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Trovati 26 documenti.
Cime inafferrabili / di Victor Saunders
Alpine Studio, 2015
Abstract: Se siete convinti che "alpinismo estremo" sia uguale a sofferenza, preparatevi ad una sorpresa. Saunders ci conduce nella più felice tradizione del super-alpinismo dilettantesco e anti eroico. Dove le montagne (magari impossibili) sono molto spesso l'occasione per una vacanza sopra le righe, e dove l'alpinismo, sempre ai massimi livelli tecnici, è il più delle volte il mezzo e non il fine. Non si parla di salite agli Ottomila, ma di montagne selvagge e pareti impressionanti, tra le più difficili della Terra, affrontate con lo stile e l'ilarità tipica del migliore alpinismo inglese. Ghiacciai misteriosi da esplorare, vallate mai percorse da occidentali, grandi spazi bianchi sulle mappe, pareti immense e montagne sconosciute: queste sono le condizioni alla base dell'esplorazione verticale compiuta da Victor Saunders nel corso della sua vita da alpinista.
Montagne per un uomo vero / Pierre Mazeaud
Alpine studio, 2011
Abstract: La storia di un grande uomo e grande alpinista francese. Pierre Mazeaud balzò agli onori della cronaca internazionale come uno dei superstiti, assieme a Walter Bonatti, alla grande tragedia del Pilone Centrale del Freney, sul Monte Bianco, nel 1961. Pierre Mazeaud ha una lunga carriera alpinistica alle spalle, con delle numerose prime ascensioni nelle Alpi e prime ascensioni invernali. Tra le tante imprese ha compiuto prime ascensioni come la via del Miracolo sulla Nord-Ovest del Monte Civetta con Sorgato e Piussi, la parete Est delle Petite Jorasses con Walter Bonatti, col quale instaurò un legame fraterno dopo la tragedia del 1961, la prima ascensione sulla parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo (la via Couzy) con Renè Desmaison e le molte vie nuove nel gruppo del Monte Bianco, come la temuta parete Ovest del Blaitière con John Harlin.
Il richiamo dei sogni : la montagna in punta di piedi / di Elio Orlandi
: Alpine Studio, 2013
Oltre confine ; 16
Abstract: Elio Orlandi è uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano nel settore alpinistico, è considerato oggi un "veterano" delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy. Fin dalla sua prima esperienza extraeuropea, nel 1982, ha mostrato una particolare attenzione per l'estetica, la difficoltà, l'arditezza e la bellezza dei picchi patagonici. Le sue imprese lo hanno portato dalle terre desolate della Patagonia agli orizzonti sconfinati del Karakorum, a volte con compagni di eccezione come Rolando Larcher, Fabio Leoni e Maurizio Giarolli. In Patagonia ha aperto importanti vie come "Linea d'Eleganza" al Fitz Roy, "Otra vez" al Cerro Standhardt, "Cristalli nel vento" e "Sogno Infranto" al Cerro Torre, "Spirito Libero" e "El Flaco, El Gordo y l'Abuelito" alle Torri del Paine, sulle quali ha anche effettuato la prima solitaria della parete Sud della Torre Nord. In Karakorum ha compiuto la prima ascensione del Gran Pilastro Ovest del K7, mentre nelle sue amate Dolomiti ha aperto un centinaio di itinerari di alta difficoltà nel gruppo del Brenta - dove tuttora vive - e anche molte ripetizioni solitarie. Durante i suoi numerosi viaggi in Patagonia ha filmato vari documentari coi quali trasmette la grande passione per la montagna, l'alpinismo e l'arrampicata.
Il profumo delle mie montagne / di Gigi Alippi
Alpine studio, 2014
Abstract: Alpinista tra i più forti della sua generazione, alla soglia degli ottant'anni, vissuti con energia e generosità, Gigi Alippi ha deciso di accomodarsi ad una scrivania per scrivere e raccontare senso e significato della sua visione verticale, dove l'atto di scalare è sempre un passo indietro alla volontà di vedere la bellezza di ciò che c'è intorno, per condividerne con gli altri lo stupore. Conoscendo Gigi e la sua meritata fama nell'ambiente lecchese, culla di tanti fuoriclasse, non sorprende di leggerlo a suo agio in un saliscendi di racconti che ci portano a spasso per la geografia delle montagne del pianeta. Grigna, Cervino, Grand Capucin, McKinley, Dru, Lyskamm, Sarmiento, Monte Bianco, Monte Rosa, Pizzo Badile, Brenta, Bernina, Disgrazia, Tre Cime di Lavaredo, Buckland, Jirishanca, Lothse, e tanto altro ancora, in Africa, in Patagonia... ovunque. Venti capitoli per un titolo suggestivo, "Il profumo delle mie montagne", che non ha nulla di casuale. Delle montagne, delle cime, Gigi sente infatti l'odore, e prova a renderci partecipi di una simile magia, provando a spiegare ciò che è davvero più facile intuire che comprendere razionalmente. Una grande storia d'amicizia e d'amore, per esempio, per la famiglia, per i compagni d'avventura, per essere parte di una generazione e di un luogo, Lecco, in qualche modo predestinati.
Il settimo senso / Kurt Diemberger ; traduzione di Maria Antonia Sironi
Alpine Studio, 2012
Abstract: Kurt Diemberger è uno dei grandi dell'alpinismo mondiale. Giunto al suo ottantesimo compleanno, lo vediamo guardarsi indietro e contemplare con sorridente distacco la sua lunga carriera alpinistica. Dagli inizi, quando negli anni '50 affrontò le più difficili vie di roccia e ghiaccio delle Alpi, per proseguire in Himalaya e nel Karakorum, dove realizzò le prime ascensioni assolute del Broad Peak e del Dhaulagiri, senza ossigeno e senza portatori d'alta quota. Diemberger ha poi salito altri quattro "ottomila" (Makalu, Everest, Gasherbrum II e K2) e per anni si è dilettato a documentare le montagne più spettacolari e i paesaggi più affascinanti del mondo. In quest'opera, Kurt non si limita a raccontare e descrivere le sue avventure, ma tratteggia con passione e maestria le emozioni che lo hanno accompagnato in alcune situazioni al limite, con le quali ha dovuto confrontarsi. Fra queste la discesa dal Chogolisa, da solo e nella tormenta, dopo la scomparsa di Hermann Buhl. Diemberger si chiede: è tutto casuale ciò che avviene? C'è qualcuno o qualcosa che guida gli eventi? E poi, che cosa ti porta al successo nelle nuove avventure (il settimo senso - lo stimolo a fare), o ti spinge a rinunciare in tempo (il sesto senso, cioè la voce che ti mette in guardia)?
Passeggeri della terra : 12.000 km senza un soldo in tasca / Nicola Zolin
Alpine studio, 2016
Abstract: Tre ragazzi e un sogno: quello di viaggiare per il mondo liberi e nel modo più ecologico possibile. È da una piccola stanza nella città olandese dell'Aja che nasce l'idea di partire per un viaggio in autostop verso il Sud del mondo. Un viaggio senza denaro, equipaggiati di tecnologie fotovoltaiche e nutrendosi degli sprechi di cibo di supermercati e ristoranti. L'ospitalità ricevuta in Marocco è una carica di umanità e fiducia, e a Fuerteventura la loro missione ecologista comincia a incuriosire radio, tv e giornali locali e nazionali. Tutto sembra andare per il meglio, ma alcuni eventi inaspettati mettono a repentaglio l'unità del gruppo e la purezza ideologica del viaggio si trasforma nel loro più grande ostacolo. Per attraversare l'Atlantico lavorano come mozzi su un veliero, e all'arrivo in Brasile ognuno prende la sua strada. Il paese carioca, le sue complessità e i continui colpi di scena fanno da sfondo alle riflessioni di un viaggio irripetibile.
Alpine studio, 2017
Abstract: Nell’estate 2012 sei alpinisti provenienti da varie nazioni tentarono la prima salita di quella che da sempre è considerata la più grande cresta dell’Himalaya: la Mazeno Ridge al Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo. Con uno sviluppo di dieci chilometri, la Mazeno Ridge è il percorso in assoluto più lungo e complesso per raggiungere la cima di qualsiasi dei quattrodici Ottomila. Ben dieci spedizioni ne avevano tentato la conquista, fallendo tutti quanti. Undici giorni dopo essere partiti, due degli alpinisti del team - Sandy Allan e Rick Allen - nonostante ultracinquantenni (età limite per simili imprese himalayane) hanno raggiunto la cima. Avevano esaurito le scorte di cibo e di acqua e furono colpiti da forti allucinazioni a causa della prolungata permanenza a quota 8000 e dell’esaurimento fisico. Le condizioni di neve pesante che li accolse sulla cima significarono altri tre giorni per scendere il lato più alto della “killer mountain”. Il titolo è la storia di una straordinaria prova di resistenza e impegno ai limiti della sopravvivenza, per salire la “cresta dell’infinito” – ultimo baluardo della conquista dell’uomo nel mondo verticale.
Stelle e tempeste / Gaston Rebuffat
Alpine Studio, 2020
Abstract: "Stelle e tempeste" è il racconto delle ascensioni delle sei grandi pareti Nord delle Alpi - Grandes Jorasses, Drus, Cervino, Badile, Cima Grande di Lavaredo, Eiger - compiute da Gaston Rébuffat negli anni del Grande Alpinismo del Sesto Grado e delle grandi conquiste alpinistiche dell'uomo. Ma è anche il racconto di una giovinezza totalmente consacrata all'alta montagna. Giovinezza esigente ma entusiasta, che ama la natura e le difficoltà, giovinezza che trova sulle grandi altitudini ciò che si aspettava e si augurava. Gaston Rébuffat diviene guida alpina per poter vivere in montagna: professione difficile, per un marsigliese, inserirsi nell'ambiente di Chamonix, ai piedi del Monte Bianco. Un'attività meravigliosa, vissuta tra "stelle e tempeste", che egli porterà ai più alti livelli accompagnando in ascensioni impegnative e difficili clienti che poi diverranno amici.
Deviazioni : storie e luoghi del mondo / Ulrike Raiser
Alpine studio, 2020
Abstract: Ulrike ci regala un viaggio attraverso luoghi "fuori rotta", fuori, cioè, dalle affollate mete turistiche. Si tratta di luoghi in cui spesso ci s'imbatte per caso, ma che regalano storie e incontri emozionanti. In questo libro sono riuniti scorci e racconti che arrivano dai 5 continenti, selezionati dai 10 anni di viaggio dell'autrice. Fanno emergere con forza quanto la realtà spesso sia diversa da ciò che sembra e come la storia, quella vera, non sia sempre identica a quella che si legge sui libri. Una cosa, però, secondo Ulrike è sempre la stessa e uguale in tutto il mondo: la voglia e la necessità di muoversi. Per ricordarci però che il viaggio per alcuni è una scelta e per altri una necessità, si volta indietro e pone lo sguardo su due celeberrimi miti, spaventoso specchio della nostra attualità. Ulisse viaggia per piacere e viene proclamato eroe della curiosità dallo stesso Dante; Enea, invece, viaggia per disperazione, perché non ha alternative: avendo perso tutto, prende suo figlio piccolo e si mette in mare, pieno di paure. L'autrice sprona noi viaggiatori occidentali a considerare la nostra privilegiata posizione da "Ulisse" e invita, senza giudizio, a riconoscere che spesso i viaggiatori hanno percorsi e modalità differenti, ma sono uniti da un unico e grande desiderio: sentire pulsare la vita ogni singolo giorno.
Viaggio nell'ignoto : storia di un alpinista vagabondo / Tony Howard ; traduzione di Giulia Lenti
AlpineStudio, 2020
Abstract: Nel 1965 Tony Howard è diventato famoso per essere stato membro di un gruppo di giovani alpinisti inglesi che hanno compiuto la prima salita britannica del Troll Wall norvegese: una scalata descritta da Joe Brown come "Uno dei più grandi successi dell'alpinismo britannico". Tony è l'ideatore delle moderne imbracature, sui cui progetti si basa l'attrezzatura alpinistica del mondo moderno. Ha fondato la società Troll Climbing Equipment, ma non ha mai smesso di esplorare. Questa è la sua storia. Tony ha dedicato la sua vita a viaggiare per il mondo alla ricerca di pareti rocciose, inviolate e remote. La portata dei suoi viaggi è vasta: ha visitato tutti i paesi del Nord Africa, gran parte della terra araba del Medio Oriente, le regioni montuose della Scandinavia, il Canada e le Montagne Rocciose, l'Himalaya, le remote province indiane, il Sud-est asiatico, Madagascar, Georgia del sud e Antartide. Questo libro, che è un vero e proprio libro di alpinismo d'avventura e di ricerca, guida il lettore fin dalla giovinezza di Tony trascorsa ad esplorare le falesie del Peak District, attraverso baleniere nell'Oceano Antartico, ai viaggi in canoa di mille miglia nell'Artico canadese, vivendo tra i beduini nelle montagne rocciose della Giordania, fino alle tribù isolate dell'oppio della Thailandia. È il racconto di una vita avventurosa che trasmette la definizione vera di esplorazione.
A piedi : vagabondare tra i cammini d'Italia e d'Europa / Silvia Tenderini
Alpine studio, 2020
Abstract: Si dice che camminare sia diventata una moda, ma si può chiamare "moda" la cosa più naturale e antica del mondo? Organizzare un cammino vuol dire programmare tappe, studiare distanze, considerare le condizioni metereologiche e cercare alloggio tra una tappa e l'altra. Risolte queste questioni, non resta che camminare e lasciarsi guidare dalla curiosità per conoscere la storia del territorio che si sta attraversando e apprezzare il paesaggio che si svela lentamente. Il fascino del camminare si mostra passo dopo passo, quando si iniziano a sentire gli effetti e a scoprire quali incredibili capacità ha il nostro corpo di adattarsi all'ambiente e alla fatica; e quali meravigliosi incontri si possono fare lungo la via. L'autrice durante il suo peregrinare lungo i cammini d'Italia e d'Europa fa moltissimi incontri: alcuni le rivelano la storia del luogo, altri le raccontano aneddoti che sui libri non si leggono, altri ancora le fanno sentire quella speciale vicinanza che solo i pellegrini del mondo riescono a condividere. Questo libro non è una guida, è un invito a riprendere contatto con il nostro corpo e con le sue capacità. Diviso per ambientazioni geografiche, prende in considerazione molteplici percorsi a piedi, dalle passeggiate lungo fiumi ai cammini più impegnativi, raccontandone la bellezza straordinaria ed evocativa.
La conquista del Fitz Roy / M.A. Azéma
Alpine studio, 2021
Abstract: “Quando pochi anni or sono apparve nelle riviste alpinistiche francesi la fotografia del Fitz Roy, sentii subito che era quella la montagna degna di tutti i miei sforzi e di tutti i miei sacrifici. E fin da quel momento sognai di scalarla, un giorno.” La salita del Fitz Roy nel 1952 si colloca tra le grandi salite della storia dell'alpinismo. Enorme è l'importanza della sua ascensione, per via della lontananza della Patagonia negli anni Cinquanta e per la difficoltà della parete. Il Fitz Roy era stato tentato in precedenza da varie cordate europee, ma ai francesi riuscì l'impresa per primi, portando gli alpinisti Lionel Terray e Guido Magnone a raggiungere la cima lungo lo sperone nord-ovest, il 2 febbraio 1952. Una conquista che porta in sé anche una nota tragica per via della scomparsa di Jacques Poincenot, morto annegato in uno strano incidente mentre attraversava le impetuose acque di un torrente – appeso a una corda tesa che collegava le due sponde – alle pendici della montagna.
Alpine studio, 2020
Abstract: Christoph Hainz, alto atesino, è uno degli alpinisti di punta da circa tre decenni. E' noto soprattutto per la prima salita di numerose vie di roccia di difficoltà estrema in Dolomiti, nonchè per le sue ascensioni ardite su ghiaccio e misto in giro per le Alpi. In questo libro racconta della sua infanzia in una fattoria di montagna nelle Alpi Aurine - una vita umile, ma libera e in mezzo alla natura. Con storie accattivanti e divertenti, descrive i momenti salienti della sua carriera alpinistica: dalle sue “montagne” - le Tre Cime di Lavaredo e la parete nord dell’Eiger - alle pietre miliari come la prima salita del pilastro nord sullo Shivling in Himalaya insieme a Hans Kammerlander e la salita in solitaria del Fitz Roy in Patagonia. Per Christoph Hainz, l’alpinismo è qualcosa che abbraccia e pervade tutti gli aspetti della sua vita. Segue intuitivamente la sua “bussola interiore”, libero da pressioni esterne da parte degli sponsor e dei media. Christoph Hainz mostra anche che l’alpinismo estremo non è “elitario”: tutt’ora Hainz vive grandi avventure a portata di mano, nelle montagne delle Dolomiti, senza la necessità di viaggiare in terre lontane o spedizioni himalayane.
Alpine studio, 2020
Abstract: La parete nord dell'Eiger per decenni fu nota come la scalata più pericolosa delle Alpi, quella che aveva provocato la morte di numerosi alpinisti. Nel febbraio del 1966, due cordate - una tedesca e l'altra anglo/americana - miravano a scalarla per una nuova via, una direttissima. Sorprendentemente, le due squadre non sapevano quasi nulla del tentativo reciproco finché entrambe non arrivarono ai piedi della parete. La gara era iniziata. John Harlin guidò il team anglo/americano, composto da quattro persone, e intendeva fare un'ascensione in stile alpino non appena le condizioni meteorologiche lo avrebbero consentito. I tedeschi, con una cordata di otto uomini, pianificarono un'implacabile salita in stile himalayano, qualunque fossero le condizioni meteo. Gli autori del libro sono stati i protagonisti principali mentre si svolgevano i drammatici eventi. Lo scrittore Peter Gillman, inviato del “Telegraph”, visse a stretto contatto con gli scalatori, comunicando con loro via radio e osservando le loro monumentali lotte dai telescopi dell’hotel Kleine Scheidegg. Il rinomato scalatore scozzese Dougal Haston era un membro della cordata di Harlin, e aprì la via su molti passaggi chiave della parete durante la tempesta. Il libro è la storia di enormi rischi e d’incrollabile resistenza, con alpinisti che affrontarono tempeste, congelamenti e la tragedia che tutti noi conosciamo: la scomparsa di John Harlin.
Destinazione K2 : un viaggio slow da Torino al Pakistan / Gian Luca Gasca
Alpine studio, 2018
Abstract: Da Torino, la sua città natale, fino alle pendici del K2 in Himalaya: ecco il viaggio che decide di intraprendere Gian Luca Gasca. Ma la vera particolarità di questo viaggio sta negli spostamenti: l’obiettivo infatti è utilizzare esclusivamente mezzi pubblici. Con lunghissimi tragitti in treno e in pullman, e una piccola “deviazione” dal programma dovuta a un imprevisto, l’autore attraversa due continenti fino ad arrivare alla base della seconda montagna della Terra, simbolo di coraggio e intraprendenza per tutti gli alpinisti, e vero e proprio sogno nel cassetto per l’autore. Un’impresa slow, un percorso e una meta lontana che fanno apparire le nostre cime alpine e appenniniche decisamente a portata di mano, o di pullman. L’autore si pone lo scopo di vivere da vicino le specificità dei territori attraversati, di conoscerne usi e costumi, ma anche di avvicinare i lettori a un turismo responsabile, a un modo diverso di approcciarsi al viaggio. Così nasce questo libro, che svela le grandi potenzialità di un viaggio volutamente lento, volto a scoprire se stessi e a scoprire il mondo esterno, con le persone, le sue città e i suoi paesaggi. Il viaggio infatti non è solo uno spostarsi per raggiungere una meta, ma un vero e proprio percorso introspettivo che ha fatto partire un uomo spaesato e pieno di dubbi e lo ha riportato a casa cambiato, cresciuto e pronto ad accogliere un nuovo inizio.
Alpine studio, 2018
Abstract: Nella vasta produzione letteraria legata alla montagna si parla sempre di super eroi, alpinisti di fama mondiale che hanno raggiunto i limiti estremi del rischio, dell'audacia e della fatica. Si scrive spesso di persone che hanno cercato di ingannare la morte, a volte riuscendo, a volte no. Questo libro invece è uno dei pochi libri di montagna in cui una persona come tutti - che ama definirsi "il classico alpinista della domenica" - mette a nudo un'incontenibile passione per la montagna che lo ha salvato da una condizione che lo rendeva schiavo della sua insoddisfacente vita da cittadino. Così, dopo il suo tardivo incontro con la montagna, l'autore diventa un alpinista a tutti gli effetti, affrontando le pareti più rinomate delle Alpi e delle Dolomiti, conquistandosi un bagaglio di esperienze che pochi possono vantare, malgrado non ami definirsi un alpinista di punta. L'autore grazie a questa passione ha dato inizio a una nuova vita: il venerdì sera diventa il momento perfetto per entrare a far parte dell'incanto delle montagna e il lunedì si parte ad affrontare la settimana con gli occhi che brillano per le esperienze vissute, tra vette misteriose e pareti ardite. Con la sua qualifica d'istruttore d'alpinismo, oltre a raccontare il suo mondo verticale, Walter vuole essere d'esempio alle nuove generazioni, quei giovani che vogliono riscattarsi ed essere parte di qualcosa di indefinibile, vario, audace, ma in fondo infinitamente liberò.
Una vita in viaggio / Riccardo Prati
Alpine studio, 2021
Abstract: Da bambino Riccardo Prati aveva un mappamondo accanto al letto e ogni sera prima di addormentarsi lo faceva ruotare, lo fermava con un dito e scopriva un lembo di terra sempre nuovo su cui fantasticare: la Patagonia, l'Africa australe, le Indie, il deserto del Sahara, il Sol Levante, le isole del Pacifico. Ora Riccardo è un uomo e i suoi sogni sono diventati realtà. Quelle terre misteriose le ha visitate per davvero, e una dopo l'altra ha percorso le strade di oltre 120 paesi. A piedi, in moto, in barca, con mezzi locali, da solo, con la fidanzata del momento, con gli amici o come coordinatore di viaggi avventurosi: ogni occasione è buona per partire. Non sa dire se viaggiare sia effettivamente il suo lavoro, ma quel che è certo è che in un mondo in cui fin troppo spesso siamo definiti dal lavoro che facciamo, Riccardo si sente libero di essere come desidera. Così, in questo libro racconta degli incredibili paesaggi della Dancalia, dei colori e della magia dell'India, degli overland motociclistici attraverso l'Africa e le Americhe, dei trekking nei cinque continenti. E poi lo Yemen, l'Everest, la Sierra Leone, la Grecia, l'Etiopia. L'entusiasmo e la passione di chi ha fatto del viaggio la sua vita agganciano il lettore alla pagina, e tra aneddoti e incontri, luoghi inesplorati e altri fin troppo turistici, esperienze positive come i viaggi umanitari e più negative come la malaria, "Una vita in viaggio" ci accompagna alla scoperta di ogni parte del mondo.
Grandi amori per la montagna / di Spiro Dalla Porta Xidias
[Lecco] : Alpine Studio, 2011
Abstract: Molti sono i protagonisti dell'alpinismo Italiano ed Europeo che hanno dedicato la propria vita ad un amore assoluto per un gruppo montuoso o anche per una montagna singola. Un amore che li ha portati a gloriose imprese, divenute celebri, e che in alcuni casi ha richiesto loro il sacrificio estremo, diventando leggende. In questo libro sono raccontate la vita e le imprese di famosi alpinisti quali: Emilio Comici, Anderl Heckmair, Renato Casarotto, Jiulius Kugy, Roberto Mazzilis, Ettore Zapparoli, Kurt Diemberger, Armando Aste ed altri ancora. Personaggi, questi, che per le montagne hanno avuto una passione incondizionata. Un grande amore per le montagne.
L'uomo del Torre : pensieri nel vento / di Ermanno Salvaterra ; con Piero Calvi Parisetti
Lecco : Alpine Studio, 2011
Abstract: Il nome di Ermanno Salvaterra è oggi legato alla montagna simbolo della Patagonia: il Cerro Torre. Discendente di una famiglia di rifugisti, Ermanno ha subito il fascino della montagna fin da piccolo. Molti sono gli aneddoti delle sue scorribande nei dintorni del Rifugio XII Apostoli, gestito dai genitori, nel cuore delle Dolomiti di Brenta, dove Ermanno è stato influenzato da insoliti e inanimati consiglieri come il Campani! Basso, la Brenta Alta, il Crozzon di Brenta... insostituibili compagni che gli parlavano di gloriose giornate vissute tra roccia e aria. Un libro autobiografico, scritto a quattro mani, tra le cui pagine sono descritte le sue grandi ascensioni patagoniche. Nel finale, i due autori fanno una profonda analisi interiore delle gioie e dei dolori del voler trascorrere un'esistenza per le montagne. Ma sono sempre le esperienze patagoniche di Ermanno a parlare, con numerosi aneddoti e racconti delle sue grandi ascensioni. Un libro che rivela Ermanno Salvaterra come un uomo - e alpinista - profondamente legato al Grido di Pietra; quel Cerro Torre che ha voluto consegnare a lui le chiavi dei suoi più intimi segreti, conferendogli di diritto il titolo di Uomo del Cerro Torre.
Il guerriero dell'Est / Igor Koller ; di Igor Koller ; a cura di Luca Calvi
Alpine Studio, 2012
Abstract: Il nome di Igor Koller è legato alla grandiosa apertura della via Attraverso il Pesce sulla parete Sud della Marmolada, che nel 1981 decretò un salto di qualità tecnico e psicologico per l’apertura di vie nuove sulle Alpi. Un’impresa che aprì le porte del VII grado sulle Alpi. Quei tre giorni di ascensione portarono la scuola “cecoslovacca” alla ribalta delle cronache mondiali, considerando anche che quella che divenne poi una via simbolo in tutto il mondo fu aperta con le “babbucce della mamma” ai piedi, una sorta di calzatura simile a primordiali scarpe da tennis.Nonostante le condizioni disagiate in cui quel gruppo di fortissimi scalatori dell’Est si muovevano in quegli anni - nel pieno della guerra fredda, quando Slovacchia e Repubblica Ceca erano un’unica Nazione - Igor fu artefice di ardite prime ascensioni in Val Bregaglia, con salite di grido come sul Pizzo Badile e sul Pizzo Cengalo, ancora oggi temute e guardate con rispetto.Proveniente da una ferrea etica alpinistica - acquisita sulle torri d’arenaria dell’Europa centrale - Koller fu uno tra i primi sulle Alpi a portare sulle grandi pareti uno stile pulito che disdegnava la troppa “ferraglia” con cui si realizzavano prime ascensioni a quel tempo. Dalla fine degli anni 80 Koller ha portato alla ribalta giovani slovacchi con altre importanti aperture sulle Dolomiti. Soprattutto in Marmolada, dove oggi può vantare ben 15 vie nuove da lui aperte.Infine, le sue esperienze extraeuropee - nella Miyar Valley, sullo Shipton Spire e in Yosemite — lasciano intravedere uno stile unico, mai del tutto sopito nonostante l’evoluzione alpinistica e le sue nuove “mode”. Cioè la bella eredità della scuola cecoslovacca degli anni ’80: materiale scadente, poco cibo, nessun compromesso e, soprattutto, tanta tanta passione per l’arrampicata.