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Trovati 1236 documenti.
Dio salvi il Texas : viaggio nel futuro dell'America / Lawrence Wright ; traduzione di Paola Peduzzi
NR, 2019
Abstract: "Dio salvi il Texas" è un viaggio nel più controverso degli stati americani, il cuore della Trumpland, che non elegge un politico democratico da oltre vent'anni. Con ironia e quella familiarità a tratti aspra di chi è di casa, il "texano" Lawrence Wright, giornalista del New Yorker e autore premiato con il Pulitzer per "Le altissime torri", ci racconta come è cambiato il Texas, che oggi somiglia molto all'America che Donald Trump vorrebbe creare, e ci fa pensare a come saranno domani non soltanto i texani, ma tutti gli americani. Il Texas è uno stato in cui le minoranze sono già maggioranza, le città sono già liberal oltre che tra le più multiculturali degli Stati Uniti, il petrolio domina e condiziona l'economia. Ma è anche uno stato che si batte ad armi pari con la California in settori all'avanguardia come quello tecnologico, caratterizzato da un modello economico con poche tasse e scarsa regolamentazione, che ha prodotto una crescita straordinaria, ma anche enormi disuguaglianze. Un po' memoir, un po' saggio e un po' reportage, "Dio salvi il Texas" ci porta al centro dei dibattiti più importanti di questi anni, come quello sul controllo delle armi e sul muro con il Messico.
31. ed.
Corbaccio, 2017
Abstract: Nell'aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell'Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbattè quasi per caso in questa vicenda, rimanendone quasi ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista Outside che suscitò enorme interesse. In seguito, con l'aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l'America all'inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche.
Iperborea, 2026
Abstract: Un secolo dopo la grande epopea delle spedizioni polari, quando gli europei facevano a gara a chi per primo toccasse il Polo Nord, l’Artico è di nuovo di gran moda. Dai turisti «dell’ultima chance», che vogliono vedere i ghiacciai e gli orsi polari prima che sia troppo tardi, alle università e i nuovi corsi di laurea che attraggono studenti in cittadine altrimenti note solo per il clima inospitale, agli uffici di marketing che usano l’aggettivo «artico» per vendere una purezza più immaginata che reale, tutti sembrano volerne un pezzo. Gli Stati Uniti hanno mire espansionistiche sulla Groenlandia, la Cina si autoproclama uno stato «vicino all’Artico», la Russia potenzia la sua flotta di rompighiaccio, mentre le compagnie estrattive di mezzo mondo si leccano i baffi e l’agribusiness sogna nuove terre coltivabili. Il ghiaccio si scioglie rivelando una nuova terra (e mare) di opportunità minerarie, commerciali, militari e politiche per chi ha i soldi e i mezzi per sfruttarle – ma anche rischi planetari. L’Artico si scalda molto più rapidamente del resto del pianeta e con lui il permafrost sotto la tundra russa e canadese, che si scioglie rilasciando quantità di metano e CO2 in un circolo vizioso catastrofico. Come nelle prime ondate di colonizzazione, i nuovi imperialisti accecati da promesse di ricchezza vedono solo luoghi disabitati, dove le difficoltà sono tecnologiche, e quindi sormontabili. Ma l’Artico non è vergine né tantomeno vuoto. Tra quelli che hanno scelto di viverci – da tempo immemore o da poche generazioni – c’è chi accoglie i cambiamenti in atto confidando nelle nuove opportunità, c’è chi piange un mondo che si disgrega come banchi di ghiaccio al sole, c’è chi si organizza per fermare gli abusi più gravi. E come un secolo fa, quel paesaggio maestoso e terribile continua ad attrarre avventurieri e visionari, che rinunciano ai comfort di latitudini più miti per toccare con mano quella che rimane un’ultima frontiera.
Newton Compton, 2019
Abstract: Le Dolomiti sono le montagne più famose e visitate del mondo, e anche tra le più belle. D’inverno sono affollate di sciatori, in estate arrivano escursionisti, alpinisti, amanti della bicicletta. Località come Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio, Brunico, Cavalese e Ortisei sono luoghi battuti da sempre, ma basta allontanarsi un po’ dai belvedere, dai sentieri e dalle piste da sci più famosi per scoprire una straordinaria e meno nota ricchezza di natura, di storia, di leggende. Hanno uno spazio importante nel volume i luoghi nei quali si conserva la memoria della Grande Guerra. E quelli legati ai personaggi famosi che sulle Dolomiti sono nati, o che le hanno frequentate per lavoro, durante le vacanze, o quando hanno indossato la divisa. Ampio spazio è inoltre dedicato a tutte le valli e tutti i massicci dolomitici, divisi tra l’Alto Adige, il Trentino, il Veneto e il Friuli: luoghi che si trovano all’interno delle zone protette (come ad esempio il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi) o delle aree che sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.
Milano : A. Mondadori, 1995
Abstract: Le vecchie strade e gli storici quartieri, rimasti intatti nella memoria, le case nelle quali un tempo si viveva, rimaste indissolubilmente legate ai ricordi e dall'altro lato la nuova metropoli, i nuovi edifici, i nuovi stili di vita, la sinecura per tutto ciò che è pubblico, il teppismo e il vandalismo, ma anche le speranze per un migliore modo di intendere lo spazio e il cuore di una città. Sul filo della cronaca e della nostalgia un incontro tra uno scrittore e la sua città.
Lettera da Singapore / Giuseppe Bonazzi
Bologna : Il mulino, copyr. 1996
Abstract: Il libro nasce da un'esperienza personale dell'autore ed è strutturato in maniera inconsueta: a una prima parte scritta nella forma diaristica di lettere ad amici è consegnato il racconto emozionale, soggettivo dell'impatto tra l'autore, armato delle sue spesso inadeguate categorie occidentali, e una realtà così contraddittoria, esotica e misteriosa. Accanto a ciò, la riflessione propriamente teorica. Unicum politico, sociale, economico, Singapore è retta da una singolare forma di democrazia autoritaria, con il Presidente e dittatore benevolo Lee che gode di un consenso elettorale plebiscitario. L'autore scorge in questo sistema una caso di terzo capitalismo, non riconducibile né al liberismo classico né al capitalismo sociale.
Roma : Laterza, 2006
Abstract: Milano, Napoli, Bologna, Torino, Roma e Bari: sei periferie degradate, abbandonate, silenziose o semplicemente malinconiche, universi di emarginazione e povertà, modi diversi di vivere il margine. Il libro, composto da scrittori e artisti, è il frutto di un percorso parallelo tra fotografia, arte e racconto.
Appia / Paolo Rumiz ; con Riccardo Carnovalini, cercatore di vie
Feltrinelli, 2016
Abstract: Paolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, il tracciato di una grande via romana: l'Appia. Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, lo ha fatto ascoltando le voci del passato, lo ha fatto destando la fantasia degli increduli incontrati lungo il viaggio. E ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le nostre gambe e la nostra immaginazione lungo la via Appia - il nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela. Da Orazio ad Antonio Cederna (appassionato difensore dell'Appia dalle speculazioni edilizie), da Spartaco a Federico II, prende corpo una galleria di personaggi memorabili, mentre si costeggiano agrumeti e mandorleti, si incontrano le tracce di arabi e normanni e ci si interroga sui misteri della viabilità italiana, sull'incomprensibile abbandono dei luoghi della memoria. E intanto le donne vestite di nero, i muretti a secco, la musicalità della lingua anticipano l'ingresso nell'Oriente. Al racconto di Rumiz fanno da contrappunto le mappe disegnate da Riccardo Carnovalini, che rielabora e mette a punto le tracce del percorso: un contributo prezioso e uno strumento utilissimo - considerata l'assenza di segnaletica - per chi volesse seguire le orme di Rumiz e dei suoi compagni di viaggio.
L'immagine del ritorno / Atiq Rahimi ; traduzione di Babak Karimi e Susan Bayani
Torino : Einaudi, copyr. 2004
Abstract: Una fiaba-reportage, un sogno ricostruito con la macchina fotografica. L'autore torna a Kabul, riemersa alla vita civile dopo l'era dei Talebani. Ritrova una vecchia macchina fotografica appartenuta a suo nonno e decide di fotografare i luoghi della sua memoria con quell'oggetto anacronistico e un po' magico. Ne viene fuori qualcosa di davvero strano: da un lato è il reportage di un viaggio di oggi attraverso immagini che sembrano dell'altroieri. Dall'altro, Rahimi segue il filo del sogno in cui la madre gli diceva di cercare un albero vicino al cimitero: lo ritrova, incontra persone che fanno discorsi incomprensibili, gli svelano un itinerario di saggezza. Così il reportage sulla Kabul di oggi si intreccia con una favola sapienziale.
Milano : Feltrinelli traveller, 2007
Abstract: Viaggio in autostop attraverso il Giappone, seguendo il flusso, da sud verso nord, della fioritura del ciliegio, oggetto di culto nazionale. Il viaggiatore è un profondo conoscitore di questa terra, ci ha vissuto parecchi anni e parla un po' la lingua. Lo spunto narrativo principale è offerto dai personaggi incontrati facendo l'autostop, una carrellata che va dal professore universitario nazionalista allo studente fricchettone, all'ingegnere della Mitsubishi in vacanza. Divertenti le note sulle diversità linguistiche che, oltre a dire molto sulla cultura nipponica, si prestano anche a equivoci e gag esilaranti. Interessanti le analisi sui modi di interagire dei giapponesi e sul loro culto per i rapporti gerarchici.
Un posto piccolo / Jamaica Kincaid ; traduzione di Franca Cavagnoli
Milano : Adelphi, copyr. 2000
Iperborea, 2025
Abstract: Nemmeno gli scrittori di fantascienza avevano mai immaginato che un giorno le strade di Tokyo sarebbero state affollate di turisti stranieri ansiosi di scoprire un mondo scintillante e pieno di riferimenti così lontani dalla loro cultura. Fino a pochi anni fa sembrava uno scenario irrealistico e la capitale una meta soprattutto per iniziati e yamatologi, ma nel frattempo l’influenza della cultura popolare giapponese è cresciuta a dismisura. Sebbene gli anni ruggenti dell’economia nipponica siano finiti da quasi tre decenni e Tokyo stia vivendo un ridimensionamento dovuto anche alla svalutazione dello yen, la città ha ancora molto da offrire: è estremamente sicura, vivibile – quasi a misura d’uomo nonostante le dimensioni e la densità abitativa – godibile e goduriosa. La massiccia e relativamente nuova presenza di stranieri, tuttavia, genera anche preoccupazioni per l’overtourism e il proliferare di uno sviluppo urbano allarmante. Perfino qui, dove la transitorietà è nel dna e demolizioni e ricostruzioni dovute a guerre e calamità naturali sono cicliche, si teme una crisi più profonda e la società mostra alcune crepe. Come il fenomeno dei Tōyoko kids, adolescenti traumatizzati che vivono per strada e che incrinano l’immagine pulita e ordinata che abbiamo del Giappone. A livello politico si affacciano bizzarre forme di populismo, incarnate da youtuber e influencer strampalati che sembrano voler confermare tutti i paradossi di una società ultradisciplinata, che ha valvole di sfogo per noi incomprensibili: caffè a tema di ogni genere, host club le cui clienti si indebitano e finiscono in brutti giri solo per catturare per un po’ l’attenzione di un ragazzino alla moda, manifesti elettorali con cani, pornostar e supereroi. Quest’arte e abilità nel cercare una via di fuga, intrinseca alla città, è sempre più richiesta in un pianeta così turbolento e trova negli anime e nei manga la sua punta di diamante, lo strumento di soft power più efficace. L’eccellenza dell’industria giapponese sembra essersi spostata nel mondo dell’immaginazione e del desiderio, una fantasia che si può consumare dal proprio divano ma che molti vogliono toccare con mano e respirare viaggiando fino a Tokyo. Sembra poco, ma non lo è.
Sud : un viaggio civile e sentimentale / Marcello Veneziani
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Il Sud si sta svuotando di anime, culture e popolazione, tra emigrati e denatalità. Marcelle Veneziani non parte dal Nord e si ferma a Eboli, come Levi col suo Cristo, ma parte dal Sud più estremo e profondo e arriva a Eboli. Risultato del suo viaggio è un rapporto letterario e civile sul Meridione presente e passato che si dipana tra rifiuti e ricordi, tradizioni e degrado, cafonerie e cavallerie rusticane, ragioni e sentimenti, passando per contrade reali e allegoriche. Le località toccate diventano location per ambientare temi e personaggi, scorci e denunce, colore e cultura, malavita e folclore. Rabbiose critiche si alternano ad appassionate difese, partorite entrambe dall'amore per quelle terre. Nelle sue storie e storielle, Veneziani capovolge l'idea crociana di un paradiso abitato da diavoli, e teme invece che il Mezzogiorno stia diventando un inferno abitato da angeli in fuga per salvarsi da soli e non dannarsi insieme. Il suo resoconto assume una varietà di registri narrativi: dalle denunce giornalistiche alle nostalgie, dai ritratti parodistici al saggio storico, fino a lambire un sobrio «matriotti-smo» terrone e comporre una specie di manifesto sudista.
Destinazione Afghanistan / Marco Deambrogio
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2008
Abstract: Nella vita ci sono due tipi di persone: quelli che restano a casa e gli altri diceva Rudyard Kipling, omaggiando il coraggio di chi accetta il richiamo e la sfida della strada e del destino. Marco Deambrogio non appartiene a nessuna delle due categorie perché, per lui, la casa è la strada, l'interminabile nastro di terra che è promessa di stupore, la rotta lungo la quale questo navigatore di terraferma ha eternamente bisogno di prendere il mare. Come un Marco Polo del terzo millennio che ha sostituito il cavallo con la motocicletta, si fida più dell'istinto che delle mappe e tiene in tasca frammenti di mille lingue per poter parlare con tutti coloro che incontra. Deambrogio non si è accontentato del giro del mondo compiuto nel 2001; l'anno seguente, deciso a portare una testimonianza di pace nell'Afghanistan devastato dalla guerra angloamericana ai talebani e una donazione a un centro di primo soccorso aperto da Emergency, è tornato in sella per una nuova impresa, affascinante e rischiosa. Un viaggio da Milano a Kabul, sulla stessa moto con cui aveva attraversato le Americhe e l'Asia, con lo stesso bagaglio leggero, la stessa voglia di raccontare il suo contagioso entusiasmo di viaggiatore. Senza fretta, senza pregiudizi, senza tappe forzate, senza visti di ingresso, tanto una soluzione si troverà. Spesso sorprendente.
In Afghanistan / Rory Stewart ; traduzione di Anna Lovisolo e Alessandro Peroni
Milano : TEA, 2007
Abstract: Nel gennaio 2002, poco dopo l'invasione delle truppe statunitensi, Rory Stewart imbocca il sentiero che da Herat porta a Kabul, in Afghanistan, attraverso le montagne di Ghor. Lo scopo del viaggio - tutto a piedi - è percorrere le terre di mezzo, luoghi non irraggiungibili, ma sicuramente non raggiunti dalla modernità. Il suo itinerario afghano, percorso cinquecento anni fa dall'imperatore indiano Babur il Grande, oggi è un sentiero impervio tra pietraie e valli innevate, reso ancor più pericoloso dalla presenza delle mine antiuomo. Chi vi si avventura con la necessaria lentezza ha però la possibilità di scoprire una natura straordinaria, le vestigia architettoniche e il misticismo di antichissime dinastie ormai estinte.
2. ed
Roma : Socrates, 1995
Abstract: Racconto che ha come protagonisti Hugo Pratt e il suo personaggio Corto Maltese
Gulu : una discesa agli inferi / Margherita D'Amico
Milano : A. Mondadori, 2004
Abstract: Il distretto di Gulu, nell'Uganda settentrionale, è una delle zone più drammatiche dell'Africa sudorientale e forse dell'intero continente. Da quasi vent'anni la regione è tormentata dagli assalti della Lord's Resistance Army, esercito ribelle all'attuale governo. Oltre a distruggere i villaggi dei contadini, uccidendo, stuprando e mutilando civili, i guerriglieri ne rapiscono i figli per farne bambini-soldato e concubine. Due terzi della popolazione del distretto sono stati costretti a trasferirsi nei campi-rifugiati. Tra il luglio 2002 e il gennaio 2003 l'autrice ha compiuto due spedizioni a Gulu da cui è tornata con un racconto-reportage sconvolgente: una vera e propria discesa agli inferi del mondo contemporaneo.
Gulu : una discesa agli inferi / Margherita D'Amico
Milano : A. Mondadori, 2005
Abstract: Il distretto di Gulu, nell'Uganda settentrionale, è una delle zone più drammatiche dell'Africa sudorientale e forse dell'intero continente. Da quasi vent'anni la regione è tormentata dagli assalti della Lord's Resistance Army, esercito ribelle all'attuale governo. Oltre a distruggere i villaggi dei contadini, uccidendo, stuprando e mutilando civili, i guerriglieri ne rapiscono i figli per farne bambini-soldato e concubine. Due terzi della popolazione del distretto sono stati costretti a trasferirsi nei campi-rifugiati. Tra il luglio 2002 e il gennaio 2003 l'autrice ha compiuto due spedizioni a Gulu da cui è tornata con un racconto-reportage sconvolgente: una vera e propria discesa agli inferi del mondo contemporaneo.
Stranieri a Samoa : racconti dei mari del Sud / Ambrogio Borsani
Vicenza : Pozza, copyr. 2006
Abstract: Dal Settecento ai giorni nostri molti spiriti inquieti si sono affidati all'idea di un Eden nascosto nelle isole del Pacifico, alimentando storie e leggende senza fine. Accade così, ad esempio, sulle isole Samoa, dove si avventurarono figure davvero straordinarie. Stevenson vi pose fine ai suoi inquieti spostamenti e mise su casa, abitando l'altrove che aveva sempre immaginato. Maugham vi giunse come agente segreto, ma in realtà intendeva spiare i segreti dell'animo umano. Schwob, infelice pellegrino delle lettere, vi portò a spasso le sue malattie. Ambrogio Borsani ha viaggiato attraverso le Samoa riportando queste storie cresciute come frutti prodigiosi in una lontana stagione di magie.