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Trovati 4 documenti.
Rizzoli, 2019
Abstract: La vera pace di Dio comincia in qualunque punto a mille miglia dalla terra più vicina: una frase di Joseph Conrad che, un secolo dopo, pare riecheggiare in ogni singola pagina del moscovita Filippo Valoti Alebardi. Figlio di un’attrice teatrale russa e di un imprenditore italiano, Valoti Alebardi ci conduce nel cuore di tenebra della Russia siberiana con una scrittura ipnotica e incapace di celare il suo stesso sgomento: un Grande Nord, una terra sconfinata e sconosciuta, fatta di promesse di ricchezza mai mantenute e temperature disumane, distese di bianco a perdita d’occhio e città costruite rapidamente e altrettanto rapidamente dimenticate. Un (non) luogo che, teatro del Terrore staliniano, continua a rappresentare nell’immaginario russo una via di fuga per tutti coloro che – primo fra tutti il narratore – stentano ad adattarsi a modelli di vita più normali: da allevatori di renne che trascorrono mesi in tende perse nella taiga a cercatori d’oro che operano al di fuori della legge e dalla civiltà fino all’uomo che, cresciuto in un ex gulag, non è in grado di mettersi alle spalle i luoghi della propria infanzia nonostante attorno a lui non sia rimasto altro che macerie. Per raccontarci queste vite ai confini del mondo, Valoti Alebardi si è fatto ospitare in accampamenti primitivi e ha viaggiato a bordo di scalcagnati camion, lungo gli zimnik, strade di ghiaccio costruite nel letto dei fiumi che collegano durante l’inverno piccoli centri remoti del tutto isolati nei mesi estivi. Nel corso del libro il suo sguardo si fa progressivamente più empatico e capace di tenerezza regalandoci un orizzonte di bellezza unica e selvatica e uno scenario di coraggio e libertà assoluta.
Le leggende della tigre / Nicolai Lilin
Einaudi, 2019
Abstract: Due giovani veterinari attraversano la foresta siberiana per raggiungere un raro esemplare di tigre bianca, ma nel cammino vengono travolti da una violentissima bufera. A salvarli è un misterioso bambino comparso dal nulla, che li accompagna davanti a una piccola baita di legno. Il padrone di casa, un vecchio altrettanto misterioso di nome Filaret, li accoglie al tepore della stufa, prepara una tisana fumante e li incanta per tutta la notte, fino allo spuntar del sole, narrando storie di spiriti e sciamani, cacciatori e viaggiatori, cercatori d’oro, briganti e pionieri di quelle terre selvagge. Nelle parole di Filaret, Maxim e Aleksej intravedono la possibilità di una ricchezza diversa, spirituale e naturale. I miti della Taiga riprendono vita attraverso la voce del vecchio cantastorie, gli spiriti millenari affollano ancora una volta la foresta, e il soffio della grande tigre Amba anima ogni cosa.
Haiku siberiani / testo Jurga Vile ; illustrazioni Lina Itagaki ; traduzione Adriano Cerri
Topipittori, 2019
Abstract: Erano tempi tumultuosi. Era cominciata la guerra. La Germania aveva invaso la Polonia. Di lì a poco la Lituania era stata occupata – in altre parole, presa di forza – dalla poderosa nazione russa, l’Unione Sovietica. La gran parte dei lituani erano considerati nemici dell’Unione Sovietica dal momento che non avevano festeggiato l’arrivo dei forestieri. E i nemici andavano eliminati. Cominciarono a deportare le persone. A strapparle dalle case. A esiliare famiglie intere. Trasferite negli angoli più sperduti e inospitali della Russia, nella più remota Siberia. Moltissimi deportati ci sono anche morti, là, al confino. Qualcuno, cui sorrise la fortuna, potè tornare in patria. Come quei bambini che alcune buone persone ricondussero a casa sul ‘treno degli orfanelli’. Tra questi c’era il piccolo Algis, mio padre. I suoi ricordi e quelli di mia nonna mi hanno spinto a scrivere questo libro. In cui molto c’è di reale e qualcosa di inventato… Questa è la storia di Algis, di sua sorella Delia, della zia Petra che è riuscita a salvare dalla furia dei soldati un libro di Haiku, di sua mamma Ursula, del papero Martino e di un numero sconsiderato di fantasmi.
Tigre / Polly Clark ; traduzione di Federica Bigotti
Atlantide, 2019
Abstract: Per i popoli siberiani incontrare una tigre significa assistere allo svelamento di una verità assoluta: tutte le cose della natura si incarnano le une nelle altre, e la tigre rappresenta l’incarnazione vivente di qualcosa che va oltre l’umano, qualcosa al tempo stesso di enigmatico, meraviglioso e tremendo. Per Frieda, primatologa inglese appassionata di scimmie bonobo, le tigri invece non sono che animali selvaggi incomprensibili nella loro violenza, ma nel suo nuovo incarico presso uno zoo privato nella campagna del Devon si troverà ad averci a che fare giornalmente; inizierà così a capire il loro essere, quindi man mano a innamorarsene e infine, attraverso di loro, a scoprire una parte di sé che non conosceva, e che la porterà fino in Siberia, dove la sua vicenda e quella delle tigri troveranno una ragione necessaria e sorprendente, connessa inestricabilmente a quella di Tomas, solitario uomo delle foreste siberiane, e della piccola Zina, ragazzina selvaggia di origine udeghe.