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Trovati 7 documenti.
100 Adda da scoprire da Lecco al Po / Alessio Rimoldi
Dominioni, 2014
Abstract: Il libro descrive 100 curiosità sul fiume Adda.
Bellavite, 2013
Abstract: Il libro si pone l’obiettivo di far scoprire, tramandare e rivivere il fiume e il suo parco, la sua storia, gli artisti che lo hanno celebrato. Ci sono luoghi che offrono il meglio di sé con discrezione. Il medio corso dell’Adda, da Lecco a Cassano, è uno di quei posti. Un paesaggio dalla bellezza soffusa: il fiume, le sue anse, le rapide, i ruderi, i sentieri immersi nel silenzio. Scorci intimamente legati ai grandi ambasciatori della cultura italiana nel mondo: a settentrione gli echi di Alessandro Manzoni, più giù l’Adda di Leonardo. Ma anche la bellezza ardita del ponte di san Michele, il nostalgico paesaggio del Naviglio di Paderno, l’armoniosa composizione delle centrali idroelettriche, l’industrioso incanto del villaggio operaio di Crespi d’Adda, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco; e ancora, prospettive pittoresche, come quelle fra Canonica e Vaprio, che nel Settecento ispirarono alcuni dei maggiori vedutisti, da Vanvitelli a Bellotto. Lungo le sponde di questo fiume è successo davvero di tutto: grandi battaglie, geniali intuizioni, rivoluzioni epocali. Uomini di ingegno straordinario si sono dati appuntamento in questo tratto di Lombardia a distanza di secoli e hanno seminato la loro saggezza. Ne sono scaturiti capolavori dell’arte, uno su tutti la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci sul cui sfondo si anima il paesaggio delle rapide dell’Adda, dell’architettura e dell’ingegneria, ma più in generale dell’umana sapienza. Ora questi tesori italiani sono custoditi dal Parco Adda Nord. L’area protetta regionale, una delle più particolari e interessanti di tutto il Paese, è diventata rossore di nuove albe, teatro di prospettive rigenerate e rilancio di speranze per l’intero territorio. Afferma il presidente del Parco, Agostino Agostinelli, nelle pagine finali del libro: «La conservazione e la valorizzazione dell’immenso patrimonio accumulatosi lungo le sponde dell’Adda devono essere indirizzate a produrre lavoro, reddito e opportunità differenti da quelle fin qui offerte dal modello industriale tradizionale». La prova con cui si dovrà misurare il Parco Adda Nord nei prossimi anni è quella di coniugare la conservazione dei beni naturali e culturali con l’esigenza di accrescere le opportunità di sviluppo per le comunità residenti.
Aracne, 2017
Abstract: La Città dell’Adda è un territorio esteso lungo il medio corso del suo fiume, dai centri abitati che sorgono sotto le cime delle Prealpi lecchesi, stretti intorno a piccoli bacini lacustri, fino a quelli di pianura in cui predomina il paesaggio agrario. La Città dell’Adda è un territorio composito e pluricentrico, in cui l’uomo e la natura hanno imparato a coesistere: lo si può descrivere e considerare come un grande parco abitato. Al suo interno sarebbero numerosi i provvedimenti da prendere, le regole da stabilire e le operazioni da compiere perché questo territorio mantenga le caratteristiche peculiari che l’evoluzione ha prodotto e consolidato nel corso del tempo. Tutto ciò crediamo possa avvenire dandosi pochi ma precisi obiettivi, alcune priorità che abbiano un principio rispetto a quanto presupposto affinché l’insieme di situazioni fisiche, culturali e sociali createsi possano permanere e perfino migliorare. Nella Città dell’Adda sono almeno tre le questioni prioritarie su cui riteniamo sia ragionevole trovare un largo consenso: la preservazione e la tutela dei luoghi, delle risorse naturali e del patrimonio storico-architettonico esistente, per evitare sia la perdita di una preziosa eredità storica sia l’omologazione degli spazi che un’imprudente quanto velleitaria contemporaneità induce costantemente; il mantenimento e la cura dei modi d’uso del suolo, degli spazi pubblici e, in generale, della qualità di vita e di lavoro offerta agli abitanti, in ottemperanza sia a quanto detto sopra sia alla possibilità di governare con prudenza e lungimiranza il destino di un territorio in cui persistono numerose pratiche contrastanti di utilizzo e sfruttamento; la sperimentazione di nuovi modi e misure di intervento sugli spazi aperti e sul costruito, come dimostrazione della necessità di far fronte ai cambiamenti sociali della realtà contemporanea. Una missione sperimentale tanto più importante quanto deve essere profonda la conoscenza del paesaggio, dei manufatti e delle trasformazioni che sono avvenute: imparare dal contesto è ancora una buona lezione.
La bocca dell'Adda / Franca Cavagnoli ; illustrato da Giovanni Emilio Cingolani
Orecchio acerbo, 2022
Abstract: D'estate la piccola Beatrice va in barca a pescare nell'Adda con suo fratello maggiore. Insieme si godono il tranquillo panorama delle sue acque che entrano nel Po. Ma vedere l'Adda nella sua piena in inverno è tutt'altra cosa. Sarà il nonno che, tenendola sulla canna della bicicletta, avvolta nel tabarro, la conduce lungo i campi allagati fino al punto in cui le acque spumeggianti dei due fiumi s'incontrano. Il mito di Euridice che le ritorna in mente, accresce la paura che la bocca del fiume possa inghiottire entrambi: si stringe al manubrio e guarda la ruota bagnata. L'inquietudine di Beatrice convince il nonno a ritornare verso la tranquillità della campagna conosciuta, lungo la strada verso il paese. Emozionante e indimenticabile.
Linee infinite, 2020
Abstract: Anno Domini 1567. Le bassure lungo l'Adda vivono da dodici anni una pace apparente. Le ferite lasciate dai conflitti che hanno attraversato questa terra di confine sembrano essersi rimarginate. Eppure qualcosa di oscuro non ha mai abbandonato questi luoghi, si muove nascosto, briga e trama godendo della sventura degli uomini che, loro malgrado, sono sempre stati pedine inconsapevoli di un gioco più grande di loro. Stavolta non sono principi, duchi o marchesi a dirigere questa macabra danza, ma qualcun altro, o qual cos'altro. In questa incertezza Leucio di Zuso detto Luccio, un ragazzo appena fattosi uomo, si scopre involontario testimone di queste macchinazioni. Troverà la forza di affrontare i fantasmi del passato che incombono o si abbandonerà al fato che sembra già pianificato ed ineluttabile?
Bolis : Fondazione Banca Popolare di Lodi, 2020
Abstract: Il lodigiano tra Adda, Po e Lambro: il libro racconta, seguendo una pluralità di direzioni narrative e storiche, un mondo intero, costruito incessantemente dal rapporto tra le acque e le genti che nelle epoche lo hanno abitato e tuttora le popolano.
Linee infinite, 2016
Abstract: Anno domini 1555. La nebbia vorace si sazia di ogni suono della pianura che dorme e non vuole essere disturbata. Un'unica via sembra restare indifferente al dilagante ed obbligato ozio: l'Adda. Viva e sempre in movimento, offre ospitalità e guida solo a coloro che la conoscono e rispettano. Ducato di Milano e Repubblica di Venezia hanno scelto questo luogo come teatro della lotta per il predominio sul Nord Italia e, con loro, controparti e alleati europei: nazioni che cercano di guadagnarsi il titolo di Impero. Queste terre di bassa pianura hanno visto battaglie, saccheggi, eserciti in rotta, niente che abbia lasciato un dono. Solo cicatrici. Sui volti e nei cuori dei protagonisti queste cicatrici sono ben evidenti, ma nonostante questo, o forse proprio per questo, continuano a vivere. Una lotta per la sopravvivenza, anche contro se stessi, senza, magari, riuscire a diventare mai né prìncipi né papi, ma restando sempre e solo intensamente uomini.