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Trovati 2 documenti.
La sarneghera / Laura Muhlbauer
Elliot, 2013
Abstract: Tre sorelle, tre destini che si incrociano con quelli di un'intera popolazione nella prima metà del Novecento, sono il nucleo narrativo della storia ambientata in un piccolo paese sulle sponde del Lago d'Iseo. Lì, Gianna la Santa muore dando alla luce la sua terza femmina, lasciando le figlie sole con il padre, detto ol Buèl, un uomo manesco e rancoroso che non è in grado né ha intenzione di occuparsene. Le tre sorelle crescono prendendosi cura l'una dell'altra. Giulia, Matilde e Agnese sono diverse: Giulia è l'unica ad avere ereditato la dolcezza della madre, Matilde ha un'adorazione schiacciante e sinistra per ol Buèl, Agnese - che della Santa ha solo sentito parlare cresce come un'orfana, libera e priva di riferimenti. È lei a innamorarsi in segreto di don Sergio, un amore impossibile che durerà per sempre, la consumerà fin quasi a ucciderla e poi, miracolosamente, la riporterà in vita. Intorno alle sorelle si animano le voci del paese, irrequiete come le acque del lago quando arriva la sarneghera, la tempesta violenta che rovescia le barche e le sorti degli uomini. Nel destino di questa famiglia, narrato con calore, ironia e spietatezza, l'autrice racchiude lo spirito e la forza degli elementi della sua terra, in un esordio narrativo di grande impatto emotivo e stilistico.
Lo specchio veneziano / Aleksandr Cajanov ; a cura di Giulia Gigante
Elliot, 2013
Abstract: Nella Mosca dell'inizio del secolo scorso un esteta si ritrova prigioniero di uno specchio mentre il suo doppio scorrazza indisturbato per la città. Cosa si cela sotto la plumbea superficie dello specchio? Riuscirà Aleksej a ritrovare la propria ombra? Pubblicata nel 1922 insieme ad altri quattro racconti ispirati a Hoffmann, questa novella romantica inedita di Aleksandr Cajanov, uno scienziato con l'animo di un poeta a cui Bulgakov si ispirò per Il Maestro e Margherita, non è solo una raffinata rivisitazione del tema dello specchio e un divetissement letterarrio con cui l'autore si ricollega alla tradizione del fantastico russo dell'Ottocento, ma anche una calata agli inferi del proprio io più recondito. Nel raccontare le avventure dell'uomo di vetro che si snodano lungo un tracciato di vie e di piazze testimoni di un tempo il cui destino è già segnato, Aleksandr Cajanov ci trasmette, giocando con i miraggi e le chimere dell'estate di San Martino, l'immagine di una Mosca che sta per sparire per sempre.