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Trovati 7 documenti.
La rivoluzione egiziana / 'Ala al-Aswani ; traduzione e cura di Paola Caridi
Milano : Feltrinelli, 2011
Abstract: È successo tutto all'improvviso. Il 25 gennaio del 2011, gli egiziani, così apparentemente remissivi e faciloni, scendono per strada, si sollevano contro il regime di Mubarak, affrontano la polizia antisommossa, i servizi segreti, i cecchini. Diciotto giorni dura l'epopea della rivoluzione di piazza Tahrir, e alla fine il presidente è costretto a dimettersi. Gli egiziani hanno fatto la rivoluzione, una ribellione costata cara a un'intera generazione di giovani, che lascia sul terreno oltre mille morti per riportare la democrazia in un paese di antica tradizione liberale. Perché un popolo ritenuto tra i più pacifici si ribella con una sollevazione che sconvolge, per la sua portata, tutta la regione? Al-Aswani racconta l'Egitto che non abbiamo voluto vedere: l'Egitto della dissidenza. L'Egitto umiliato e oppresso, disperato e senza più dignità. L'Egitto che aveva deciso di fuggire, con i suoi emigranti e i suoi giovani, alla ricerca di un futuro certo e dignitoso. E racconta - poi - come un popolo, raggiunto il fondo, riesca a riscattarsi e a riguadagnare la sua fierezza. È un paese sconosciuto ai più, quello che descrive al-Aswani, da sempre critico severissimo del regime che Hosni Mubarak voleva passare a suo figlio Gamal. Eppure ne aveva scritto alla luce del sole, nei numerosi articoli pubblicati dai pochi giornali d'opposizione e raccolti ora in questo libro che spiega quello che è successo prima e durante la rivoluzione del 25 gennaio, e mette in guardia da un futuro senza libertà.
Il nord Africa brucia all'ombra dell'Europa / Michele e Yvonne Brondino
Milano : Jaca Book, 2011
Abstract: La rivolta tunisina che ambisce a trasformarsi in rivoluzione per una vera svolta democratica, ha colto tutti di sorpresa per la rapidità con la quale è riuscita a rovesciare uno dei regimi più autoritari grazie anche a nuove forme di lotta: la cyber rivoluzione. Questa rivolta però non ha nulla di sorprendente se si vanno ad esaminare le condizioni socio-economiche del paese nella morsa della crisi economica globale e della pressione ormai insostenibile del regime corrotto di Ben Ali. Non sorprende neppure l'effetto domino sugli altri paesi del Nord Africa fino all'Egitto, alla Libia e oltre, la cui situazione socio-politica ed economica è molto simile, aldilà delle diverse scelte a livello istituzionale e di sviluppo. Di fronte all'infiammarsi del Mediterraneo, saprà la sponda nord cogliere l'occasione per rimettere in causa l'ambigua politica di vicinato della fortezza Europa nei confronti dei suoi diretti dirimpettai in piena crisi, per rilanciare un nuovo partenariato economico, sociale, culturale e umano realmente solidale, capace di vedere oltre il business della globalizzazione d'impronta neocoloniale e oltre lo spauracchio del fondamentalismo islamico?
Il contagio / Loretta Napoleoni
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Impoverimento della classe media, disoccupazione dilagante, strapotere di una classe di privilegiati, corruzione: sono gli ingredienti che hanno scatenato la rivolta nei Paesi del Nord Africa e del Medioriente, ma sono anche i nostri stessi problemi. E oggi che questo cocktail politico è diventato ovunque esplosivo, la democrazia che avevamo creduto di esportare torna come un boomerang a colpire al cuore il nostro sistema malato. La democrazia vera: quella che può far cadere i nostri governi. Oggi infatti sono i Paesi del Sud del mondo a insegnarci il desiderio di libertà e la forza di reagire all'ingiustizia. E questo contagio non si può fermare, perché viaggia sulle ali dei social network. Allora viva la rivoluzione? Certo, sarà uno choc salutare che renderà più forti i nostri sistemi politici. Quelli che sopravviveranno.
Milano : Rizzoli, 2012
Abstract: Il 25 gennaio 2011 piazza Tahrir straripa di dimostranti. È ormai chiaro che le difese del potere si stanno sgretolando, la gente si è svegliata, l'esercito interverrà. Wael Ghonim scrive su Twitter: Buongiorno, Egitto! Mi sei mancato negli ultimi trent'anni. La scintilla della rivolta l'ha accesa lui, su facebook, coordinando la protesta dalla sua pagina Siamo tutti Khaled Said, dedicata al giovane torturato e ucciso dalla polizia nel giugno 2010. La reazione dei giovani egiziani, nauseati da decenni di soprusi e sfiancati da un regime inamovibile, è quasi miracolosa. E Wael finisce in prigione, arrestato con l'accusa di fomentare il dissenso. La sua prima intervista dopo il rilascio, appena emerso dall'incubo degli interrogatori, farà il giro del mondo: in lacrime davanti alle telecamere incita i suoi connazionali a continuare a manifestare. La ribellione riprende vigore e poche ore dopo Mubarak si dimette. Non sono io l'eroe: voi siete gli eroi! grida il giovane blogger alla folla, ed è per tutti il nuovo leader del movimento. A un anno da Piazza Tahrir, Wael Ghonim racconta quei giorni, le piazze affollate, il carcere, riflette sulle proteste popolari che oggi stanno percorrendo il pianeta, ma soprattutto ci ricorda come Internet sia stata fondamentale per abbattere un potere autocratico e violento. Come è accaduto? Come potrebbe accadere ancora, con altri poteri, in altre parti del mondo?
In ogni strada : voci di rivoluzione dal Cairo / a c. di Lorenzo Fe e Mohamed Hossny
Agenzia X, 2012
Abstract: Un libro da battaglia, curato da un giovane autore allo sbaraglio tra i clangori del conflitto sociale in Egitto. Narrazioni orali che esprimono l'urgenza di elaborare un epocale passaggio storico. Testimonianze lontane dai riflettori degli inviati internazionali, analisi che illustrano il punto di vista degli esponenti più irrequieti dei due principali tronconi dell'alleanza rivoluzionaria: i gruppi giovanili urbani e il movimento operaio. Il volume comprende alcuni documenti che descrivono gli altri due grandi attori in gioco: il consiglio militare (Scaf) e gli islamisti. Uno degli scopi di In ogni strada è quello di aumentare le possibilità di contatto tra le aree dei movimenti nostrani e quelli nordafricani, un processo in qualche modo già in corso: gli Indignados di Madrid e l'Occupy di New York e Londra hanno rinominato Piazza Tahrir Puerta del Sol, Zuccotti Park e lo spiazzo della cattedrale di St. Paul's, i rivoluzionari egiziani indossano maschere di Guy Fawkes mentre i proiettili della polizia militare sgomberano l'Occupy Cabinet. Il lavoro di selezione e traduzione dall'arabo è stato realizzato in stretta collaborazione con Mohamed Hossny, guida del curatore durante il suo soggiorno al Cairo nell'estate 2011, e costante fonte di informazioni e analisi politiche.
Il Cairo : la mia città, la nostra rivoluzione / Ahdaf Soueif ; traduzione di Nicoletta Poo
Donzelli, 2013
Abstract: Il 25 gennaio 2011, quando scoppia la rivoluzione in Egitto, Ahdaf Soueif, giornalista e scrittrice di fama internazionale, è colta da un unico, irrefrenabile istinto: scendere in strada per mescolarsi ai milioni di giovani che sciamano verso piazza Tahrir. Nessuno sa ancora, neppure lei, che la folla deciderà di fermarsi in quella piazza per diciotto interminabili giorni. Poco più di due settimane: il tempo di una rivoluzione tanto fulminea quanto covata per decenni. Diciotto giorni che hanno segnato la storia presente di un popolo tuttora in pieno fermento, raccontati da chi li ha vissuti in quel luogo simbolo della primavera araba. Ahdaf Soueif ci conduce per mano tra i vicoli affollati del Cairo in rivolta; ci fa respirare quella straordinaria atmosfera, quella spinta collettiva che porta il singolo a sentirsi finalmente parte attiva di una comunità. Giorno dopo giorno, notte dopo notte, l'autrice segue il succedersi dei drammatici sconvolgimenti che hanno determinato la caduta del regime di Hosni Mubarak il racconto, tuttavia, non si traduce mai in semplice cronaca: la storia che ho scritto non riguarda solo gli eventi oggettivi ma anche il modo in cui io, noi, li abbiamo vissuti, sentiti, interpretati. La rivoluzione, comunque, è un processo, ha una vita propria, che si dipana indipendentemente dal modo in cui i suoi stessi artefici l'avevano immaginata. E Ahdaf Soueif non può fermarsi a quei decisivi diciotto giorni: deve andare avanti, perché la rivoluzione stessa va avanti.
Fandango, 2011
Abstract: Negli anni Novanta in Egitto si poteva appena bisbigliare il nome di Mubarak. Al telefono si evitava di parlare di politica e di fare qualsiasi battuta sul presidente. Oggi, a distanza di vent'anni, milioni di egiziani hanno avuto il coraggio di ribellarsi contro la dittatura, affrontando i lacrimogeni, le pallottole di gomma e i proiettili sparati dalla polizia e dimostrando finalmente di essere riusciti a vincere le loro paure. Questo libro racconta i diciotto giorni della rivoluzione egiziana, iniziata il 25 gennaio 2011 in piazza Tahrir al Cairo. Diciotto giorni che hanno sconvolto l'Egitto rivissuti attraverso la penna di alcuni dei giovani protagonisti. I loro diari si concludono l'11 febbraio 2011, quando l'ottantatreenne presidente Hosni Mubarak è stato costretto a lasciare la presidenza, dopo quasi 30 anni al potere. I diari della rivoluzione raccoglie le voci e i ricordi di blogger, attivisti e giornalisti, per un racconto in presa diretta di quella che passerà alla storia come la prima rivoluzione promossa, supportata e diffusa dalla rete. Prefazione di Viviana Mazza. Introduzione di Hossam El-Hamalawy.