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Trovati 8 documenti.
Orme sul mare = Gjurme mbi det / Miranda Sulce ; illustrazioni di Artur Sulce
Roma : Sinnos, copyr. 2001
Abstract: L'autrice racconta la sua storia, l'infanzia, i giochi, le difficoltà dovute ad un regime totalitario, i suoi studi e i cambiamenti avvenuti in Albania dopo l'avvento della democrazia. L'Italia conosciuta principalmente attraverso le trasmissioni televisive, era per lei il mondo dei sogni. Una volta arrivata nel nostro paese, la terra promessa diviene un mondo sconosciuto e tutto da scoprire, un paese accogliente, ma a volte ostile a causa di molti pregiudizi sui cittadini extracomunitari. Alla fine dei suoi racconti un po' di storia, geografia, ricette, leggende, proverbi e le mappapagine, una mappa di indirizzi e punti di riferimento della Comunità albanese in Italia. Età di lettura: dai 12 anni.
Tempesta sulle Alpi albanesi / Giovanni Zanette
: Mursia, 1967
Orme sul mare = Gjurme mbi det / Miranda Sulce ; illustrazioni di Artur Sulce
2. ed.
Sinnos, 2006
Vojussa, mia cara : Diario di guerra / Gianni Granzotto.
Vojussa, mia cara : diario di guerra / Gianni Granzotto.
Mondadori De Agostini, 1987
I Grandi Bestsellers ;
Il prezzo dell'onore : Albania, 1943-1944 / Viscardo Azzi
Milano : Mursia, 1996
Le favole del comunismo / Anita Likmeta
Marsilio, 2024
Abstract: Le favole del Paese delle Aquile raccontano di asini, meli, operazioni volte a salvare una ragazza pazza con la coda di cavallo, e di fogli che una volta piantati possono far germogliare non solo agli e cipolle, ma pure case. Il Paese delle Aquile è il più felice che ci sia. Anche se non c’è l’acqua corrente, anche se ci sono più bunker che mucche, anche se la mamma di Ari l’ha lasciata dai nonni perché è rimasta incinta troppo giovane per poter lavorare, e anche se quando cade il muro di Berlino altro che fine immediata della dittatura: nel Paese delle Aquile ci sono solo disordine e omicidi e uomini con la faccia coperta. Certo, quando cade il muro di Berlino molti partono per l’Italia, diretti alla riva opposta al Paese delle Aquile che è il più felice di tutti. Ma Ari e i nonni no, loro restano. I nonni si sentono troppo vecchi per partire, e allora Ari aspetta che la madre – partita sulla nave che hanno preso tutti gli altri – torni a prenderla. Ci sono due Ari in questo romanzo: una è la bambina che vive in Albania tra gli anni Ottanta e Novanta, ed è senza scarpe, perché le scarpe non devono essere consumate e dunque si va scalzi; l’altra è una giovane donna che di scarpe ne ha moltissime, così come ha l’acqua corrente, e oggi vive nel centro di Milano, in un appartamento elegante, passando ore sotto la doccia perché gli shampoo biologici non fanno abbastanza schiuma. Le due si somigliano, un po’ perché sono belle e la bellezza è tutta uguale, un po’ perché sono la stessa Ari. Anita Likmeta, con tenerezza e ironia, con allegria e spietatezza, esordisce nel romanzo e ci racconta un’infanzia dove, certe volte, pisciarsi sotto era l’unico modo per riscaldarsi.
Il lago : ritorno nei Balcani in pace e in guerra / Kapka Kassabova ; traduzione di Anna Lovisolo
Crocetti, 2022
Abstract: “Ho viaggiato in territori lontani. Ho tentato la fuga. E tuttavia sono qui, in riva al lago, in cerca di risposte,” scrive Kapka Kassabova, che in riva ai laghi di Ocrida e Prespa ha le sue radici, in un incrocio di confini che separano Grecia, Albania e Macedonia del Nord. Un centro geografico che è anche un appuntamento, a lungo disatteso, con le storie della sua famiglia, attraversata dalle migrazioni e dai rivolgimenti della storia. Più di cent’anni fa partì la bisnonna lasciando il Regno di Jugoslavia per quello di Bulgaria, la imitò la nonna quando quegli Stati avevano già cambiato nome, e poi la madre, verso la Nuova Zelanda, e Kapka di nuovo in Europa. Una genealogia di sradicati: donne e uomini che ogni volta devono cominciare da zero in posti dove a stento sanno pronunciare i loro nomi, in cerca di una pace che può diventare perversamente elusiva. Mentre la storia dell’Europa centrale incombe alle loro spalle, tormentandoli con i fantasmi dei conflitti peggiori e la dolcezza delle tradizioni antiche. Queste pagine, all’esplorazione di un confine dove Oriente e Occidente si intrecciano mescolando lotte sanguinose e splendidi amori, ci interrogano su come la geografia e la politica si imprimano nelle famiglie e nelle nazioni, ponendoci di fronte alle domande più cruciali sulla sofferenza umana e sulla nostra capacità di cambiamento.