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Trovati 130 documenti.
Le Milieu, 2014
Abstract: Esistono da sempre due città, una legale e l'altra illegale, i cui confini si spostano a seconda delle epoche storiche e delle necessità economiche contingenti. Spesso gli abitanti di queste due città si sfiorano, interagiscono, confliggono. Sulle loro contaminazioni si costruisce il tessuto sociale. Quasi sempre gli abitanti della città oscura non hanno voce sui media ufficiali: sono un numero, una statistica o un titolo di giornale. "I dannati della metropli" nasce dalla necessità di far parlare i protagonisti del disagio e della devianza che vivono e attraversano le nostre metropoli. Sulle tracce di Danilo Montaldi e della scuola di Chicago, animato da un bisogno radicale di far uscire l'antropologia dalla torre d'avorio dell'accademia, Andrea Staid si è messo in ascolto delle voci della città oscura, senza pregiudizi. Con una ricerca che è frutto di anni passati con i migranti, iscrivendosi in maniera del tutto nuova al filone dell'antropologia delle migrazioni, contaminato con l'etnografia e la storia orale. Il cuore del saggio è rappresentato dall'analisi di un caso specifico spesso al centro della cronaca, su una via e più precisamente un grande palazzo soprannominato dalla stampa "il fortino della droga", situato in un quartiere centrale di ilano (via Bligny 42).
Chi sta male non lo dice / Antonio Dikele Distefano
Mondadori, 2017
Abstract: Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per “na Poto”, l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po’ più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. “Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri” le ripete continuamente. Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un’ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel –, ma poi si porta via tutto
Lettera agli italiani come me / Elizabeth Arquinigo Pardo ; postfazione di Andrea Sarubbi
People, 2018
Roma : Carocci Faber, 2003
Abstract: Il fenomeno dell’immigrazione ha provocato in Italia cambiamenti in quasi tutti i settori, e le professioni di aiuto in ambito sanitario, psicologico, educativo, assistenziale sono state tra le prime a esserne coinvolte. Il volume presenta, con un’ampia casistica tratta dall’esperienza quotidiana e una serie di esercizi pratici, le difficoltà e le opportunità della relazione d’aiuto transculturale. Offre un’analisi attenta dei metodi e delle strategie che consentono al dialogo transculturale di diventare effettivamente una risorsa, sia nel prendersi cura di persone che vengono da mondi culturali differenti, sia per ripensare, più in generale, le modalità di intervento relazionale anche con i nostri connazionali. Uno spazio specifico è dedicato ai figli di immigrati nel nostro paese, una questione che influenzerà sensibilmente il nostro futuro, che di essi ha bisogno.
Immigrato / Mario Fortunato, Salah Methnani
Theoria, 1990
Abstract: ritta da Mario Fortunato, la storia vera di Salah Methnani è il lungo viaggio di un ragazzo di Tunisi attraverso un'Italia tollerante e insieme razzista, generosa eppure violenta: da Palermo a Napoli, Roma, Firenze, Padova, Torino, e finalmente a Milano, nel cuore di un Occidente che non è poi così ricco e civile come si fantasticava. La sua è la storia di una disillusione ma anche di una presa di coscienza finale, che lo porterà a guardare i nuovi fenomeni dell'integralismo islamico e del terrorismo internazionale con gli occhi di chi crede che lo scontro di civiltà sia solo un'invenzione dei potenti della terra: nel Nord come nel Sud del mondo.
Chi sta male non lo dice / Antonio Dikele Distefano
Mondadori, 2018
Abstract: Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per “na Poto”, l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po’ più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. “Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri” le ripete continuamente. Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un’ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel –, ma poi si porta via tutto
Grazie : [ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti] / Riccardo Staglianò
Milano : Chiarelettere, 2010
Abstract: Provate a depennare questi nomi: Ibrahimovic, Kakà, Milito, Trezeguet, Pato, Mutu, Crespo, Zanetti, Lavezzi... Immaginate che dalla prossima partita nessuno di loro scenda in campo. Sarebbe un disastro. Oggi su 933 calciatori della serie A ben 322 sono stranieri. Un esempio da solo rivelatore. La realtà è che senza gli immigrati (compresi i clandestini) tutta l'Italia andrebbe a rotoli. Quasi il IO per cento del Pil italiano arriva dagli immigrati, una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Anche la Chiesa, anche gli ospedali. In Trentino, nella Val di Non, le mele le raccolgono i senegalesi, in Veneto i nigerini conciano le pelli per la preparazione dei giubbotti destinati a Hollywood, a Vedelago, nel cuore del leghismo veneto, sono loro ad assicurare il 90 per cento di riciclaggio dei rifiuti. A Reggio Emilia i facchini sono per lo più indiani, in Campania i sikh allevano le bufale, in Sicilia, senza i pescatori tunisini, la flotta di Mazara del Vallo non prenderebbe il mare. E i camionisti? Nel Nordest i due terzi sono albanesi e romeni, nessun italiano è capace di fare i loro turni. E chi terrebbe i nostri vecchi e i nostri bambini? E gli uffici chi li pulirebbe? E il pacco da consegnare? Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma a fare i mestieri che noi rifiutiamo. Basta raccontare una giornata di lavoro in italia per verificare che cosa realmente succede. Da nord a sud.
: Societa' editoriale vita, [2006?]
[Milano] : Rizzoli, 2010
Abstract: Sayed ha vent'anni. A undici è dovuto scappare dall'Afghanistan, lasciando la madre e la propria casa, per fuggire a chi lo voleva costringere a combattere con i talebani. È arrivato in Italia dopo nove anni di viaggio, tra stenti e periodi di prigionia, trattato in modo disumano. Quella di Sayed è solo una delle tante storie raccolte da Laura Boldrini nella sua lunga esperienza in prima linea. Cosa spinge migliaia di persone a cercare di raggiungere le coste italiane sfidando ogni pericolo? È giusto respingerli, come il governo italiano ha deciso di fare dal maggio 2009? Oggi nel dibattito pubblico si tende a considerare tutti i migranti allo stesso modo, mettendoli indistintamente in un unico grande calderone e presentandoli come minaccia alla sicurezza. Anche i rifugiati, da vittime di regimi e conflitti, finiscono per rappresentare un pericolo. Dalle parole di Laura Boldrini emerge una realtà invisibile all'opinione pubblica. L'autrice, che negli anni ha affrontato con passione e coraggio alcune tra le principali crisi umanitarie racconta la propria esperienza, maturata nell'incontro costante con il dolore di chi è costretto a scappare. Ma descrive anche l'Italia della solidarietà, spesso oscurata dai mezzi d'informazione: dagli uomini che mettono a rischio la propria vita per salvare in mare i naufraghi partiti dalle coste africane, alle tante persone che nel rapporto quotidiano con immigrati e rifugiati realizzano un'integrazione vera e spontanea.
La Qualita della vita delle famiglie immigrate in italia / a cura] Fondazione Silvano Andolfi
Angeli, 2003
Politiche e Servizi Sociali ; 157
Soldi di razza : l'economia multietnica in Italia / Massimiliano Melilli
Roma : Editori riuniti, 2006
Abstract: Oggi in Italia vivono più di tre milioni di immigrati regolari: un milione e mezzo di operai; trecentomila agricoltori di cui la metà impiegata in nero; centoventimila titolari di piccole e medie imprese. E poi un esercito di colf, badanti e baby-sitter: 400.000 secondo il ministero del lavoro, almeno il doppio per la Caritas. Ma accanto alla luce del lavoro onesto esiste un cono d'ombra di economia illegale: traffico internazionale di stupefacenti, racket della prostituzione, commercio di organi, clan che gestiscono il lavoro di colf, badanti, baby-sitter, mendicanti. Una dimensione di micro e macrocriminalità destinata a crescere anche se il rapporto crimine-immigrazione in Italia, è tra i più bassi a livello europeo. L'autore ha visitato luoghi e comunità di stranieri, ascoltato le loro storie e visto da vicino i loro mondi. Sullo sfondo, la scoperta di un'economia che incide sul Pil nazionale ma anche sul malaffare e sull'attività delle Procure antimafia. Uomini, storie, numeri nell'Italia eredità della Bossi-Fini.
Le Rosarno d'italia : storie di ordinaria ingiustizia / Stefania Ragusa
Vallecchi, 2011
Le stelle ;
Stranieri in casa nostra : immigrati e italiani tra lavoro e legalità / Francesco Daveri
Milano : EGEA : Università Bocconi, 2010
Abstract: Non c'è dubbio che casa nostra si sia riempita di stranieri, a un ritmo che in Europa, negli ultimi anni, hanno seguito solo gli spagnoli. Non c'è dubbio che provenendo da tutto il mondo, essi siano diversi da noi; non c'è dubbio che i problemi siano tanti e quello della relazione tra immigrazione e criminalità sia il problema dei problemi. Che pensare, che fare? Per affrontare i problemi e cogliere le opportunità occorre parlare anche di noi, non solo di loro. Occorre guardarci allo specchio. Perché anche noi ci sentiamo spesso stranieri a casa nostra: una delle ragioni, infatti, per cui gli immigrati ci appaiono così estranei ha a che vedere anche con l'italianissima abitudine all'informalità e all'ingiustizia. Se gli immigrati che arrivano delinquono da noi più che in altri Paesi, se una parte di loro viene in Italia per la ragione sbagliata, forse c'è qualcosa nelle nostre regole, nelle nostre istituzioni, nel nostro modo di stare insieme che attira da noi proprio questo tipo di persone e non altre. Il libro analizza dati, fatti, punti di vista e propone alcune idee per una migliore convivenza.
Albatros, 2025
Abstract: In Italia vivono oltre un milione di giovani con origini migratorie, nati o cresciuti nelle nostre città, che frequentano le scuole, parlano la lingua, condividono valori, aspirazioni e quotidianità con i loro coetanei italiani. Molti di loro si sentono realmente e pienamente italiani. Eppure la legislazione vigente continua a escluderli dalla cittadinanza, lasciandoli in una condizione di sospensione proprio nel delicato momento della formazione della loro soggettività e della loro coscienza civica, ritardando il pieno riconoscimento della loro identità e partecipazione sociale. Questo saggio affronta con rigore e apertura il tema della cittadinanza per le nuove generazioni con origini transnazionali, offrendo dati aggiornati, analisi culturali e riflessioni politiche. Propone uno spazio di approfondimento e di discernimento, necessario per affrontare con maturità una questione che non può essere ridotta a risposte semplicistiche o a perenni contrapposizioni. Un contributo essenziale per comprendere perché il diritto alla cittadinanza non sia soltanto una questione giuridica, ma un nodo cruciale del nostro presente e del nostro futuro.
Claudiana, 2013
Nostro Tempo ; 129
Crimini contro l'ospitalita : vita e violenza nei centri per gli stranieri / Donatella Di Cesare
Il Melangolo, 2014
Nugae ; 201
Oltre il mito : gli stranieri in Italia / Comunità di Sant'Egidio
Brescia : Morcelliana, 1990
Immigrati brava gente / Massimo Ghirelli
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 1993
Il risparmio e le rimesse degli immigrati / Fondazione Cariplo I.S.MU. ; a cura di Eugenio Zucchetti
Fondazione Cariplo, 1997
Quaderni I.S.MU. ;
Fondazione Cariplo, 1998
Quaderni I.S.MU. ;