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Trovati 59 documenti.
Milano : A. Mondadori, 2006
Abstract: Dottore, sono sempre stanco!: è la frase più frequente che i pazienti rivolgono ai loro medici curanti. Nel mondo occidentale, infatti, circa un quarto delle persone soffre di spossatezza cronica: non il comune affaticamento dovuto a periodi di intenso lavoro e scarso riposo, ma una condizione permanente e debilitante. E capita a milioni di donne e uomini: si alzano la mattina ed è come se non fossero mai andati a letto; si trascinano per tutta la giornata, riuscendo a malapena a svolgere i compiti essenziali; sono costretti a rinunciare a qualunque tipo di vita sociale. Una situazione diffusa, che troppo spesso viene sottovalutata e ascritta semplicemente a stress o depressione. Ma vi sono anche altre possibili ragioni per la spossatezza, semplici da individuare e da curare: come l'alimentazione, le allergie, alcune deficienze alimentari o un'estrema sensibilità a determinati elementi chimici. In questo libro un esperto del campo illustra le più comuni cause del problema, distinguendo tra sindrome da stanchezza cronica e altri fattori; facendo ricorso ai risultati più recenti della ricerca scientifica così come a molti casi clinici tratti dalla sua diretta esperienza, insegna ai lettori a riconoscere la propria situazione e indica le terapie e gli accorgimenti per tornare a una vita normale, piena di energia e salute.
Sarajevo, le radici dell' odio : identità e destino dei popoli balcanici / Stefano Bianchini
Roma : Edizioni associate, 1993
La nuova guerra del clima : la battaglia per riprenderci il pianeta / Michael E. Mann
Edizioni Ambiente, 2021
Abstract: Per decenni le industrie legate ai combustibili fossili hanno negato che il clima stesse cambiando o che le attività umane avessero un qualche ruolo nel riscaldamento in atto. Oggi il consenso della comunità scientifica gli impatti sempre più evidenti e la pressione sociale crescente hanno di fatto azzerato le forme più radicali di negazionismo ormai limitate ai recessi più oscuri dei social media. La battaglia per il clima però non è ancora vinta. Le aziende dei fossili nel tentativo di ritardare il più possibile gli interventi che servono a evitare livelli di riscaldamento pericolosi ma che metterebbero a rischio i loro profitti hanno infatti cambiato approccio. Non negano più e puntano invece a distrarre e a rinviare. Michael E. Mann da oltre vent'anni uno dei climatologi più importanti del mondo in La nuova guerra del clima analizza e decostruisce le nuove strategie di questi "inattivisti". Per esempio l'enfasi sulla responsabilità individuale: gli appelli legittimi a ridurre i consumi e a evitare gli sprechi sono stati trasformati in una potentissima arma di distrazione di massa capace di dividere gli attivisti per il clima e di distogliere l'attenzione dalle aziende dei fossili vere responsabili del riscaldamento in corso. Vengono poi presi in esame gli appelli di lobbysti politici e opinionisti a favore di quelle che Mann chiama "soluzioni-non soluzioni": per esempio il gas naturale gli interventi di riforestazione e la geoingegneria. Si tratta di misure che non risolvono il problema dei cambiamenti climatici e ritardano le azioni davvero efficaci come l'abolizione dei sussidi ai fossili e l'imposizione di un prezzo sul carbonio. Infine Mann non risparmia critiche a quella che chiama "pornografia climatica" l'idea spesso compiaciuta secondo cui la catastrofe sarebbe ormai inevitabile e non possiamo più fare niente. Non è così. Le soluzioni ci sono quello che bisogna fare adesso è decarbonizzare il più rapidamente possibile le nostre economie perché "ogni grammo di carbonio che non bruciamo migliora le cose". Possiamo farlo investendo in tecnologie già disponibili prime fra tutte il solare e l'eolico e dando fondo alle qualità migliori del nostro essere umani.
La fondazione delle città : le scelte insediative da Uruk a New York / Giuseppe Gisotti
Carocci, 2016
Abstract: Il libro analizza le preferenze insediative che hanno determinato le fondazioni delle città più importanti dall’antichità a oggi, nonché il loro sviluppo urbanistico. Rilievi e pianori, porti naturali ben riparati, territori ricchi di risorse naturali e geologiche orientarono le scelte dei fondatori di Uruk, Roma, New York, mentre alluvioni, frane, terremoti furono tra le cause del declino e dell’abbandono di Leptis Magna, Sibari, Paestum. Nella prima parte sono descritte le principali motivazioni delle scelte insediative: abbondanza di risorse necessarie per la sopravvivenza, quali acqua, suoli fertili, idonei materiali da costruzione, ma anche stabilità dei terreni di fondazione, assenza di rischi naturali e, in particolare, geologici, oltre a caratteristiche favorevoli, quali foce dei fiumi per un facile attracco e riparo o ubicazioni naturali fortificate. La seconda parte comprende una ricca selezione di casi di studio, relativi a diversi continenti, epoche e contesti geografici, che dimostrano come non solo i coloni in cerca di terre da coltivare, ma anche i generali per i loro accampamenti militari (dove poi sarebbero sorte delle città) considerassero scrupolosamente le caratteristiche naturali del sito prima di ritenerlo idoneo per i loro insediamenti.
OscarMondadori, 2015
Abstract: All'inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L'Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima. Nel 1911 l'Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l'unico elemento di instabilità viene dall'impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei Balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a Costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l'Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di Tripolitania e Cirenaica. Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da Costantinopoli, conservandone la sovranità nominale, sull'esempio dell'Egitto e dell'Algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l'impresa di Libia, inutile e proditorio attacco all'impero ottomano.
Laterza, 2021
Abstract: Nell'inverno del 1933, in soli sei mesi il mondo cambiò improvvisamente rotta e si avviò sui sentieri che avrebbero portato alla Seconda guerra mondiale. Le tappe di questa escalation sono drammatiche: Hitler al potere in Germania, il Giappone all'invasione della Cina, Mussolini e l'Italia alla conquista dell'impero. Ovunque, la triade demoniaca di nazionalismo, autoritarismo e malcontento sociale travolge la democrazia. Un racconto appassionante che è anche un ammonimento per i nostri tempi.
Egea, 2023
Abstract: Che cos’è il cambiamento climatico? Come si misura? Come facciamo a sapere che cosa sta davvero accadendo e che cosa potrebbe avvenire in futuro? Quanto siamo sicuri che il cambiamento climatico attuale sia di origine umana? E, soprattutto, che cosa si può fare ora e quali decisioni possiamo prendere? Partendo da leggende e saghe nordiche (dove scopriremo, tra le altre cose, perché la bianchissima Groenlandia porta un nome che in realtà significa «terra verde»), Gianluca Lentini ci invita a intraprendere un vero e proprio viaggio di esplorazione nel cambiamento climatico: un passo alla volta, ci accompagna con le definizioni e i dati necessari, con le leggi e le equazioni della matematica, della fisica e della chimica (sempre raccontate in modo a tutti comprensibile), appassionandoci pagina dopo pagina con storie, fenomeni ed effetti. Approderemo, infine, alle possibili azioni da mettere in atto per mitigarlo e per adattarci. Il libro si chiude con un fondamentale «ripasso contro il negazionismo», perché sono ancora troppi i luoghi comuni che imperano quando si parla di clima e di cambiamento climatico.
Perché la guerra / Marcello Flores, Giovanni Gozzini
Laterza, 2024
Abstract: Da sempre gli uomini combattono. Da sempre le guerre segnano la storia. Ma le guerre non sono sempre state la stessa cosa, si sono trasformate e con esse le ragioni per le quali gli uomini combattono. E conoscere la storia ci può aiutare a capire come possiamo fare la pace e renderla duratura. La domanda «perché la guerra» è tornata prepotente. Gli storici hanno una risposta semplice: le guerre sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Ma anche le paci sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Questo libro cerca una risposta nei fatti: è in aumento il numero di conflitti armati e di vittime di guerra? Sì, in cifra assoluta (ma di poco), no, in rapporto al numero crescente di stati e di abitanti della Terra. Le guerre sono cambiate. È aumentato il numero di attori non statali come Hamas e i separatisti filorussi del Donbass in Ucraina. E le guerre si sono imbastardite: solo raramente sono scontri campali tra eserciti, più spesso si fa uso di missili, droni, attentati contro civili. Per questo ci fanno ancora più paura. Non cambia invece la sostanza: le guerre sono frutto di decisioni politiche di uomini contro altri uomini. Non sono il prodotto ineluttabile di una natura umana malvagia. Siamo capaci di guerra e di pace. Dipende dalle circostanze: c’è stato un periodo di pace sostanziale subito dopo la fine della Guerra Fredda, grazie alle operazioni di peacekeeping condotte dai caschi blu dell’ONU. Potremmo e dovremmo farlo anche oggi. Questa è la via maestra, forse l’unica, per un pacifismo che non voglia limitarsi alla salvezza farisaica della propria anima.
#Logosedizioni, 2022
Abstract: Heyerdahl Island, Mar Glaciale Artico, inizio luglio. Per due mesi i giornalisti Emma e Luis resteranno sull'isola, tagliati fuori dal cosiddetto mondo civilizzato, per documentare il lavoro di un'équipe di scienziati impegnata a studiare la sesta estinzione in atto. Oggi le attività umane e il riscaldamento globale stanno seriamente minacciando la biodiversità della flora e della fauna terrestri. Come si sono verificate le prime cinque estinzioni e cosa sostiene la scienza a proposito della sesta? Cosa accadrà dopo? Il biologo Jean-Baptiste de Panafieu e l'illustratore Alexandre Franc riescono a trasmettere moltissime informazioni su questo tema appassionante e al tempo stesso inquietante attraverso un racconto avvincente, in cui i personaggi appaiono ben caratterizzati e la sceneggiatura si arricchisce di mappe, grafici, tabelle e riproduzioni di fotografie puntuali e alleggerite da un tocco di umorismo. Pagina dopo pagina, scopriremo le particolarità e le vicissitudini di specie animali e vegetali di cui magari non sospettavamo neppure l'esistenza e approfondiremo l'affascinante storia evolutiva del nostro pianeta. Un'opera di divulgazione scientifica a fumetti, che ci invita a conoscere il passato per meglio comprendere il presente e raccogliere le sfide del futuro.
Fracassi Editore, 2025
Abstract: Ogni anno che passa, il World Economic Forum rappresenta sempre più lo spirito guida della politica e dell'economia mondiali. Mentre Klaus Schwab e il suo vice Yuval Noah Harari hanno acquisito l'aura dei grandi saggi, di coloro che plasmano con i loro libri e i loro discorsi il pensiero filosofico sul futuro. Che cos'è esattamente il Wef? È una organizzazione indipendente oppure è legata a qualche gruppo di potere? Se sì, quale? Quali legami ci sono tre il World Economic Forum e il nazismo? E qual è la storia di Schwab e di Harari? Qual è il mondo verso il quale ci stanno portando? "Le mani sul mondo" è un libro inchiesta che cerca di dare risposta a queste domande. Ci fa immergere nel mondo dell'élite internazionale e ci spiega quali sono le origini di tutto ciò.
Adelphi, 2025
Abstract: La consapevolezza della caducità dell’esistenza è una caratteristica esclusivamente umana, così come la capacità di elaborare strategie che affranchino dal pensiero ossessivo della morte. Quelle concepite sinora – la resurrezione, il paradiso, la reincarnazione –, tuttavia, oggi non ci bastano più, né ci basta il pensiero di continuare a vivere attraverso la nostra discendenza biologica o le opere che lasciamo dietro di noi. Resta un’unica opzione, un’idea folle che si sta trasformando in un preciso disegno: la conquista dell’immortalità grazie alla scienza. Solo nell’ultimo decennio sono apparsi più di trecentomila articoli sull’invecchiamento e l’estensione della vita, e oltre settecento aziende emergenti hanno investito complessivamente decine di miliardi di dollari nell’impresa. Ma quanto è realistico tale mirabolante sogno? Quali sarebbero le implicazioni etiche di trattamenti o manipolazioni volti ad aumentare indefinitamente la durata della vita? E quali le conseguenze sociali, economiche e politiche? Domande incalzanti, e capitali, ora che la risonanza di queste ricerche e le aspettative, spesso illusorie, da esse suscitate sono al culmine, alle quali Ramakrishnan cerca di rispondere attraverso un’analisi approfondita della fisiologia dell’invecchiamento e delle tecniche allo studio per contrastarlo, gettando luce nel contempo sulla realizzabilità della più avveniristica delle sfide: far sì che «tutti muoiano giovani, dopo molto, molto tempo».
Pozza, 2023
Abstract: Tra aneddoti, ricostruzioni e documenti un saggio sul suicidio dell'Europa che annientò milioni di vite sui campi insanguinati della prima guerra mondiale. Questo è il libro che John Fitzgerald Kennedy stava leggendo quando scoppiò la crisi dei missili a Cuba. Il mondo stava danzando sull’orlo del baratro e pochi uomini potevano decidere del suo destino. Tornata la quiete, il presidente americano disse che questa lettura lo aveva aiutato a comprendere come sia facile scivolare in un’immane tragedia per la sola incapacità dei governanti di sbrogliare una crisi politica internazionale. Siamo nella tarda estate del 1914: una marea di soldati tedeschi si sta riversando sulle strade della Francia settentrionale con l’obiettivo di conquistare Parigi e porre termine alla guerra, secondo i piani del Kaiser, in sei settimane. L'autrice, Premio Pulitzer 1962 per questo memorabile libro, rievoca l’inizio della Prima guerra mondiale come se stesse sfogliando un album di famiglia, accompagnando il lettore sui campi di battaglia, stordendolo con il tuono dei cannoni, abbagliandolo con il luccichio delle sciabole e delle baionette. Al tempo stesso, lo costringe a riflettere su quanta stupidità occorra per sprofondare la «saggia» Europa in una carneficina. L’incipit è memorabile. Tuchman descrive il funerale di re Edoardo vii d’Inghilterra, pochi anni prima della guerra, enumerando i capi di Stato e descrivendo gli sfolgoranti dettagli delle loro uniformi, le rigide e complesse regole del cerimoniale e gli intricati rapporti di parentela tra i presenti. Alle esequie presenziarono l’imperatore di Germania e lo zar di Russia, nipoti dello scomparso e cugini tra loro, il re di Grecia e i re di Danimarca e Norvegia, con lo stesso grado di parentela. Non per nulla, il figlio della regina Vittoria era soprannominato lo «zio d’Europa». Si intuisce, dietro a queste immagini, quale sia lo spettacolo di sfarzo e potere che l’Europa vuole offrire agli occhi del mondo. Ma è anche il primo atto del suo suicidio. Dopo aver descritto i personaggi, Tuchman affronta, con la stessa ricchezza di dettagli e profondità psicologica, l’eccitazione che l’attentato di Sarajevo avrebbe provocato, solo quattro anni dopo, negli invitati a quel funerale. Su questa Europa, chiosa il ministro inglese sir Edward Grey, «si stanno per spegnere le luci».
Violenza etnica : i Balcani tra etnonazionalismo e democrazia / Tatjana Sekulic
Roma : Carocci, 2002
Abstract: Nel suo volume sui Balcani Tatjana Seculic risponde a queste importanti questioni che la storia dell'Europa sud orientale degli ultimi dieci anni ha reso drammaticamente attuali. Ripercorrendo le vicende della ex Yugoslavia e la sua odierna realtà, il testo mostra come la forma democratica liberale sia non solo possibile in uno stato multietnico, ma risulti anche la migliore via per la salvaguardia delle singole nazionalità.
1914 : come la luce si spense sul mondo di ieri / Margaret MacMillan ; traduzione di Francesco Peri
Rizzoli, 2013
Abstract: La luce si sta spegnendo su tutta Europa e non la vedremo più riaccendersi nel corso della nostra vita: sir Edward Grey, segretario di Stato inglese per gli Affari esteri, percepì con chiarezza le dimensioni della crisi che nel giro di pochi giorni, di poche ore, avrebbe portato il continente europeo sull'orlo della catastrofe. Ma lo scoppio del conflitto, nell'agosto 1914, non fu che l'ultima maglia di una lunga catena di eventi, il momento che racchiuse - comprimendole - inquietudini e aspirazioni di un'epoca intera. Insieme ai profondi mutamenti sociali, culturali e tecnologici che trasformarono la natura della civiltà europea tra Ottocento e primo Novecento, l'autrice ripercorre gli antefatti, le tensioni accumulate, le scelte contingenti, spesso dovute a fraintendimenti, debolezze, ripicche tra politici e generali: il risultato è una ricostruzione, capillare e brillante, di un'ora fatale dell'umanità.
1914: il dramma di Sarajevo : origini e responsabilità della Grande guerra / Luciano Magrini
Res Gestae, 2014
Abstract: Una storia intricata quanto epocale, raccontata da una penna d'eccezione, da un protagonista della vita culturale e politica italiana. Luciano Magrini ha fatto la storia del giornalismo italiano, da “La Stampa” al “Corriere della sera. Durante il Ventennio fascista è stato sorvegliato speciale con l’accusa di voler ricomporre il partito socialista. Nel secondo dopoguerra si è appassionato alla storia d'Oriente, dando alle stampe testi di riferimento su Giappone e Cina. In questo libro, con acume e freschezza giornalistica, Magrini indaga le ragioni e le dinamiche dello scoppio del secondo conflitto mondiale. A partire dal tragico teatro di Sarajevo si snodano i fatti e le ragioni della guerra che ha ridefìnito i confini del mondo.
Laterza, 2013
Abstract: La mattina di domenica 28 giugno 1914, l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e sua moglie Sofia arrivarono in treno a Sarajevo e salirono a bordo di un'autovettura, imboccando il lungofiume Appel, per raggiungere il municipio. Non apparivano affatto preoccupati per la loro sicurezza. Venivano da tre giorni di soggiorno nella cittadina di vacanze di llidze, dove non avevano incontrato che facce amiche. Avevano perfino avuto il tempo per un'imprevista visita al bazar di Sarajevo, dove avevano potuto muoversi senza essere disturbati nelle viuzze affollate di gente. Non sapevano che Gavrilo Princip, il giovane serbo bosniaco che li avrebbe uccisi solo tre giorni dopo, era anch'egli nel bazar, intento a seguire i loro movimenti. Anche l'Europa si avviava inconsapevole al dramma. Non sapeva di essere fragile, frammentata, dilaniata da ideologie in lotta, dal terrorismo, dalle contese politiche. Così l'atto terroristico compiuto con sconcertante efficienza da Gavrilo Princip ai danni dell'arciduca ha un esito fatale: la liberazione della Bosnia dal dominio asburgico e l'affermazione di un nuovo e potente Stato serbo, ma anche il crollo di quattro grandi imperi, la morte di milioni di persone e la fine di un'intera civiltà.
Catastrofe 1914 : l'Europa in guerra / Max Hastings ; traduzione di Roberto Serrai
Pozza, 2014
Abstract: Trincee, fango, filo spinato, corpi di giovani soldati martoriati da mitragliatrici, baionetta e gas tossici: così ci raffiguriamo oggi la Prima guerra mondiale. Ma che cosa è successo davvero, in Europa, nel 1914? Possibile che tra i ventotto paesi coinvolti la Germania sia stata l'unica colpevole? Per rispondere a queste domande, e chiarire le cause di un conflitto che, agli occhi degli storici, appaiono più intricate di quelle della Seconda guerra mondiale, Max Hastings corregge le inesattezze perpetuate durante quest'ultimo secolo e fornisce al lettore una nuova, suggestiva chiave interpretativa. Sapevate, ad esempio, che quasi tutte le nazioni, per scagionarsi, distrussero la documentazione che riguardava il proprio ruolo nella guerra o ne crearono una fittizia? Se pressoché tutti gli studi sulla Grande Guerra si sono limitati a descrivere il convulso scenario politico e diplomatico o a fare una cronaca degli eventi militari, Catastrofe fa entrambe le cose. Da un lato, ricostruisce le cause che dalla sensazione che stia per succedere qualcosa, portarono all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando e, dall'altro, servendosi di una quantità sterminata di testimonianze e resoconti, descrive la sontuosa marcia dell'esercito francese accompagnato da musicisti e sbandieratori attraverso le campagne assolate; e, ancora, ci parla delle poco indagate campagne in Serbia, degli inverni nella Russia dell'Est, e delle rischiose spedizioni sulle coste della Galizia.
Agosto '39 : ora per ora, i giorni frenetici che trascinarono il mondo alla guerra / Bruno Gatta
Casale Monferrato : Piemme, 1997
Abstract: Quale fu la catena degli eventi che portò allo scoppio della guerra? Chi erano i protagonisti? Quali furono i retroscena che sospinsero i governi delle più grandi nazioni del mondo alla dichiarazione di guerra, consegnata il 3 settembre 1939? Il libro racconta nella prima parte ciò che accadde nel terribile mese di agosto in ciascuna delle cancellerie coinvolte nel turbine della guerra. La seconda parte presenta uno spoglio della rassegna stampa europea dell'epoca dal 1° agosto al 3 settembre '39, attraverso gli articoli dei corrispondenti dei più importanti giornali europei.
AMBIENTE e salute / a cura di Claudio Minoia
Milano : Le scienze, 1999
Quaderni Le scienze ; 109
La sordita' infantile / Sandro Burdo
Milano : Masson, 1998