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Trovati 276 documenti.
Ti lascio il mio cuore / Darcy Lee
Giunti, 2026
Abstract: È il 1938 e la quattordicenne Genie vive una quotidianità piena e serena, coltivando le passioni e i desideri propri di una ragazza della sua età: ballare con i due fratelli alle feste serali, sognare un futuro come pianista al conservatorio, cantare nel coro, passeggiare per le vie di Cracovia. Il giorno in cui incontra un giovane pianista, Feliks, la sua vita sembra finalmente completa. Ma ben presto gli orrori della Seconda guerra mondiale irrompono nella sua città, separandola, oltre che dalla sua famiglia, anche da Feliks: il destino terribile e irrevocabile che attende Genie è Auschwitz-Birkenau. Lì l'aspetta una sofferenza inimmaginabile, alleviata solo dall'aiuto di un membro delle SS che episodicamente le trasmette notizie del giovane, internato invece nel campo di concentramento di Dachau. Sperando giunga fino a lei, Feliks riesce a intagliare nel cuoio della propria scarpa un piccolo cuore: dentro, vi inserisce la fotografia del loro fidanzamento e un foglietto su cui scrive, con la matita prestatagli dai compagni di baracca, un appassionato giuramento d'amore. Lo stesso cuore che, molti anni dopo, miracolosamente sopravvissuto all'orrore, ai campi, e all'usura del tempo, sarà ritrovato all'interno di un vecchio armadio, proprio dalla loro nipote: Darcy Lee, l'autrice di questo testo.
La Nave di Teseo, 2021
Abstract: Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni. Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.
Terezin : il ghetto-modello di Eichmann / Benjamin Murmelstein
La Scuola, 2013
Abstract: Degli oltre 140.000 ebrei internati dai nazisti nella città-fortezza di Terezin (nell’attuale Repubblica Ceca) solo 17.247 mila sono sopravvissuti agli stenti, alle malattie e alla deportazione verso Auschwitz. Tra questi, il Rabbino Benjamin Murmelstein, che rivestì – in circostanze terribili ed eccezionali – un ruolo importante nella gestione della comunità dei prigionieri e fu, per questo, oggetto di campagne denigratorie e di accuse di collaborazionismo. Il testo che presentiamo offre ai lettori il suo racconto delle vicende del “ghetto modello” voluto da Adolf Eichmann. Una documentazione di grande rilievo storico, l’opera di un “testimone mai sentito” convinto che l’essere sopravvissuto debba tradursi in un contributo utile per la difesa dell’umanità.
Ad Auschwitz c'era un'orchestra / Fania Fenelon
Firenze : Vallecchi, 2008
A5405 : il coraggio di vivere / Nedo Fiano ; prefazione di Matteo Renzi
San Paolo, 2015
Abstract: Il libro di Fiano è un colpo al cuore perché lui non racconta di numeri, ma di persone con nome e cognome. Eppure, anche se è un libro che parla di morte, Fiano lo riempie di vita, di colori, di profumi. Questo è un libro indispensabile (M. Renzi). Questo libro porta un messaggio che oggi più che mai è importante: non bisogna mollare. Mai. Bisogna amare disperatamente la vita, la propria e quella degli altri (G. Pisapia). Nedo Fiano ebreo, nasce a Firenze nel 1925 e nel novembre del 1943 comincia il viaggio nell'orrore della Shoah. Detenuto ad Auschwitz è liberato l'11 aprile 1945.
Il grande diario : Giovannino cronista del lager : 1943-1945 / Guareschi
Rizzoli, 2008
Abstract: All'indomani dell'8 settembre 1943 il tenente d'Artiglieria Giovannino Guareschi, di stanza ad Alessandria, era catturato dai tedeschi e, avendo rifiutato di continuare a combattere per il Grande Reich, veniva spedito, insieme a migliaia di altri militari italiani, in un campo di concentramento nazista. Ritornò a casa il 4 settembre del 1945, respingendo le frequenti e pressanti proposte di collaborazione. Un autentico calvario, durante il quale io avevo in mente di scrivere un vero diario e, per due anni, annotai diligentissimamente tutto quello che facevo e non facevo, tutto quello che vedevo e pensavo. Anzi, fui ancora più accorto: e annotai anche quello che avrei dovuto pensare.... Comincia così l'avventurosa storia di questo testo, poi proseguita e completata dai figli Alberto e Carlotta nelle Istruzioni per l'uso che precedono il volume. Contiene, innanzitutto, la cronaca della vita quotidiana nei vari Lager in cui Guareschi venne spostato, ma raccoglie anche informazioni sull'universo dei campi di prigionia, riunendo infine una serie di testimonianze sul martirio di quanti erano avviati ai campi di sterminio.
Mondadori, 2012
Abstract: Gianfranco Maris, attivo nelle file del Partito comunista clandestino e poi della Resistenza milanese, ha poco più di vent'anni quando da Fossoli, dove la Repubblica sociale italiana ha realizzato un campo di prigionia e di transito destinato alla custodia degli ebrei e dei deportati politici, giunge in territorio austriaco insieme ad altri trecento italiani. È l'inizio di un viaggio tormentato e assurdo nell'inferno del lager, dal quale moltissimi non faranno più ritorno. A Mauthausen gli uomini vengono ridotti a stuck, pezzi di un prodotto, e immessi in una catena di montaggio che impone lavori disumani, freddo, fame, malattia. E poi quasi sempre la morte, inflitta con una iniezione al cuore o tramite camera a gas. L'unico modo per sopravvivere è gonfiarsi il petto d'aria - così da sembrare più in forze - al momento delle selezioni, sopportare i turni massacranti nelle cave di pietra, dividere un chilo di pane con altri venti detenuti, subire cinque bastonate per ogni pidocchio scoperto dai kapò durante le ispezioni. Il 5 maggio 1945, a liberazione avvenuta, Maris ha ventiquattro anni, pesa trentotto chili e ha già visto tutto l'orrore del mondo. Adesso di anni ne ha novantuno e ha deciso di fissare sulla pagina i ricordi della sua esperienza estrema e di aggiungere così un tassello importante all'ormai vasto eppure mai sufficiente mosaico di testimonianze che hanno tentato di raccontare l'orrore dello sterminio nazista.
Il ragazzo che giocava con le stelle : romanzo / Graziano Versace
San Paolo, 2013
Abstract: Gerd è un ragazzino come nessun altro. Vive nel campo di concentramento, in un sicuro alloggio per il personale, e molti lo considerano un mostro. Le sue deformazioni lo allontanano dall'ideale della purezza ariana e lui deve la sua vita alla posizione del padre, un medico delle SS abbastanza influente da evitargli l'eliminazione. Nel suo alloggio Gerd conduce un'esistenza tranquilla anche se solo di poco scostata dall'orrore, immersa tra letture, dipinti e canzoni. La sua natura è buona e docile, ma la fine della guerra è alle porte, i russi si avvicinano e il campo diventa una furiosa bolgia di vendetta con cui dovrà confrontarsi. Da solo.
Il requiem di Terezìn / Josef Bor ; traduzione di Bruno Meriggi
Passigli, 2014
Abstract: La città ceca di Terezín fu inglobata nel Reich tedesco nel 1938 e nel 1941 l'intera cittadina fu circondata da un muro e adibita, come un grande ghetto, a campo di concentramento per gli ebrei. Intere famiglie vi furono trasferite: il campo, progettato per ospitare settemila internati e settemila militari, arrivò a ospitare cinquantamila internati, con una forte presenza di bambini. La propaganda nazista lo presentò come modello di insediamento della popolazione ebraica, ma in realtà si trattava soltanto di un 'serbatoio' di raccolta degli internati, che via via venivano trasferiti ad Auschwitz e ad altri Lager per la 'soluzione finale'. In particolare a Terezín fu internato il fior fiore degli intellettuali ebrei mitteleuropei, pittori, scrittori, musicisti, e a Terezín, caso unico in un campo di concentramento e di sterminio, si manifestarono episodi di ribellione e di resistenza organizzata condotti con le uniche armi possibili, l'intelligenza e la forza morale, com'è testimoniato dal museo delle opere d'arte realizzate in quel periodo.La manifestazione più clamorosa fu l'esecuzione da parte di musicisti e cantanti ebrei del Requiem di Verdi, della quale fu organizzatore il direttore d'orchestra Rafael Schächter e alla quale partecipò come spettatore il fior fiore delle SS capitanato da Adolf Eichmann, non capendo che i destinatari di quel Requiem non erano gli ebrei, che a poco a poco sarebbero stati trasferiti nei campi di sterminio, ma gli stessi tedeschi, che oramai, nell'estate del 1944, vedevano le proprie armate ritirarsi e le loro città ridursi progressivamente in macerie. E agli stessi tedeschi erano indirizzati il 'Libera me Domine' e il 'Confutatis maledictis' del Requiem a ristabilre la giustizia tra perseguitati e persecutori.Quella rappresentazione ha segnato uno degli episodi più clamorosi della storia della Shoah e Il Requiem di Terezín, con la cronaca della sua difficilissima preparazione e dei personaggi che a quell'esecuzione parteciparono, al di là del valore letterario, storico ed emotivo del testo, costiuisce una delle testimonianze più alte e commoventi sui campi di sterminio.Il volume è arricchito da una riflessione di Eliška Borov, nuora di Josef Bor.
I 3000 di Auschwitz : una storia vera / Baba Schwartz
Newton Compton, 2018
Abstract: Nel marzo 1944 la Germania invase l'Ungheria. Nel maggio dello stesso anno quasi 300.000 ebrei vennero deportati nei campi di concentramento. Dalla piccola città di Nyírbátor, in Ungheria, vennero caricati sui treni tutti e tremila gli ebrei che vi abitavano. Baba Schwartz era tra loro. In questo libro, Baba Schwartz descrive l'innocenza e la spensieratezza dei primi anni e l'orrore indicibile dei suoi sedici anni quando, nel maggio del 1944 i nazisti deportarono gli ebrei della città ad Auschwitz. L'intera comunità ebraica venne disgregata, frantumata, e famiglie intere caricate su lunghi treni. Suo padre finì per morire nelle camere a gas del campo di concentramento, mentre lei, la madre e le sue due sorelle sopravvissero alle privazioni, alle torture e allo sterminio. Alla fine riuscirono a scampare anche alla marcia della morte e furono liberate dall'avanzata dell'esercito russo.
Newton Compton editori, 2017
Abstract: OFLAG 64 era il nome di un campo per i prigionieri di guerra costruito durante il secondo conflitto mondiale a Szubin, in Polonia. Fu occupato quasi esclusivamente dagli ufficiali dell'esercito americano: erano 1500 quando la storia ha inizio. Nel gennaio del 1945, il comandante tedesco Fritz Schneider ricevette l'ordine di trasferire i prigionieri con una lunga marcia attraverso la Germania Occidentale per sfuggire all'avanzata della Russia. Per i detenuti fu l'occasione ideale per tentare di riguadagnare la libertà e, con scaltrezza, si misero a progettare incredibili piani per sfuggire alla sorveglianza dei loro aguzzini. Scritto come un romanzo, questo libro narra la storia mai raccontata prima del manipolo di prigionieri che tentò la fuga costruendo un tunnel nelle latrine del campo e dei 250 che riuscirono a scappare tutti insieme. Le evasioni da Szubin sono passate alla storia per essere di gran lunga le più spettacolari della seconda guerra mondiale, più ancora della famosa "grande fuga" del 1944. Con l''vvicendarsi di personaggi come il braccio destro di Eisenhower, il genero del generale Patton e il figlio maggiore di Hemingway, Stephen Dando-Collins narra le vicende di irreprensibili soldati determinati a riconquistare la libertà, e di coraggiosi polacchi disposti a rischiare la propria vita pur di salvarli dai nazisti.
Bollati Boringhieri, 2017
Abstract: Prima di vederla, la Shoah era per quasi tutti semplicemente incredibile, non-credibile, troppo oltre l'umana comprensione. Dopo averla vista, oggi, per molti visitatori del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau è l'indicibile, non-dicibile, una violenza troppo grande per poter essere espressa a parole. Queste pagine cercano di trovare una soluzione, anche solo approssimativa al dilemma della memoria: Come fare a trasmettere la memoria dell'indicibile e del non-credibile?, per giunta in un tempo nel quale i testimoni diretti, per motivi anagrafici, stanno rapidamente venendo meno? È questo il difficile compito del direttore di un museo tanto particolare come quello di Auschwitz-Birkenau, ed è questo ciò che Cywinski cerca di fare in queste pagine.
Io sono vivo e tu non mi senti : romanzo / Daniel Arsand ; traduzione di Sara Prencipe
Codice, 2017
Abstract: Lipsia, 1945. Klaus Hirschkuh, ventitré anni, torna a casa dopo anni di prigionia passati a Buchenwald. Nessuno lo accoglie con calore e affetto. Nessuno ha pietà della sua magrezza scheletrica, delle piaghe sul corpo qualche consolazione. Perché il crimine che ha commesso non è stato dimenticato: è finito nell’inferno di un campo di concentramento perché omosessuale, perché ha amato, di nascosto e disperatamente, un altro ragazzo, Heinz Weiner. Il giorno in cui i due amanti vengono denunciati sanno che la loro vita è finita. Heinz, non reggendo alla vergogna e al terrore per ciò che lo aspetta, si lancia dalla finestra prima di essere arrestato. Klaus accetta il suo destino, ma la Storia non avrà pietà di lui: cinquant’anni dopo, nel 1990, gli viene negata la possibilità di partecipare a un evento che celebra i sopravvissuti a Buchenwald, perché lui, in fondo, “se l’è cercata”.
Ero una bambina ad Auschwitz / Frediano Sessi ; illustrazioni di Marco Somà
Einaudi ragazzi, 2015
Abstract: Rinchiusa nel lager di Auschwitz, dopo essere vissuta con i genitori nel ghetto di Varsavia, Elissa, che ha otto anni nel 1940, racconta il dramma della sua vita di ebrea deportata. Dalle pagine del suo diario, si fa strada il racconto della shoah.
E tu non sei tornato / Marceline Loridan-Ivens ; con Judith Perrignon ; traduzione di Monica Capuani
Bollati Boringhieri, 2015
Abstract: 1944: Marceline, 14 anni, viene deportata insieme al padre ad Auschwitz-Birkenau. Lei si salva, lui no. Oggi ottantasettenne, in queste memorie in forma di lettera al padre, Marceline ricorda con straordinaria chiarezza gli orrori subiti, ma soprattutto rivela l'amore incondizionato che la lega al genitore, le cui parole al momento della deportazione - "Tu tornerai, Marceline, perché sei giovane" - l'accompagnano, spronandola a sopravvivere, per tutto il percorso che la attende, da un campo all'altro, da Birkenau a Bergen-Belsen, da Lipsia a Theresienstadt, fino alla liberazione e al ricongiungimento con la madre e i fratelli. Le sue frasi brevi, concise, ci presentano i fatti accaduti man mano che le ritornano alla memoria, e ci raccontano anche il "dopo": il ritorno a casa, la difficoltà di tornare a una vita normale, le incomprensioni con chi vuole solo dimenticare, il matrimonio con l'intellettuale francese Joris Ivens. Un flusso di ricordi breve ma torrenziale, pieno di pathos, animato da un'incrollabile voglia di sopravvivere, rende impossibile staccare gli occhi dalle pagine di una delle testimonianze più forti consegnateci dalle vittime della Shoah.
Marsilio, 2016
Abstract: Ogni anno, dall'Italia, più di 60.000 visitatori raggiungono il Lager di Auschwitz; per lo più gruppi di studenti e di insegnanti, ma anche famiglie e singole persone. Dal 1959 il loro numero cresce continuamente, nonostante sia trascorso ormai più di mezzo secolo dalla sua liberazione. Chi si reca a Oswiecim (Polonia) e visita il Lager di Auschwitz, che ha sede nel campo base, e poi raggiunge Birkenau, il campo di sterminio poco distante, spesso non riesce a capire come funzionava questo immenso centro di sterminio e di afflizione. Intorno a questo luogo memoriale immerso in un grande e profondo silenzio che lascia esterrefatti, la vita scorre e la città come i suoi abitanti cercano di mostrarsi per quello che sono oggi, senza riuscire a risolvere (ma si potrà mai?) il conflitto tra il presente e un passato che non passa. Per capire occorre arrivare a Oswiecim preparati e informati, ma poi sul luogo che tra il 1940 e il 1945 vide morire più di un milione di ebrei e fu il Lager del martirio di un'Europa soggiogata dalla scure nazista, gli occhi guardano ciò che rimane senza troppo comprendere. "Visitare Auschwitz" è una guida ricca di informazioni, fotografie e mappe, di suggerimenti puntuali per aiutare il visitatore a entrare in ciò che resta oggi di questo terribile passato, uno strumento per cominciare a ricostruire la storia del complesso concentrazionario e a rivivere i frammenti di vita quotidiana di molti dei deportati ebrei e non che vissero in questo luogo i loro ultimi giorni.
L'irritante questione delle camere a gas : logica del negazionismo / Valentina Pisanty
Nuova ed. ampliata
Bompiani, 2014
Abstract: Milioni di ebrei sono morti nei lager nazisti: un fatto inconfutabile. Ma c'è chi lo mette in questione. Sono i negazionisti, secondo i quali i crimini nazisti non sono diversi da quelli degli altri totalitarismi del Novecento. Persino le camere a gas, sostengono, non sono mai davvero esistite, e sono piuttosto un'invenzione della propaganda: ad Auschwitz, sono state gassate soltanto le pulci. Si può reagire in più modi di fronte a questa offensiva della menzogna. Si può denunciare lo scandalo, invocare la sacralità della memoria violata. Oppure si può scegliere, come fa Valentina Pisanty in questo libro, di smontare pazientemente le pseudo-argomentazioni, le false prove e gli artifici logici e stilistici con cui gli Eichmann di carta diffondono le loro tesi.
Bompiani, 2014
Abstract: Rajchman è un sopravvissuto di Treblinka. Ha visto tutto, sentito tutto, provato tutto. Ha il coraggio di deporre per la Storia. Il suo racconto è di una densità che dà i brividi. Credo di aver letto molte opere su questo stesso soggetto. E tutte sono dolorose. Alcune sollecitano dei dubbi sull'uomo, altre sul suo creatore. Quella di Rajchman, con la sua semplicità commovente, apre degli orizzonti nuovi nell'immaginario del Male. [...] Il viaggio angosciante verso l'Ignoto. L'arrivo. L'abbandono delle ultime proprietà. La separazione delle famiglie. Le urla. Il sadismo degli 'assassini' e la tortura umiliante delle vittime. Il sistema funziona alla perfezione. Tutto è previsto, programmato. Gli uccisori uccidono e gli ebrei muoiono. Rajchman è restato un anno a Treblinka: dal 1942 al 1943, fino alla rivolta eroica dei disperati, cui aveva partecipato. In questo lasso di tempo, nell'odore pestilenziale permanente, ha conosciuto ciò che nessuno dovrebbe vedere: lavorava lì dove le vittime, uomini, donne e bambini, andavano verso la morte. Era lui l'ultimo essere umano che le donne vedevano prima di soffocare nelle camere a gas.[...] Come ha fatto Rajchamnn a vivere e sopravvivere con i morti adattandosi così velocemente a situazioni così pietrificanti? Nel giro di ventiquattro ore, è colui che taglia i capelli ai condannati. Poi quello che smista i loro vestiti, frugando nelle tasche segrete. (Dalla postfazione di Elie Wiesel) Prefazione di Annette Wieviorka.
Baracche : appunti di prigionia 1944-1945 / Alessandro Dietrich
Sironi, 2007
Abstract: Dopo l'8 settembre Papà era nel nord d'Italia, si era rifiutato di firmare per la Repubblica Sociale Italiana, era ricercato e fu catturato a Cantù. Fu processato e condannato a morte ma ebbe la pena tramutata e fu deportato in Germania, prima a Dachau poi nel campo di Wietzendorf. Nel campo mio Padre ha iniziato a scrivere, appunti sparsi, una sorta di diario, riflessioni, quadretti paradossali e pensieri profondi, poesie e canti di dolore. Con mezzi di fortuna come è ovvio immaginare, con matite e carta impossibili da trovare. Una volta a casa, ha ripreso gli appunti e li ha trascritti in bella copia con la sua penna stilografica, correggendoli dove era da correggere, modificandoli, aggiungendo ulteriori memorie e immagini rivissute da ricordare. L'intero manoscritto poi l'ha regalato alla sua giovane moglie, sposata nel dicembre del 1949. Te li regalo, sono tuoi, ma tu non raccontare a nessuno cosa c'è scritto. Perché c'è scritto di morte, di fame e di dolore. Mamma ha rispettato questo suo volere, per sempre. Si è tenuta da conto quel manoscritto, come una reliquia, e non ne ha parlato mai con nessuno. Poi, dopo la morte di Papà, avvenuta nel luglio del 1985, ha voluto sciogliere quella promessa, ha ripreso questi fogli, e con pazienza e con passione li ha trascritti uno ad uno... (dall'Introduzione di Nanni Dietrich)
Cuori d'ombra : romanzo / Silvia Roncaglia, Antonio Ferrara
Salani, 2015
Abstract: Germania, 1943. I Goldman, una famiglia ebrea di Berlino già duramente provata dalla guerra e dalla persecuzione per leggi razziali antisemite del regime nazista, vengono internati a Terezin. Come molti altri ebrei tedeschi particolarmente in vista, anche loro credono si tratti di un trattamento privilegiato e s'illudono che Terezin sia davvero "la città donata da Hitler agli ebrei", come recita la propaganda nazista. Purtroppo la realtà è un'altra: Terezin si rivela un ghetto-lager di passaggio, e non è che l'anticamera dei campi di sterminio. Qui la sedicenne Sarah Goldman si trova, separata dai genitori, a fare i conti ogni giorno con fame, dolore, lavoro, malattie e privazioni di ogni tipo. Eppure, con la sua fiera bellezza e con la forza della giovinezza, Sarah riesce a trovare il coraggio per andare avanti, per farsi un'amica, per suonare ancora il suo violino, per coltivare sogni e speranze. Conoscerà anche l'amore, ma in un modo che in quel luogo e in quel tempo sembra inconcepibile, perché il giovane Franz che si è invaghito di lei è "il nemico", una SS, l'emblema del persecutore della sua razza. Inconfessabile e inspiegabile, in un luogo deputato all'odio, nasce però un sentimento tra la ragazza ebrea e il giovane nazista che vivono una storia segreta, proibita, dolcissima e amara: un amore fatto più d'ombra che di luce. Una storia delicata e potente, che porta con sé un messaggio universale di speranza, per non dimenticare mai.