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Trovati 9 documenti.
L'anno che a Roma fu due volte Natale / Roberto Venturini
SEM, 2021
Abstract: Villaggio Tognazzi, Torvaianica, sul litorale romano. Alfreda, un'accumulatrice seriale con i primi segni di demenza senile, ha reso il suo villino un tugurio invivibile, dove vive per inerzia tra insetti e cianfrusaglie. Sopra di lei abita il figlio Marco, un giovane fattone, profondamente insicuro, la cui unica occupazione è accudire la madre. Lo spettro di un'azione da parte dell'Ufficio d'igiene rende necessario svuotare in fretta la casa, pena lo sfratto. Alcuni sgangherati amici, assidui frequentatori del bar Vanda, si attivano per sgomberarla, ma la proprietaria si oppone. Da qualche tempo Alfreda soffre di disturbi del sonno durante i quali le appare Sandra Mondaini, che ha conosciuto ai tempi d'oro del Villaggio Tognazzi, quando era il ritrovo estivo del jet set culturale italiano. Alfreda, nei suoi deliri notturni, immagina di parlare con l'attrice, sofferente per la "separazione" dal marito Raimondo Vianello, che riposa a Roma mentre lei è sepolta a Milano. Anche Alfreda non si è mai ricongiunta al marito, scomparso in mare durante una pesca notturna e mai più ritrovato. Alfreda decide di mettere fine a quella "ingiustizia" e pone al figlio una condizione per lo sgombero del villino: trafugare la salma di Raimondo dal Verano e portarla al cimitero di Lambrate, da Sandra. Dopo le prime resistenze, Marco getta le basi del piano, aiutato da Carlo, un vecchio pescatore, e da Er Donna, il travestito più ambito della Pontina.
La casa piena di cose = The house full of stuff / Emily Rand
La Linea, 2021
Abstract: Il signor McDuff ama raccogliere gli oggetti che la gente butta perché crede che un giorno potrebbero tornare utili. Mo, un bambino del quartiere che si ferma sempre ad ascoltare le sue storie, un giorno rompe la propria bicicletta. La rabbia per l'incidente viene sostituita dalla meraviglia quando scopre che il signor McDuff l'ha riparata, facendola diventare più bella di prima. Questo piccolo gesto di generosità spinge tutti ad affidargli i propri oggetti rotti.
Valentina, 2021
Abstract: Nina e Teo, una coppia di gazze ladre, vogliono costruire un nido perfetto per le loro quattro uova. Usano fango, erba e legnetti. Ma presto si convincono che non è abbastanza. E così raccolgono di tutto: due orologi a cucù, quattro calzette, una carrozzina e persino un'automobile! Ma quanto può essere grande un nido? Mentre impilano tutto in una torre di cose sempre più traballante, Nina e Teo potrebbero scoprire di avere... Troppe cose!
Giappone in 100 oggetti / Aurélie Roperch, Julien Giry
Nuinui, 2021
Abstract: Fra gli oggetti che ci circondano ce n'è sempre qualcuno che rimanda al Giappone. Nella cucina, nella ceramica, nel settore del tessile, nell'architettura, nel giardinaggio: ovunque sono presenti in quantità le tecniche e i marchi provenienti dall'arcipelago, ancora oggi ricco di laboratori artigiani e produzioni locali. Dopo le tipiche bambole kokeshi, i transistor del dopoguerra e i videogiochi dell'ultimo quarto del XX secolo, il Giappone ha iniziato a esportare i suoi prodotti di uso pratico. Da sempre, inoltre, questo Paese attrae l'interesse dei collezionisti: armi, tsuba e armature, e poi le action figure dei personaggi delle serie di animazione ricercati in tutto il mondo: una miniera di piccoli tesori. Il Giappone che vi presentiamo attraverso questi 100 oggetti - a volte nobili, a volte più banali, ma tutti intimamente legati alla sua storia e alle sue usanze - è il legittimo erede di questa grande tradizione.
Il mio primo vocabolario / [illustrazioni di Mizuho Fujisawa]
L'Ippocampo, 2021
Abstract: Questo vocabolario in erba dedicato alla fascia 0/3 anni. Le 145 immagini parlate, accompagnano il bambino piccolo nella scoperta del mondo e del linguaggio: animali, oggetti e ambienti della casa, il giardino con i suoi frutti e ortaggi, gli strumenti musicali… Ordinati per tema, i teneri e realistici disegni sono volutamente distanziati sulla pagina e non contestualizzati (una difficoltà per volta), secondo la filosofia Montessori.
Il piccolo indiano / Mercè Galí
Kite, 2021
Abstract: Cosa potrebbe fare un piccolo indiano con dei legnetti e una pietra? È semplice: potrebbe creare. Un albo di sole immagini che illustra quanto possa contare il potere dell’immaginazione. Il piccolo indiano si annoia, dunque decide di fare un giro sulla spiaggia. Mentre cammina attento e sensibile a tutto ciò che lo circonda, raccoglie diversi piccoli oggetti che trova sulla sua strada. Alla fine, stanco, mette tutto a terra per iniziare a creare. Gioca con pietre, piccoli tronchi e due piume … Dal nulla appare un compagno di viaggio che si sdraia di fianco a lui per contemplare il cielo. Il personaggio è anche, in un certo senso, una metafora esplicativa del processo creativo che esiste nell’adulto e nel bambino nella formulazione di un progetto. Oggetti conservati, appunti scritti su un quaderno senza particolari intenzioni possono un giorno essere parte di una realizzazione concreta. "È così che Il piccolo indiano ha iniziato ad esistere una mattina a “Cala Tamariua”, una piccola baia vicina a casa mia".
Donzelli, 2021
Abstract: Il collezionismo napoleonico cominciò all'alba del 19 giugno 1815 sul campo di battaglia di Waterloo e da allora non si è più fermato, contagiando per due secoli le personalità più disparate, da Lord Byron fino a Stanley Kubrick, che per il suo film mancato, quello appunto su Napoleone, realizzò una monumentale ricerca. Del resto, basta scorrere i cataloghi delle case d'aste e delle mostre per cogliere la persistenza del flusso emotivo, oltre che del valore economico, veicolato dai reperti del political drama più avvincente del XIX secolo. Ma gli oggetti ossessionarono lo stesso Napoleone, il quale nel testamento elencò gli effetti personali che desiderava fossero consegnati soprattutto al figlio: oltre a oggetti prevedibili come armi, uniformi e libri, orologi e argenteria varia, anche una collezione di tabacchiere, e poi il lavabo della camera da letto, un bidè d'argento dorato, i letti e i materassi usati a Sant'Elena, sino alla biancheria intima.
Il grande libro del vintage / Sabina Minardi
Il Saggiatore, 2021
Abstract: Drive-in, Polaroid, la Vespa. Le borse all'uncinetto, i pantaloni a vita alta, le Vans. Friends, Mazinga Z, Dune. La voce di Orietta Berti che fuoriesce da una cassa bluetooth mentre un barman in gilet e baffi a manubrio serve un Old Fashioned in uno speakeasy inaugurato da poco. Che cos'è questa confusione di immagini e oggetti di epoche diverse, stili di vita dimenticati e musica retrò? Che cos'è questa nostalgia nell'aria? La risposta sta tutta in una parola: vintage. Sabina Minardi ci conduce in un colorato viaggio nel cuore di uno dei grandi cortocircuiti del contemporaneo: tra moda e costume, storia e tendenze giovanili, "Il grande libro del vintage" spalanca le porte di questa indefinibile Wunderkammer di destini che si riavvolgono e gusto dell'usato. Un'opera fondamentale per comprendere perché più ci proiettiamo nel futuro più siamo affascinati dal passato; per ritrovarci nei panni appena smessi, che rivestiremo domani.
Longanesi, 2021
Abstract: "Le cose sono concentrati di racconti, memorie, odori, affetti, transizioni, ricordi. Quando perdiamo un oggetto, perdiamo proprio un pezzo di passato". Ci dicono che gli oggetti parlano, che basta metterli su un piedistallo e quelli ti raccontano chi sono. Ma spesso, nelle sale silenziose di un museo, tu li fissi immobili e loro non ti dicono nulla. Chiara Alessi ha provato a tirarli giù e farci qualche chiacchiera. Lo ha fatto prima su Twitter, nei mesi strani in cui eravamo tutti chiusi in casa senza poter viaggiare, senza poter entrare in un museo, o una libreria, senza scuola né teatro. Giorno dopo giorno, per 90 giorni, ha costruito un archivio virtuale raccontando in due minuti e venti gli oggetti della storia del Novecento italiano: sono oggetti grafici o architettonici, oggetti anonimi o di firma, invenzioni o fallimenti, oggetti grandi come un autogrill o piccoli come le graffette di una spillatrice; oggetti su cui sedersi, da guidare, con cui scrivere, da mettersi addosso o da mangiare. Sono cose conosciute, ma più sorprendenti di quel che crediamo. Quel museo virtuale, arricchito, trasformato e illustrato da Paolo D’Altan, approda ora in questo libro. Un libro di design che però non parla di design ma di persone, idee, invenzioni, errori e di come cambia l’identità di un popolo attraverso le cose che inventa e usa. Un libro che ha un titolo che è un augurio e pagine che sono piccole sorprese su quel mondo che, a un certo punto, siamo stati capaci di costruirci intorno.