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Trovati 6 documenti.

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L'economia del sé
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Libri Moderni

Soncini, Guia <1972->

L'economia del sé : breve storia dei nuovi esibizionismi / Guia Soncini

Marsilio, 2022

Abstract: C'era una volta la vita privata: era il luogo in cui ti provavi vestiti e ti accoppiavi, ti lamentavi del capufficio e violavi gli arresti domiciliari, cucinavi e sanguinavi. Poi sono arrivati i telefoni con incorporato un obiettivo fotografico. «Il bello di questo secolo è che, quando pensi che il senso del pudore sia azzerato, esso ti sorprende scendendo sotto lo zero». L'esibizionismo è diventato non solo normalità, ma diritto; non solo diritto tuo a esporti, ma dovere degli altri di trovarti interessante. La nostra «presa della Bastiglia è la presa della visibilità da parte dei mediocri. L'unico eccezionalismo che tolleriamo è l'eccezionalismo di massa». Nella sua nuova indagine sulle follie contemporanee, Guia Soncini individua alcuni punti chiave di questa religione ombelicale, a cominciare dal momento in cui Chiara Ferragni ha inventato l'economia del sé e risalendo fino a Monica Lewinsky, il cui principale errore fu essere in anticipo su un tempo in cui pretendere attenzione è diritto, dovere, norma e pratica comune. Tra le ingenuità della militanza su internet e l'esibizionismo bipartisan che annulla ogni differenza anche in politica, da Calenda a Salvini, un viaggio nella livella social che rende uguali il calciatore e l'intellettuale, la influencer e la deputata, dove «la merce siamo noi, nessuno si senta escluso». Cercando una risposta alle domande che ci assillano quando siamo merce e vetrina, venditori e prodotti, illusionisti e oltranzisti della trasparenza. Certo che potremmo sottrarci al salire sul palcoscenico, ma tutti hanno una telecamera in tasca, e «se comunque finisce che mi fotografate di soppiatto voi, tanto vale pubblichi la mia vita io».

Odio la resilienza
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Libri Moderni

Fusaro, Diego <1983->

Odio la resilienza : contro la mistica della sopportazione / Diego Fusaro

Rizzoli, 2022

Abstract: Si fa un gran parlare di resilienza. Viene descritta come la virtù dell'uomo che ha capito come va il mondo. Nulla può spezzare il resiliente, perché è capace di assorbire qualsiasi colpo e resistervi, come il metallo regge l'urto e riprende la forma originaria. Tutti i media ne parlano in questi termini, ricorre nei discorsi dei governanti, abbonda nelle narrazioni sulla collettività. Ma la resilienza è una favola, ci dice Diego Fusaro. Una fiaba della buonanotte cantilenata al fine di stordirci e farci assopire. È un incubo che minaccia il nostro futuro. L'uomo resiliente è il suddito ideale. Si accontenta di ciò che c'è perché pensa che sia tutto ciò che può esserci. Non conosce nulla di grande per cui lottare e in cui credere. Ha abbandonato gli ideali e vivacchia convincendosi che il suo compito, la sua missione, sia di accettare un destino ineluttabile. Anzi, viene portato a pensare che proprio nella passività possa dare il meglio di sé. È storia vecchia. Da sempre chi ha il potere ci chiede di subire in silenzio, di sopportare con stoica resilienza per poter agire indisturbato. Ma in questi anni ce lo chiede ancora di più: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di Mario Draghi ne è un esempio lampante, ma già nel 2013 il «dinamismo resiliente» era la parola d'ordine del World Economic Forum. Perché, certo, la resilienza è un profilo psicologico, ma anche un atteggiamento politico. I cittadini sono chiamati a fare propria la virtù dell'adattarsi senza reagire alle storture invocando il cambiamento. Non è forse il sogno inconfessabile di ogni padrone quello di governare schiavi docili e mansueti? Eppure "vivere vuol dire adoperarsi per cambiare il mondo con i propri pensieri e con le proprie azioni" scrive l'autore: una vera e propria chiamata alle armi. "Riprendiamoci le nostre passioni annichilite da questa docilità. Frangar, non flectar."

Tu che mi guardi, tu che mi racconti
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Libri Moderni

Cavarero, Adriana <1947->

Tu che mi guardi, tu che mi racconti : filosofia della narrazione / Adriana Cavarero

Castelvecchi, 2022

Abstract: Chi saprà dire chi sono, chi saprà raccontare, raccontarmi, la mia unicità? Mentre la filosofia, fin dai tempi di Platone, punta all’universale astratto, la narrazione – incarnata esemplarmente dalla figura femminile di Sheherazade, tessitrice di racconti – si volge al particolare di una storia unica e irripetibile. L’arte delicata della narrazione dona a ogni essere il proprio disegno unitario, la propria “cicogna” – per dirla con Karen Blixen – all’interno di uno spazio che è sempre intersoggettivo, relazionale, esposto allo sguardo e al racconto dell’altro. Il pronome della biografia è il tu. Attraverso le testimonianze di narratori e narratrici, poemi e miti antichi, e richiamando anche le pratiche femministe dei gruppi di autocoscienza, Adriana Cavarero traccia le linee di una “filosofia della narrazione” che, affidata alle donne e all’amore per la vita, si propone come cura per un pensiero maschile da sempre votato all’astratta definizione e alla morte. "C’è un’etica del dono nel piacere del narratore: chi narra, non solo intrattiene, ma regala ai protagonisti delle sue storie la loro cicogna. [...] Nulla risponde al desiderio umano più del racconto della nostra storia. Prima ancora di rivelare il significato di una vita, la biografia ne riconosce dunque il desiderio".

Intersoggettività o transindividualità
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Libri Moderni

Morfino, Vittorio

Intersoggettività o transindividualità : materiali per un'alternativa / Vittorio Morfino

Castel San Pietro Romano : Manifestolibri, 2022

Spazio Marx

Abstract: Il libro ripercorre alcuni momenti chiave del pensiero filosofico moderno e contemporaneo leggendoli alla luce dell'alternativa tra le categorie di intersoggettività e transindividualità, tra una filosofia che pone lo spazio di interiorità dell'ego come un prius logico e ontologico e una che pensa in modo radicale la costitutività delle relazioni. I capitoli del libro espongono le differenti variazioni di questa alternativa, offrendo nelle figure di Descartes, Leibniz, Kant, Hegel, Feuerbach, Stirner, Husserl, da una parte, e in quelle di Spinoza, Marx, Freud, Simondon, Althusser, Pêcheux, Balibar, dall'altra, il materiale teorico per una presa di posizione politica: la critica dal punto di vista del transindividuale della categoria di intersoggettività letta come espressione di una filosofia dell'individualismo possessivo.

Il grande vuoto
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Libri Moderni

Murawiec, Léa <1994->

Il grande vuoto / Léa Murawiec

Comicon, 2022

Abstract: Nel primo fumetto di Léa Murawiec, la vita della protagonista Manel Naher è minacciata dall'esistenza di una cantante in ascesa che ha il suo stesso nome. Nel mondo di Manel la "presenza" è tutto, scomparire dal ricordo e dal pensiero delle persone vuol dire andare incontro a morte certa. Manel si lascia così tentare dalla possibilità di sfuggire a questo meccanismo perverso e abbracciare il Grande Vuoto, un luogo misterioso che pare trovarsi al di fuori della sterminata metropoli. Ma le sue certezze, frutto della sua possibile scomparsa, vengono rimesse in discussione. A che serve combattere se devi morire? Perché allora non sovvertire il sistema diventando una star a tua volta? Lo stile e i colori si intrecciano con grande libertà, la vignetta è superata, ripensata, riplasmata, ma senza mai perdere il senso della narrazione. I movimenti di Manel Naher sono fluidi, ampi, elastici; i visi, quasi come delle emoji, esprimono emozioni e concetti inconfondibili.

Contro metaverso
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Libri Moderni

Mazzarella, Eugenio <1951->

Contro metaverso : salvare la presenza / Eugenio Mazzarella

Mimesis, 2022

Abstract: Dopo Facebook, il nuovo vangelo di Zuckerberg, il Metaverso, ci promette il compimento della vita “ibrida”, “potenziata”, dell’onlife: la piena transitività, grazie al digitale e all’Intelligenza Artificiale, del mondo reale nel mondo virtuale. Uno shock antropologico per cui troppi non vedono il vero pericolo di questa distopia del post-umano, cioè l’effetto gorgo, il buco nero dell’online che fagocita la realtà offline, la vita come tale. Non governata, l’era digitale più che spaesare rischia di svellere l’umano da sé stesso e dal suo ambiente, in nome della truffa dell’Intelligenza Artificiale che vuole consegnare l’umano a una rete di governo e di controllo, anziché dargli più “mondo”, più libertà. Immersi come siamo in questa distopia, l’unica via di uscita possibile è “salvare la presenza”.