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Trovati 694 documenti.
2. ed.
Laterza, 2013
Abstract: Cattivo tedesco. Barbaro, sanguinario, imbevuto di ideologia razzista e pronto a eseguire gli ordini con brutalità. Al contrario, bravo italiano. Pacifico, empatico, contrario alla guerra, cordiale e generoso anche quando vestiva i panni dell'occupante. Sono i due stereotipi che hanno segnato la memoria pubblica nazionale e consentito il formarsi di una zona d'ombra: non fare i conti con gli aspetti aggressivi e criminali della guerra combattuta dall'Italia monarchico-fascista a fianco del Terzo Reich. A distinguere fra Italia e Germania era stata innanzitutto la propaganda degli Alleati: la responsabilità della guerra non gravava sul popolo italiano ma su Mussolini e sul regime, che avevano messo il destino del paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Gli italiani non avevano colpe e il vero nemico della nazione era il Tedesco. Gli argomenti furono ripresi e rilanciati dopo l'8 settembre dal re e da Badoglio e da tutte le forze dell'antifascismo, prima impegnati a mobilitare la nazione contro l'oppressore tedesco e il traditore fascista, poi a rivendicare per il paese sconfitto una pace non punitiva. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito così per oscurare le responsabilità italiane ed è prevalsa un'immagine autoassolutoria che ha addossato sui tedeschi il peso esclusivo dei crimini dell'Asse, non senza l'interessato beneplacito e l'impegno attivo di uomini e istituzioni che avevano sostenuto la tragica avventura del fascismo. ‘Il cattivo tedesco e il bravo italiano’ è uno stereotipo da rivedere che ha consentito di evitare molti conti con la nostra cattiva coscienza. Corrado Augias, “la Repubblica”. L’umanità dei nostri connazionali – benché fascisti – e la bruta violenza degli scherani di Hitler: assoluzione da un lato, demonizzazione dall’altro. Un mito autogratificante che è servito a rimuovere i crimini dell’imperialismo fascista, la guerra di aggressione contro le ‘potenze democratiche’, la persecuzione antisemita, le violenze commesse ai danni di ‘nazioni inermi’ sottomesse all’Asse. Nello Ajello, “la Repubblica”. La mancata Norimberga italiana avrebbe alimentato e consolidato l’oblio collettivo. La Resistenza e la sua narrazione divennero invece il luogo del riscatto e del riconoscimento della diversità tra italiani e tedeschi. Focardi sintetizza un’intensa stagione di riflessioni su un tema ineludibile. Bruno Maida, “L’Indice”. Con grande finezza interpretativa Focardi restituisce spessore ai fatti confrontandosi con le diverse narrazioni – la storiografia, la letteratura, il cinema – raccolte intorno alla vicenda dell’Italia durante la seconda guerra mondiale. Giovanni De Luna, “Tuttolibri”. Filippo Focardi ricostruisce le spinte che hanno creato l’immagine dell’italiano ‘buono’, vittima della ferocia dei tedeschi: un impasto dal quale derivò quell’attitudine autoindulgente di cui gli italiani non si sono mai liberati. Giuseppe Berta, “l’Espresso”.
Il fascino del persecutore : George L. Mosse e la catastrofe dell'uomo moderno / Emilio Gentile
: Carocci, 2018
Quality paperbacks Carocci ; 519
Il fascismo degli antifascisti / Pier Paolo Pasolini
Garzanti, 2018
Abstract: La riflessione sul fascismo e sulla sua evoluzione storica attraversa tutta l'opera di Pasolini: questo volume raccoglie alcuni dei suoi testi più significativi scritti sull'argomento tra il settembre 1962 e il febbraio 1975. Prendendo coraggiosamente posizione contro un antifascismo di maniera ormai fuori tempo massimo, Pasolini mette in guardia da una nuova forma di fascismo, più subdola e insidiosa, intesa «come normalità, come codificazione del fondo brutalmente egoista di una società». È il sistema dei consumi, che a partire dagli anni Sessanta si è reso responsabile dell'omologazione culturale del paese: un potere senza volto, senza camicia nera e senza fez, ma capace di plasmare le vite e le coscienze. A distanza di oltre quarant'anni, questi interventi mantengono intatta la loro forza critica, permettendo di cogliere alcuni dei tratti più profondi dell'Italia di oggi.
Torino : Einaudi, copyr. 2009
Abstract: Il fascismo, nella sua forma più pura, è la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio. Il sociologo ottuso, a cui manca il coraggio di riconoscere il ruolo predominante della irrazionalità nella storia dell'umanità, considera la teoria fascista della razza soltanto un interesse imperialistico, per dirla con parole più blande, un pregiudizio. Lo stesso dicasi per il politico irresponsabile e retorico. L'intensità e la vasta diffusione di questi pregiudizi razziali sono la prova che essi affondano le loro radici nella parte irrazionale del carattere umano. La teoria della razza non è una creazione del fascismo. Al contrario: il fascismo è una creazione dell'odio razziale e la sua espressione politicamente organizzata. Di conseguenza esiste un fascismo tedesco, italiano, spagnolo, anglosassone. L'ideologia razziale è una tipica espressione caratteriale biopatica dell'uomo orgasticamente impotente.
E/O, 2014
Abstract: Un ragazzo ebreo e uno non ebreo aspirano segretamente a scambiarsi i ruoli. Corrado, quindicenne, ha partecipato all'abbattimento dei busti di Mussolini e dei fasci littori la notte del venticinque luglio. È ebreo e si aspetta che il nuovo governo abolisca le leggi razziali. È sicuro che il prossimo anno scolastico potrà frequentare in mezzo agli altri il mitico liceo Visconti, ma i giorni passano senza che nulla cambi, anzi... Leandro abita in una grande e vecchia casa piena di ombre e misteri con un'anziana parente russa e, fin dal primo momento in cui ha incontrato Corrado in un cinema, cerca spasmodicamente di fare amicizia con lui. Per Corrado il braccialetto a cerchi d'oro di sua madre è il simbolo di un passato benessere sociale, di un tempo in cui vedeva la madre giovane, vitale e combattiva. Man mano che le Leggi prendono piede i genitori gli appaiono invece sempre più spenti, rinchiusi in un mondo di pensieri piccoli e meschini, e comincia a sentire nei loro confronti un crescente disprezzo. Nel momento in cui le famiglie ebree raccolgono l'oro a causa del ricatto tedesco, Corrado apprende che il braccialetto non c'è più. I suoi l'hanno venduto senza neanche dirglielo. Ma la verità non è quello che sembra.
In Italia ai tempi di Mussolini : viaggio in compagnia di osservatori stranieri / Emilio Gentile
Mondadori, 2014
Abstract: La sera del 29 ottobre 1922, alla stazione di Milano, tra una folla di giovani armati in camicia nera, il corrispondente dall'Italia del Chicago Daily News, Edgar Ansel Mowrer, scorse Benito Mussolini. Il giornalista gli si avvicinò e gli chiese: Signor Mussolini, mi dice cosa succede?. Non lo sapete? rispose lui. Vado a Roma per instaurare il fascismo. Congratulazioni soggiunse Mowrer, e salì sul treno che il giorno dopo avrebbe portato il duce del fascismo alla conquista del potere. Inizia così, alla vigilia della marcia su Roma, questo particolarissimo viaggio nell'Italia di Mussolini, ripercorso, nelle sue tappe cruciali, a partire dalle pagine che giornalisti, studiosi, viaggiatori e scrittori stranieri dedicarono alle vicende del nostro paese negli anni più tragici del Novecento. Un viaggio durato oltre un ventennio, dalla Grande guerra alle lotte operaie e contadine del biennio rosso, dalle violenze squadriste ai fasti dell'Italia imperiale sino ai giorni bui della seconda guerra mondiale, quando l'Italia finì sotto le ruote della storia.
Neri Pozza, 2015
Abstract: Il conflitto contro l'Etiopia, scoppiato il 3 ottobre del 1935, rappresenta uno dei momenti più bui della storia d'Italia: una guerra dispendiosa, costellata di atrocità impunite e su cui negli anni calò “una spessa cortina fumogena”. Fu “la più grande campagna coloniale che la Storia ricordi”, con numeri paragonabili a quelli dei francesi in Algeria e degli americani in Vietnam. Basti pensare che l'Italia inviò mezzo milione di soldati, un'aviazione all'avanguardia, una flotta preparata e ben cinquantamila volontari. Il massiccio sfoggio di forze era giustificato dalla vera motivazione politica del conflitto: Mussolini voleva fondare la “grandiosa nuova Italia”, uno stato capace di conquistarsi il suo posto al sole e di competere con le grandi potenze mondiali. In più, riteneva che con il conflitto gli industriali gli sarebbero stati debitori per l'incremento dell'industria bellica, il ceto medio avrebbe rimpolpato le file dei ministeri coinvolti e il proletariato avrebbe partecipato alle mobilitazioni. Articolato in cinque sezioni, il saggio di Belladonna si serve delle teorie degli storici Giorgio Rochat e Anthony Mockler per analizzare i mesi precedenti allo scoppio; segue l'avanzata dell’aviazione e la flotta del Duce; descrive il massacro di Debrà Libanòs; insiste sugli effetti del gas impiegato da Mussolini (il cui uso è stato ammesso dall’Italia soltanto nel 1996), spingendosi persino in Somalia o nei Balcani a rintracciare altri esempi scellerati di un colonialismo italiano a dir poco disumano.
Pio XI, Hitler e Mussolini : la solitudine di un papa / Emma Fattorini
Torino : Einaudi, copyr. 2007
Abstract: Negli ultimi anni della sua vita, Pio XI manifesta un acuto e crescente rifiuto dei totalitarismi. Dalla fine del 1936 fino alla sua morte, avvenuta il 10 febbraio 1939, si radicalizza la sua condanna per gli aspetti anticristiani e disumani del nazismo e del fascismo: le discriminazioni su base razziale, l'esasperazione dei nazionalismi, la persecuzione degli ebrei, diventano per l'anziano e malato pontefice assolutamente inaccettabili. Un'intolleranza vissuta largamente in solitudine. Alla luce della nuova documentazione emersa dall'Archivio Segreto Vaticano, le voci su un Pio XI che negli ultimi anni della sua vita, quasi isolato nella curia, è sempre più solo nella sua intransigenza verso il nazismo, e sul senso di sollievo che si sarebbe respirato alla sua morte, perdono i contorni leggendari per diventare una nuova, solida, pagina della storia contemporanea e della storia della Chiesa.
La lunga notte / Emilio Tadini ; prefazione di Mauro Bersani
Torino : Einaudi, 2010
Abstract: Seguendo le tracce di un tesoro che sembra sia stato abbandonato alla fine della guerra dall'esercito tedesco in ritirata, un giornalista arriva sul lago di Como, nella villa di un ex gerarca fascista. Ma il gerarca è appena morto. E in una lunga notte, Sibilla, la sua vedova, ne racconta la storia. Una specie di poema, secondo le sue intenzioni. Ma poema o cronaca, anzi, cronaca nera che sia, in questa storia del comandante c'è, bene o male, anche la storia dell'Italia, dal primo fascismo fino ai giorni nostri. La Roma degli anni prima della guerra, la Milano della Repubblica di Salò e dei giorni della Liberazione... Qui, poi, a proposito della Milano di quel periodo, il giornalista raddoppia il racconto di Sibilla ricordando i suoi ricordi di ragazzino: un aprile sfolgorante in cielo e in terra, le luci che si riaccendono di colpo dopo tutto quel nero, dopo quella specie di interminabile passaggio attraverso le strade e le case di una città infernale... Come se il racconto si sforzasse di rifondare miticamente una realtà, una città... E nel racconto del giornalista entra in scena una specie di soggetto collettivo.
Mussolini : l'ultima notte / Gianni Clerici
[Milano] : Rizzoli, 2007
Abstract: Nella notte che precede la sua fucilazione, Mussolini, prigioniero dei partigiani insieme a Claretta Petacci, rivive in un delirio allucinato l'intera sua parabola: gli anni da rivoluzionario e la propaganda interventista alla vigilia della Prima guerra mondiale, la marcia su Roma e il delitto Matteotti, la conquista dell'impero e la catastrofe della sconfitta a fianco dei tedeschi. Davanti a lui sfilano i fantasmi delle persone che hanno popolato la sua vita: le tante donne, da Margherita Sarfatti alla moglie Rachele alla figlia Edda, avversari politici e tirapiedi, fino a Hitler che scatena nel duce una sorta di furore erotico. Il talento narrativo di Clerici concentra in una sola notte la drammatica rappresentazione, venata di grottesca follia, di una tragedia italiana.
La contessa nera : Lomellina, 1921 / Umberto De Agostino
Frilli, 2014
Abstract: Giulia Mattavelli è l’eroina nera della Lomellina, terra di risaie, di braccianti e di agrari. Nel 1921 la spietata e intrigante seduttrice di ras fascisti guida le squadre d’azione al fianco del suo convivente, il conte Cesare Carminati di Brambilla. Le basi si trovano nel castello e nella cascina Cerino di Semiana. Il 22 luglio un giovane squadrista, Ettore Casiraghi, è assassinato fra le mura del castello. Il maresciallo dei carabinieri di Mede, Angelo Pesenti, avvia le indagini in un clima avvelenato dalle violenze squadriste. Lo affianca il brigadiere Carlo Massobrio. Nella vicenda, che tocca anche le cittadine di Mortara e di Mede, si stagliano le figure del ras fascista Cesare Forni, del giornalista Carlo Cordara e del sindacalista Paolo Moro. Senza dimenticare Benito Mussolini.
Da noi non può succedere / Sinclair Lewis ; prefazione di Federico Rampini
Passigli, 2016
Abstract: Da noi non può succedere è l'unico altro romanzo di Sinclair Lewis che ha la profondità dei suoi capolavori Main Street e Babbit. È una grande narrazione sulla fragilità della democrazia e, allo stesso tempo, una previsione allarmante, sinistra, di come il fascismo - o, meglio, il populismo - possa prendere piede anche negli Stati Uniti. Scritto negli Anni Trenta dello scorso secolo, durante la 'Grande Depressione', quando il paese poco si curava dell'aggressività di Hitler, Da noi non può succedere unisce una visione satirica della politica allo spaventoso e possibile avvento di un Presidente che si fa dittatore per 'salvare' la nazione dai nemici, dalla criminalità e dalla stampa libera. Un Presidente che ricorda molte delle posizioni di Donald Trump. Pubblicato nel 1935, questo romanzo preveggente e scioccante rimane ancora attuale non solo per gli Stati Uniti, ma anche per tutto l'Occidente, dove il populismo sta avanzando. Romanzo quindi a sfondo 'politico', ma godibilissimo per la sua ampia narrazione e per i numerosi personaggi della società degli Stati Uniti ancora pienamente attuali. Un romanzo che mostra la forza della migliore narrativa americana.
Giunti, 2008
Abstract: Sorto dopo la fine della Grande Guerra, il fascismo si affermò come un movimento di massa il cui obiettivo principale era quello di arrivare alla guida del paese distruggendo la democrazia parlamentare. Quando nell'ottobre del 1922, a conclusione della marcia su Roma, Benito Mussolini fu incaricato di formare un nuovo governo, in Italia si registrò una svolta di portata storica: era la fine dello stato liberale e delle istituzioni rappresentative. Una fase drammatica per la storia italiana, che si concluse solo il 25 aprile 1945. Il libro analizza eventi, problemi e personaggi di un ventennio che suscita ancora oggi discussioni e polemiche: la fondazione dei fasci di combattimento, lo squadrismo, la marcia su Roma e il delitto Matteotti, il regime di massa, l'inquadramento degli italiani e le forme del "consenso", i rituali e l'estetica del potere, l'economia e la società, il mito del Duce, le personalità della politica e della cultura, il fascismo italiano e i fascismi europei, la politica estera e la proclamazione dell'Impero, la tragedia della guerra, l'occupazione nazista e la Repubblica di Salò. Un'esperienza che ha segnato la storia dell'Italia del Novecento allungando le sue ombre sull'Italia repubblicana. Più di 300 immagini e oltre 50 schede di approfondimento accompagnano la storia del Ventennio, gli anni del regime fascista in Italia. Dalle origini del movimento alla presa del potere, dall'alleanza con Hitler alla disfatta della Seconda guerra mondiale fino agli epigoni del Dopoguerra.
L'Italia di Mussolini : 1915-1945 / Richard J. B. Bosworth ; traduzione di Alessio Catania
Oscar Mondadori, 2009
Abstract: Come era l'Italia che vide affermarsi Benito Mussolini? Quali erano i meccanismi politici, ma anche la cultura, la società e il contesto economico che resero possibile l'ascesa del dittatore di Predappio? In questo libro, seguito ideale della sua biografia del Duce, Richard Bosworth risponde a tali domande con una ricerca approfondita, che mette in luce come Mussolini non fu affatto un italiano atipico, un uomo isolato che riuscì a imporre la sua volontà a un paese sostanzialmente estraneo alle sue prospettive sociali e politiche: al contrario, egli fu un italiano in senso pieno e incarnò lo spirito più profondo della nazione italiana, ne interpretò gli umori più veri e assecondò una serie di interessi e di forze che lo precedevano e che avrebbero continuato a vivere anche dopo la sua morte. Seguendo questa prospettiva, il lavoro di ricostruzione del complesso tessuto sociale italiano di quegli anni, fatto di partiti, associazioni, gruppi di interesse, movimenti di intellettuali, centri di potere, diventa un modo di capire e illustrare l'ascesa e il declino del partito fascista e del suo capo.
Feltrinelli, 1980
Storia Feltrinelli ;
Cronache di poveri amanti / Vasco Pratolini ; introduzione di Ruggero Jacobbi
Mondadori, 1981
Gli Oscar ; 995
Abstract: Via del Corno è troppe cose per essere solo una strada: in quei cinquanta metri privi di marciapiedi e di interesse, esclusi dal traffico e dalla curiosità, ci si può imbattere nel meglio e nel peggio del mondo, in cuori e cervelli malati di ossessioni e desideri, ma soprattutto nell'autenticità di un gruppo di persone che usa dire noi. Via del Corno è tutta udito, e anche quando le finestre sono chiuse, le vicende, le rivalità, gli amori di uomini e donne si intersecano, si mischiano, trapassano da muro a muro. Finché, inevitabilmente, si confondono con il secolo e i suoi eventi: il Duce, il regime, la violenza politica, la repressione.
Rapporto al Duce / a cura di Giordano Bruno Guerri
Bompiani, 1978
Tascabili Bompiani ; 111
Abstract: Un trimestre – da gennaio ad aprile 1942 – per fare il punto sullo stato di salute del Partito Nazionale Fascista: ecco lo scopo di Mussolini nel momento in cui convoca a Palazzo Venezia i novantasei federali, a capo delle organizzazioni provinciali del partito. All’ordine del giorno la situazione del PNF, i suoi rapporti con le organizzazioni cattoliche, l’economia e il mondo del lavoro, il sentire degli italiani nei confronti del conflitto mondiale. Sono temi scottanti, di grande attualità; il duce ascolta, interroga, tiene lunghi discorsi sulla storia, la politica, la guerra. In quest'opera si presenta il testo stenografato di quelle conversazioni, un documento eccezionale da cui affiora l’autoritratto di un regime sul viale del tramonto: i testi ci restituiscono un paese disorientato, stanco, povero, la cui facciata “imperiale e guerriera” comincia a mostrare tutta la sua inadeguatezza. Le note di Guerri sul fascismo, la scelta dei discorsi di Mussolini, la ricostruzione storica del partito e della sua organizzazione territoriale offrono uno sguardo realistico e al tempo stesso disincantato sull’autunno del regime che per un ventennio fu al timone del Paese.
Laterza, 1967
Universale Laterza ; 53
Perche e come cadde il fascismo : 25 luglio, crollo di un re- gime / Gianfranco Bianchi
Mursia, 1972
Biblioteca di Storia Contemporanea ; 1
Milano : Piemme junior, 2009
Abstract: Roma, 1938. Dopo la morte della mamma, Maddalena e suo padre Marco, giornalista, si trasferiscono in una nuova casa. Sono gli anni che precedono la seconda guerra mondiale e in tutta Italia cresce la tensione tra fascisti e antifascisti. Accusato di complottare contro il regime, Marco viene arrestato e Maddalena si trova improvvisamente sola. Chi si prenderà cura di lei? Un'amica del padre si offre di aiutarla, ma la ragazzina, all'insaputa di tutti e con l'aiuto del suo nuovo amico Nino, decide di cavarsela da sola...