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Trovati 138 documenti.
La fine dell' innocenza : utopia, totalitarismo e comunismo / Pierluigi Battista
Venezia : Marsilio, 2000
Abstract: La società perfetta è sempre autoritaria, repressiva, intollerante, dominata da uno stato senza limiti che invade ogni aspetto della vita privata, che pretende di controllare ogni atomo della vita individuale e collettiva. E per costruire se stessa questa società perfetta non arretra di fronte a nessun massacro, fino all'annientamento degli ostacoli umani e materiali. Il libro è articolato in tre capitoli: nel primo si prendono in esame alcune tra le più importanti utopie. Nel secondo l'autore si sofferma su La città del sole di Campanella. Nel terzo si esplorano le conseguenze politiche del perfettismo utopistico nel XX secolo e, in particolare, nella storia del comunismo.
Perchè non possiamo non dirci comunisti / Mario Alighiero Manacorda
Roma : Editori riuniti, 1997
I pentiti del socialismo / Napoleone Colajanni
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 1992
Le idee che non muoiono / Fausto Bertinotti, Alfonso Gianni
Milano : Ponte alle Grazie, copyr. 2000
Abstract: Partendo dalla caduta del muro di Berlino, Bertinotti ripercorre la storia dei regimi comunisti, analizzando i motivi che hanno portato alla loro fine. Riflettendo sugli errori delle realizzazioni storiche di quelle società, fra cui il principale è stato l'assenza della democrazia, il leader della principale forza comunista in Italia rilegge in una nuova luce le idee intramontabili del comunismo: l'uguaglianza, il bene comune, il superamento del capitalismo, la liberazione del lavoro.
Milano : Ponte alle Grazie, 2001
Abstract: A chi apparterrà il nuovo millennio? Malgrado la diffusa rassegnazione, all'idea che non esistano alternative, che il profitto rappresenti la base più adatta per le relazioni interpersonali, che il laissez-faire americano garantisca la democrazia, Daniel Singer contrappone l'idea di un mondo migliore. Il suo saggio esplora il fallimento della Rivoluzione russa, la trasformazione di Solidarnosc in una potenza reazionaria e clericale, il fallimento dello stato sociale nell'Europa dell'ovest, le conseguenze della guerra fredda e gli imponenti scioperi francesi del 1995, visti come l'esordio di una sempre più diffusa lotta alle rigidità del mercato. Singer identifica nell'utopia realistica la strada da seguire.
Perche' sono comunista / Concetto Marchesi ; a cura di Luciano Canfora
Sellerio, 2021
Lamemoria ; 1188
Abstract: Concetto Marchesi, classicista di fama internazionale, portava in sé le tracce dell'idealismo risorgimentale e, insieme, l'energia delle speranze del movimento popolare otto-novecentesco. Luciano Canfora, curatore del volume, ricollega il suo discorso "Perché sono comunista", tenuto a Milano nel febbraio del 1956, la conferenza, "La persona umana nel comunismo", tenuta a Roma il 16 aprile del 1945, e l'intervento all'VIII Congresso del Pci del 1956. E con la sua introduzione completa il ritratto di un appassionato intellettuale e apre una finestra sulla comprensione dei tempi difficili sospesi tra la fine della guerra e gli anni della ricostruzione.
Cattivi maestri della sinistra : Gramsci, Togliatti, Lukacs, Sartre, Marcuse / Luciano Pellicani
: Rubbettino, 2017
Zonafranca ; 28
Il libretto grigio / L'Apparato
Editori internazionali riuniti, 2013
I cattolici e il progressismo / Augusto del Noce ; prefazione di Rocco Buttiglione
2. ed
Milano : Leonardo, 1994
C'era una volta... : riflessioni sul comunismo italiano / Luciano Cafagna
Marsilio, 1991
I Grilli Marsilio ;
Com'eri bella, classe operaia : storie, fatti e misfatti dell'operaismo italiano / Romolo Gobbi
Bologna : DeriveApprodi, 2023
DeriveApprodi ; 169
Abstract: Scritto alla fine degli anni Ottanta, questo libro ha un indiscusso protagonista: l’operaismo, genericamente inteso come centralità politica del punto di vista della classe operaia e delle sue lotte. Talora assunto come linea strategica, talaltra condannato come forma di estremismo, l’operaismo ha attraversato la storia del movimento operaio e comunista lungo tutto il Novecento. Dai dibattiti seguiti alla Rivoluzione bolscevica alle posizioni di Gramsci, dalla Resistenza alle svolte del Pci, dal movimento studentesco del ’68 al ’77, l’autore ripercorre e analizza la storia, l’importanza e i limiti delle diverse ipotesi operaiste. Soprattutto, si sofferma sull’operaismo italiano degli anni Sessanta, sulle sue peculiarità e differenze. Qui il racconto viene fatto in prima persona, perché Gobbi è stato uno dei protagonisti dei «Quaderni rossi», di «Gatto selvaggio» e di «classe operaia», militante e organizzatore delle inchieste e delle lotte operaie e studentesche nella città-fabbrica per eccellenza, Torino. Il carattere autobiografico fa assumere al testo un tono ironico e ricco di gustosi aneddoti, senza mai perdere il rigore dell’analisi storica. Leggendo queste pagine, troverete tutto quello che avreste voluto sapere sull’operaismo ma non avete mai osato chiedere. La presente edizione è arricchita da una postfazione e da un’intervista all’autore sul suo percorso teorico-politico.
Il canto dei lendini : romanzo / Manfred Bushi
Nardò : Besa muci, 2025
Abstract: Nell’Albania dei primi anni del comunismo, la legge del Kanun, il codice d’onore, condiziona la vita della gente comune e ne determina le scelte. Così, l’esistenza della giovane madre Dilore viene stravolta e la donna di colpo si ritrova, con i due figli piccoli, internata in un campo insieme ad altri prigionieri: comunisti convinti e disillusi, madri sole come lei, bey musulmani, preti cattolici, contadini, nobili decadute… Tuttavia, è proprio qui che Dilore prende coscienza della propria forza e, con determinazione, lotta per conquistare il proprio posto nel mondo e la sua indipendenza di donna.
Comunisti, socialisti, cattolici / Palmiro Togliatti
Roma : Editori Riuniti, 1980
Piccola biblioteca marxista ; 30
Satantango / Laszlo Krasznahorkai ; traduzione di Dora Varnai
Bompiani, 2016
Abstract: Il comunismo è ormai al tramonto e nella fangosa campagna ungherese quel che resta di una comunità di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in una cooperativa agricola ormai in sfacelo. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all'improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio e sta per tornare pare un miracolo. È l'inizio dell'attesa, dell'avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. Si troveranno infatti a far fronte non solo alle astuzie di Irimiás, ma anche ai conflitti che li dividono.
: Ponte alle Grazie, 2020
Saggi Ponte alle Grazie
Abstract: L'ultimo libro di Slavoj ?i?ek raccoglie i suoi più recenti interventi su riviste e giornali, e costituisce una spietata, umorale e umoristica dissezione dei tempi attuali, del clima sociale che ci imprigiona. Pur nella grande varietà dei temi (dalla critica a un certo tipo di politicamente corretto al maoismo, dall'analisi di film come Roma e Joker a casi universitari di scandali a sfondo sessuale, da certi locali newyorkesi presidiati da «consensocorni» ai sexbot - i famigerati robot sessuali -, da Greta Thunberg a Donald Trump), la prospettiva adottata dal filosofo sloveno è quella del comunismo, un comunismo che, allargato a tutto il pianeta, sia in grado di affrontare i molteplici disastri causati dal capitalismo globale. Sì, perché più il capitalismo sembra trionfare, più i suoi antagonismi interni esplodono: basti pensare al controllo digitale sulle nostre vite (quello sì una moderna forma di totalitarismo), al riscaldamento globale, all'esplosione dell'emergenza rifugiati in tutto il mondo e alla pandremia di Covid-19. Di fronte alla crisi mondiale della sinistra, lo sguardo lucido e ampio di ?i?ek, tanto realistico quanto utopistico, è oggi più che mai necessario: bisogna auspicarsi che la sinistra radicale ricomincia sporcarsi le mani con il lavoro politico reale, e osi (finalmente, di nuovo) pronunciare il suo nome.
Uno spettro si aggira per l'Europa : il mito del bolscevismo giudaico / Paul Hanebrink
Einaudi, 2019
Abstract: Per gran parte del XX secolo, l'Europa è stata perseguitata da una minaccia scaturita dalla propria immaginazione: il bolscevismo giudaico. Questo mito – che riteneva il comunismo un complotto ebraico volto a distruggere le nazioni d'Europa – era una fantasia paranoica, eppure i timori di una cospirazione giudaico-bolscevica si affermarono dopo la Rivoluzione russa e si diffusero in tutta Europa. E durante la Seconda guerra mondiale tali paure contribuirono a seminare la morte, l'odio e l'orrore. Il racconto di Paul Hanebrink inizia con i movimenti controrivoluzionari che turbavano l'Europa alla fine della Prima guerra mondiale. Fascisti, nazisti, cristiani conservatori e molti altri europei, terrorizzati dal comunismo, immaginavano i bolscevichi ebrei come nemici sul punto di varcare i confini per sovvertire l'ordine dall'interno con le loro idee devastanti. Negli anni che seguirono, il bolscevismo giudaico fu un'arma politica potente e facile da usare. Dopo l'Olocausto, quello spettro, lungi dal morire, semplicemente si modificò, diventando uno dei componenti della guerra fredda. Dopo un'ennesima trasformazione, persiste ancora oggi su entrambe le sponde dell'Atlantico nella politica tossica del nazionalismo di destra rivitalizzato. La funesta invenzione che il comunismo fosse in realtà un complotto ebraico volto a conquistare e distruggere l'Europa ebbe nel secolo scorso il suo tragico culmine nello sterminio di milioni di esseri umani. Un'idea che, rielaborata a piú riprese nel corso dell'intero secolo, non ha mai cessato di alimentare varie ideologie e programmi politici. Paul Hanebrink esplora la nascita, i caratteri e le conseguenze di questo mito pregno di odio e paura: dalle sue origini negli anni convulsi successivi alla grande guerra all'avvento del nazismo, dall'intreccio con la memoria dell'Olocausto fino alla sopravvivenza nelle fantasie cospirative dell'estrema destra europea e americana.
Carocci, 2021
Abstract: Dopo la dissoluzione dell'URSS, il marxismo, in particolare in Occidente, è entrato in una crisi che appare irreversibile. Per uscire da questa crisi - che non è un "destino" -, Domenico Losurdo, fuori da ogni intento apologetico, articola in questo libro un bilancio storico-filosofico dell'esperienza sovietica e del marxismo nel suo complesso. Ma Losurdo compie anche un passo ulteriore: osserva il marxismo per individuare ciò che esso è capace di costruire in un futuro più o meno lontano.
Lo scrittore senza nome : Mosca 1966: processo alla letteratura / Ezio Mauro
Feltrinelli, 2021
Abstract: Da una parte due uomini soli. Dall’altra un potere anonimo e totale, invisibile e assoluto, con un compito metafisico: dosare la scrittura a uno scrittore, la notorietà a un autore, il cognome a un uomo, l’identità a una persona. Andrej Sinjavskij era soltanto la metà di una storia. L'altra metà si chiamava Yulij Daniel'. Insieme, i due scrittori russi sfidarono il regime sovietico con l'arma più potente e più temuta - la parola - pubblicando i loro libri in Occidente con gli pseudonimi di Abram Terz e Nikolai Arjak. Insieme, a soli quattro giorni di distanza, furono arrestati dal Kgb e nel '66 giudicati in un processo che diventò uno scandalo mondiale, il primo dopo la caduta di Chruscëv e delle illusioni riformiste. Per loro la condanna fu quasi identica, cinque e sette anni di carcere e lavoro forzato nel gulag. Su entrambi, l'ultimo giorno del processo risuonarono le parole del giudice istruttore, la sua certezza impenetrabile: "Può darsi che fra vent'anni avrete ragione voi, ma per il momento sono io che ho ragione". Poi il potere sovietico pensò di rompere il filo di quell'amicizia intellettuale tanto profonda da trasformarsi in politica, e tanto forte da tradurla in opposizione: aprì a Sinjavskij la via dell'esilio, mentre Daniel' restava confinato in patria. Sinjavskij viveva a Parigi, insegnava alla Sorbona e i suoi libri si dovevano fermare all'immenso confine dell'Urss. Così lo scrittore veniva proibito nel suo Paese fino a essere dimenticato. Più difficile la partita a scacchi tra il potere e Yulij Daniel'. Lui viveva in patria, dopo il campo era tornato a Mosca in una casa vicino alla stazione Sokol del metrò. Non svolgeva alcuna attività sospetta. Ma la sua vita, il suo nome, la sua identità lo confermavano intellettuale per sempre e dissidente in eterno. Sul suo nome calò un'ombra. Ma lui, continuamente, tra sé e sé ripeteva: Julij Markovic Daniel', scrittore e traduttore, già condannato per attività antisovietiche, uscito dal gulag, residente a Kaluga, vivente a Mosca, via Novaja Pishanaja, ingresso 3, piano secondo, appartamento numero 52. Tutto questo, per colpa di due libri.
I conigli non muoiono mai / Savatie Baștovoi ; traduzione di Anita Natascia Bernacchia
Keller, 2015
Abstract: Saaa ha nove anni e vive in una zona agricola nel Sud dell'Unione Sovietica. Ogni giorno prende il pullman che lo porta dal suo piccolo villaggio alla scuola in città. Lì la vita scorre felice sotto il comunismo, con i suoi slogan, le parate, le fattorie collettive, le organizzazioni giovanili... Saaa prende tutto alla lettera e venera i martiri della causa comunista, i cui volti sono dipinti sui muri della scuola - soprattutto Lenin, gloria dell'Unione Sovietica. In classe accumula brutti voti, nonostante tutti gli sforzi possibili, e deve sopportare la disapprovazione dell'insegnate Nadeda Petrovna. Così alle lezioni preferisce il recupero della carta straccia e del ferrovecchio, ma soprattutto il bosco dove raccoglie le erbe per i maiali e fa bei pensieri. Nel frattempo, in quegli stessi luoghi, Nikolaj Arsenievi è ossessionato da strani progetti: avere la scala più alta di tutti o allevare conigli nella foresta. Sospeso tra realtà e sogno, con i colori e le illusioni dell'infanzia, "I conigli non muoiono mai" si presenta come una critica gioiosa ai regimi totalitari e, attraverso l'innocenza di un bambino, svela le contraddizioni del pensiero unico.
Piemme, 2016
Abstract: Per Arcady il calcio è molto più di un gioco meraviglioso. Significa sopravvivere. Ogni volta che fa gol, infatti, vince razioni di cibo e il rispetto dei suoi compagni, nell'orfanotrofio dove vive con altri figli dei nemici politici dello stato sovietico. Quando uno degli ispettori, che regolarmente fanno visita all'orfanotrofio, decide di adottarlo, Arcady si convince che sia l'allenatore che riuscirà a farlo entrare nella Società Sportiva della Casa dell'Armata Rossa. Giocare in quella squadra è un sogno per tutti i calciatori e diventerà l'obiettivo di Arcady, insieme a uno ancora più grande: trovare una nuova famiglia e lottare insieme contro ogni oppressione della libertà.