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Trovati 25 documenti.
Longanesi, 2021
Abstract: Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Fosse Ardeatine. Moltissimi conoscono i tre principali massacri nazifascisti avvenuti nel nostro paese durante la Seconda guerra mondiale. Nessuno o quasi ha mai sentito parlare del quarto: Cavriglia, nel cuore della Toscana, 192 innocenti massacrati e dimenticati. Primavera 1996. Giuseppe Boni, settantadue anni, in procinto di morire vinto da un cancro, ha riempito con grande premura molte pagine che ricostruiscono la tragedia di cui è stato testimone. La sua memoria va all’estate del 1944, quando compaesani, amici e parenti vennero rastrellati nelle proprie case, mitragliati e bruciati dai reparti tedeschi della Divisione Hermann Göring. Senza nessuna spiegazione e giustizia. Giuseppe quel giorno si salvò nascondendosi in un bosco, ma suo padre, convinto che il figlio fosse morto, si consegnò ai tedeschi. Lo trovarono ricoperto di sangue, con in tasca la catena di un orologio a cipolla che Giuseppe avrebbe poi custodito per tutta la vita. Le maglie di quella catena gli ricordano ora le tappe che portarono all’eccidio: gli spostamenti dei partigiani, l’arrivo dei tedeschi nelle settimane precedenti il 4 luglio, la pianificazione del massacro e l’inferno di quella mattina. Ma gli ricordano anche le storie incredibili di chi non ebbe neppure il tempo di salutare, di chi offrì la propria vita in cambio di quella degli altri, di chi si salvò in modo rocambolesco e di chi morì tragicamente, per sbaglio, per un colpo di vento, per una finestra chiusa male, per la spiata di un traditore o per un eccesso di buona fede. Perché il ricordo di tutto quel dolore non svanisse per sempre, Giuseppe ha trasmesso al nipote, l’autore di questo libro, un’accorata testimonianza che ha spinto quest’ultimo a compiere un attento lavoro di ricerca su un atroce massacro di cui pochissimi fino a oggi si sono occupati.
Il nazista e la bambina / Liliana Manfredi
Roma : Aliberti, copyr. 2008
Abstract: Quella di Liliana Manfredi è una storia vera. È lei l'unica sopravvissuta a una strage nazista nel giugno del 1944. Aveva undici anni quella terribile notte, quando vennero uccisi trentacinque civili innocenti alla Bettola, sulle colline di Reggio Emilia. Ma la storia di Liliana ha un elemento in più, che la rende forse unica al mondo. Fucilata insieme alla mamma e ai nonni, ha avuto la fortuna di rimanere solo ferita, e l'audacia di tentare una fuga rocambolesca fino al fiume. Ed è lì, sul greto del torrente Crostolo, con una gamba spezzata e tre pallottole nel corpo sanguinante, che si è consumato il miracolo: il nazista addetto al giro di ricognizione post-strage scopre Liliana nascosta nell'erba e invece di darle il colpo di grazia la porta di peso sulla strada principale, rischiando la corte marziale per salvarle la vita.
Inferno a Cassino : la battaglia per Roma / Harold L. Bond
Milano : Res gestae, 2020
Abstract: "Inferno a Cassino" è il racconto della lunga battaglia per lo sfondamento della linea Gustav, con cui i tedeschi bloccarono per sei mesi l'avanzata anglo-americana verso Roma, e che ebbe importanti conseguenze politiche e strategiche per l'intero andamento della guerra in Europa. Attraverso i ricordi e le emozioni di un ufficiale americano, il libro ripercorre gli eventi drammatici vissuti da coloro che, a partire dal gennaio del 1944, si trovarono a combattere nel centro Italia la resistenza nazista, che aveva a Cassino il suo perno. Il racconto degli attacchi, delle ritirate e degli errori strategici è condotto senza mai cedere alla retorica o al trionfalismo.
Io, piccola ospite del Fuhrer / Helga Schneider
Torino : Einaudi, copyr. 2006
Abstract: È il Natale 1944: la piccola Helga, suo fratello e alcuni perfetti bambini ariani sono ospiti per tre giorni nel bunker di Hitler. In una Berlino ormai distrutta e in fiamme, emerge lo smarrimento e l'inconsapevole leggerezza dei bambini in gita nell'epicentro del terremoto. Un racconto bruciante, dove al valore della testimonianza si aggiunge l'intensità del ricordo d'infanzia. Helga Schneider è nata in Polonia e cresciuta in Germania e in Austria, paese d'origine dei genitori. Vive a Bologna dal 1963 dove ha svolto attività di giornalista. Scrive in italiano ed è autrice di romanzi.
Un Natale in prigione : ricordo di guerra / Roberto Denti
Novara : Interlinea, 2009
Abstract: Nel dicembre del 1944 Roberto Denti si trova nelle carceri di Cremona. Lì, ventenne, fa esperienza di umanità e ha tempo per letture nuove e formative, ma soprattutto è testimone di un fatto straordinario che fino a oggi non aveva voluto raccontare: lo fa ora con la semplicità della memoria, senza artifici retorici: «Ancora adesso mi sento coinvolto - non colpevole - in un fatto che si è svolto in tempo di guerra e che resta sempre un'incredibile storia d'amore».
Paoline, 2012
Abstract: È la storia di Hindi, una ragazza ebrea appartenente alla comunità di Sighet, una cittadina della Transilvania rumena, annessa all'Ungheria durante la seconda guerra mondiale (oggi Sighetu Marmatiei in Romania). Lei e la sorella Relu passano drammaticamente nel maggio 1944 dai momenti spensierati della loro adolescenza alla deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz, insieme ad altre diecimila persone, tutte appartenenti alla comunità di Sighet. Le ragazze sopravviveranno alla deportazione e alle atrocità dell'Olocausto grazie alla reciproca unione e alla solidarietà con le loro amiche. Nella prima parte del libro Hindi elenca con accuratezza i membri della sua famiglia e del suo parentado (la maggioranza dei quali troverà la morte nella deportazione), le tradizioni della comunità ebraica e la sua vita quotidiana. Dopo la liberazione Hindi cerca di tornare a casa, ma la trova confiscata dai comunisti. Il matrimonio con Laci Rothbart la porta a maturare la decisione di fuggire dal blocco sovietico, nella speranza di una vita libera in America: l'arrivo in California le consente finalmente la ricostruzione di una nuova vita, senza dimenticare il suo tragico passato.
Mondadori, 2012
Abstract: Magda ha 16 anni quando viene deportata ad Auschwitz-Birkenau insieme alla sua famiglia, di origine ebrea: nei campi di concentramento vede morire la madre e la sorella, ma riesce miracolosamente a sopravvivere all'inferno della prigionia, della fame, dei lavori forzati. Un giorno, quando ormai le forze stanno per abbandonarla, una sconosciuta moribonda le offre quattro piccoli pezzi di pane: Prendili tu, sei giovane e devi vivere. Solo trent'anni dopo, finalmente capace di affrontare il proprio passato, Magda ricorda quel piccolo evento, a cui attribuisce simbolicamente l'inizio della sua rinascita. In questo libro, che è insieme una testimonianza sull'Olocausto e una meditazione sulla vita, ripercorre le tappe della sua esistenza, costellata di incontri importanti e piccole rinascite. Grazie all'amore della sua famiglia e all'incontro con la fede cristiana, Magda ha trovato la forza di risollevarsi e di ripercorrere le tenebre del passato, per tornare alla luce. Il suo presente è fatto di fede e spiritualità profonde, di fiducia nella vita e negli altri: sentimenti che - soli - sfidano il dolore, gli orrori delle guerre, l'odio e le paure, per aprirci un cammino fatto di luce e gioia profonda.
Diario di Fossoli / Leopoldo Gasparotto ; a cura di Mimmo Franzinelli
Torino : Bollati Boringhieri, 2007
Abstract: Iniziato il 26 aprile 1944 a San Vittore, nell'imminenza della partenza, il diario, inedito, prosegue con la descrizione del viaggio e dell'immatricolazione a Fossoli. Dell'internamento nel campo Gasparotto fornisce una cronaca minuziosa sulla base di note quotidiane: organizzazione logistica, rapporti tra carcerieri e carcerati, tentativi di fuga, punizioni corporali, visite dei parenti, bombardamenti aerei alleati, arrivi di prigionieri, ma anche giudizi e riflessioni su situazioni e individui, trascrizione di canti, sogni. L'ultima annotazione è del 21 giugno 1944, vigilia dell'uccisione. Il diario è corredato da fitte note biografiche e da un ampio saggio, nel quale per la prima volta si ricostruiscono la nascita del movimento resistenziale milanese e la sua organizzazione dal settembre al dicembre 1943, attraverso una ricca documentazione, anch'essa inedita, tratta soprattutto dall'Archivio familiare Gasparotto (fino a poco tempo fa precluso alla consultazione), da materiale d'epoca e da relazioni redatte nell'immediato dopoguerra da collaboratori e amici di Gasparotto.
Mi chiamava Pikolo / Jean Samuel ; con Jean-Marc Dreyfus ; traduzione di Claudia Lionetti
[Milano] : Frassinelli, copyr. 2008
Abstract: Caro Primo, sono diventato molto più sensibile alla musica dopo essere passato per Auschwitz, e tu? Caro Jean, ecco una mia foto da uomo normale. L'amicizia tra Primo Levi e Jean Samuel, il famoso Pikolo di Se questo è un uomo, è sicuramente unica ed eccezionale. Il loro incontro nel lager rimane uno dei momenti più alti di tutta la letteratura sulla Shoah. Mentre Levi ha scritto nell'urgenza, Samuel ha aspettato. Solo adesso, a ottantaquattro anni, ha affrontato il dolore del ricordo e si è convinto perché, che lo vogliamo o no, siamo testimoni e abbiamo il dovere di farlo.
Il ragazzo di Varsavia / Andrew Borowiec ; a cura di Colin Smith
Newton Compton, 2014
Abstract: Non aveva nemmeno sedici anni, Andrew Borowiec, quando nel 1944 prese parte alla rivolta di Varsavia, la straordinaria ribellione organizzata dai polacchi di fronte all'insensata violenza nazista. I combattimenti proseguirono senza tregua per più di due mesi, in una carneficina che perfino Heinrich Himmler definì la peggior guerriglia di strada dalla battaglia di Stalingrado. Questo libro raccoglie l'eccezionale testimonianza di uno degli ultimi sopravvissuti a quel massacro, un vero bambino-soldato che ha dovuto mettere nero su bianco l'orrore cui i suoi giovani occhi avevano assistito - dalle barricate ai cecchini appostati nelle strade, dai combattimenti casa per casa alle fughe nelle fogne della città - al punto di trascrivere le sue prime impressioni già nell'ospedale da campo per prigionieri di guerra dov'era finito alla fine della Rivolta. Un resoconto così doloroso e necessario che ora Borowiec ha sentito il bisogno di condividere con il mondo intero. Un'altra voce che unisce la purezza dei sedici anni al tragico disincanto di chi ha conosciuto sulla propria pelle la brutalità della guerra.
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: 18 luglio 1944. Philipp von Boeselager, ufficiale di cavalleria sul fronte orientale, ha una missione per i suoi 1200 uomini a cavallo, una missione che conosce solo Philipp: tornare a Berlino in tutta fretta e occupare i centri di potere del Terzo Reich. Perché Hitler sta per essere assassinato e lui fa parte di quel complotto, che vuole salvare la Germania dal disastro della guerra e dall'infamia dei crimini nazisti. Figlio di una nobile famiglia renana, Philipp von Boeselager è entrato nell'esercito tedesco per tradizione familiare: come molti suoi colleghi, non ha intuito la reale pericolosità di Hitler, ma quando le prove dell'orrore nazista sono diventate inequivocabili non ha potuto ignorare ciò che si commetteva in nome della sua amata patria. Ed è diventato una parte attiva del piccolo gruppo di alti ufficiali che hanno deciso che l'unica via di salvezza per la Germania è l'uccisione del Führer. Tuttavia il 20 luglio 1944 il complotto, denominato operazione Valchiria, fallisce: lo scoppio della borsa esplosiva collocata nella sala riunioni della Wolfsschanze, il quartier generale di Hitler nella Prussia orientale, uccide tre persone, ma non il capo supremo del Reich. Von Stauffenberg e i suoi compiici vengono individuati e giustiziati, mentre Philipp si salva. Muore il 1° maggio 2008 lasciando questa testimonianza. Una storia che sembra frutto dell'invenzione di un romanziere, caratterizzata al tempo stesso da una onestà storica che non indulge nella retorica o nel racconto edificante.
4. ed
Milano : Feltrinelli, 1995
Abstract: A trentotto anni dalla sua prima pubblicazione, torna, arricchito da una nota biografica di Sergio Franco, il libro di Piazza sulla persecuzione degli ebrei: perché la gente non dimentichi. L'autore ha conosciuto l'inferno di Auschwitz nelle sue pieghe più drammatiche e violente. E' stato chiuso per un giorno in una camera a gas che per un caso non ha funzionato. Il racconto di quelle centinaia di persone pigiate là dentro, coscienti di ciò che li attendeva è qualcosa che non si può scordare più. Piazza, forse anche perché non ne ebbe il tempo, a differenza di Primo Levi, non si pone domande sul senso della sua esperienza. La descrive così come l'ha vissuta, fino al ritorno alla libertà.
DeAgostini, 2022
Abstract: Nell'estate del 1944 Franco è solo un bambino di sei anni che vive in uno dei tanti borghi sperduti nelle montagne italiane, non lontano dalle ombre del regime fascista e dal frastuono della guerra. Ma in quei giorni qualcosa cambia: i soldati tedeschi arrivano a bussare alla porta di casa, mentre gli scontri con i partigiani nascosti nei boschi si fanno sempre più duri e le bombe cadono vicine. È il fronte di liberazione che avanza: Franco e la sua intera famiglia stanno per essere travolti da una delle vicende più drammatiche e crudeli della nostra Storia. Per tutta la vita Franco ha sopportato il ricordo di quei momenti terribili, a cui è sopravvissuto solo grazie all'amore e al sacrificio della mamma. Oggi, attraverso le pagine di questo libro, continua a raccontare ai ragazzi che cosa è stata Marzabotto, la più cruenta delle stragi, compiuta dalle truppe naziste durante la Seconda Guerra Mondiale contro la popolazione innocente. La sua toccante testimonianza - dall'infanzia felice a Monte Sole passando per gli episodi delle violenze e della fuga, gli anni difficili in orfanotrofio, la costruzione di una nuova vita e il dolore inconsolabile per la perdita di coloro che amava - ci fa riflettere, senza retorica, sulla guerra e le sue conseguenze, sulla Resistenza, sul valore del perdono. E ci aiuta a non dimenticare quello che è successo, perché certi orrori restino soltanto nel passato.
La ritirata / Alexander Starritt ; traduzione di Luigi Maria Sponzilli
Guanda, 2021
Abstract: Il giovane Meissner ha diciannove anni quando, nel pieno della Seconda guerra mondiale, viene arruolato come artigliere nell'esercito della Wehrmacht e inviato sul fronte orientale. Molto tempo dopo, a più di novant'anni, fa i conti con il proprio passato scrivendo una lunga lettera al nipote, a cui non ha mai voluto parlare della sua esperienza in Russia. In queste pagine, trovate solo dopo la sua morte, il nonno risponde alla domanda che il nipote non ha osato rivolgergli: «Hai fatto delle cose terribili?». Con lucida onestà, Meissner racconta gli orrori che lui e i suoi compagni hanno visto ma anche compiuto, la paura e gli atti di coraggio, soffermandosi su pochi giorni alla fine del 1944, quando il suo reggimento, ormai allo sbando e certo della sconfitta, arretra in Polonia incalzato dall'Armata Rossa, fino alla reclusione in un campo di prigionia sovietico. Nel rievocare quei momenti di annientamento fisico, psicologico e morale, Meissner si chiede quali siano state le sue responsabilità in ciò che accadde e se avrebbe potuto agire diversamente. In conclusione, dove sia finita la sua umanità. E mentre cerca una risposta, apprendiamo dalle parole del nipote quale genere di persona sia diventato dopo la guerra... Un romanzo che affronta il tema del senso di colpa e della vergogna - individuale e collettiva - e di come si possa convivere con questi sentimenti. Nel tentativo di capire come sia stata possibile la complicità di un intero paese in una guerra così efferata, Alexander Starritt mostra quanto sia labile il confine tra giusto e sbagliato, fino a scardinare le nostre convinzioni più solide.
Memorie dell'insurrezione di Varsavia / Miron Bialoszewski ; a cura di Luca Bernardini
Adelphi, 2021
Abstract: È il 1° agosto 1944, e per le strade affollate di Varsavia, da cinque anni sotto l'occupazione dell'esercito tedesco, la gente è in subbuglio: si parla di soldati nazisti ammazzati, di «carri armati grossi come case», e le detonazioni dei pezzi d'artiglieria echeggiano ben presto più forti e vicine di quelle che già da qualche giorno provengono dal fronte, dove avanzano i sovietici. È l'inizio di una delle vicende più atroci e controverse della Seconda guerra mondiale, che ancora oggi è come una ferita aperta nella coscienza e nella memoria della Polonia. Organizzata dal movimento di resistenza nazionalista, l'insurrezione di Varsavia, nata con finalità antitedesche ma anche con un significato apertamente antisovietico, si rivelerà un catastrofico errore politico e militare: 25.000 insorti e 200.000 civili rimarranno uccisi, la città sarà letteralmente rasa al suolo, e molti dei reduci, bollati dalla propaganda stalinista come «luridi giullari della reazione», scompariranno nei gulag. Solo a distanza di oltre vent'anni Miron Bialoszewski riuscirà a scrivere di quella tragedia, che prima non è stato in grado di raccontare se non «chiacchierando». E, anche sulla pagina, il racconto è un "parlato" concitato, frantumato ed erratico, in un libero flusso di ricordi: l'unica forma capace di testimoniare una verità lontana da quella delle opposte propagande.
Adelphi, 2018
Abstract: Creta, 26 aprile 1944. Due ufficiali inglesi travestiti da tedeschi e tre partigiani cretesi rapiscono il generale Kreipe nei pressi di Villa Ariadne, la sua residenza ufficiale, e a bordo della sua automobile, come in un sogno, riescono a superare ventidue posti di blocco e a raggiungere le pendici del Monte Ida. Là si scatenerà una delle più epiche e rocambolesche cacce all'uomo di tutta la seconda guerra mondiale: venti giorni in fuga, braccati da migliaia di soldati, al termine dei quali, grazie all'aiuto della resistenza cretese, il commando lascerà miracolosamente l'isola alla volta del Cairo. Quei due ufficiali inglesi erano il capitano William Stanley Moss, detto Billy, un ragazzone di ventidue anni dai modi non proprio cordiali e che non sapeva una parola di tedesco, e il maggiore Patrick Leigh Fermor, detto Paddy, solo di qualche anno più vecchio, ma che già aveva attraversato a piedi l'Europa come un cavaliere errante e presto sarebbe diventato uno dei grandi scrittori di viaggio del Novecento. Molte storie sono state raccontate su questa impresa leggendaria – e Fermor stesso scrisse sull'episodio alcune pagine memorabili –, ma soltanto il libro di Moss permette di ricostruire dall'interno come siano andate veramente le cose.
Guerini e associati, 2016
Abstract: Il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano è testimonianza diretta della deportazione e della Shoah. Da qui partirono i convogli dei deportati verso Auschwitz. Dal 1997, la Comunità di Sant'Egidio, insieme alla Comunità Ebraica di Milano, ogni anno fa memoria del tragico evento, con le parole dei sopravvissuti e di altri testimoni dei genocidi del XX secolo. Questo libro raccoglie i loro racconti, primo fra tutti quello di Liliana Segre, ebrea milanese, partita il 30 gennaio 1944 per Auschwitz e fra i pochi sopravvissuti. Infine, le parole dei profughi, approdati a Milano nel 2015 e ospitati presso il Memoriale della Shoah, testimoniano come possa essere interrotta, anche oggi, la catena dell'indifferenza.
L'uomo venuto dal Po / Serena Grandi, CarloAlberto Biazzi
Giraldi, 2022
Abstract: 1944. Durante il bombardamento dello scalo di Lambrate, Sergio perde Clelia, l'amore della sua vita. Questo terribile avvenimento fa crescere in lui un desiderio di vendetta incontrollabile. Per caso, scopre che un suo caro amico fa parte della Resistenza e decide di prenderne parte con l'idea di fermare il predominio nazifascista, e insieme per esorcizzare il dolore causato dalla perdita della sua fidanzata. Ma Milano inizia a stargli stretta, i ricordi si fanno a mano a mano più pungenti, il lavoro scarseggia, la città del suo cuore si trasforma presto in una prigione dalla quale non riesce a fuggire. Così, decide di tornare nella sua città natale: Cremona. Chiede al suo amico di passargli il contatto di qualche partigiano della zona e parte, sperando di trovare la pace facendo un tuffo nel suo passato. Eppure, qualcosa in lui non va. Il senso di colpa verso Clelia si mischia al tormento per la scomparsa di un suo compagno del collegio, un bambino dissoltosi inspiegabilmente nel nulla trent'anni prima, la notte di Santa Lucia. Perché dopo tutti quegli anni il ricordo del piccolo Ennio torna ad affliggere i suoi pensieri? Che cosa si nasconde dietro la sua scomparsa? Ma, soprattutto, perché Sergio si sente così vicino a quella vicenda? Forse il ritrovamento di un cadavere di un uomo che lui conosceva bene, disseppellito da un ordigno esploso. Oppure l'incontro con un suo vecchio amico che non ha mai smesso di cercare la verità. Oppure Cremona, con la sua nebbia, i suoi segreti nascosti, il Po, un fiume che Sergio ha imparato ad ascoltare e che gli sussurrerà verità sconvolgenti riguardanti il suo vecchio collegio, il suo passato e una serie di misteri inconfessabili.
Miracolo ad Auschwitz / Michael Calvin con Naftali Schiff
Newton Compton, 2026
Abstract: All'alba del 10 ottobre 1944, settecento ragazzi fra i tredici e i diciassette anni vengono condotti fuori dal Blocco 11 di Auschwitz. La notte precedente, dopo una visita del dottor Josef Mengele, una sola parola è stata impressa sui documenti che li identificano: gestorben, in tedesco “morto”. Quel mattino, venticinque guardie delle SS armate di baionette li portano al crematorio 5, li spogliano e li ammassano in una camera a gas. Quasi tutti vanno incontro al loro tragico destino. Ma cinquantuno tra loro vengono miracolosamente strappati alla macchina della morte nazista. Un caso unico: nessun altro prima era mai sopravvissuto alle camere a gas, nessun altro dopo ci sarebbe mai riuscito. Grazie alle testimonianze dirette – e inedite – di sei di loro, Michael Calvin e Naftali Schiff raccontano la storia vera e incredibile di quei ragazzi, a cui il destino diede una seconda possibilità di vita. Un tributo indelebile alla speranza e alla fratellanza nel momento più terribile della storia umana.