chiave di accesso alla libertà. I due si buttano a capofitto nell'impresa di tirare fuori Oliviero dal libro, un compito difficile e che li spinge ad approfondire la loro percezione del destino, del mondo e del loro posto nel mondo. Contemporaneamente cresce l'attrazione reciproca, un sentimento forte e tutt'altro che letterario...