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Trovati 9 documenti.
Il libro viola : storia del movimento No B-Day / Gianfranco Mascia
Milano : Baldini Castoldi Dalai, 2010
Abstract: Chi poteva immaginare che il No Berlusconi Day si sarebbe trasformato in una delle più importanti manifestazioni autopromosse e autorganizzate attraverso l'uso di Internet? E invece così è stato. Più di un milione di persone si sono mobilitate per dire: Berlusconi dimettiti. Senza aspettare nessun ordine dall'alto, senza chiedere nessun permesso, un intero popolo si è autoconvocato e finanziato sfruttando con inventiva e pluralismo le opportunità del Web. Questo libro racconta - attraverso gli occhi di uno dei protagonisti dell'antiberlusconismo in Italia - la genesi del No Berlusconi Day e spiega com'è successo che i cittadini italiani si siano ribellati all'impotenza dei partiti della Sinistra e abbiano preteso la parola. In queste pagine rivivono i volti, i linguaggi e le storie di un'enorme intelligenza collettiva che ha abbandonato il pensiero pigro per trasformarsi nel Popolo Viola e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Un piccolo saggio su questo MoveOn all'italiana, con alcuni consigli su come utilizzare il proprio tempo libero per fare quello che i partiti non sanno più fare.
Annus horribilis / Giorgio Bocca
Milano : Feltrinelli, 2010
Abstract: La crisi economica e l'autoritarismo strisciante. Il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti. L'Italia delle ronde e l'Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti. Giorgio Bocca racconta il nostro annus horribilis con la veemenza e l'intransigenza di cui può essere capace solo un grande antitaliano come lui. La sua è un'invettiva, un appassionato j'accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l'opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l'impunità, l'ossequio al potente di turno. La classe dirigente si adegua a quella che viene percepita come una morale corrente, che è poi la negazione della morale, la propensione a chiedere allo stato tutti i benefici e a dare in cambio il meno possibile. E allora diciamo una buona volta che come società nazionale siamo ancora dei poveri, con il modo di pensare dei poveri: tiriamo a campare, del doman non v'è certezza, spartiamoci quel poco che c'è, se i più furbi rubano in grande noi approfittiamo degli avanzi del loro banchetto.
Protezione civile Spa : quando la gestione dell'emergenza si fa business / Alberto Puliafito
Roma ; Reggio Emilia : Aliberti, 2010
Abstract: 308 morti. 1600 feriti. 70.000 sfollati. È l'agghiacciante bilancio del terremoto dell'Aquila. Eppure, proprio in quel tragico 6 aprile, c'è chi guarda all'Abruzzo come un'opportunità di mercato. L'intercettazione di una telefonata tra De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere Pubbliche e Ambiente Spa, e il cognato Gagliardi suscita sdegno e preoccupazione. Agli italiani la vicenda dell'Aquila è stata presentata come il miracolo del governo Berlusconi, di Guido Bertolaso, della Protezione civile. Ma L'Aquila è un esperimento, non un miracolo. Il territorio viene militarizzato. Si insedia l'ambigua Direzione di comando e controllo. Si applicano tecniche di controllo sociale e, sui media, il modello embedded delle aree di conflitto. Si costruisce in deroga alle normative vigenti: si può fare, in emergenza. Quello che si impone è un modello di gestione del potere che rimane quasi invisibile al grande pubblico, finché lo scandalo dell'inchiesta sui lavori del G8 fantasma alla Maddalena si abbatte su Bertolaso e sui suoi uomini. L'indagine di Alberto Puliafito, che parte dall'Aquila e arriva ad altre realtà italiane e internazionali, apre nuovi e preoccupanti scenari sul sistema Protezione civile e sulle sue possibili future applicazioni.
Tirature '10 : il new italian realism / a cura di Vittorio Spinazzola
Milano : Il Saggiatore : Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2010
Abstract: Ai giorni nostri, il lungo ciclo avanguardistico-neoavanguardistico appare ormai un ricordo del passato. L'attività di scrittura e lettura si è ristrutturata all'insegna della prosa di romanzo, non dell'antiromanzo. Ma ciò non significa pensare a un ritorno all'epica. A farsi avanti è l'esigenza di un nuovo realismo, orientato a una riscoperta dell'Italia reale, con i suoi problemi e le sue contraddizioni psicosociali, dall'angosciosa questione meridionale alla bruciante questione morale. Le grandi speranze di un cambiamento radicale del mondo sono cadute. Ora si tratta di fare i conti con l'oggettività delle nostre condizioni di vita, esercitando l'immaginario per darcene una rappresentazione più vera del vero. E per questo è utile anche tornare a riflettere sulla stagione dello sperimentalismo postfascista, che va sotto il nome di neorealismo.
Facebook : figure e figurucce della decadenza / Roberto Corsi
Roma : Armando, 2009
Abstract: L'Autore ripercorre i primi sei mesi del 2009 senza sottrarsi alla necessità di prendere posizione, ma usando spesso l'arma lieve dell'ironia, più efficace delle indignazioni a senso unico. Nella sua bacheca, per usare il linguaggio di Facebook, trovano spazio personaggi e fatti della politica ma anche situazioni personali e familiari, gli amici, lo sport, la fede, gli interrogativi di questo tempo tormentato, riannodati spesso con il filo della memoria.
Cattivi maestri : inchiesta sui nemici della verità / Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro
Milano : Piemme, 2009
Abstract: Gnocchi e Palmaro, strenui difensori della fede cattolica, già autori di diverse inchieste sul laicismo moderno, questa volta sono alle prese con una situazione difficile. Sì, perché si tratta di risolvere niente meno che un caso di omicidio. La vittima? L'uomo contemporaneo. L'assassino? Non uno, ma molti: tutti i cattivi maestri che, pontificando da cattedre universitarie, pagine di giornali, trasmissioni televisive, scranni parlamentari, diffondono una cultura che avvelena le anime. L'indagine, che miscela il racconto giallo e il saggio, ci porta in luoghi popolati da femministe impenitenti e filosofi postmoderni, da sessantottini riciclati e apostoli della laicità, da teologi demolitori ed ecumenisti dialoganti, da ambientalisti illuminati e profeti della nuova Pentecoste.
Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna
Editoriale Giorgio Mondadori, 2009
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Ha detto: Io non ho sponsor, io sono quella che sono e devo crearmi uno spazio sul campo. E lo spazio si è creato, eccome. E Debora Serracchiani e i numeri parlano per lei: con oltre 144.000 preferenze - 9600 più di Berlusconi, 6500 più di Bossi - è stata eletta per il Pd al Parlamento europeo e da militante di provincia è diventata la stella nascente della politica italiana. Un giorno ha preso la parola in un'assemblea nazionale di partito per dire forte e chiaro ai vertici del Pd un basta! che ha fatto centro dove avevano fallito in molti. Le sue parole schiette, il suo sorriso di speranza, non hanno risvegliato solo una platea dormiente, ma un intero partito. Dalla Spagna l'hanno definita l'Obama d'Italia, le televisioni se la contendono, il popolo di internet non fa che parlare dell'effetto Debora e dopo averla applaudita l'ha sostenuta e votata. Oggi Debora è in Europa e racconta come è riuscita a far tornare a tanta gente la voglia di immaginarsi il futuro.
La generazione tradita : gli adulti contro i giovani / Pier Luigi Celli
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: Una generazione tradita da una società divisa, rissosa, individualista. Una generazione tradita da una politica faziosa, immorale e strafottente. Una generazione tradita dal suo Paese. Quel bel Paese in cui cultura e competenza sono requisiti trascurabili per accedere al mondo del lavoro e dove le aspirazioni di una generazione giovane vengono sacrificate a un sistema vecchio e malato. Pier Luigi Celli, che è stato direttore della Rai e oggi dirige l'Università Luiss Guido Carli, conduce con uno sguardo critico e impietoso un'indagine che scandaglia i sistemi educativi e gli intrighi della politica, i debiti della vecchia generazione e la lotta degli adulti contro i giovani. Dal suo punto di vista di manager di lungo corso, Celli recupera e sviluppa i temi che aveva lanciato in una provocatoria e assai discussa lettera a la Repubblica, Figlio mio lascia questo Paese, fermamente determinato a trovare una risposta positiva possibile. C'è nell'aria un sentimento che ondeggia pericolosamente tra ineluttabilità, rassegnazione e voglia di riscatto. Solo un esame intransigente può restituire le condizioni per sperare e ricominciare. E, in questo, trova un suo senso preciso l'impegno di leggere pagine che sono, prima di tutto, un invito a guardare ai giovani con lungimiranza e generosità. Per prendere parte alla sfida. Per riconsegnare ai giovani la loro scommessa. Per rendere alla generazione tradita ciò che le spetta.