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Trovati 838 documenti.
Cosmofobia / Lucia Etxebarria ; traduzione di Roberta Bovaia
Parma : Guanda, copyr. 2008
Abstract: Cosmofobia è ambientato nel quartiere multietnico di Lavapiés, a Madrid, dove l'autrice vive, e si basa su esperienze personali e sui racconti degli operatori sociali che lavorano nel Centro Social del Parque del Casino. Sono venti vite che si incrociano, amori e destini immersi nella più reale attualità, ritratto di una nuova società multietnica. Ci sono i bambini di varie nazionalità che giocano insieme nella ludoteca, e c'è il centro di auto-aiuto per le donne, dove si incontrano ecuadoregne, marocchine, senegalesi e spagnole, divise da differenze di etnia, lingua e religione, ma con un tratto in comune: il fatto di aver subito maltrattamenti fisici o psicologici. Tra i bambini della ludoteca, le loro famiglie e gli altri abitanti del quartiere si crea una sorta di circolo sociale che unisce persone di varie età, razze e classi sociali: professori universitari e immigrati poverissimi, piccoli spacciatori e attricette disoccupate, giovani donne manager rampanti, impiegate frustrate, musulmane che rinnegano il velo, stiliste, modelli. C'è chi non sa se il giorno dopo avrà da mangiare e chi ha appesi nell'armadio vestiti da 1800 euro.
Le nigeriane / Chika Unigwe ; traduzione dall'olandese di Giorgio Testa
Vicenza : Pozza, copyr. 2008
Abstract: Ama e Joyce, Efe e Sisi, sono quattro giovani nigeriane che hanno lasciato il proprio paese. Hanno studiato, avevano un fidanzato e una famiglia, affetto e legami. Tutte hanno la propria storia, un'infanzia felice, cercano e desiderano il meglio per sé e per i propri cari. Ma davanti a loro c'è solo il vuoto, non esiste un impiego, uno stipendio, la possibilità di farsi davvero una vita. Le nigeriane sognano un mondo nuovo, che le accolga e sappia dar loro una speranza e un futuro. Anche se non si conoscono il loro destino è legato, e passa per lo stesso uomo che promette miracoli e regala miraggi. Lui può introdurle clandestinamente in Belgio, ad Anversa, con un patto: pagare ora per avere uno scopo, un domani, un lavoro. E forse, un giorno, la felicità. Ad Anversa le quattro ragazze, ognuna con il proprio passato, con i propri dolori segreti, sono diventate amiche. Vivono assieme in un appartamento, condividono una dura realtà che mai avrebbero potuto immaginare. Belle e desiderabili, truccate e vestite con sfarzo, finalmente hanno ottenuto un lavoro. Sono diventate prostitute, e ogni notte si mettono in mostra e in vendita da una vetrina della strada del sesso. Improvvisamente una di loro trova una fine tragica, e questo evento spinge le altre a una riflessione e a una presa di coscienza.
La catastrofa / Paolo Di Stefano
: Corriere della sera, 2008
Corti di carta ; 14
Abstract: Ma alla fine abbiamo mandato giù papà al cimitero, mentre noi abbiamo rimasto qui in Belgio e non ce l'ho mai domandato alla mamma, che ora ha novantasei anni, perché ha voluto prendere questa decisione di non muoversi più dal Belgio. Il messaggio più scomodo che viene, in queste pagine, dalle parole dei superstiti è che essi furono e si sentirono orfani non solo della miniera ma, una seconda volta, orfani della patria. Marcinelle, Belgio, 8 agosto 1956, la Catastròfa (nell'espressione metà dialetto metà francese) è l'incendio scoppiato a 975 metri sottoterra in una miniera del distretto carbonifero di Charleroi. 262 morti, 136 immigrati italiani, caduti per un banale accidente ma uccisi soprattutto dall'imprevidenza premeditata, dalla mancanza di misure protettive e dalla disorganizzazione. Al di fuori delle celebrazioni rituali, la tragedia di Marcinelle è caduta in un colpevole oblio: questo libro la racconta, riportando alla memoria l'epica spesso dolorosa della nostra emigrazione. Una sorta di romanzo-verità, a mezzo secolo di distanza, che non usa altre parole se non quelle ricche di fervore delle vittime e quelle avare dei documenti ufficiali di raggelante insensibilità.
La capitale / Robert Menasse ; traduzione di Marina Pugliano e Valentina Tortelli
Sellerio, 2018
Abstract: È nella capitale d’Europa, crocevia del potere e dell’economia internazionale, babele di lingue diverse, mentalità incompatibili e interessi particolari, che si svolge lo straordinario romanzo di Robert Menasse, il primo a raccontare una città e un luogo simbolico della storia e della cronaca contemporanea. Una funzionaria del dipartimento della Cultura ha l’incarico di organizzare una grande manifestazione per il cinquantesimo anniversario della fondazione della Comunità europea, allo scopo di rilanciarne gli ideali. La sua idea sembra perfetta: visto che l’Unione è nata dalle ceneri delle atrocità naziste, quale luogo può rappresentarne il passato e il futuro meglio di Auschwitz? Ma a Bruxelles, come spesso accade, nessuno è d’accordo. Per i polacchi Auschwitz è stato un crimine esclusivamente tedesco, per gli austriaci è una minaccia alle fondamenta del proprio stato, i tedeschi gridano che in questo modo si renderebbero colpevoli anche i musulmani, ormai una parte ingente della cittadinanza, e del tutto innocenti di quei crimini. Nel mentre un maiale si aggira indisturbato per le strade, seminando, più che terrore, una viva curiosità fra i passanti, e in una camera dell’Hotel Atlas un ospite sconosciuto viene ucciso con un colpo di pistola… La capitale è un affresco letterario memore di Balzac, sarcastico e provocatorio nel ritratto delle istituzioni europee, capace di miscelare generi diversi e caratterizzato da uno stile ironico e brillante. Ne emerge un panorama di grandi emozioni e grigia burocrazia, costellato di eroi tragici, di ambiziosi perdenti, di scaltri manipolatori.
L'arte di perdere / Alice Zeniter ; traduzione di Margherita Botto
Einaudi, 2018
Abstract: Naïma si sente francese e non si è mai interrogata sul passato della sua famiglia. Per lei l'Algeria è una filastrocca incomprensibile cantata dalla nonna, i capelli ricci ereditati da suo padre, la schiera di zii e zie riuniti per i banchetti a base di couscous. Ma cosa significa che suo nonno era un harki ? E per quale motivo suo padre non ha mai voluto parlarle della sua infanzia? L'arte di perdere è la storia di un lungo silenzio e della volontà di colmarlo. Attraverso il ritratto indimenticabile di tre generazioni, Alice Zeniter canta l'amore di una famiglia prigioniera di un passato tenace e di una struggente voglia di libertà. « L'arte di perdere ricompone i tasselli mancanti di una famiglia, raccontando in che modo – in un battito di ciglia – si può perdere l'equilibrio e finire dalla parte sbagliata della Storia». Alí ha perso tutto. Eppure non ha mai creduto che la Storia potesse riservargli qualcosa di brutto. Non a lui che è sopravvissuto alla battaglia di Montecassino combattendo per la Francia. Non a lui, a cui il cielo ha – letteralmente – donato un torchio e Dio un primogenito bello e sano come Hamid. Ma quando nel 1962 l'Algeria ottiene l'indipendenza, Alí non è piú l'uomo onorato e rispettato del suo piccolo villaggio. Ha dovuto collaborare con gli oppressori francesi: ora nuovi oppressori lo perseguitano in nome di un'altra bandiera. Alí deve lasciare per sempre – ma questo ancora non lo sa – gli uliveti della sua amata montagna in Cabilia. Hamid è ancora piccolo quando perde tutto per la prima volta. O meglio, scambia tutto quello che ha: l'innocenza per lo spettacolo delle torture della guerra civile, la casetta sul crinale per una tenda in un desolante campo d'accoglienza, i suoi fieri genitori per due ombre svuotate da un'anonima banlieue francese. Di quello sradicamento Hamid finisce per farne una religione, condannando il paese della sua infanzia all'oblio e se stesso alla condizione permanente di straniero. Naïma ha perso l'Algeria prima ancora di poterla avere. Perché il padre Hamid non ha mai voluto raccontarle niente, sua nonna non parla la sua lingua, la metà dei suoi zii è nata in Francia, suo nonno Alí è morto da tempo e in fondo va bene cosí. Naïma è francese e pensa di non avere nulla in comune con quel paese sulla riva opposta del Mediterraneo. Fino a quando per lavoro non è costretta a visitare l'Algeria e decide di conoscere meglio la travagliata storia della sua famiglia. Anche se tutti la considerano «un'algerina» – soprattutto negli anni del terrorismo e della xenofobia che infetta l'Europa – Naïma capisce presto che un paese non è un tratto somatico e non si può ereditare.
Ten little fingers and ten little toes / written by Mem Fox ; illustrated by Helen Oxenbury
Walker Book, 2009
Abstract: Non c'è nulla di più dolce delle manine e dei piedini dei bambini appena nati. Che siano bimbi di città, o piccoli abitanti dei ghiacci. Che vivano in una piccola tenda o tra le verdi colline. Che siano avvolti in una soffice coperta, o che siano raffreddati. Perché si sa che dovunque essi siano come tutti i bambini hanno dieci dita alle mani e dieci dita ai piedini. Un delicato libro in rima da leggere ai bebè. Una filastrocca col dono della semplicità e della tenerezza, da leggere ad alta voce ai piccoli, fin dai loro primi mesi di vita.
L' ombra dolce / Hoai Huong Nguyen ; traduzione di Marcella Uberti-Bona
Guanda, 2014
Abstract: Nel 1954 la guerra d'Indocina volge al termine. Nell'ospedale militare francese di Hanoi, Mai, una giovane annamita che presta servizio come infermiera volontaria, conosce Yann, soldato bretone in convalescenza. È un colpo di fulmine. Ma il padre di Mai, giudice influente, l'ha promessa in sposa a un ricco mercante. La ragazza decide di ribellarsi al matrimonio combinato, a costo di essere ripudiata dalla famiglia, ma ci pensa la guerra a separare i due amanti, quando Yann viene rimandato al fronte. Dopo l'apocalittica battaglia di Dien Bien Phu, Mai tenterà il tutto per tutto pur di salvarlo dal campo di prigionia in cui è stato deportato, nella speranza di poter cominciare una vita insieme in Francia. Sullo sfondo di un affascinante Vietnam coloniale cancellato dalla Storia, Hoai Huong Nguyen ha scritto un romanzo d'amore di intensa dolcezza e di profonda violenza, dove lo scontro tra culture diverse diventa incontro.
Città di sale / 'Abd al-Rahman Munif ; traduzione di Cinzia Bonadies
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2007
Abstract: Ambientato in un luogo senza nome, un emirato del Golfo del 1930, il libro narra le vicende di una piccola oasi comunitaria, costretta alla diaspora in seguito alla scoperta del petrolio da parte degli americani. Sono gli occhi di vari personaggi beduini che mostrano ai lettori gli sconvolgimenti e le trasformazioni radicali causati dalla colonizzazione e dallo sfruttamento degli arabi e degli americani, ma non solo. Accanto ai ciechi bisogni delle compagnie petrolifere, che scandiscono il ritmo del romanzo, affiora un mondo antico, radicato a tal punto nelle sue tradizioni e superstizioni da spaurire anche al solo passaggio di una macchina. Emerge allora con forza anche il rapporto tribalismo-Islam, tradizione-tecnologia. Un affresco delle società del Golfo, in particolare dell'Arabia Saudita, di due culture e due epoche, quella araba e americana, che pur incontrandosi restano eternamente divise.
Mio fratello viene da lontano / Matilde Lucchini ; illustrazioni di Desideria Guicciardini
Casale Monferrato : Piemme junior, 2007
Abstract: Ketu abita in Botswana e sogna di trovare una famiglia che lo adotti a distanza. Giuseppe, invece, vive a Milano e ha la passione per l'Africa. Sono lontani migliaio di chilometri, eppure c'è un filo invisibile che li lega, come se tutti e due sapessero che al di là del mare esiste l'altra metà di loro stessi. Finché un giorno Giuseppe convince suo papà a portarlo in Botswana e i due ragazzini si trovano faccia a faccia... Età di lettura: da 9 anni.
La città dei ragazzi : romanzo / Eraldo Affinati
Milano : Mondadori, 2008
Abstract: Si chiamano Ali, Mohammed, Francisco, Ivan. Hanno quindici, sedici anni. Vengono dal Maghreb, dal Bangladesh, da Capo Verde, dalla Nigeria, dalla Romania, dall'Afghanistan. Sono arrivati in Italia nei modi più strani, spesso per noi inconcepibili: a piedi, nascosti sotto i camion. Devono imparare a leggere, scrivere, trovare un lavoro e rendersi autonomi. Ma soprattutto avrebbero bisogno di crescere e diventare grandi. È un fiume tumultuoso d'umanità lancinante di cui vediamo soltanto la foce, sui banchi di scuola, per strada. Eraldo Affinati ha deciso di scoprire la sorgente, cioè i luoghi e le ragioni profonde che spingono questi adolescenti a lasciare case, lingue, madri e padri per sfuggire a guerra, povertà, miseria. Così, dopo aver conosciuto Ornar e Faris nella Città dei Ragazzi, la storica comunità alle porte di Roma fondata nel secondo dopoguerra dal sacerdote irlandese John Patrick Carroll-Abbing, li ha riaccompagnati in Marocco, al limitare del deserto, da dove due di loro erano partiti quasi bambini. Questo viaggio nello spazio e nel tempo alla ricerca delle radici strappate, insieme alle storie degli altri ragazzi, si trasforma presto, nella coscienza dell'autore, in una drammatica riflessione sulla paternità, assente o presente, vera o posticcia, perduta o ritrovata, capace di coinvolgerlo in prima persona facendogli intrattenere un colloquio sofferto e segreto col genitore scomparso, a sua volta figlio illegittimo, orfano e privo di guida.
L'ultimo fratello / Nathacha Appanah ; traduzione di Stefano Valenti
Rizzoli, 2008
Abstract: Ambientato a Mauritius, L'ultimo fratello è la storia dell'amicizia infantile tra Raj (che, ormai anziano, racconta la vicenda) e David Stein, un bambino biondo e delicato arrivato sull'isola a bordo di una nave con altri bianchi provenienti dall'Europa. È il 1941, Raj e David si conoscono all'ospedale e, a dispetto delle differenze culturali e linguistiche, stringono uno di quei fortissimì e misteriosi legami che solo i bambini sanno costruire. Raj scopre che David vive nella prigione della colonia inglese, lo aiuta a fuggire e lo nasconde nella sua povera casa. Ma David non riuscirà a sconfiggere la malaria da cui è affetto, e solo molto tempo dopo Raj, che non ha mai dimenticato l'amico, scoprirà che faceva parte di un gruppo di ebrei in fuga dalle persecuzioni naziste.
Tutti i figli della zia Agar / Edward P. Jones ; traduzione di Andrea Silvestri
[Milano] : Bompiani, 2008
Ahleme, quasi francese / Faiza Guene ; traduzione di Luigi Maria Sponzilli
Milano : Mondadori, 2008
Abstract: Una giovane donna algerina di 24 anni vive con il padre vedovo, rimasto invalido sul lavoro e il fratello sedicenne perennemente a caccia di guai nella periferia parigina teatro dei recenti scontri con la polizia. Tra piccoli lavori temporanei in attesa di un futuro migliore e le code alla prefettura per il rinnovo del permesso di soggiorno, Alhème (che in arabo significa sogno) cerca di mandare avanti la baracca come meglio può in un mondo popolato da assistenti sociali, spacciatori, delinquenti comuni. In compagnia delle amiche cerca l'amore, ma spesso ne è delusa e si rifugia con sollievo da Tantie Mariatou, una straordinaria vicina di casa, che fa le veci di sua madre, assassinata in Algeria nel 1992. Con grande buon senso e molta determinazione Alhème riesce comunque a guardare avanti e a non arrendersi a un presente difficile.
Strawberry fields / Marina Lewycka ; traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Milano : Mondadori, 2008
Abstract: È una serata estiva incantevole nella campagna inglese e un gruppo di raccoglitori stagionali di fragole riuniti intorno a due caravan si preparano a festeggiare un compleanno. Scenetta idilliaca, no? Ma se solo proviamo per un momento a cercare di capire chi siano esattamente queste persone che oggi raccolgono le fragole destinate alle nostre tavole le cose cambiano, e parecchio. C'è la giovane ucraina Irina che sogna di migliorare il suo inglese e di trovare il vero amore tra le braccia di un romantico cittadino di Sua Maestà. C'è Andrij, anche lui ucraino, figlio di un minatore. Ci sono poi tre polacchi: Tomasz (grandissimo fan di Bob Dylan e proprietario delle puzzolentissime scarpe che appestano il caravan maschile), Yola (voluttuosa e minuscola amante del padrone) e Marta (nipote di Yola, animata da fervore religioso e cuoca della combriccola). Ci sono poi ancora Vitalij (poco più che un ragazzino, ma già consumatissimo navigatore dei nuovi traffici globali), due ragazze cinesi (ma sono davvero cinesi?), ed Emanuel, un diciottenne del Malawi pieno di candore, approdato in Inghilterra alla ricerca della sorella. E per concludere c'è il Cane, che in effetti non raccoglie fragole, ma che come vedrete - avrà un peso notevole in tutta questa storia. A prima vista non si direbbe proprio, ma in realtà si tratta di un gruppo di individui che conducono vite pericolose, estremamente pericolose.
La collezionista di storie / Randa Jarrar
Casale Monferrato : Piemme, 2009
Abstract: Nidali è palestinese, egiziana e greca. È nata in America e cresciuta in Kuwait. Conosce a memoria il Corano, ma non porta il velo. Adora Wonder Woman e ha addobbato il muro dietro al letto con mille adesivi della sua eroina, sebbene il cugino, fervente musulmano, li abbia strappati sostenendo che non sia altro che una svergognata in mutande color oro. Nidali è un'ottima studentessa e non farebbe mai nulla per disobbedire a Baba, suo padre, se non fosse per i tre baci e mezzo che ha dato di nascosto al suo compagno Fakhr. Ma poco dopo iniziano le vacanze estive, e poi una sera Saddam compare alla tv per dichiarare guerra al paese. Una bella disgrazia, dato che Nidali viene immediatamente caricata sulla macchina sgangherata di famiglia e ripara in Egitto insieme ai suoi parenti. Restano solo le storie a farle compagnia: storie che compone per la scuola, per compiacere Baba, e storie di vita di chi le è caro, che trascrive e colleziona per fissarle per sempre su una pagina e fingere che nulla sia cambiato. Quando, dopo l'esilio ad Alessandria, i genitori decidono di fare ritorno in America in cerca di fortuna, Nidali dovrà imparare ancora una volta a integrarsi in una cultura nuova. Ambientato tra gli Stati Uniti e i paesi più caldi del Medio Oriente, un romanzo che traccia il ritratto della società araba prima della recente ondata di fondamentalismo.
L'altro accanto a noi / a cura di Richard Swartz ; traduzione di Elena Sciarra
Milano : A. Mondadori, 2009
Abstract: Cosa sappiamo della vita nei Balcani? Dalla fine dello Stato iugoslavo in poi, il sud-est dell'Europa è diventato sinonimo di guerra, violenza, odio etnico, muri invalicabili tra le persone. Ma siamo sicuri che quest'immagine rifletta la realtà, o non rispecchi piuttosto i nostri pregiudizi? Il vicino di casa, per chi abita in quei martoriati territori, è amico o nemico? A questa domanda rispondono ventidue scrittori; i loro testi sono riuniti in questa antologia di racconti, memorie e brevi saggi, pubblicata contemporaneamente in cinque paesi per offrire uno spaccato fedele di cosa significa la vita quotidiana nella regione più calda d'Europa.
Palestine / Hubert Haddad ; traduzione di Giulio Concu
Nuoro : Il maestrale, copyr. 2009
Abstract: Da qualche parte in Cisgiordania, tra la Linea Verde e la cintura di sicurezza, una pattuglia israeliana è assalita da un commando palestinese. Un soldato viene ucciso, un altro, Cham, viene rapito. Ferito e in stato di choc, l'ostaggio perde la memoria. È stato accolto da una famiglia palestinese, una donna cieca e la figlia Falastin. Il fato ha voluto che Cham assomigli in modo straordinario al fratello di Falastin, Nessim, scomparso in circostanze misteriose. E così l'ex soldato rientra nel mondo, ma per viverlo dall'altra parte dello specchio e scoprire le tensioni della vita quotidiana dei palestinesi nella terra occupata. Ma come sempre accanto all'odio è presente l'amore, che raggiunge il culmine in Falastin, figura di moderna Antigone, alla ricerca dell'unione tra gli opposti, inammissibile in un mondo ancora devastato dall'afflizione.
La vita graffiata / Tamar Verete-Zehavi
Casale Monferrato : Sonda, 2010
Abstract: Ella, una ragazza isreaeliana come tante, fino alla vigilia del sabato in cui, nell'esplosione al supermercato di Gerusalemme, perde l'amica del cuore, l'etiope Yerus, e con lei la gioia di vivere e di credere nel futuro. Non sono le ustioni alla gamba, la cicatrice sulla fronte e i capelli bruciati ad averle spezzato il cuore, ma il non riuscire a capire perché una sua coetanea palestinese si sia fatta saltare in aria in un supermercato affollato. Come si può diventare nemici senza mai vedersi né incontrarsi, provocando morte e distruzione? Perché nel suo Paese tutti sembrano d'accordo a vivere o a morire così? Ella è tormentata da questi interrogativi: passa dallo shock iniziale alla rabbia che la porta a rifiutare l'aiuto dei genitori, degli amici e dell'assistente sociale, fino a rifiutare la stessa realtà traumatica cha ha vissuto, immaginando scenari differenti in cui l'attentatrice decide di non farsi più saltare in aria o lei riesce a sventare l'attacco. Ma sarà attraverso il confronto serrato con il ragazzo che ama, l'israeliano tutto d'un pezzo Eitan, e l'amicizia tumultuosa con il palestinese Maher, che Ella troverà la forza di riprendere in mano la propria vita, sia pure profondamente graffiata dagli eventi. Una storia intensa per riflettere sul tema della violenza e dell'odio vissuta direttamente e non solo attraverso le immagini lontane trasmesse dai media, per capire il mondo esterno e fornire ai ragazzi nuovi strumenti di autocoscienza e consapevolezza.
Leggere il vento / Dinaw Mengestu ; traduzione di Isabella Vaj
Milano : Piemme, 2011
Abstract: Jonas ha trentacinque anni, la pelle scura, e ogni volta che gli chiedono da dove provenga risponde che è americano, suscitando perplessità, soprattutto nei suoi studenti, i bambini di una scuola per bianchi in cui insegna part-time. Ma Jonas non accetta compromessi: lui è nato nell'lllinois e poi si è trasferito a New York, non ha mai neppure messo piede nella terra dei suoi genitori, l'Etiopia. Suo padre, Yosef, era arrivato all'inizio degli anni Settanta dopo un estenuante viaggio in nave, nascosto in una cassa per animali. Mariam, sua madre, lo aveva raggiunto tre anni dopo, rendendosi subito conto che l'uomo con cui doveva convivere non era che la flebile ombra di quello che era stato suo marito: aveva provato ad amarlo e a conoscerlo da capo, ma ormai era un estraneo. Un uomo che spesso parlava da solo, che prima di rientrare in casa stava seduto in macchina per qualche minuto, quasi temesse di oltrepassare quella soglia. Un uomo che non riusciva più a condividere il letto con lei, e di nascosto dormiva sul divano emettendo gemiti e lamenti continui. Un uomo che aveva visto troppo e che non aveva la forza di ricominciare a essere felice. Attraverso la storia dei suoi genitori e del loro lungo viaggio verso la salvezza, attraverso il dolore e lo sconforto ma anche la speranza in un futuro migliore, Jonas riuscirà ad appropriarsi del suo presente, ad accettarsi e ad amare le proprie origini.
Garzanti, 2014
Abstract: Poche semplici parole, solamente sussurrate, possono scuotere nel profondo più di un violento terremoto. È quello che impara Sara in una mattina che sembra uguale a tutte le altre e che invece cambia ogni cosa. Presto sarò padre le dice Matteo, suo marito, lasciando che la porta di casa si chiuda alle sua spalle come se nulla fosse. Ma quella frase è una pugnalata. Perché lui non ha mai voluto un figlio da Sara, e ora lo aspetta da un'altra donna. La disperazione si fa strada dentro di lei. Lei che ha convissuto sin da piccola con l'idea di sofferenza, con l'idea che la gioia è solo un frammento. Nelle sue vene scorre il sangue di un popolo che ha pagato alla Storia un prezzo altissimo: il popolo ebraico. Sua madre ancora adolescente ha conosciuto l'orrore dei campi di concentramento. Parte del suo passato vive in Sara. Per questo quando Matteo le dice che la madre di sua figlia è palestinese, il dolore per un semplice tradimento si accende di un significato più profondo. Un significato che affonda le radici in scontri e guerre che si protraggono da centinaia di anni. Eppure Sara non vuole rimanere imbrigliata in questa spirale di odio. Sente il bisogno inspiegabile di conoscere quella donna, come se il loro incontro potesse aggiungere un granello di sabbia nel deserto della pace. Come se la bambina che la donna ha partorito potesse non solo unire le loro vite, ma costruire un ponte immaginario tra due culture e due religioni. Ma ci sono distanze che non si possono colmare.