Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 33 documenti.
Let love rule : autobiografia / Lenny Kravitz ; con Davide Ritz ; traduzione di Michele Piumini
Mondadori, 2022
Abstract: In Let Love Rule la leggenda del rock Lenny Kravitz racconta i primi 25 anni della sua vita durante i quali è passato dall'essere un ragazzo timido a un artista di fama internazionale. Il racconto arriva al 1989 e termina con l'uscita del suo album di debutto. Il suo è uno sguardo affettuoso, divertente e commovente rivolto a quegli anni formativi che descrive in maniera molto sincera e onesta: la complessa relazione con i genitori, il loro divorzio; senza dimenticare ovviamente la musica, il suo rapporto, per esempio, con i produttori discografici, che inizialmente non sapevano cosa farsene di uno come lui e gli artisti che hanno ispirato il suo caratteristico ibrido musicale di soul e rock classico. Per anni, infatti, quando il rap e la musica elettronica sembravano destinati a invadere il mercato musicale, Lenny ha difeso strenuamente il rock 'n' roll e gli ideali hippie di pace, amore e non violenza. Ed è così, andando controcorrente, che è riuscito a vendere più di 40 milioni di dischi vincendo quattro Grammy consecutivi. «Scrivere questo libro di memorie è stata un'esperienza meravigliosa, che mi ha guidato di nuovo attraverso i primi 25 anni della mia vita, dalla nascita all'uscita del mio primo album. In questo viaggio, ricco di avventure, ho ritrovato me stesso e la mia voce: l'amore apre le strade, l'amore è il mio messaggio.»
Garzanti, 2022
Abstract: Anna Dalton torna in veste di scrittrice in Le tre figlie, una storia al femminile, piena di misteri. Fresia, Viola e Iris si sono riunite a Villa Fiorita, la grande casa dove sono cresciute, ma quella che sembra una semplice riunione di famiglia, ha uno scopo ben preciso: proibire alla madre di divulgare i segreti della loro famiglia, adesso che la donna è diventata così famosa. Le tre sorelle sanno infatti che la madre vuole scrivere un’autobiografia in cui racconterà la storia dell’intera famiglia e non solo i dettagli della sua vita professionale. I segreti che Villa Fiorita nasconde sono però troppo forti e troppo pericolosi da svelare e Fresia, Viola ed Iris sono pronte a tutto pur di impedire che la verità venga a galla. Le tre sorelle hanno solo un weekend per cambiare la testa della mamma e convincerla a non pubblicare più niente, tenendo sepolti i segreti tra quelle mura. A volte però la verità viene a galla lo stesso e viene riportata alla luce proprio dai nemici che abbiamo sempre temuto. In Le tre figlie, Anna Dalton trasforma la famiglia in un rifugio e, allo stesso tempo, in una terribile prigione.
Baldini+Castoldi, 2022
Abstract: Salvatore Cascio, detto Totò, è il bambino protagonista di Nuovo Cinema Paradiso, l'indimenticabile capolavoro di Giuseppe - che lui chiama affettuosamente Peppuccio - Tornatore, vincitore dell'Oscar per il miglior film straniero quindici anni dopo Amarcord di Fellini. Dopo questo film - che nel '91 gli procurò anche il prestigioso Premio BAFTA - Totò continuò a lavorare sia con Tornatore (partecipa a "Stanno tutti bene", con Marcello Mastroianni) che con registi del calibro di Pupi Avati e Duccio Tessari. Tutto ciò fino al 1999, anno in cui firma il suo «ultimo film». Dopo di che, si può dire che Totò Cascio scompare. Perché? Ai giornalisti che lo incalzano non vuole dire la verità, preferendo far credere che il cinema si sia dimenticato di lui. È stata invece una grave malattia - la retinite pigmentosa con edema maculare, che gli ha procurato una perdita progressiva, irreversibile e quasi totale della vista - a farlo rinunciare a quella che era una carriera promettente e radiosa. Oggi, a 42 anni, Totò Cascio ha trovato la forza e la voglia di raccontare la sua esperienza in un libro che è insieme memoir cinematografico e racconto di formazione e di rinascita. Grazie alla sua fede, al suo coraggio e alla consapevolezza acquisita, ora può tornare a vivere una vita degna di essere vissuta ed è questo il suo «Nuovo Cinema Paradiso 2.0», dice scherzando. Così, rinato, lancia un segnale a chi è nella sua condizione: non nascondetevi, anzi imparate ad accettarvi. «Senza accettarsi, ci si porta dentro l'avversario più feroce. Me lo disse anche Andrea Bocelli: "Totò, non è un disonore". Sono state parole illuminanti».
La mia casa è il mondo : un'autobiografia / Amartya Sen ; traduzione di Aldo Piccato
Mondadori, 2022
Abstract: Il premio Nobel Amartya Sen è tra i pochi che, con le parole del "Financial Times", si possa definire un "intellettuale globale". Personalità di altissimo profilo nel campo dell'economia e noto per i suoi interventi in materia di povertà e diseguaglianze - un impegno ispirato certamente dagli eventi cui ha assistito durante l'infanzia e la prima adolescenza nel Bengala occidentale -, ha viaggiato fin da quando è nato. In queste preziose pagine autobiografiche, l'autore ripercorre i primi tre decenni della propria vita, trascorsi soprattutto fra il Bengala e l'Inghilterra. Sen torna dunque a Mandalay, in Birmania, e a Dacca, nel moderno Bangladesh, dove ha vissuto da bambino. Rievoca gli eventi che hanno segnato quegli anni: dalla tragica carestia del 1943 alle drammatiche turbolenze che hanno scosso l'India nel 1947 al momento dell'indipendenza e della partizione, alla detenzione di molti suoi familiari durante la dominazione britannica. Ricorda la scuola sperimentale e progressista, fondata dal grande poeta Rabindranath Tagore, nel villaggio di Santiniketan, e le conversazioni in un caffè di College Street a Calcutta, dove, giovane studente universitario, coltiva con crescente entusiasmo le gioie dei dibattiti intellettuali. Poi il trasferimento a Cambridge, in Inghilterra, e al Trinity College, dove ha il privilegio di conoscere i grandi economisti e filosofi dell'epoca, da Maurice Dobb a Joan Robinson e Piero Sraffa, solo per citarne alcuni, maestri che nel volgere di pochissimi anni sarebbero diventati suoi colleghi, oltre che grandi amici. Con la semplicità tipica delle grandi menti, Amartya Sen narra gli incontri, i luoghi e le esperienze che hanno alimentato e plasmato il suo pensiero in tema di economia, filosofia, identità, comunità, disuguaglianza di genere. "La mia casa è il mondo" è un viaggio attraverso la formazione dell'universo morale di uno dei più grandi pensatori contemporanei.
La rossa volante / Francesca Porcellato ; con Matteo Bursi
Baldini+Castoldi, 2022
Abstract: Aveva diciotto mesi, Francesca stava giocando nel cortile di casa, quando un'autocisterna che trasportava gasolio la investe schiacciandola e facendole perdere l'uso delle gambe. Sola e senza genitori dovette trasferirsi a Roma in un istituto specializzato in fisioterapia. Il passaggio dai tutori alla carrozzina fu il ritorno alla vita. Non si sentiva più dentro un tempo fosco, oppressa da sovrastrutture ingestibili che le rendevano impossibile pensare, muoversi o tantomeno divertirsi. Seduta sulla carrozzina, riconquistò libertà di azione e pensiero, si riappropriò del futuro. A 6 anni sognava di diventare un'atleta. In questo libro racconta in che modo il sogno si è trasformato in realtà. Oggi, a 51 anni, Francesca Porcellato, soprannominata a ragione la «Rossa volante», è la campionessa paralimpica italiana che ha vinto di più in più discipline, dall'atletica leggera allo sci di fondo al ciclismo con la handbike, conquistando quattordici medaglie in undici edizioni dei Giochi tra estivi e invernali. Ma Francesca Porcellato è molto più dei suoi numeri infiniti. È lo sport, nella sua essenza più profonda.
Tra scienza e politica : una autobiografia / Gianfranco Pasquino
UTET, 2022
Abstract: Gianfranco Pasquino nei suoi primi lunghi ottant'anni di vita e attività è stato molte cose: allievo ed erede di Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, docente a Harvard, editorialista nei principali quotidiani, ospite impertinente dei talk show, ma anche "quasi sindaco" di Bologna - candidatura avventurosa, per la quale nutre qualche rammarico. Però sono più numerose le gioie, le soddisfazioni e le vicissitudini a lieto fine dentro questa autobiografia, in cui Pasquino dipana il filo della memoria Tra scienza e politica, con sapienza e leggerezza. Lo vediamo muovere i primi passi accademici a Torino, nelle aule universitarie che Nicola Abbagnano disertava senza avvisare, sostituito prontamente da un giovane assistente sconosciuto che iniziava gli studenti alla semiotica (era Umberto Eco). Lo seguiamo poi negli Stati Uniti, dove ha la fortuna di approdare da ragazzo durante anni cruciali per la storia mondiale: siamo accanto a lui quando, allo scoppio delle tensioni per la guerra in Vietnam, durante un incontro con Robert F. Kennedy non riesce a trattenersi dal porgli una domanda scomoda sulle lacune delle indagini riguardanti la morte del fratello JFK. E via via lo ritroveremo poi coordinatore del Dizionario di politica diretto da Bobbio e Matteucci, frequentatore dei college di Oxford e Cambridge (ma anche dell'Old Trafford), testimone della fine del Pci al congresso di Rimini, sostenitore di Napolitano al Quirinale (che nel ringraziarlo via mail sembrava tuttavia declinare l'invito, dicendosi umilmente «lieto della mia carica di senatore a vita»), animatore di riviste e pungolatore di avversari, arguto elzevirista e soprattutto fedelissimo tifoso del Toro. Non mancano infatti i ricordi personali e le persone importanti della sua vita privata, sfiorata con il pudore che si confà a un torinese doc. Tra un seminario di Norberto Bobbio, un dissidio con Eugenio Scalfari e una stoccata a Matteo Renzi, Pasquino si dimostra tuttora un politologo «troppo imprevedibile» (come lo definì polemicamente Ferruccio de Bortoli), che non si è limitato a studiare, ma si è impegnato in politica e in parlamento per contribuire a cambiare l'Italia. Un intellettuale outsider tra le circostanze del destino, che grazie a una intelligenza affilata e a occasioni fortunate (nonché a una notevole dose di autoironia) si è ritrovato non solo testimone d'eccezione, ma comprimario illustre del secondo Novecento.
Ricordare la propria vita : psicologia della memoria autobiografica / Igor Sotgiu
Carocci, 2022
Abstract: Tornare con la mente ai periodi, agli episodi e agli istanti che formano la trama della nostra vita è un'attività psichica straordinariamente complessa grazie alla quale ciascuno di noi ha la possibilità di rivivere e risignificare il proprio passato. "Memoria autobiografica" è il nome dato dagli psicologi a questa componente della cognizione umana, per indagare la quale è necessario prendere in esame molteplici aspetti del funzionamento psichico: l'immaginazione visiva, le emozioni, la motivazione, la narrazione di sé, l'identità e la metacognizione. Il testo intende fornire al lettore una visione d'insieme dei problemi teorici e metodologici che caratterizzano lo studio dei processi di codifica, immagazzinamento e recupero dei ricordi autobiografici. A questo scopo, l'autore ricostruisce le origini e lo sviluppo storico di questo affascinante campo di indagine: dai contributi pionieristici di Galton, Henri e Freud agli orientamenti più recenti nell'ambito del cognitivismo e della scienza cognitiva. Ampio spazio viene dedicato altresì alla discussione delle teorie e delle ricerche che hanno analizzato il contenuto, l'organizzazione e le funzioni della memoria autobiografica: che cosa ricordiamo della nostra vita e come e perché ricordiamo ciò che ricordiamo.
Scrivere di sé / Michele Marziani
Editrice bibliografica, 2022
Abstract: Cosa significa attingere dalla propria vita e trasformarla in un memoir? Per farlo, è necessario riconoscere la nostra voce e riscoprire le radici del nostro immaginario. Ovvero, come dice lo scrittore americano Bernard Malamud, trovare quello che l'autore sente di dover dire su cosa sia per lui la vita attraverso la narrativa. Scrivere di sé è un manuale di narrativa memorialistica dedicati agli aspiranti scrittori, ma anche agli autori navigati che non trovano l'approdo e a chiunque voglia provare a capire cosa passa nella testa di uno scrittore. Lo fa proponendo sempre un punto di vista che costringe il lettore e l'aspirante scrittore a guardarsi allo specchio e a rispondersi. Qui di risposte non ce ne sono. Ma non mancano le domande.
Baldini+Castoldi, 2022
Abstract: Nonostante moltissimi vedano in lui solo il menestrello di Alla fiera dell'est, Angelo Branduardi è un caso unico nella storia della musica italiana. Un musicista che nella sua carriera ha esplorato in lungo e in largo i vasti territori del suono, navigando tra le culture, tra sacro e profano, e che - prediligendo per sé la definizione di trovatore - ha fatto sì che ogni suo brano fosse un piccolo giro del mondo, per la quantità di spunti e strumenti messi in campo. È inoltre un cantore di alta spiritualità e un grandissimo divulgatore di cultura: supportato dalla moglie Luisa Zappa - da sempre autrice dei testi e stimolo costante per la sua ricerca - ha narrato le gesta di san Francesco e musicato poesie di Sergej Esenin e William Butler Yeats, ha scritto colonne sonore per il cinema e sperimentato con l'elettronica, ha raccontato favole e leggende di tutto il mondo. Con la sua voce e il suo violino, insomma, ha trasportato gli ascoltatori verso altre realtà. E lo testimoniano i suoi successi - basti ricordare La pulce d'acqua, Cogli la prima mela, Vanità di vanità, Si può fare e molti altri - e i suoi concerti sempre sold out. Allo scoccare dei settant'anni, Angelo ha deciso di svelarsi per la prima volta in questa autobiografia, che è il racconto autentico che il critico musicale Fabio Zuffanti ha provveduto a raccogliere ed elaborare. Dall'infanzia trascorsa a Genova alla scoperta della passione per la musica, dai tour in giro per l'Europa alle ispirazioni che stanno dietro alle sue creazioni, la famiglia, i concerti, gli incontri, i grandi successi, le scelte giuste e quelle sbagliate, la luce e il buio del suo essere uomo prima che artista: una testimonianza preziosa che ogni appassionato di musica non dovrebbe mancare di leggere.
Erickson, 2022
Abstract: Il volume propone un laboratorio guidato di scrittura autobiografica basato sull’utilizzo del Writing and Reading Workshop. Il metodo WRW trasforma le classi in laboratori dove alunni e alunne imparano in modo coinvolgente ad applicare le strategie migliori per crescere come scrittori e scrittrici. Dopo i capitoli introduttivi, dedicati alla presentazione dell’approccio metodologico, il volume propone 18 minilezioni guidate per accompagnare i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado nella lettura e analisi di alcuni brani proposti come modello (da cui ricavare le caratteristiche essenziali del genere) e attraverso tutte le fasi del processo di scrittura di un racconto autobiografico, dalla pianificazione alla valutazione. Inoltre, vengono forniti utili suggerimenti e numerose strategie per personalizzare il percorso a misura della classe. Chiudono il volume il glossario con i termini chiave del metodo, una ricca bibliografia e l’indice delle Risorse online, dalle quali è possibile scaricare tutti i materiali, le schede operative e i brani analizzati nel libro. La metodologia didattica del Writing and Reading Workshop mette al centro la pratica della lettura e della scrittura in classe e ben si adatta ad essere sperimentata sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria. In una cornice rigorosa ma flessibile, i ragazzi sperimentano la possibilità di scrivere testi autentici che abbiano al centro la loro personalità e i loro interessi.
Una storia : autobiografia / Luciano Ligabue
Mondadori, 2022
Abstract: C'è un intero universo, circoscritto e infinito, nella narrazione autobiografica di Luciano Ligabue. Sessant'anni di vita che in virtù di una scrittura in stato di grazia si elevano a vera e propria storia, tutta da leggere, tutta da rivivere. Giuanin e la Rina. I fossi, le cerbottane e le fionde. Gli gnocchi della Barbarina. Il sangue di una suora. Marcello, il suo toscano, l'olio di ricino e l'Ermelina. Tocca tre volte la pelle di biscia. Gianni e i crediti con la fortuna. Il 5 di via Santa Maria. La Millecento. Le brustoline al Politeama. SartiBurgnichFacchettiBedinGuarneriPicchi. Paolo è morto inseguendo una rana. Lavorini, uno di noi. Marco. La carcassa di un suino. Savana, Virus, Novecento e Spiura. Poi Squalo, Linate, Capodistria e Bubba, i Quattro dell'Ave Maria. Il Foxtrot e il Tropical. Radio Fazzano, Radio King e RadioAttiva. Claudio "Maio" Maioli e i sogni di rock'n'roll. La Sonex Custom da cinquecentomila lire. Il fuoco di una zingara. La Dona e Lenny. Pierangelo Bertoli. Gli Eroi di latta e Angelo Carrara. Il giorno più bello o più brutto della tua vita. I ClanDestino e la Banda. I live e quell'enorme stare insieme. La terra che balla. Barbara e Linda. Cianein. C'è un intero universo, circoscritto e infinito, nella narrazione autobiografica di Luciano Ligabue. Sessant'anni di vita che in virtù di una scrittura in stato di grazia si elevano a vera e propria storia, tutta da leggere, tutta da rivivere. Affrontando per iscritto il bilancio della sua esistenza con l'eclettismo artistico che gli è proprio, il Liga esce dai comodi confini del classico resoconto biografico e tratteggia magistralmente situazioni, luoghi e persone donando loro una dimensione romanzesca. Li fa vedere, toccare e conoscere. Anche la sua, alla fin fine, non è altro che "una storia", ma di quelle che ne contengono cento, e altre cento ancora.
Mi chiamo Lily Ebert e sono sopravvissuta ad Auschwitz / Lily Ebert e Dov Forman
Newton Compton, 2022
Abstract: Lily Ebert fu deportata a 14 anni, ed è sopravvissuta ad Auschwitz. Non ha mai dimenticato il giorno in cui, appena dopo la liberazione degli Alleati, un soldato ebreo americano le ha regalato una banconota con su scritto: “Buona fortuna e felicità”. Quel singolo gesto, dopo aver assistito all’orrore dei campi di concentramento, ha segnato in modo decisivo la vita di Lily, che si è impegnata a raccontare la verità sulla Shoah affinché non si ripetano mai più le atrocità del passato. Anni dopo, il suo pronipote Dov ha deciso di usare i social media per rintracciare il soldato, che è stato così determinante nella storia della loro famiglia. Ed è così che la popolarità di Lily è esplosa: il suo modo schietto e autentico di comunicare ha conquistato milioni di follower in rete, amplificando il suo messaggio di speranza. La storia di Lily, dall’infanzia felice in Ungheria all’arrivo ad Auschwitz, dalla morte della madre alla liberazione, è raccontata in prima persona con parole indimenticabili di speranza, coraggio, amore per la vita.
Rizzoli, 2022
Abstract: Non è certo un caso se Scottie Pippen viene considerato uno dei più grandi giocatori NBA di sempre. Molto semplicemente, senza Pippen non ci sarebbe nemmeno uno stendardo appeso alle travi dello United Center di Chicago, figuriamoci sei. Non ci sarebbe stato alcun Ultimo Ballo. Non sarebbe esistito Michael Jordan per come lo conosciamo oggi, né i Bulls degli anni Novanta sarebbero stati la squadra magnifica che tutti ricordiamo. Ma come ha fatto quel ragazzino cresciuto nella minuscola cittadina di Hamburg, in Arkansas, a superare la povertà in cui è venuto al mondo, le due enormi tragedie familiari che lo hanno colpito in tenera età e a diventare una leggenda? Come ha fatto quell’adolescente smilzo, ignorato da tutti i principali programmi di basket universitari, a diventare la quinta scelta assoluta nel draft NBA del 1987? E, soprattutto, da giocatore affermato, come è riuscito a mettere da parte il suo ego e il suo potenziale straordinario per mettersi al servizio della squadra? In Unguarded Pippen finalmente mette da parte la sua riservatezza, prende la parola e ci parla a ruota libera di Michael Jordan, Phil Jackson, Dennis Rodman e di tanti altri protagonisti di quell’era irripetibile. Togliendosi parecchi sassolini dalle scarpe rispetto alla versione data da Jordan nella celebre docuserie The Last Dance e offrendo a milioni di fan ciò che aspettavano da tempo: uno sguardo crudo e senza filtri sulla sua vita e sul suo ruolo nei Chicago Bulls degli anni Novanta.
Mondadori, 2022
Abstract: Questa è la storia di Eddie Jaku, un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, che ha sopportato deportazioni, atroci brutalità, torture, e in questo inferno ha trovato la strada della felicità. E' morto a 101 anni ritenendosi "l'uomo più felice del mondo". Eddie Jaku si era sempre considerato un tedesco, e poi anche un ebreo. Era un ragazzo sereno e orgoglioso del suo paese. Ma tutto cambiò improvvisamente nel novembre 1938, quando fu picchiato, arrestato e portato in un campo di concentramento. Nei sette anni successivi, Eddie dovette affrontare orrori inimmaginabili, prima a Buchenwald, poi ad Auschwitz, e infine durante le famigerate marce della morte. In quegli anni Jaku perse tutto: famiglia, amici, persino il suo paese. Ciononostante, guardò negli occhi il mostro nazista, lo sfidò e lo sconfisse sopravvivendo all'Olocausto. Anche nel profondo di quell'oscurità, nera come la notte più buia, Eddie ebbe la fortuna di trovare una piccola scintilla d'amore: il conforto che gli altri prigionieri, ebrei e no, cercavano di darsi vicendevolmente per alleviare il dolore della loro condizione. E fin da quei giorni tristissimi fece un voto: sorridere per ogni giorno di vita e rendere omaggio, raccontando la sua storia, a tutti coloro che non hanno avuto la sua fortuna. Originariamente pubblicato quando Eddie ha compiuto 100 anni, questo libro, premiato e letto in tutto il mondo, è una biografia potente, straziante e però piena di speranza, che insegna con forza inappellabile che la felicità può essere trovata anche nei momenti più bui.
Lettera a una giovane ginnasta / Nadia Comăneci ; traduzione di Lucio Ruffo di Calabria
Il Saggiatore, 2022
Abstract: 18 luglio 1976, Olimpiadi di Montréal: una giovane ginnasta rumena esegue l'esercizio alle parallele asimmetriche. La votazione tarda ad arrivare, poi sullo schermo appare un misterioso 1.00, che lascia tutti confusi e interdetti; infine giunge la rivelazione: i computer sono programmati per segnalare un massimo di 9.99 punti. A soli quattordici anni, Nadia Comăneci entra nella storia dello sport con un esercizio da 10, una perfezione che il tabellone non è neanche in grado di registrare, diventando istantaneamente un modello per generazioni intere di ginnaste e atlete. A distanza di molti anni dai suoi più grandi trionfi, Nadia Comăneci si racconta rivolgendosi a un'immaginaria giovane ginnasta: dalle arrampicate sugli alberi dei Carpazi agli allenamenti massacranti in palestra, dal complesso rapporto con l'allenatore Béla Károlyi, che la scoprì all'età di sei anni, alle medaglie e al successo mondiale. Un successo che però non riesce a nascondere i lati d'ombra nella sua vita: i contrasti con il regime di Ceaușescu e le privazioni di cibo, il ritiro nemmeno ventiquattrenne dalle competizioni e la fuga negli Stati Uniti, fino alla tragica morte dell'amico Alexandru. Dopo aver infine trovato una nuova serenità in America, tra un ricordo e l'altro Nadia Comăneci ritorna sugli esercizi che l'hanno resa leggendaria – tra cui il celebre «salto Comăneci» – e offre consigli tecnici e psicologici alle atlete del futuro, mostrando come dietro a ogni grande impresa ci sia soprattutto la costruzione di un'enorme forza mentale. Lettera a una giovane ginnasta è un'opera sul coraggio, la disciplina e la passione: il racconto della faticosa realizzazione di un sogno, narrato dalla voce di una delle più grandi icone sportive di sempre. Un libro che si rivolge a tutti coloro che cercano la propria strada e desiderano percorrerla con coraggio e determinazione; perché la distanza tra una parallela e l'altra è di poco più di un metro, ma per saltare c'è bisogno di ogni respiro che ti ha portato sin là.
Piemme, 2022
Abstract: Matthieu Ricard ha ventun anni quando nasce per la seconda volta a Darjeeling, in India, il 12 giugno del 1967. È in questo giorno, infatti, che il giovane francese incontra il suo primo e più importante maestro spirituale, Kangyur Rinpoche, e la sua vita cambia per sempre. Decide di lasciare tutto quello che aveva conosciuto fino a quel momento, un'esistenza agiata, una buona educazione, un futuro stabile, per immergersi completamente in un mondo lontano, fatto di silenzio, meditazione, preghiera, sacrificio e gioia. Inizia così il percorso che lo porterà a diventare uno dei monaci buddisti più conosciuti al mondo, un monaco "errante", nel senso originario del termine: dopo l'India, il suo viaggio proseguirà in Bhutan, Nepal, Tibet, perché quella di Matthieu è un'anima in perenne movimento, priva di attaccamento a luoghi o beni terreni, alla continua ricerca di una risposta alle domande fondamentali dell'esistenza. In queste pagine, forse le più importanti di sempre per l'autore, che più che un'autobiografia le considera una "testimonianza di vita", Matthieu Ricard ripercorre i cinquant'anni trascorsi da quel giorno del 1967, ponendosi come intermediario tra il lettore e tutti i maestri che hanno illuminato il suo cammino spirituale verso il Bene, verso il rifiuto dell'individualismo nel nome dell'amore altruista, fino al senso più profondo del suo viaggiare: raccogliere luce per donare luce.
Longanesi, 2022
Abstract: «Ogni sportivo vuole vincere, ci mancherebbe. Ci alleniamo per quello. Ci sacrifichiamo per quello. Io però non volevo solo vincere: mi sentivo obbligato a farlo». Da bambino, ad Avola, lo chiamavano «arancina con i piedi» perché a dodici anni pesava 90 chili. Buttato sul tatami a tre anni dal padre, maestro di karate, Luigi Busà trova nello sport molto più di un modo per passare il tempo. Prima bambino vessato, poi adolescente ribelle nell'asfittica provincia del Sud Italia, Gigi si era convinto che al mondo valesse solo la legge del più forte. Ma più forte ancora di tutto il resto, per lui, è sempre stato il richiamo del tatami, una passione, un obiettivo capace di far passare ogni altra cosa in secondo piano. E con il karate Luigi impara la tenacia, la disciplina, il controllo della forza anarchica che gli ribolle dentro. Nel karate si immerge e dal karate si lascia trasformare: così da quel bambino sovrappeso sorge il campione. A diciannove anni diventa il più giovane vincitore del titolo mondiale, ma a lui ancora non basta: vuole essere il numero uno assoluto, il più forte di sempre. Luigi Busà oggi è una leggenda vivente del karate: primo oro olimpico nella storia della disciplina, ha vinto tutto ciò che poteva. Eppure ha rischiato molte volte di perdersi. In queste pagine racconta il lungo percorso che ha portato un bambino pieno di rabbia e paure a realizzare un sogno all'apparenza impossibile. «Ognuno di noi è unico e importante, ognuno di noi ha qualcosa di speciale. Io dubitavo di me stesso, la paura più grande che avevo era quella di non essere all'altezza del mio talento. Poi ci ho parlato, me la sono tenuta vicino, è diventata mia complice e oggi ho la possibilità di dirti che non sei sbagliato, che i tuoi sogni meritano di essere coltivati. Tieni i tuoi valori, il bene che vuoi e che ti vogliono. Sali sul tuo tatami e combatti per la tua libertà».
Mi chiamavano Rombo di tuono / Gigi Riva ; con Gigi Garanzini
Rizzoli, 2022
Abstract: Monumento assoluto del calcio, Riva è un uomo profondamente riservato e finora non solo si è sempre tenuto lontano dalle cronache, ma non si è nemmeno mai raccontato. Eppure - sono pochi ormai quelli che possono ricordarselo -, per alcuni anni Gigi Riva stregò il mondo con il suo istinto per il gol, diventò un mito (le due star più attese al Mondiale del Messico 1970 erano lui e Pelé) e dimostrò sempre personalità forte e decisa, anche con la scelta di legare tutta la propria carriera al Cagliari, rifiutando offerte stellari. Queste pagine schiudono un mondo antico, forse irriconoscibile per i giovani di oggi, ma proprio per questo di grande ispirazione. Dopo un'infanzia segnata da diversi lutti familiari nell'Italia impoverita del Dopoguerra, a diciott'anni Riva salì su un aereo a elica che in tre tappe lo portò da Varese a Cagliari, una destinazione che allora sembrava più lontana dell'Antartide. Ma la Sardegna lo accolse come la madre che non aveva più, e non dovette passare molto tempo perché partisse la cavalcata del Cagliari verso lo scudetto ed esplodesse - per lui eroe schivo e affascinante come Hud il Selvaggio interpretato da Paul Newman - la gloria con i 35 gol segnati per l'Italia. Però le fiabe più belle finiscono sempre troppo presto e fu proprio la Patria, a cui Riva sacrificò ben due gambe, a interrompere bruscamente la sua formidabile avventura. Chissà quanto ancora ci avrebbe fatto sognare se fosse durata anche solo un po' di più.
Lasciatemi perdere / Riccardo Pittis
Roi, 2022
Abstract: "Lasciatemi perdere" è la storia di un ragazzo cresciuto in una famiglia come tante nell'Italia degli anni Settanta e destinato a diventare un'icona degli anni d'oro della pallacanestro italiana. Dopo un'infanzia spensierata, la vita di Riccardo è rivoluzionata dalla scoperta del basket. Da quel momento ha una sola priorità: vincere. A questa missione sacrifica tutto e le grandi imprese con la maglia dell'Olimpia Milano, della Pallacanestro Treviso e della nazionale gli danno, come a ogni campione, l'illusione di poter evitare la sconfitta. Ma anche i sogni più grandi sono destinati a tramontare, così, chiusa la carriera da giocatore, Pittis scopre che oltre il campo da gioco c'è un mondo dove la meritocrazia non sempre ha la meglio e la sua devozione alla dea vittoria non basta, perché sconfitta e fallimento sono componenti inevitabili dell'esistenza. Con umorismo e grande lucidità, Pittis condivide il suo percorso di crescita interiore e professionale, che lo ha portato a trovare una nuova vocazione e gli ha insegnato che la sconfitta può essere una maestra preziosissima.
Baldini+Castoldi, 2022
Abstract: I fratelli Howard trascorsero sul set tanto tempo quanto nei parchi giochi. Ron recitava la parte di Opie contrapposta a quella di Andy Griffith e, più tardi, quella di Richie Cunningham contrapposta a Henry Winkler, il Fonzie di Happy Days. Clint, invece, fu per anni il protagonista, accanto a un orso bruno, della serie Il tenero Ben. Ma anche l’alieno Balok in Star Trek. In The Boys, i fratelli Howard raccontano la storia della propria infanzia tra gli anni Sessanta e Settanta. La loro mamma e il loro papà non erano i tipici genitori di star. Rance e Jean Howard, provenienti dall’Oklahoma rurale, si trasferirono in California per tentare la fortuna nel mondo dello spettacolo. E quando inseguire i propri personali sogni di gloria si rivelò frustrante, decisero di rimodulare le proprie vite per diventare mentori e manager dei figli: un eccezionale atto d’amore. Ron e Clint ebbero così l’opportunità di crescere in modo normale, anche se all’epoca il dodicenne Ron Howard guadagnava più della leggenda del baseball Sandy Koufax. Certo non mancarono i momenti difficili. Ron a scuola veniva bullizzato e soffriva non poco per l’atteggiamento iperprotettivo dei genitori. Clint, da adolescente, scelse la strada della ribellione e quando i ruoli per lui cominciarono a scarseggiare, deluso, cadde vittima dell’abuso di stupefacenti. Ma la forza della famiglia Howard alla fine ebbe la meglio e Ron e Clint divennero, da adulti, il primo uno dei registi più famosi al mondo, il secondo un amato attore caratterista. Il loro viaggio dall’infanzia alla maturità permise loro di lavorare con il Gotha di Hollywood: Andy Griffith, Don Knotts, George Lucas, Harrison Ford, Richard Dreyfuss, Roger Corman, Henry Fonda, John Wayne e molti altri. Ma furono sempre mamma e papà, le loro guide. Il libro è l’emozionante storia di una famiglia autenticamente americana ai figli della quale, semplicemente, è capitato di crescere in Tv.