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Trovati 1369 documenti.
Economisti per caso / Paul Krugman
: Il sole 24 ore, 2012
Igrandi della scienza Il sole 24 ore ; 20
Lo sviluppo e' liberta' / Amartya Sen
: Il sole 24 ore, 2012
Igrandi della scienza Il sole 24 ore ; 13
Einaudi, 2018
Abstract: Richard Thaler, vincitore del premio Nobel per l'economia 2017, ha dedicato l'intera carriera a studiare l'idea radicale per cui gli agenti economici sono individui prevedibili e inclini a commettere errori. Misbehaving è il resoconto affascinante e divertente della sua lotta per riportare una disciplina accademica con i piedi per terra e per cambiare il modo in cui pensiamo l'economia, noi stessi e il mondo. La teoria economica tradizionale assume che gli individui siano razionali. Fin dall'inizio della sua ricerca, Thaler ha compreso che questi automi non somigliavano affatto alle persone vere. Quando acquistiamo una radiosveglia o chiediamo un mutuo, siamo tutti vittime di distorsioni cognitive che ci allontanano dai criteri di razionalità postulati dagli economisti. In altre parole ci comportiamo in modo anomalo e, ciò che più conta, con serie conseguenze. Inizialmente sottovalutato dagli economisti come un campo divertente ma irrilevante, lo studio degli errori degli esseri umani e dei loro effetti sul mercato ora guida gli sforzi per migliorare le decisioni nelle nostre vite, nelle imprese e nelle politiche pubbliche.
Psicoeconomia : gestire fallimenti realizzare successi / Giorgio Nardone, Simone Tani
Garzanti, 2018
Abstract: In che modo la mente, con il suo bagaglio di condizionamenti emotivi, sociali e culturali, incide sul processo decisionale quando ci troviamo a compiere scelte – anche le più banali e quotidiane – che riguardano i profitti o le perdite? Possiamo fidarci della nostra razionalità o corriamo il rischio di cadere in trappole e ostacoli invisibili ma che, con una maggiore competenza delle dinamiche in corso, potremmo evitare? Nelle moderne società complesse infatti, l’agire economico richiede elevate abilità sociologiche e strategiche senza le quali il rischio di essere abbagliati dal rapido successo o quello di essere bloccati dai timori e travolti dalla rabbia è sempre dietro l’angolo. Gli studiosi Giorgio Nardone e Simone Tani affrontano in questo libro uno dei temi più discussi e controversi dei nostri giorni muovendosi al confine tra psicologia ed economia e fornendo al lettore strumenti utili a evitare gli errori più comuni e renderci più capaci e liberi nelle decisioni da prendere, soprattutto quando in ballo ci sono i nostri averi e il nostro successo personale.
L'età della disgregazione : storia del pensiero economico contemporaneo / Alessandro Roncaglia
Laterza, 2019
Abstract: Il pensiero economico contemporaneo non è un monolite, caratterizzato da un ‘pensiero unico’, a differenza di come spesso viene presentato e percepito. È un confronto anche acceso tra scuole di pensiero, le cui radici vengono spesso dimenticate quando il confronto riguarda una misura di politica economica o un aspetto specifico, come la spiegazione di una crisi o la valutazione del benessere e della povertà. Invece, è proprio il richiamo continuo a queste radici a dare un senso al confronto, a renderne chiari i termini e le implicazioni. Il libro si apre con due capitoli di illustrazione del retroterra (impostazione classica e marginalista, Marx) e dei precursori immediati come Keynes e Schumpeter, a cui seguono due ampi capitoli dedicati ai ‘giganti del secolo breve’: Hayek e Sraffa. Le pagine centrali del libro affrontano invece i filoni e gli orientamenti di ricerca dominanti, il cosiddetto mainstream: microeconomia e macroeconomia, i diversi rami del pensiero neoliberista, economia applicata ed econometria. Segue un’illustrazione di filoni di ricerca che man mano si distaccano dal paradigma dominante: economia comportamentale e razionalità limitata, la teoria dei mercati finanziari e delle crisi, la macroeconomia post-keynesiana, marxismo, evoluzionismo, istituzionalismo. Conclude un capitolo dedicato all’etica in economia e al problema del potere.
Einaudi, 2020
Abstract: "Il consolidamento del potere del mercato specialmente nella finanza e nell’industria tecnologica – spiega Stiglitz – ha portato a un’esplosione della diseguaglianza. La situazione è drammatica: poche corporations dominano interi settori dell’economia, facendo impennare la diseguaglianza e rallentando la crescita. La finanza ha scritto praticamente da sola le proprie regole; le compagnie tech hanno accumulato grandi quantità di dati personali senza controllo e il governo americano ha negoziato accordi commerciali che non rappresentano gli interessi dei lavoratori. Sono troppe le persone che si sono arricchite sfruttando gli altri invece che attraverso la creazione di ricchezza. Le nuove tecnologie possono rendere la situazione peggiore, accrescendo diseguaglianza e disoccupazione. Le vere fonti della ricchezza e della crescita, per Stiglitz, sono gli standard di vita, basati sull’apprendimento, il progresso della scienza e della tecnologia e le regole del diritto. Gli attacchi al sistema giudiziario, universitario e delle comunicazioni, danneggiano le medesime istituzioni che da sempre fondano il potere economico e la democrazia. Tuttavia, per quanto ci si possa sentire indifesi oggi, non siamo, tutti noi, senza potere. In effetti, le soluzioni economiche sono spesso abbastanza chiare. Dobbiamo sfruttare i benefici del mercato ma nello stesso tempo domare i suoi eccessi, assicurandoci che lavorino per noi cittadini – e non contro di noi. Se un numero sufficiente di persone sosterrà l’agenda per il cambiamento che viene delineata in questo libro, può non essere troppo tardi per creare un capitalismo progressista che realizzi una prosperità condivisa."
Mondadori, 2020
Abstract: I corsi e i ricorsi della storia ci insegnano che le mafie da sempre sfruttano eventi drammatici e crisi per incrementare il proprio giro di affari, dall'epidemia di colera che nell'Ottocento decimò la popolazione di Palermo e Napoli, fino ai più recenti terremoti da cui l'Italia si sta ancora rialzando. L'attuale emergenza economico-sanitaria innescata dall'epidemia da Covid-19 rappresenta quindi per le mafie un'occasione: oggi come ieri, ma con metodi sempre più sofisticati, cercheranno di trarne vantaggio usando la corruzione per infiltrarsi nelle tante increspature dell'economia legale e soprattutto della politica. Secondo l'Istat, già nel giugno 2020 il 38 per cento delle aziende italiane segnalava rischi di sostenibilità della propria attività, mentre il 51,5 per cento prevedeva di avere problemi di liquidità entro la fine dell'anno. Le uniche «aziende» a non aver risentito minimamente della crisi, come rivelano i dati forniti dal ministero dell'Interno, sono proprio le mafie. Anzi, tra marzo e luglio 2020, i reati ascrivibili a organizzazioni criminali sono sensibilmente aumentati rispetto allo stesso periodo del 2019, toccando un picco del +17 per cento per quanto riguarda il riciclaggio e il reimpiego dei capitali. «Le mafie sono sempre state considerate un problema di ordine pubblico, da contrastare con manette e sentenze» osservano Nicola Gratteri e Antonio Nicaso. «Purtroppo, sono ben altro e andrebbero combattute anche sul piano culturale, sociale ed economico.» È questo lo snodo centrale su cui Gratteri e Nicaso insistono, perché «sono in molti a essere avvezzi alla logica della corruzione, ovvero a quella forma di "ossigeno illegale" che altera le regole del mercato e stravolge i principi della democrazia». Per fermare questo scandaloso e letale fenomeno, che non riguarda soltanto il nostro Paese ma è ormai di portata globale, è necessario proporre riforme e leggi più incisive, condivise dall'intera Europa, che possano finalmente liberarci «da quelle ambigue articolazioni di potere dedite alla propria conservazione, pronte a saccheggiare qualsiasi risorsa calpestando ogni cosa, anche la pietà».
Vol.$2: Economia, religione, societa' / a cura di Edoardo Bressan
: Cattaneo, 2007
Fa parte di: Storia della Brianza
Abstract: Brianza. Un nome che evoca, da un lato, immagini di armoniosi paesaggi, dall'altro visioni sconcertanti di una eccessiva urbanizzazione. Fra queste due icone, testimonianze visive del passato e del presente ancorché tuttora miracolosamente coesistenti, si è svolta la storia della Brianza. Un percorso storico, quindi, che non vale solo per le importanti vicende che lo connotano ma, soprattutto, come paradigma dei processi generali di trasformazione dell'ambiente naturale e umano. Quest'opera, in sette volumi, si propone di analizzare le peculiarità di una terra che, al di là delle divisioni amministrative intervenute negli ultimi due secoli, ha sempre mantenuto i caratteri di un ambito geografico umano omogeneo e definito.
I sette peccati capitali dell'economia italiana / Carlo Cottarelli
Feltrinelli, 2018
Abstract: Perché l'economia italiana non riesce a recuperare? Secondo Carlo Cottarelli esistono alcuni ostacoli molto ingombranti. Sono i sette peccati capitali che bloccano il nostro paese: l'evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Nord e Sud, la difficoltà a convivere con l'euro. Quali sono le cause di questi peccati? Davvero commettiamo più errori degli altri Paesi? Ma, soprattutto, ci sono segnali di miglioramento e speranza per il futuro? Dopo un'esperienza decennale da dirigente del Fondo monetario internazionale, Cottarelli risponde a queste domande con un linguaggio semplice ma rigoroso. Dimostra che se i segnali positivi sono ancora parziali e moltissimo resta da fare, la precarietà che impedisce la nostra ripresa non è legata a un destino che siamo costretti a subire. Un saggio necessario che guarda al futuro con realismo, ma anche con una consapevole fiducia.
La quarta rivoluzione industriale / Klaus Schwab ; prefazione di John Elkann
FrancoAngeli, 2016
Abstract: Supercomputer portatili e disponibili ovunque. Robot intelligenti. Veicoli autonomi. Aumento delle capacità cerebrali grazie alla neuro-tecnologia. Scrittura del codice genetico. Le innovazioni frutto di scoperte e ricerche scientifiche permeano già le nostre vite e sono al centro della vita pubblica. Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, è convinto che siamo tuttavia solo all'inizio di una trasformazione che modificherà radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo. Una trasformazione che Schwab non esita a definire "quarta rivoluzione industriale". Le rivoluzioni industriali hanno in passato permesso all'uomo di non dover più dipendere dalla propria forza e da quella degli animali, rendendo possibile la produzione di massa e dotando milioni di persone di competenze digitali. La quarta rivoluzione industriale sarà invece caratterizzata dalla presenza di nuove tecnologie che, combinando sfera fisica, digitale e biologica, genereranno conseguenze in tutte le discipline e in tutti i settori economici e produttivi, arrivando a mettere in discussione persino il significato di "essere umano". I cambiamenti e le trasformazioni di questa nuova rivoluzione industriale produrranno grandi opportunità, ma anche, inevitabilmente, enormi rischi: l'incapacità di adattamento delle organizzazioni; le difficoltà da parte delle istituzioni ad adottare e regolamentare le nuove tecnologie; le criticità in termini di sicurezza generate da nuovi poteri; il possibile aumento delle diseguaglianze; la frammentazione della società. Schwab esamina e discute le principali conseguenze che la quarta rivoluzione avrà su governi, aziende, società civile e singoli individui, avanzando proposte per contenerne gli effetti negativi. L'analisi dell'autore si fonda sulla convinzione che la quarta rivoluzione industriale possa essere gestita nella misura in cui si svilupperanno forme di collaborazione capaci di superare i confini geografici e le delimitazioni settoriali e disciplinari.
Globalizzazione : una mappa dei problemi / Danilo Zolo
Roma : Laterza, 2006
Abstract: Una mappa dei principali problemi che vengono discussi sotto l'etichetta della globalizzazione, nell'intento di limitarne l'uso retorico o puramente ideologico. Un'indagine che si indirizza verso ogni aspetto del fenomeno: l'economia, le comunicazioni di massa, la politica interna e internazionale, il diritto e le strategie militari. L'analisi è arricchita da una carrellata delle posizioni più rilevanti e degli autori più significativi, da Ulrich Beck a Zygmunt Bauman, da Joseph Stiglitz a Luciano Gallino. Il percorso che ha portato dal boom della new economy alla guerra in Iraq e dall'esplosione di Internet alla crisi degli Stati nazionali è valutato come un processo inevitabile, ma governabile per evitare crisi e disuguaglianze.
[Milano : Terre di mezzo] : Altra economia, 2005
Abstract: Che cos'è la ricchezza e come la si misura? Nell'agosto del 2000, il governo francese affida al filosofo Patrick Viveret una missione impossibile: ripensare quel che nella vita umana rappresenta un valore e proporre, sulla base di questi criteri, un nuovo sistema di contabilità nazionale. Un modo per sottrarsi alla monocultura del PiI, il Prodotto interno lordo, considerato ormai da molti un termometro malato. Il lavoro di Vivaret, suddiviso in due rapporti successivi, getta le basi, e detta persino una possibile agenda, per coinvolgere una rete internazionale di ricercatori, con il sostegno dei governi e dell'opinione pubblica.
Milano : Mondadori, 2008
Abstract: Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. In un mondo rovesciato, oggi il superfluo costa meno del necessario. Vai a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette; stiamo consumando le risorse del pianeta; e dal mondo non vengono segnali di pace. Giulio Tremonti ha compreso ciò che sta emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro, fatto di disoccupazione e bassi salari, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l'Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono sia i numeri della popolazione, sia i numeri della produzione. Tremonti racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le spietate dinamiche della finanza internazionale, delineando i contorni della crisi globale di cui ogni giorno vediamo singoli episodi. Ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento e vincere la paura. La pianta della speranza non può nascere solo sul terreno dell'economia, ma su quello della morale e dei principi. Si tratta di rifondare la politica europea a partire da sette parole d'ordine: valori, famiglia e identità; autorità; ordine; responsabilità; federalismo. E in tutti questi campi bisogna ritornare alle radici dell'identità europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria rispetto al '68 e ai suoi errori.
Rizzoli, 2009
Abstract: La politica della falsità è stata la causa del recente crollo dei colossi finanziari catapultandoci in una disastrosa crisi economica. È quindi ora di curare le nostre società dal malcostume della menzogna che le rende opache e vulnerabili: dall'innocua bugia detta al capo fino a quelle planetarie delle multinazionali, dal curriculum falsificato alla promessa elettorale disattesa. Viviamo un'epoca di cambiamenti rapidissimi che possono essere interpretati e affrontati soltanto grazie a un insieme di competenze diverse, e mettendo in comune le informazioni. Occorre quindi sostituire il modello classico della leadership autoritaria con una cooperazione tra alto e basso permeabile ai rinnovamenti e in grado di raccogliere gli input del controllo collettivo. Oggi basta un clic per smascherare chi bara: blog, quotidiani online, motori di ricerca sono le nuove piazze aperte alla denuncia e alla testimonianza di consumatori e cittadini a cui conviene esercitare quanto più possibile il diritto alla chiarezza. Ma in realtà anche leader e aziende possono trarre vantaggio dal dovere complementare che impone di diffondere i dati e giustificare le proprie scelte. Perché, come dimostrano i guru della consulenza aziendale Daniel Goleman, Warren Bennis e James O'Toole, la trasparenza non è sempre la scelta più facile, o più conveniente nel breve periodo ma è la chiave grazie a cui un leader, una società, un mercato possono recuperare la fiducia dei loro interlocutori.
Tre lezioni sulla società postindustriale / Daniel Cohen
Milano : Garzanti, copyr. 2007
Abstract: La società industriale collegava un modo di produzione a un sistema di protezione e di welfare. La questione economica s'intrecciava con quella sociale, con fortissime implicazioni politiche. La società postindustriale tende invece a separare queste due sfere, segnando così l'inizio di una nuova era, dove il dominio assoluto del mercato non crea più tra chi vi partecipa una evidente comunità di destini e di interessi, un orizzonte sociale condiviso. A determinare il nuovo modello postindustriale sono state in primo luogo le quattro grandi rivoluzioni (tecnologica, sociale, culturale, finanziaria) che Cohen pone al centro della sua prima lezione. A queste trasformazioni si aggiunge l'impatto della globalizzazione, con la divergenza tra l'immaginario collettivo proiettato dalla società dell'informazione e le identità territoriali, e con il divario crescente tra ricchezza e povertà su scala planetaria e su scala locale. L'autore ricostruisce la rottura che si è delineata a partire dagli anni Ottanta del Novecento, identificando gli snodi più significativi ed evidenziando le conseguenze di una trasformazione ancora in corso. Nella lezione conclusiva ci aiuta a capire le sfide e le opportunità che ci pone questo scenario, centrato sull'immaterialità e sulla velocità di internet e della finanza internazionale.
Mondadori università, 2015
Abstract: Dalla fine del progetto Apollo (1972) nessuno ha più lasciato la Terra. Erano gli anni in cui il budget della NASA raggiungeva un incredibile 4% del PIL degli Stati Uniti. Da allora ad oggi, la Stazione Spaziale ha rappresentato la più grande impresa di politica spaziale perchè ci ha insegnato a lavorare insieme. Insieme torneremo fuori dalla Terra, verso Marte. Nel futuro globale postcapitalistico, creeremo imprese pubblico-private per trarre profitto dall'attività spaziale. Gli asteroidi sono una miniera (letteralmente) di materiali pregiati, capaci di ripagare un investitore meglio di chi avesse comprato terreni nel Klondike prima della corsa all'oro, ma anche di allenare uomini (e donne) e mezzi alle difficili missioni nello spazio profondo. Stiamo studiando una nuova propulsione per arrivare, tra vent'anni, a far crescere gli asparagi su Marte e poi, dopo qualche decennio, a visitare i pianeti delle stelle più vicine, dove ci spinge il nostro destino di esploratori.
Scienza, quo vadis? : tra passione intellettuale e mercato / Gianfranco Pacchioni
Il Mulino, 2017
Abstract: Negli ultimi anni il modo di fare scienza è radicalmente cambiato. Le riflessioni e le esperienze personali di un protagonista ci aiutano a capire i meccanismi della ricerca scientifica contemporanea. Un sistema in cui passione e rigore faticano a trovare spazio, schiacciati come sono da dure leggi di mercato. Da vocazione di pochi, fare ricerca è diventato un mestiere di molti, forse di troppi. Con conseguenze e rischi, come l'aumento di frodi, plagi, ma soprattutto con una produzione scientifica abnorme e spesso di scarso rilievo. La soluzione? Un approccio slow che privilegi la qualità sulla quantità, e aiuti a riscoprire la centralità della figura dello scienziato responsabile.
Garzanti, 2012
Abstract: L'ultima spaventosa crisi economica - quella che stiamo subendo in questi anni - ci obbliga a riflessioni radicali sul mondo intorno a noi, sugli altri e su noi stessi. In particolare, ci costringe a ripensare il nostro rapporto con il denaro, in una società dominata dal principio dell'avidità e dell'arricchimento a qualunque costo, dove la speculazione finanziaria produce incontrollabili effetti perversi. Lo squilibrio tra ricchezza e povertà è un tema su cui gli esseri umani riflettono da quando è nata la civiltà. Tomás Sedlácek ha avuto un'intuizione semplice e geniale: rileggere in questa prospettiva i testi che hanno ispirato l'umanità, sia opere di carattere religioso - dal Vecchio Testamento al Talmud al Corano - sia opere filosofiche, ma spaziando anche in altri ambiti quali il mito, la psicologia, la letteratura, il cinema. Oggi la scienza triste privilegia la freddezza astratta dei modelli matematici. L'economia del bene e del male riporta invece in primo piano il fattore umano, la sensibilità dei saggi e dei poeti, il nostro senso della giustizia, il valore della solidarietà. Solo ripartendo da questa base, suggerisce Sedlácek, è possibile cambiare il modo in cui pensiamo l'economia e la società in cui viviamo. Prefazione di Vaclaw Havel.
: [S.n.], 2011
Storia delle istituzioni / Jacques Ellul