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Trovati 145 documenti.
La bambina sul tappeto volante / Hala Jaber ; traduzione di Isabella Aguilar
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Zahra, tre anni, e Hawra, di pochi mesi, sono le uniche sopravvissute di una famiglia di nove persone, annientate da un missile mentre insieme tentavano una fuga disperata da Baghdad a bordo del taxi di papà. Hala è una giornalista di origine libanese, a caccia di scoop per il Sunday Times assieme al marito inglese. Quando la sua tragedia personale, non poter avere figli, si scontra con quella delle due piccole orfane, l'impatto rischia di spezzarle il cuore. E la donna sceglie di anteporre alla sua missione di inviata la salvezza delle bambine: Zahra è in serio pericolo di vita e necessita di cure che possono esserle prestate solo oltre il confine con il Libano; Hawra ha bisogno di essere accudita ben più di quanto possa fare la nonna, unica parente rimasta. Comincia così una corsa contro il tempo in cui, oltre a Hala e al marito, saranno coinvolti operatori umanitari, soldati, cronisti da tutto il mondo. La bambina sul tappeto volante è il racconto di una battaglia personale talmente intensa da saper riflettere un'intera, dolorosa vicenda collettiva. Mettendo a nudo la sua storia di maternità negata, e ritrovata nel pieno della crudeltà del conflitto armato, Hala Jaber racconta meglio di qualunque bollettino o analisi la lunga guerra che ha dilaniato l'Iraq e le sue famiglie.
Il traduttore del silenzio / Daoud Hari, con Megan McKenna e Dennis Burke
Casale Monferrato : Piemme, 2008
Abstract: Daoud è nato in un piccolo villaggio di capanne, nel Darfur. Capanne rotonde, spaziose, con il tetto di erba che quando piove profuma di buono. E nonostante sia stato lontano anni, prima per studiare in città, poi per lavorare in Libia, Daoud l'ha sempre portato nel cuore. Tanto che, dopo varie e drammatiche vicissitudini, ha deciso di tornare a casa, facendo il percorso inverso a quello di milioni di profughi. Ha ritrovato la sua gente, suo padre e i suoi fratelli, in particolare l'amato Ahmed, appena prima di perdere tutto. Un giorno il villaggio è stato attaccato, le capanne bruciate e Ahmed è stato ucciso. L'ha sepolto Daoud con le sue mani, nella sabbia, prima di incamminarsi nel deserto con i sopravvissuti. Alle loro spalle, le colonne di fumo disperdono nell'aria le ceneri di case, alberi, e anche dei corpi dei vecchi che non hanno voluto o potuto andarsene. Lontane dalla ribalta del mondo, scene come questa accadono quotidianamente nel Darfur. In questa regione del Sudan tanto povera in superficie quanto ricca nel sottosuolo, si consuma da più di vent'anni un genocidio silenzioso e indisturbato, per mano dello stesso governo sudanese.
Milano : Ponte alle grazie, copyr. 2007
Abstract: Iraq, 2003. L'occupazione è appena cominciata, il paese è allo sbando, in preda alla confusione e all'incertezza politica. Rory Stewart, trent'anni, di ritorno da un lungo viaggio in Asia durato venti mesi, viene nominato dal ministero degli Esteri inglese coordinatore provvisorio per il governatorato della provincia di Maysan. Linea del fronte nel conflitto Iran-Iraq, la provincia di Maysan è una zona paludosa, in pieno caos istituzionale e alla mercé di decine di tribù, clan e sottoclan. La caduta di Saddam Hussein ha semplicemente portato allo scoperto le fazioni che prima si combattevano nell'ombra, tenute a freno solo dallo strapotere del dittatore iracheno. Ora la situazione è esplosiva. Tutti pretendono un pezzo della torta e in pochi sono disposti a concertare una soluzione. Queste pagine costituiscono il diario in prima persona del vicegovernatore Stewart, che, in un resoconto scevro da qualsiasi intento propagandistico, sincero fino al paradosso, non si nasconde dietro i successi, ma ci parla delle contraddizioni dell'occupazione e dei suoi fallimenti. E ci offre un punto di vista unico e privilegiato, quello dei rapporti umani con le diverse realtà irachene germinate dalla fine del regime. Perché la vera partita si gioca proprio sul campo, tra le persone, tra i sospetti, tra le incomprensioni e sui punti d'incontro che solo una politica pacifica e condivisa può raggiungere.
Milano : Jaca book ; [Isola del Piano] : Alce nero, 2003
Abstract: Il volume prende avvio da cinque storie vere di lavoro atipico. Alcune frutto di una scelta, altre per le quali l'aticipicità del rapporto è stata una necessità, e nella realtà sono i più. Durezza, precarietà, solitudine, molto spesso, si accompagnano ai rapporti di lavoro cosiddetti atipici: il lavoratore è fuori garanzia in un mercato che, più che avanzato, corre il rischio di essere senza regole. Ancora una volta sono le donne a pagare di più. Un volume dai toni pacati, documentato, capace di informare sul nuovo paesaggio lavorativo metropolitano, parte da realtà esistenziali in crisi e dice che, di questa crisi, il sindacato, la concertazione, la produzione legislativa e le realtà locali devono farsene carico.
Gente di strada : notizie da Israele / Linda Grant ; tradotto da Davide Mano
Padova : Alet, 2007
Abstract: Ci sono molti modi di essere ebrei, ma quello degli inglesi è del tutto particolare. Gli ebrei inglesi sono prima di tutto inglesi, anche se la loro famiglia di origine viene da terre europee ostili... E ci sono molti modi di essere scrittori ma, anche in questo caso, quello degli inglesi è del tutto speciale. Lo scrittore inglese osserva e descrive, riesce a nascondere le sue emozioni dietro la lente dell'imperturbabiità. Entrambi i casi si applicano a Linda Grant: nata nel 1951 a Liverpool da una famiglia ebraico-polacca, dopo aver scritto una serie di libri di successo ed essere diventata giornalista del Guardian, ha deciso di fare un viaggio in Israele. Non alla ricerca delle sue origini, non per svelare i meccanismi perversi di un conflitto politico senza apparente via d'uscita, ma per vedere la gente, da una parte e dall'altra. La sua scoperta, ovvero quella che ognuno di noi potrebbe fare, è che non c'è differenza, che i soldati, le donne, il dolore, il lutto, la vita sono gli stessi, da una parte e dall'altra della barricata. Un viaggio attraverso le sensibilità e i comportamenti, da cui emerge un quadro vivace che la Grant non vuole riordinare o ricomporre, ma solo raccontare senza pregiudizi e senza arroganza. Ma anche senza concessioni al proprio sesso e alla propria ideologia. È il libro di una donna ebrea, ma non si vede.